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Centuripe

venerdì 23 novembre 2018

Con questo video ho il piacere di farvi conoscere il mio paese dove ho vissuto la mia infanzia .

Solidarietà

martedì 20 novembre 2018

guardate questo articolo x me interessante la solidarietà fa sempre bene cliccate qui

IL NOMADISMO ATTUALE E QUELLO CHE HA REGOLATO LA LORO VITA.

sabato 17 novembre 2018

POPOLO ROM

Oggi è rappresentato dal popolo ROM, che con la particolarità del loro idioma  (o lingua) ha alimentato la xenofobia negli abitanti dei luoghi in cui cercano di sistemarsi, e si suppone che loro stessi non vogliono mescolarsi con le popolazioni indigene che incontrano, per non intaccare la loro purezza etnica. Questo li ha portati a spostarsi continuamente. (anche se ormai buona parte di essi sono divenuti stanziali)

MATRIMONIO TIPICO ROM

Vi è anche un’altro nomadismo, quello che prende il nome ” tratta di esseri umani” che di solito è organizzato dalla criminalità transnazionale, e non richiede necessariamente che la vittima stessa varchi un confine, ma la sua finalità è lo sfruttamento, piuttosto che un semplice “movimento di persone”, vedi la raccolta della frutta o verdura nei paesi del sud, oppure quella del nord, con la raccolta dell’uva.

Tutto questo, fa che molte persone si spostino continuamente su vari territori e paesi.

ESISTE UN NOMADISMO SOCIALE CHE REGOLA LA VITA DI UN POPOLO.

Le trasformazioni sociali e politiche di questi ultimi decenni hanno coinvolto i popoli di mezzo mondo, pertanto è improbabile che i BEDUINI DEL DESERTO ne siano stati indenni, quel grande gruppo di genti che hanno fatto del nomadismo la loro regola di vita.

Anzitutto, va detto che il termine “beduini” deriva dalla parola araba “bedewi”, ovvero ” abitante del deserto” e utilizzato per definire le tribù che vivono nelle aride regioni della penisola araba.

Ognuna delle tribù è suddivisa in clan, questi a loro volta sono organizzati in famiglie patriarcali, il denominatore comune di tutte le tribù è il nomadismo, più della religione islamica. Infatti questi popoli per tradizione disprezzano chiunque scelga di vivere in modo stanziale.

Il nomadismo è l’emblema della loro entità etnica, è la loro essenza, non sono degli osservanti fedeli, proprio per il loro vagabondare l’assenza di un legame con la terra e ciò che essa rappresenta, l’importanza del movimento è il desiderio di viaggiare cambiando costantemente luogo e abitudini, tanto che il cambiamento stesso a diventare abitudine.

Non bisogna però pensare che quel popolo sia privo di tradizioni e cultura, i beduini del deserto sono sempre stati appassionati scrutatori delle stelle, tanto da conoscerne tutti i movimenti con estrema precisione, tanto da trarne molte informazioni, osservandole ritrovano i punti di riferimento che servono loro per scandire i tempi di riti e celebrazioni.

La fine dell’estate viene salutata con fuochi notturni e abbondanti libagioni, ed anche la fine del periodo in cui per ragioni di sopravvivenza le tribù sono costrette a allungare i tempi di permanenza intorno ai pozzi d’acqua.

La ripartenza verso nuovi orizzonti vengono affrontati con estrema resistenza e perseveranza, essendo un popolo di abilissimi cavalieri, che sanno destreggiare un dromedario oppure un cavallo, non bisogna dimenticare che durante ogni viaggio il gruppo di beduini si porta dietro tutto il suo avere, tende,coperte,indumenti,tripodi ai quali appendere otri,bollitori,caffettiere,tazze e altre suppellettili.

Un mondo che ogni volta viene abilmente montato pezzo dopo pezzo in modo tale che si abbia due principali spazzi interni, uno per le donne detto ” mucharran”, e uno per gli uomini “majlis”, più gli spazzi per mangiare e altro. Le oasi servono, principalmente per l’attività principale di sussistenza di ogni gruppo, ma vi pratica il commercio per lo scambio dei beni di prima necessità, come grano, caffè e tabacco.

Oggi si si chiede, quanto di questo mondo sia rimasto autentico, sicuramente l’attrazione da altri paesi e le loro ricchezze che non possono conquistare come una volta con una battaglia, avranno fatto abbandonare e voltare le spalle a quel mondo. Però nessuno ci impedisce di immaginare che nelle immense sabbie del deserto ci siano tribù di beduini che vivono esattamente come i loro antenati, nel nome di quella cultura che ai nostri occhi appare esotica e avventurosa. (forse il notissimo film“Lawrence d’Arabia” li ha resi leggendari)

Anniversario!!!

mercoledì 14 novembre 2018

Cari amici del “blog” come sapete, non sono incline a scrivere, ma oggi voglio raccontarvi una storia.
10 anni fà una mia cara amica (Elvira) legge sulla stampa un breve articolo sulla circoscrizione 5, che promuoveva dei corsi di computer, mi chiese se volevamo andarci, conoscendo la mia proverbiale pigrizia, invece ho accettato con entusiasmo e ci siamo iscritte.

Abbiamo frequentato il nostro bel corso, poi un’altro, ci hanno dato il nostro bel diplomino e abbiamo acquisito una certa dimestichezza e familiarità con questo moderno mezzo.

Alla fine dei corsi, ci hanno proposto di formare un “blog” a cui abbiamo aderito, anche perchè nel frattempo avevamo formato un discreto gruppo di persone che nel corso degli anni sono diventati dei cari amici.

Ogni tanto si organizzava una apericena per passare una serata in allegria, e perchè no anche fare quattro salti con bella musica.

Purtroppo nell’arco degli anni abbiamo perso qualche amico con grande dispiacere, ma che ricordiamo sempre con affetto.

Poi sono arrivati nuovi amici, che abbiamo colto con piacere, e inseriti bene nel nostro gruppo.

Ecco, questa è la storia che volevo raccontarvi del nostro blog, per dire che dopo 10 anni siamo ancora quì, a ricordare questo importante anniversario, noi ci incontriamo ogni mercoledì pomeriggio, (guai chi ce lo toglie) per fare qualche parola, molte risate, ma anche per qualche aggiornamento al computer, che il nostro “maestro Franco” vuole darci, e che io “biricchina” non sempre ascolto, ma una cosa è certa, ci vogliamo bene e ci rispettiamo.

Detto questo AUGURI a tutto per questo anniversario, e perchè no che possa durare per altri anni
ancora…..

CIAOOO!!!!

2 Ottobre “FESTA DEI NONNI”

martedì 2 ottobre 2018

In Italia, la “Festa dei nonni” compie oggi 2 ottobre 2o18, solo 13 anni: è infatti stata introdotta per decreto dal parlamento italiano nel 2005, per celebrare “l’importanza del ruolo svolto dai nonni all’interno delle famiglie”.

Non è un caso, che nel nostro Paese sia stata scelta questa data: nel calendario liturgico cattolico, il 2 ottobre è la festa degli angeli custodi. E non sono forse loro, questi  nonni  gli angeli custodi dei propri nipoti di famiglia?

Utili all’economia della famiglia. ma anche se le coccole dei nonni per i nipoti non hanno prezzo, il loro aiuto infatti innesca sempre una spirale positiva. Non solo permette alle mamme di lavorare, ma anche alle famiglie di tagliare alcuni costi delle strutture private a cui affidare i nipotini.

Uno studio internazionale rivela, che le persone anziane che collaborano nella cura dei piccoli di famiglia, vivono in media cinque anni di più rispetto a quelli che non lo fanno.

UN SALUTO DA UN AMICO

giovedì 23 agosto 2018

Ci vedremo presto e ci racconteremo tutte le esperienze passate durante il periodo di vacanza, spero che per ognino di noi sia stato un buon periodo, sicuramente molto caldo, -un saluto affettuoso alla persona che ha dovuto assistere una persona a lei molto cara, che purtroppo non sta bene.  A tutti gli altri componenti del gruppo un grande abbraccio e un arrivederci a presto.

BUON RIENTRO

Le Biciclette del comune

venerdì 10 agosto 2018

Le Bici del comune di Torino

Circolando con la mia auto nella città di Torino, ho potuto notare che in diverse zone della città, ci sono codeste bici gialle  che il comune ha messo a disposizione dei cittadini, per farne uso gratuito al bisogno,le ho viste gettate e abbandonate nei dirupi o tra le siepi, senza il sellino, tutte senza il sellino.Quindi suppongo che sia un atto dei soliti vandali che non si fermano  con i soliti atti di vandalismo. Ormai è diventata una consuetudine distruggere cio che viene dato con generosità e non con il sudore del loro lavoro.Possibile che non si riesca a fermare tale scempio, visto che in città ci sono ormai videocamere in diverse posti. Qualcuno di Voi ha notato come me ?

“Lucento, un quartiere in trasformazione”.

martedì 12 giugno 2018

“C’è un luogo a Torino dove i paesaggi cambiano velocemente: è  il quartiere di Lucento

Scordatevi la Torino tutta regolare, con le vie lunghe e dritte, le case vicine e tutte di fila, con così poco cielo sopra la testa. Qui non siamo lontani dal centro storico, eppure ci troviamo al confine fra la città e la campagna in un luogo che, come tanti a Torino, rivela delle sorprese. Il quartiere di Lucento è situato nel quadrante Nord Ovest di Torino, incastonato fra le Vallette e il nuovo Parco Dora.

E’ un quartiere che è nato borgo, con la sua chiesa e le sue tradizioni, un luogo di passaggio ricco di storia.

Qui si intrecciano le tracce millenarie dei fiumi, delle strade, della natura, insieme alle opere dell’uomo: case di tutti i tipi, fabbriche enormi, ponti fra i più curiosi. In tutto ciò gli spazi si amplificano, il verde è ovunque, gli scorci si moltiplicano.

E ogni tanto grandi autostrade urbane tagliuzzano la città qui e là, un po’ sopra ma anche sotto. perchè qui una volta passava un lungo tunnel che collegava le industrie di Lucento a quelle di Parco Dora, un trincerone ferroviario che si snidava sotto le case finendo poi dentro le fabbriche.

Oggi Lucento è al centro di una grande trasformazione legata a queste industrie che ne hanno caratterizzato il paesaggio, la Thyssenkrupp e la Ilva, presenti dal secondo dopoguerra.

E’ l’immagine della fine di un’era, quella industriale, che è ormai scomparsa a Torino, e che qui è scomparsa portandosi dietro la vita di sette persone, sette operai della Thyssenkrupp morti nel 2007 in seguito ad un rogo sciagurato.”

Cronologia essenziale italiana grande distribuzione.

martedì 12 giugno 2018

1994

Data Evento
1877 Viene fondato a Milano il primo grande magazzino da due fratelli che avevano avuto successo come venditori ambulanti di tessuti: i fratelli Luigi e Ferdinando Bocconi; il

magazzino inizialmente si chiama Aux villes d’Italie, poi viene ribattezzato Alle città d’Italia rifacendosi al magazzino francese Bon Marché.

1928 Apre il primo magazzino a prezzo unico a insegna Upim a Verona in via Pellicciai.
1956 Apre il primo reparto alimentare a insegna Standa annesso al preesistente grande magazzino con stessa insegna a Napoli in via Diaz.
1957 Apre il primo supermercato di una catena di GDO. Si trovava a Milano in viale Regina Giovanna, la società si chiamava Supermarkets Italiani che oggi è meglio nota come

Esselunga. Questo punto di vendita, quasi 50 anni dopo l’apertura, è stato ceduto al Gruppo Rewe con insegna Billa ed infine al gruppo Carrefour

.

1964 Apre il primo cash and carry a Dalmine a insegna Gros Market del Lombardini.
1971 Apre il primo ipermercato a Castellanza a insegna MaxiStanda. Passato a Billa, oggi questo ipermercato ha insegna Il Gigante.

Nello stesso anno Standa apre i primi magazzini e supermercati in affiliazione.

1973 Standa introduce i primi prodotti a marca privata con marchio Tanto Standa.
1986 Coin lancia la prima carta fedeltà, nasce Coincard.
1989 Apre il primo superstore a Firenze in via di Novoli a insegna Superstore Esselunga.
1992 Apre il primo discount ad Arzignano a insegna Lidl.[2]
Vengono installate le prime casse self service nell’Iper di Montebello della Battaglia.[3

]

2012 Apre il primo supermercato H24 a Milano piazzale Principessa Clotilde a insegna Carrefour Market.[4]

Grande Distribuzione (GD) e Distribuzione Organizzata (DO)[modifica | modifica wikitesto]

Fondamentale è la differenza tra Grande Distribuzione (GD) e strutture della Distribuzione Organizzata (DO).

La GD prevede grosse strutture centrali controllate da un unico soggetto proprietario, che gestiscono punti di vendita quasi sempre diretti. Gli attori più importanti sul mercato Italiano sono attualmente Coop, Esselunga, Selex, Carrefour, Auchan, MD, Famila, Pam Panorama, Bennet, Eurospin.

La DO (altrimenti detta DA – Distribuzione Associata), invece, prevede la aggregazione di piccoli soggetti secondo la logica de l’unione fa la forza: consorziandosi in gruppi d’acquisto i piccoli e medi dettaglianti possono ottenere agevolazioni economiche in termini di approvvigionamento, derivanti dal maggior potere contrattuale nei confronti dei fornitori e, molto spesso, saltando l’anello del grossista riescono a proporre le merci a prezzi maggiormente concorrenziali. A questo si aggiungono i vantaggi conseguibili dallo sfruttamento del marchio e dall’ottenimento di supporto in termini di know-how e coordinamento strategico. A volte, ai singoli esercenti facenti parte del gruppo, viene erogata anche una adeguata assistenza fiscale. Nel nostro paese i gruppi più importanti sono Conad, Crai, Despar, Gruppo VéGé e Sigma. Oltre ai gruppi d’acquisto, fanno parte della DO, anche le cosiddette unioni volontarie di dettaglianti e grossisti ove, anziché saltare l’anello del grossista, i singoli esercenti, in maniera ben organizzata, riescono ad avere un maggior potere contrattuale nei raffronti di un preciso grossista di fiducia: un esempio è dato dai supermercati A&O.

La GD ha però radicalmente cambiato le sue strategie di crescita, tanto da pareggiare e, solo ultimamente, scavalcare la posizione di dominanza della DO. Un aspetto determinante che ha causato il “cambio di leadership” è proprio da individuare nelle caratteristiche strutturali dei due operatori. Infatti la struttura a rete classica della DO ha rivelato alcuni punti deboli riconducibili alle relazioni negoziali con i fornitori. Sovente infatti nella DO si verificano casi di “sovrapposizione negoziale” a causa della crescita dimensionale (e di conseguenza contrattuale ed economica) di singoli membri appartenenti allo stesso gruppo che non tardano a reclamare maggiore indipendenza dalla centrale, anche per le problematiche di carattere strategico e di governance. I rapporti di fornitura e le condizioni economiche che si riescono a ottenere infatti rappresentano una voce di assoluta centralità nel risultato economico di un’impresa commerciale. Inoltre non va sottovalutata l’eterogeneità dei formati di vendita che spesso va a caratterizzare la DO e che penalizza la capacità di controllo e di coordinamento unitario da parte della centrale.

Importanti sono anche le cosiddette private label ossia i marchi contrassegnanti prodotti vendibili unicamente all’interno del gruppo o della catena

“Da cosa hanno origine i nomi delle automobili?

lunedì 4 giugno 2018

Vi siete mai domandati quale origine abbiano i nomi delle automobili che tutti i giorni vediamo sui listini? Alcune marche seguono modelli tradizionali, che rappresentano il filo rosso della tradizione: molti dei veicoli commerciali Fiat ad esempio prendono il nome da storiche valute (Scudo, Ducato, Fiorino), Maserati  sceglie i venti (Bora, Ghibli, Mistral) Lamborghini è fedele ai nomi ed alle razze dei tori, mentre il nome David Brown – imprenditore che rilevò il marchio nel 1947 – è comune a quasi tutte le Aston Martin.

Le case orientali adottano spesso termini mutuati dalla lingua italiana, come ad esempio la Suzuki Cappuccino, la Nissan Serena e la Hyundai Lavita, alter ego della nostra Matrix. Mojomotors ha quindi realizzato un’interessante infografica (qui il link per vederla a tutta grandezza), con la quale ha suddiviso 215 nomi in base alla categoria di riferimento. La gran parte delle automobili è venduta oltreceano, ma ci sono anche alcune vetture presenti in Europa.
Scopriamo pertanto che la gran parte delle aziende (21.9%) predilige località geografiche, tema seguito da nomi riguardanti l’avventura (19.53%), la natura(14.42%), la cultura (9.76%) ed i trasporti (6.98%). È curioso notare come solo il 2.33% delle denominazioni riguardi l’ambito della tecnologia, materia che sembra non stuzzicare la fantasia degli esperti di marketing: Mojomotors ha incluso nella lista solo le Chevrolet Volt e Saturn Ion.”