18 giugno 2018
“Fine a lieto fine per una bimba scomparsa nel nulla”

Una bambina di due anni era con la nonna quando è scomparsa da casa nel nulla. Per diversi giorni i genitori hanno temuto il peggio.

Ma la piccola aveva con lei un cane “Pit Bul” che gli ha tenuto compagnia e protetta per 36 ore.

Alla fine è corsa a chiamare i soccorsi, conducendoli dalla bambina. Una bella storia conclusa a lieto fine. Per approfondire premere “QUI”

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15 giugno 2018
Coppa Rimet

Non tutti sanno che nel tempo la coppa del mondo (parliamo del trofeo) venne trafugata più volte, fu ritrovata fortunosamente, ma subi’ anche un tentativo atto alla sua fusione , cliccare qui

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13 giugno 2018
Olanda: il ponte al contrario. Barche sopra, auto sotto



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12 giugno 2018
“Lucento, un quartiere in trasformazione”.

“C’è un luogo a Torino dove i paesaggi cambiano velocemente: è  il quartiere di Lucento

Scordatevi la Torino tutta regolare, con le vie lunghe e dritte, le case vicine e tutte di fila, con così poco cielo sopra la testa. Qui non siamo lontani dal centro storico, eppure ci troviamo al confine fra la città e la campagna in un luogo che, come tanti a Torino, rivela delle sorprese. Il quartiere di Lucento è situato nel quadrante Nord Ovest di Torino, incastonato fra le Vallette e il nuovo Parco Dora.

E’ un quartiere che è nato borgo, con la sua chiesa e le sue tradizioni, un luogo di passaggio ricco di storia.

Qui si intrecciano le tracce millenarie dei fiumi, delle strade, della natura, insieme alle opere dell’uomo: case di tutti i tipi, fabbriche enormi, ponti fra i più curiosi. In tutto ciò gli spazi si amplificano, il verde è ovunque, gli scorci si moltiplicano.

E ogni tanto grandi autostrade urbane tagliuzzano la città qui e là, un po’ sopra ma anche sotto. perchè qui una volta passava un lungo tunnel che collegava le industrie di Lucento a quelle di Parco Dora, un trincerone ferroviario che si snidava sotto le case finendo poi dentro le fabbriche.

Oggi Lucento è al centro di una grande trasformazione legata a queste industrie che ne hanno caratterizzato il paesaggio, la Thyssenkrupp e la Ilva, presenti dal secondo dopoguerra.

E’ l’immagine della fine di un’era, quella industriale, che è ormai scomparsa a Torino, e che qui è scomparsa portandosi dietro la vita di sette persone, sette operai della Thyssenkrupp morti nel 2007 in seguito ad un rogo sciagurato.”

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12 giugno 2018
Cronologia essenziale italiana grande distribuzione.

1994

Data Evento
1877 Viene fondato a Milano il primo grande magazzino da due fratelli che avevano avuto successo come venditori ambulanti di tessuti: i fratelli Luigi e Ferdinando Bocconi; il

magazzino inizialmente si chiama Aux villes d’Italie, poi viene ribattezzato Alle città d’Italia rifacendosi al magazzino francese Bon Marché.

1928 Apre il primo magazzino a prezzo unico a insegna Upim a Verona in via Pellicciai.
1956 Apre il primo reparto alimentare a insegna Standa annesso al preesistente grande magazzino con stessa insegna a Napoli in via Diaz.
1957 Apre il primo supermercato di una catena di GDO. Si trovava a Milano in viale Regina Giovanna, la società si chiamava Supermarkets Italiani che oggi è meglio nota come

Esselunga. Questo punto di vendita, quasi 50 anni dopo l’apertura, è stato ceduto al Gruppo Rewe con insegna Billa ed infine al gruppo Carrefour

.

1964 Apre il primo cash and carry a Dalmine a insegna Gros Market del Lombardini.
1971 Apre il primo ipermercato a Castellanza a insegna MaxiStanda. Passato a Billa, oggi questo ipermercato ha insegna Il Gigante.

Nello stesso anno Standa apre i primi magazzini e supermercati in affiliazione.

1973 Standa introduce i primi prodotti a marca privata con marchio Tanto Standa.
1986 Coin lancia la prima carta fedeltà, nasce Coincard.
1989 Apre il primo superstore a Firenze in via di Novoli a insegna Superstore Esselunga.
1992 Apre il primo discount ad Arzignano a insegna Lidl.[2]
Vengono installate le prime casse self service nell’Iper di Montebello della Battaglia.[3

]

2012 Apre il primo supermercato H24 a Milano piazzale Principessa Clotilde a insegna Carrefour Market.[4]

Grande Distribuzione (GD) e Distribuzione Organizzata (DO)[modifica | modifica wikitesto]

Fondamentale è la differenza tra Grande Distribuzione (GD) e strutture della Distribuzione Organizzata (DO).

La GD prevede grosse strutture centrali controllate da un unico soggetto proprietario, che gestiscono punti di vendita quasi sempre diretti. Gli attori più importanti sul mercato Italiano sono attualmente Coop, Esselunga, Selex, Carrefour, Auchan, MD, Famila, Pam Panorama, Bennet, Eurospin.

La DO (altrimenti detta DA – Distribuzione Associata), invece, prevede la aggregazione di piccoli soggetti secondo la logica de l’unione fa la forza: consorziandosi in gruppi d’acquisto i piccoli e medi dettaglianti possono ottenere agevolazioni economiche in termini di approvvigionamento, derivanti dal maggior potere contrattuale nei confronti dei fornitori e, molto spesso, saltando l’anello del grossista riescono a proporre le merci a prezzi maggiormente concorrenziali. A questo si aggiungono i vantaggi conseguibili dallo sfruttamento del marchio e dall’ottenimento di supporto in termini di know-how e coordinamento strategico. A volte, ai singoli esercenti facenti parte del gruppo, viene erogata anche una adeguata assistenza fiscale. Nel nostro paese i gruppi più importanti sono Conad, Crai, Despar, Gruppo VéGé e Sigma. Oltre ai gruppi d’acquisto, fanno parte della DO, anche le cosiddette unioni volontarie di dettaglianti e grossisti ove, anziché saltare l’anello del grossista, i singoli esercenti, in maniera ben organizzata, riescono ad avere un maggior potere contrattuale nei raffronti di un preciso grossista di fiducia: un esempio è dato dai supermercati A&O.

La GD ha però radicalmente cambiato le sue strategie di crescita, tanto da pareggiare e, solo ultimamente, scavalcare la posizione di dominanza della DO. Un aspetto determinante che ha causato il “cambio di leadership” è proprio da individuare nelle caratteristiche strutturali dei due operatori. Infatti la struttura a rete classica della DO ha rivelato alcuni punti deboli riconducibili alle relazioni negoziali con i fornitori. Sovente infatti nella DO si verificano casi di “sovrapposizione negoziale” a causa della crescita dimensionale (e di conseguenza contrattuale ed economica) di singoli membri appartenenti allo stesso gruppo che non tardano a reclamare maggiore indipendenza dalla centrale, anche per le problematiche di carattere strategico e di governance. I rapporti di fornitura e le condizioni economiche che si riescono a ottenere infatti rappresentano una voce di assoluta centralità nel risultato economico di un’impresa commerciale. Inoltre non va sottovalutata l’eterogeneità dei formati di vendita che spesso va a caratterizzare la DO e che penalizza la capacità di controllo e di coordinamento unitario da parte della centrale.

Importanti sono anche le cosiddette private label ossia i marchi contrassegnanti prodotti vendibili unicamente all’interno del gruppo o della catena

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12 giugno 2018
“Free Torino Wifi”

Disponibile l’elenco dei punti wi-fi gratuiti sul territorio della Circoscrizione 5 e le modalità per accedervi.

La rete dei punti wi-fi sul territorio della Circoscrizione 5 fa capo al servizio FreeTorino WiFi, già presente negli spazi del centro città.

La connessione consente la navigazione per 12 ore giornaliere o per  750 Mb di traffico.

Istruzioni per accedere alla rete WiFi della Città di Torino alla pagina di AIUTO.

Le aree della Circoscrizione 5 al momento coperte, in modo totale o parziale, sono le seguenti:

  • Via Stradella 192 (Circoscrizione 5 e antistante area verde)
  • Corso Cincinnato 115 (Biblioteca Cognasso e giardini)
  • Corso Lombardia 95, Piscina Lombardia
  • Via Enrico Giachino 55/a (Associazione TeSSo)
  • Via Verolengo 212 (Centro Culturale P. Isabella)

Consulta FreeTorinoWiFi per conoscere la copertura di aree pubbliche con connettività  Wi-Fi a Torino

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6 giugno 2018
Cosa è lo SPREED

Lo Spreed

Perchè il suo aumento scatena il panico sui media e nei mercati. Per saperne di più cliccare qui

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5 giugno 2018
“Vivere due volte” (canzone)

Sarebbbe troppo bello se fosse possibile vivere due volte.

Ascoltate questa allegra canzoncina…

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4 giugno 2018
La parola automobile è o non è femminile?

La parola automobile è o non è femminile? E allora perché attribuirle nomi maschili?
D’altra parte, a mettere fine alla disputa sul sesso dell’auto fu Gabriele d’Annunzio che nel 1926 scriveva una lettera a Giovanni Agnelli:
Mio caro Senatore, in questo momento ritorno dal mio campo di Desenzano, con la Sua macchina che mi sembra risolvere la questione del sesso già dibattuta. L’ Automobile è femminile. Questa ha la grazia, la snellezza, la vivacità d’ una seduttrice; ha, inoltre, una virtù ignota alle donne: la perfetta obbedienza. Ma, per contro, delle donne ha la disinvolta levità nel superare ogni scabrezza. Inclinata progreditur”.(significato ”che si muove da sé”. … Inclinata progreditur.)
Gli italiani, precursori dello stile e della moda nel mondo, noti “Dongiovanni”, lo sanno bene e non sarà un caso che nella lista delle 10 auto con nomi di donne che sono comparse nella storia, o che sono attualmente in commercio, ben 4 sono nostrane… La più famosa di tutte è Giulietta, l’Alfa Romeo nei cuori degli alfisti, e non solo, dal 1955. Un amore lungo 60 anni…
E poi ne sono comparse altre: sportive, familiari, elettriche, utilitarie, insomma per tutti i gusti. Queste sono solo alcune, l’elenco porebbe essere ancora più lungo e speriamo continui ad estendersi negli anni futuri. Viva l’automobile, al femminile!

10 auto con nomi di donne

Alfa Romeo Giulietta – 1954

Alfa Romeo Giulia – 1962

Citroen Dyane – 1967

Lancia Flavia – 1961

Lancia Fulvia – 1963

Lotus Elise – 1996

Nissan Serena – 1991

Nissan Silvia – 1965

Renault Clio – 1990

Renault Zoe – 2012

Nella storia sono state molte le muse che hanno ispirato i nomi di macchine e marchi, da Isotta a Giulia, fino a Mercedes

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4 giugno 2018
“Da cosa hanno origine i nomi delle automobili?

Vi siete mai domandati quale origine abbiano i nomi delle automobili che tutti i giorni vediamo sui listini? Alcune marche seguono modelli tradizionali, che rappresentano il filo rosso della tradizione: molti dei veicoli commerciali Fiat ad esempio prendono il nome da storiche valute (Scudo, Ducato, Fiorino), Maserati  sceglie i venti (Bora, Ghibli, Mistral) Lamborghini è fedele ai nomi ed alle razze dei tori, mentre il nome David Brown – imprenditore che rilevò il marchio nel 1947 – è comune a quasi tutte le Aston Martin.

Le case orientali adottano spesso termini mutuati dalla lingua italiana, come ad esempio la Suzuki Cappuccino, la Nissan Serena e la Hyundai Lavita, alter ego della nostra Matrix. Mojomotors ha quindi realizzato un’interessante infografica (qui il link per vederla a tutta grandezza), con la quale ha suddiviso 215 nomi in base alla categoria di riferimento. La gran parte delle automobili è venduta oltreceano, ma ci sono anche alcune vetture presenti in Europa.
Scopriamo pertanto che la gran parte delle aziende (21.9%) predilige località geografiche, tema seguito da nomi riguardanti l’avventura (19.53%), la natura(14.42%), la cultura (9.76%) ed i trasporti (6.98%). È curioso notare come solo il 2.33% delle denominazioni riguardi l’ambito della tecnologia, materia che sembra non stuzzicare la fantasia degli esperti di marketing: Mojomotors ha incluso nella lista solo le Chevrolet Volt e Saturn Ion.”

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