15 maggio 2018
“Questo Amore” (Poesia)

Questa bellissima poesia di “Jacques Prevert” e un po lunga, pubblico solo una parte.

Se piacerà inserirò anche la seconda.

Questo amore

Questo amore
Cosi violento
Cosi fragile
Cosi tenero
Cosi disperato
Questo amore
Bello come il giorno
E cattivo come il tempo
Quando il tempo è cattivo
Questo amore cosi vero
Questo amore cosi bello
Cosi felice
Cosi gaio
E cosi beffardo
Tremante di paura come un bambino al buio
E cosi sicuro di sé
Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
Questo amore che impauriva gli altri
Che li faceva parlare
Che li faceva impallidire
Questo amore spiato
Perché noi lo spiavamo
Perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Perché noi l’abbiamo perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Questo amore tutto intero
Ancora cosi vivo
E tutto soleggiato
E tuo
E mio
E stato quel che è stato
Questa cosa sempre nuova
E che non è mai cambiata
Vera come una pianta
Tremante come un uccello
Calda e viva come l’estate
Noi possiamo tutti e due
Andare e ritornare
Noi possiamo dimenticare
E quindi riaddormentarci
Risvegliarci soffrire invecchiare
Addormentarci ancora
Sognare la morte
Svegliarci sorridere e ridere
E ringiovanire
Il nostro amore è là
Testardo come un asino
Vivo come il desiderio
Crudele come la memoria

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22 maggio 2018
Curiosità

PERCHÈ NEW YORK SI CHIAMA LA “GRANDE MELA”?

Quante volte avete sentito chiamare New York come la “Grande Mela”, The Big Apple? È un nome piuttosto curioso.

VI SIETE MAI CHIESTI PERCHÈ VIENE CHIAMATA COSÌ?

Se vogliamo andare a ricercare le origini più antiche, il primo ad avvicinare New York a questa simbologia è Edward S. Martin. Nel suo libro The Wayfarer in New York del 1909, lo stato di New York è paragonato a un melo, con le radici nella valle del Mississippi e il frutto a New York.

Ma il primo a utilizzare effettivamente il termine “Big Apple” fu il redattore sportivo John J. Fitzgerald. Dopo aver sentito chiamare così l’ippodromo di New York da alcuni scommettitori sulle corse dei cavalli, chiamò la sua rubrica “Around the Big Apple”. Siamo agli inizi degli anni ‘20. Grande mela stava a indicare grandi vincite sulle scommesse.

New York, the Big AppleUna grossa mela, sinonimo di soldi e successo.

E una grossa mela rossa era proprio il compenso che ricevevano i musicisti jazz degli anni ‘30 suonando nei locali di Harlem e Manhattan. Iniziarono così a soprannominare New York come la “Grande Mela”, capitale di successo della musica jazz nel mondo. Quando un concerto si teneva lontano dalla città usavano invece dire che andavano a suonare sui “rami”.

Anni dopo, nel 1971, il termine fu ripreso dall’allora presidente del turismo, Charles Gillet, durante una campagna di promozione della città. Il paragone a una grossa mela rossa e succosa serviva per dare un’immagine più allettante e invitante a una New York spesso vista come una città violenta e pericolosa. Da allora New York divenne per tutti la Grande Mela.

Big Apple Corner

Nel 1997 il sindaco Giuliani riconosce ufficialmente la paternità del soprannome a John J. Fitzgerald, battezzando “Big Apple Corner” l’angolo tra la Broadway e la 54th strada, dove viveva il cronista sportivo.

Non tutti sanno che…

…tra i meno abbienti New York è soprannominata The Big Onion, “La Grande Cipolla”, perché si può sbucciare a strati, fino a rimanere in lacrime con nulla di fatto in mano.

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22 maggio 2018
“Questo Amore” (Poesia) Seconda Parte

Vorrei proporvi  l’altra parte della bellissima Poesia  di Jacques Prevert.

“Questo Amore” (Seconda Parte)

Sciocco come i rimpianti
Tenero come il ricordo
Freddo come il marmo
Bello come il giorno
Fragile come un bambino
Ci guarda sorridendo
E ci parla senza dir nulla
E io tremante l’ascolto
E grido
Grido per te
Grido per me
Ti supplico
Per te per me per tutti coloro che si amano
E che si sono amati
Sì io gli grido
Per te per me e per tutti gli altri
Che non conosco
Fermati là
Là dove sei
Là dove sei stato altre volte
Fermati
Non muoverti
Non andartene
Noi che siamo amati
Noi ti abbiamo dimenticato
Tu non dimenticarci
Non avevamo che te sulla terra
Non lasciarci diventare gelidi
Anche se molto lontano sempre
E non importa dove
Dacci un segno di vita
Molto più tardi ai margini di un bosco
Nella foresta della memoria
Alzati subito
Tendici la mano
E salvaci.

Jacques Prevert

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21 maggio 2018
Le bellezze di alcuni famosi cimiteri

>1)  Italia, Torino, cimitero monumentale (in precedenza chiamato generale)

Mappa delle tombe di alcuni personaggi illustri -   per vedere cliccare qui

Nel mondo: per vedere clicca qui

>2) Francia, Parigi,   Pere Lachaine che ospita defunti memorabili

>3) Inghilterra, Londra, Hightgate famoso per la imponenti statue

>4) Usa, Florida, Neptune memorial Reef è un mausoleo sottomarino

>5) Romania, Cimitrul Vesel, il cimitero allegro, con tombe coloratissime

>6) Usa, Luisiana, il più vecchio cimitero di New Orleans

>7) Repubblica Ceca, Praga, cimitero Ebraico con molti strati di tombe sovrapposte

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19 maggio 2018
L’insetto che genera simpatia e porta fortuna – COCCINELLA

COCCINELLA DALLA LIVREA ROSSA

Le coccinelle sono insetti diffusi in molti paesi, soprattutto in Asia, Europa e Nord America.

I luoghi preferiti sono gli ambienti soleggiati, come i prati, giardini ed anche i boschi, è molto facile trovare l’animaletto in posti al di fuori del loro abitat naturale per via del largo uso di questo insetto in agricoltura.

Infatti scegliendo di non utilizzare insetticidi nella cura delle coltivazioni, si è trovato un valido aiuto nelle coccinelle, che agiscono contro gli

1) “Afidi” e 2) “cocciniglie”, che sono molto dannose per le culture e quindi servono ad evitare l’impiego massiccio di prodotti chimici, attuando cosi’ una lotta biologica. Da qui’ la diffusione esponenziale dell’insetto, che a noi ha sempre suscitato simpatia, forse anche per la tradizionale opinione che gli attribuisce il merito di portare fortuna.

La sua livrea rossa punteggiata da sette piccole macchie scure, normalmente tre su ogni ala ed una in mezzo ad esse, fanno parte della famiglia dei coleotteri, i suoi colori cosi’ allegri e contrastanti svolgono la funzione di tenere alla larga i predatori, essa stessa è un predatore  vorace.

Come tutti i coleotteri passa attraverso tre fasi di sviluppo, prima  di raggiungere lo stato di adulto (uovo, larva e pupa).

PUPA COCCINELLA

Dalla pupa, nell’arco di una settimana, normalmente  all’inizio dell’estate esce l’insetto ormai completo e con i colori brillanti della sua livrea.

Il suo colore del manto viene associato, dai potenziali predatori come aggressivo e velenoso, si tratta del 3) “aposematismo”, cioè di un fenomeno biologico che trae la sua derivazione dal greco “aposemaino”, ossia (dare un segno avverso, sfavorevole). Tanto che un organismo in stato di pericolo assume un’ aspetto sgradevole  o minaccioso, come deterrente.

Comunque la coccinella può essere tossica per piccoli predatori, tipo uccellini o lucertole, in quanto sono in grado di secernere sostanze nocive e di odore repellente. Anche l’uomo può sperimentare tale secrezione, per noi totalmente innoqua, se però si dovesse insistere nel trattenere l’insetto nell’incavo della mano, in tal caso la coccinella ripiegando le zampe e le antenne, emetterebbe un umore giallo, che all’olfatto è assai sgradevole.

Nel periodo autunnale, quando la natura cambia colore e le foglie si accartocciano la coccinella si ritira sotto le foglie o nelle spaccature della cortecce, per tutto l’inverno, lascerà il suo rifugio con l’inizio della primavera che è anche il periodo di accoppiamento.

VARIETA’ DI COCCINELLE

Nel nostro territorio è maggiormente presente quella a dieci punti, giallastri e con macchie nere, invece quella presente principalmente nelle foreste di conifere è la coccinella ocellata, di colore fulvo con macchie nere cerchiate di giallo. Esiste anche quella con macchie allungate di colore bruno-rossiccio e le macchie di colore ocra poco appariscenti.

Il nome COCCINELLA deriva dal latino “coccinus” significa colore scarlatto.

Si comportano come i più grandi predatori del regno animale, ma in assenza di proteine animali, possono ripiegare verso una scelta più vegetariana, inserendo nel menù polline e nettare dei fiori.

Una antica credenza popolare, la indicano come messaggera dei defunti.

LEGENDA:

1) AFIDDI; significa pidocchi delle piante

2) COCCINIGLE ; significa impropriamente, coccidi, sono una superfamiglia di insetti fitologi.

3) APOSEMATISMO ; è un fenomeno per cui certi animali assumono colorazioni (dette aposematiche) e disegni vistosi allo di avvertire i predatori del loro sapore disgustoso.

FULVO ; di colore giallo rossiccio.

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14 maggio 2018
-Trekking urbano-

Il trekking urbano non è altro che una semplice camminata in città. Uno sport dolce che tutti lo possono fare, ciascuno lo può sperimentare scegliendo a piacere un proprio percorso da praticare in qualsiasi ora del giorno e in ogni stagione.

Ma camminare in città significa anche conoscere intinerari insoliti, abbinando lati di vita cittadina e sportiva, scoprire nuovi sentieri e vivendo assieme alla viva natura, ma pur rimanendo sempre in tema; camminando fa molto bene al corpo ma soprattutto anche allo spirito.

Camminare significa, praticare una attività fisica a intensità moderata, camminando a passo svelto per 30 minuti al giorno sarebbe un allenamento ideale, ovviamente se si cammina di più, tanto di guadagnato. Un consiglio e quello di portarsi sempre una bottiglietta d’acqua per reidratarsi, anche se lungo gli intinerari cittadini si può contare sulla presenza di qualche fontanella.

Per quanto riguarda all’abbigliamento, questo dovrebbe  essere leggero, ma l’accessorio più rilevante per un camminatore  è sicuramente rappresentato dalle scarpe, una calzatura flessibile, ammortizzante con tomaia traspirante, facilitando la dinamicità della camminata e per avere una postura corretta. Importante, non acquistare scarpe badando solo all’estetica. Ora non resta che uscire e incamminarsi…………..

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11 maggio 2018
Le ghiacciaie di Torino, resistono al tempo

Adesso le ghiacciaie sono luoghi turistici

> Pianta con le posizioni delle ghiacciaie Torinesi, per vedere clicca qui
> La ghiacciaia di porta palazzo, sotto il Palatino  clicca qui
> Antica ghiacciaia  settecentesca di piazza Emanuele Filiberto , l’area un tempo era denominata ” contrada delle Ghiacciaie”   clicca qui
> Spostandosi di qualche centinaio di metri a Nord di Piazza Solferino vi sono le ghiacciaie ipogee  clicca qui
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9 maggio 2018
Una lezione su educazione oggi

L’educazione oggi

IL 5 maggio ho avuto l’opportunità di assistere a una lezione sull’educazione oggi, che ha avuto luogo nei locali in uso dall’associazione Nosu Impari di Via Reis Romoli. IL Prof. Prunelli ci ha illustrato diversi comportamenti adottati dai giovani ragazzi e quindi Il Prof. ci ha portato alcuni esempi da adottare     Noi genitori , insegnanti e allenatori sportivi o chiunque sia in contatto con le loro giovani menti per non sbagliare. L’incontro è stato molto seguito e interessante.

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8 maggio 2018
“Festa e animazione Via Chiesa della salute”

Domenica in Via Chiesa della salute si è svolta la Festa organizzata dai commercianti della zona, sui banchi esponevano i loro prodotti tipici e le loro specialità artigianali.

Poichè era una bella giornata numerosa è stata la partecipazione dei cittadini, che hanno appofittato per fare shopping.

Nel filmato potete vedere un gruppo di ballerini che si esibisce in una danza popoplare piemontese.

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5 maggio 2018
QUALCUNO SI RICORDA del centenario dell’unità d’Italia

Alcune particolarità di quel periodo:

Il trenino sopraelevato (monorotaia) in corso unità d’Italia, che diventò il simbolo della modernizzazione torinese.

Il binario correva per Km 1,2 ad una altezza di circa 7 metri, allora appariva un’opera imponente, invece durò un lasso di tempo breve, dal 1961 al 1965.

Nello stesso periodo salivano le cabine colorate della meravigliosa ovovia che partiva a ridosso del fiume Po e arrivava al parco Europa. Sia la monorotaia che la cabinovia sono state smantellate, rimane un piccolo tratto di monorotaia sul laghetto del valentino e una base di cemento circondata da lamiere come punto di arrivo dell’ovovia.

Il palazzo Nervi (dal nome del suo progettista) , fu costruito per le celebrazioni del centenario dell’unità di Italia, la sua realizzazione avvenne in tempi record (9 mesi), era destinato ad ospitare l’esposizione internazionale del lavoro.


Il palazzo Nervi in quel momento rappresentò un secolo di progresso economico italiano.

Durante le celebrazioni lo visitò la regina Elisabetta, che inaugurò il settore inglese, un ulteriore incrocio con la monarchia inglese avvenne nel 2004, quando il principe Carlo partecipò alla prima edizione di Terra Madre.

Da allora per il palazzo calò il sipario, ed ancora oggi non è chiaro il suo futuro.

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