11 gennaio 2022
A Speranza (Poesia)

Totò oltre a essere un grande comico è stato anche un grande poeta… Ha scritto 26 Poesie… Tra queste “A Speranza” in dialetto napoletano…

‘A speranza

Ogne semmana faccio na schedina:
mm a levo ‘a vocca chella ciento lire,
e corro quanno è ‘o sabbato a mmatina
‘o Totocalcio pe mm’ ‘a ji a ghiucà .


Cuccato quanno è a notte, dinto ‘o lietto,
faccio castielle ‘e n’aria a centenare;
piglio ‘a schedina ‘a dinto ‘a culunnetta,
‘a voto, ‘a giro, e mm’ ‘a torn’ ‘a stipà


Io campo bbuono tutta na semmana,
sultanto ‘o lluneri stongo abbacchiato,
ma ‘o sabbato cu ‘a ciento lire mmano
io torno n’ata vota a gghi a ghiucà .


Nun piglio niente, ‘o ssaccio… e che mme ‘mporta?
io campo solamente cu ‘a speranza.
Cu chi mm’aggia piglià si chesta è ‘a sciorta,
chisto è ‘o destino mio… che nce aggia fà ?


‘A quanno aggio truvato stu sistema
io songo milionario tutto ll’anno.
‘A ggente mme pò ddi: – Ma tu si scemo?
Ma allora tu nun ghiuoche pe piglià ? -


Si avesse già pigliato ‘e meliune
a st’ora ‘e mo starrie già disperato.
Invece io sto cu ‘a capa dinto ‘a luna,
tengo sempe ‘a speranza d’ ‘e ppiglià.

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22 dicembre 2021
“Buone Feste”

Possano queste Feste darvi speranza e nuovi sogni da inseguire.

Tantissimi Auguri!!!

A tutti i carissimi amici del gruppo Blog insieme alle loro famiglie…

Tanti Auguri di “Buone Feste” a tutti i collaboratori e personale della Circoscrizione Cinque…

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13 dicembre 2021
Incontro pre Natale

Visto che presto è natale, come già scritto da Franco vogliamo vederci per un caffè o altro e cosi possiamo farci gli auguri viso a viso.

Non ci dimentichiamo siamo un gruppo.

A presto.

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12 novembre 2021
4 NOVEMBRE

DAL WEB

Celebriamo, è vero, sia il giorno della Liberazione, che quello della nascita della Repubblica, che le nostre Forze Armate (se lo ricorda qualcuno? E’ il 4 Novembre).

Ci serve – tanto – un simbolo che ci accomuni, che ci restituisca l’orgoglio di essere cittadini di una meravigliosa Nazione, un simbolo che decori un giorno il nostro Vittoriale così come i red poppies (PAPAVERI ROSSI)decorano l’11 Novembre il Big Ben e che ci faccia dire: sono fiero di essere Italiano, voglio onorare chi ha lottato per la mia Patria e lotterò io stesso, se necessario, per difenderla da chiunque ne metta in pericolo l’esistenza.
Riflettiamoci, l’orgoglio non ci manca.

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12 novembre 2021
PAPAVERI ROSSI

PERCHE’ I REALI  INGLESI E I CITTADINI COMUNI PERTANO LA SPILLA CHE RAFFIGURA IL PAPAVERO ROSSO……

Durante i giorni del cosiddetto Poppy Appeal, ideato nel 1921, milioni di red poppie(Papaveri rossi)vengono venduti ad ogni angolo delle città inglesi da volontari e anche da soldati, allo scopo di raccogliere fondi destinati al sostegno economico (e spesso anche psicologico) delle famiglie dei caduti in guerra. Ben 12.000 soldati Inglesi hanno perso la vita, solo dal 1945 ad oggi.
L’iniziativa gode ogni anno di uno straordinario successo e si inserisce nel quadro di una serie di manifestazioni che vedono, l’11 Novembre, la celebrazione dell’Armistice day, ovvero del giorno dell’armistizio siglato tra gli Alleati e la Germania l’11 Novembre 1918, con il quale si posero fine ai quattro, sanguinosissimi anni in cui l’Europa fu martoriata dalla Prima Guerra Mondiale.

(undicesimo giorno- undicesima ora- undicesimo mese )


Perché proprio il papavero rosso? Si narra che fu il primo fiore a sbocciare sui campi di battaglia francesi e delle Fiandre, dopo il conflitto. Si tratta quindi di un fiore che simboleggia la speranza, ma al tempo stesso, con il suo colore rosso, il sangue versato da milioni di giovani in feroci combattimenti che cambiarono la storia di una generazione e del mondo intero.
L’intero Regno Unito si copre, in questi giorni, di papaveri rossi, per ricordare chi diede la vita per la Patria e per riflettere sulla barbarie delle guerre.
In Italia non esiste un simbolo che ricordi il valore ed il coraggio di chi combatté eroicamente, vincendo ma anche perdendo, lottando dalla parte giusta ma anche dalla parte sbagliata, ma sempre con onore, orgoglio e coraggio.

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20 ottobre 2021
“Grazie”

Autore

Franco Sabatiello

Grazie per svegliarmi
al mattino e vedere
la luce dei raggi del sole.

Grazie per vedere
tutto il bello che mi circonda
le piante, le montagne, l’orizzonte.

Grazie che quando cammino,
per strada di poter sentire,
il profumo dell’erba, dei fiori
che si diffonde nell’aria.

Grazie per incontrare
degli amici ogni giorno
dialogare con loro
di qualsiasi cosa:
ci viene in mente.

Grazie per tutte queste
semplici piccole cose
che ho intorno:
a volte basta poco
per essere felici.

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16 ottobre 2021
LE GUERRE SONO L’ANTIDEMOCRAZIA DEI POPOLI.

Gli Americani negli ultimi 50 anni hanno vissuto una continua guerra, sempre combattuta fuori  dai propri confini, cominciando dal Vietnam, una pagina nella nella loro storia, fu un incubo durato molti anni. Durante il mio periodo militare (naia) ho vissuto come spettatore la brutalità e l’orrore stampato sui volti dei soldati Americani che tornavano da quel fronte , perché erano feriti oppure erano alterati da quanto hanno visto e subito o fatto. La base di Vicenza era un luogo di decantazione, dopo un periodo di trattamenti sulla persona , sia che fossero di natura chirurgica o mentale venivano,  quasi la totalità rimandati in Vietnam. Tutto questo mostrò il lato debole del più grande paese del mondo che era incapace di vincere una guerra contro quel popolo, tanto da scatenare una ribellione interna che fece si che si sprigionò in moltissime battaglie. Anche all’interno  della America vi fu un momento amaro, tale da provocare ripercussioni in tutto il mondo suscitando moltissime polemiche e fece versare un mare di inchiostro sulle pagine dei giornali e libri. Allora nacque un movimento ” figli dei fiori”

Poi vi fu L’Indocina stessa sorte, uguale per L’Iraq, ultima nel tempo Afghanistan, il risultato é sempre stato l’occupazione del territorio cercando di portare una democrazia compiuta, ma con un pessimo risultato tanto che le ultime in ordine di tempo hanno portato più danno che benefici nel popolo. Oggi rientrando i Talebani stanno imponendo al paese una sorta di vendetta che costringe molti ha fuggire, chi non può deve soggiogarsi al potere, la presunta democrazia importata dagli Americani in men che non si dica è stata spazzata via .

Tutti i popoli democratici devono far leva verso i più forti  perché ciò che è successo  da dopo la seconda guerra mondiale non si riproponga più. Tutti devono vivere al meglio senza alcuna costrizione.

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29 settembre 2021
L’emozione non ha voce (Canzone)

Un po di romanticismo fa sempre bene… Nella vita l’amore è molto importante… Se non ci fosse bisognerebbe inventarlo…

Vogliate gradire una bellissima canzone di Adriano Celentano… L’Emozione non ha voce…

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4 settembre 2021
rolex———

da la stampa  mattia feltri


.
MATTIA
FELTRI

BUONGIORNO
Adoro i social perché sono la trama quotidiana della stoffa
del paese. Da un paio di giorni, per esempio, forse venuti a
noia gli afghani e scesi allo stomaco i no vax,

la moltitudine
ha indirizzato la brama di giustizia su un giovanissimo can-
didato renziano ritratto col Rolex. ……

Fidel Castro il Rolex l’aveva e di popolo ci capiva
o no? B

Anche Che Guevara aveva il Rolex, e ci capiva?
Mah.

Un altro con il Rolex era John F. Kennedy, e non so se
avesse il bernoccolo del popolo

. Il Dalai Lama di Rolex ne
possiede un paio, in una collezione di una quindicina di
orologi di lusso, e quanto sia ferrato in fatto di popolo è da
appurare.

Un altro col Rolex era Barack Obama, addirittu-
ra un Cellini, roba da oltre diecimila euro, e chissà in che
rapporti era col popolo

Ah, stavo dimenticando

il gigantesco-
Martin Luther King,

uno che il popolo lo condusse in
piazza a Washington – centinaia di migliaia di neri in piaz-
za a sentire «I have a dream» – e portava un Rolex, l’incom-
petente.

Era un Datejust d’oro, molto simile al Datejust d’o-
ro di un dilettante di pari grado: Giovanni Paolo II.

E del re-
sto uno come Salvini, che del popolo sente anche l’odore,
l’orologio nemmeno lo indossa.

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3 settembre 2021
si o no questo è il problema…

da ..la stampa

articolo di Maurizio Costanzo
rispecchia perfettamente quello che penso

Non facciamo una grande

scoperta, ma il “no” è sem-
pre e comunque, dalla an-
tichità, segno di negazio-
ne. Partendo dal
“no-vax”, cioè quanti ri-
tengono di non doversi vaccinare, pro-
viamo a declinare quanti altri “no” po-
trebbero subdolamente accerchiarci.
Per esempio, il “no-pax” (cioè no pace) il “no-sex”
(non faremo più sesso). Di positivo ci potrebbe essere
il “no-tax” (non paghiamo più le tasse)……..
C’è poi il “no-gol”, che è quello che dicono gli allena-
tori delle squadre di calcio nel fare la formazione della
squadra, come dire: non ti metto in squadra, quindi
non farai gol. …..
si accorgerà che i “no-vax” sono gli ultimi che hanno
usato il “no” e che il “no” ci accompagna da sempre.
C’è posta per me? “No”. Mi ha cercato qualcuno?
“No”. Ci sono notizie riguardo al posto di lavoro che
cercavo? “No”. Sarebbe bello un mondo fatto di
“sì-vax”, “sì-sex”, “sì” sempre.
D’altra parte, sappiamo bene che il semaforo è rosso
per non farci passare e verde per darci l’okay. Come
possiamo dire? Verde: “sì-pass”. Rosso: “no-pass”.
Pensate che si nega la pace (“no-pax”) ma non si ne-
ga la guerra. Avete mai sentito la frase: “no-war”?

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