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2 Ottobre “FESTA DEI NONNI”

martedì 2 ottobre 2018

In Italia, la “Festa dei nonni” compie oggi 2 ottobre 2o18, solo 13 anni: è infatti stata introdotta per decreto dal parlamento italiano nel 2005, per celebrare “l’importanza del ruolo svolto dai nonni all’interno delle famiglie”.

Non è un caso, che nel nostro Paese sia stata scelta questa data: nel calendario liturgico cattolico, il 2 ottobre è la festa degli angeli custodi. E non sono forse loro, questi  nonni  gli angeli custodi dei propri nipoti di famiglia?

Utili all’economia della famiglia. ma anche se le coccole dei nonni per i nipoti non hanno prezzo, il loro aiuto infatti innesca sempre una spirale positiva. Non solo permette alle mamme di lavorare, ma anche alle famiglie di tagliare alcuni costi delle strutture private a cui affidare i nipotini.

Uno studio internazionale rivela, che le persone anziane che collaborano nella cura dei piccoli di famiglia, vivono in media cinque anni di più rispetto a quelli che non lo fanno.

UN SALUTO DA UN AMICO

giovedì 23 agosto 2018

Ci vedremo presto e ci racconteremo tutte le esperienze passate durante il periodo di vacanza, spero che per ognino di noi sia stato un buon periodo, sicuramente molto caldo, -un saluto affettuoso alla persona che ha dovuto assistere una persona a lei molto cara, che purtroppo non sta bene.  A tutti gli altri componenti del gruppo un grande abbraccio e un arrivederci a presto.

BUON RIENTRO

Le Biciclette del comune

venerdì 10 agosto 2018

Le Bici del comune di Torino

Circolando con la mia auto nella città di Torino, ho potuto notare che in diverse zone della città, ci sono codeste bici gialle  che il comune ha messo a disposizione dei cittadini, per farne uso gratuito al bisogno,le ho viste gettate e abbandonate nei dirupi o tra le siepi, senza il sellino, tutte senza il sellino.Quindi suppongo che sia un atto dei soliti vandali che non si fermano  con i soliti atti di vandalismo. Ormai è diventata una consuetudine distruggere cio che viene dato con generosità e non con il sudore del loro lavoro.Possibile che non si riesca a fermare tale scempio, visto che in città ci sono ormai videocamere in diverse posti. Qualcuno di Voi ha notato come me ?

“Lucento, un quartiere in trasformazione”.

martedì 12 giugno 2018

“C’è un luogo a Torino dove i paesaggi cambiano velocemente: è  il quartiere di Lucento

Scordatevi la Torino tutta regolare, con le vie lunghe e dritte, le case vicine e tutte di fila, con così poco cielo sopra la testa. Qui non siamo lontani dal centro storico, eppure ci troviamo al confine fra la città e la campagna in un luogo che, come tanti a Torino, rivela delle sorprese. Il quartiere di Lucento è situato nel quadrante Nord Ovest di Torino, incastonato fra le Vallette e il nuovo Parco Dora.

E’ un quartiere che è nato borgo, con la sua chiesa e le sue tradizioni, un luogo di passaggio ricco di storia.

Qui si intrecciano le tracce millenarie dei fiumi, delle strade, della natura, insieme alle opere dell’uomo: case di tutti i tipi, fabbriche enormi, ponti fra i più curiosi. In tutto ciò gli spazi si amplificano, il verde è ovunque, gli scorci si moltiplicano.

E ogni tanto grandi autostrade urbane tagliuzzano la città qui e là, un po’ sopra ma anche sotto. perchè qui una volta passava un lungo tunnel che collegava le industrie di Lucento a quelle di Parco Dora, un trincerone ferroviario che si snidava sotto le case finendo poi dentro le fabbriche.

Oggi Lucento è al centro di una grande trasformazione legata a queste industrie che ne hanno caratterizzato il paesaggio, la Thyssenkrupp e la Ilva, presenti dal secondo dopoguerra.

E’ l’immagine della fine di un’era, quella industriale, che è ormai scomparsa a Torino, e che qui è scomparsa portandosi dietro la vita di sette persone, sette operai della Thyssenkrupp morti nel 2007 in seguito ad un rogo sciagurato.”

Cronologia essenziale italiana grande distribuzione.

martedì 12 giugno 2018

1994

Data Evento
1877 Viene fondato a Milano il primo grande magazzino da due fratelli che avevano avuto successo come venditori ambulanti di tessuti: i fratelli Luigi e Ferdinando Bocconi; il

magazzino inizialmente si chiama Aux villes d’Italie, poi viene ribattezzato Alle città d’Italia rifacendosi al magazzino francese Bon Marché.

1928 Apre il primo magazzino a prezzo unico a insegna Upim a Verona in via Pellicciai.
1956 Apre il primo reparto alimentare a insegna Standa annesso al preesistente grande magazzino con stessa insegna a Napoli in via Diaz.
1957 Apre il primo supermercato di una catena di GDO. Si trovava a Milano in viale Regina Giovanna, la società si chiamava Supermarkets Italiani che oggi è meglio nota come

Esselunga. Questo punto di vendita, quasi 50 anni dopo l’apertura, è stato ceduto al Gruppo Rewe con insegna Billa ed infine al gruppo Carrefour

.

1964 Apre il primo cash and carry a Dalmine a insegna Gros Market del Lombardini.
1971 Apre il primo ipermercato a Castellanza a insegna MaxiStanda. Passato a Billa, oggi questo ipermercato ha insegna Il Gigante.

Nello stesso anno Standa apre i primi magazzini e supermercati in affiliazione.

1973 Standa introduce i primi prodotti a marca privata con marchio Tanto Standa.
1986 Coin lancia la prima carta fedeltà, nasce Coincard.
1989 Apre il primo superstore a Firenze in via di Novoli a insegna Superstore Esselunga.
1992 Apre il primo discount ad Arzignano a insegna Lidl.[2]
Vengono installate le prime casse self service nell’Iper di Montebello della Battaglia.[3

]

2012 Apre il primo supermercato H24 a Milano piazzale Principessa Clotilde a insegna Carrefour Market.[4]

Grande Distribuzione (GD) e Distribuzione Organizzata (DO)[modifica | modifica wikitesto]

Fondamentale è la differenza tra Grande Distribuzione (GD) e strutture della Distribuzione Organizzata (DO).

La GD prevede grosse strutture centrali controllate da un unico soggetto proprietario, che gestiscono punti di vendita quasi sempre diretti. Gli attori più importanti sul mercato Italiano sono attualmente Coop, Esselunga, Selex, Carrefour, Auchan, MD, Famila, Pam Panorama, Bennet, Eurospin.

La DO (altrimenti detta DA – Distribuzione Associata), invece, prevede la aggregazione di piccoli soggetti secondo la logica de l’unione fa la forza: consorziandosi in gruppi d’acquisto i piccoli e medi dettaglianti possono ottenere agevolazioni economiche in termini di approvvigionamento, derivanti dal maggior potere contrattuale nei confronti dei fornitori e, molto spesso, saltando l’anello del grossista riescono a proporre le merci a prezzi maggiormente concorrenziali. A questo si aggiungono i vantaggi conseguibili dallo sfruttamento del marchio e dall’ottenimento di supporto in termini di know-how e coordinamento strategico. A volte, ai singoli esercenti facenti parte del gruppo, viene erogata anche una adeguata assistenza fiscale. Nel nostro paese i gruppi più importanti sono Conad, Crai, Despar, Gruppo VéGé e Sigma. Oltre ai gruppi d’acquisto, fanno parte della DO, anche le cosiddette unioni volontarie di dettaglianti e grossisti ove, anziché saltare l’anello del grossista, i singoli esercenti, in maniera ben organizzata, riescono ad avere un maggior potere contrattuale nei raffronti di un preciso grossista di fiducia: un esempio è dato dai supermercati A&O.

La GD ha però radicalmente cambiato le sue strategie di crescita, tanto da pareggiare e, solo ultimamente, scavalcare la posizione di dominanza della DO. Un aspetto determinante che ha causato il “cambio di leadership” è proprio da individuare nelle caratteristiche strutturali dei due operatori. Infatti la struttura a rete classica della DO ha rivelato alcuni punti deboli riconducibili alle relazioni negoziali con i fornitori. Sovente infatti nella DO si verificano casi di “sovrapposizione negoziale” a causa della crescita dimensionale (e di conseguenza contrattuale ed economica) di singoli membri appartenenti allo stesso gruppo che non tardano a reclamare maggiore indipendenza dalla centrale, anche per le problematiche di carattere strategico e di governance. I rapporti di fornitura e le condizioni economiche che si riescono a ottenere infatti rappresentano una voce di assoluta centralità nel risultato economico di un’impresa commerciale. Inoltre non va sottovalutata l’eterogeneità dei formati di vendita che spesso va a caratterizzare la DO e che penalizza la capacità di controllo e di coordinamento unitario da parte della centrale.

Importanti sono anche le cosiddette private label ossia i marchi contrassegnanti prodotti vendibili unicamente all’interno del gruppo o della catena

“Da cosa hanno origine i nomi delle automobili?

lunedì 4 giugno 2018

Vi siete mai domandati quale origine abbiano i nomi delle automobili che tutti i giorni vediamo sui listini? Alcune marche seguono modelli tradizionali, che rappresentano il filo rosso della tradizione: molti dei veicoli commerciali Fiat ad esempio prendono il nome da storiche valute (Scudo, Ducato, Fiorino), Maserati  sceglie i venti (Bora, Ghibli, Mistral) Lamborghini è fedele ai nomi ed alle razze dei tori, mentre il nome David Brown – imprenditore che rilevò il marchio nel 1947 – è comune a quasi tutte le Aston Martin.

Le case orientali adottano spesso termini mutuati dalla lingua italiana, come ad esempio la Suzuki Cappuccino, la Nissan Serena e la Hyundai Lavita, alter ego della nostra Matrix. Mojomotors ha quindi realizzato un’interessante infografica (qui il link per vederla a tutta grandezza), con la quale ha suddiviso 215 nomi in base alla categoria di riferimento. La gran parte delle automobili è venduta oltreceano, ma ci sono anche alcune vetture presenti in Europa.
Scopriamo pertanto che la gran parte delle aziende (21.9%) predilige località geografiche, tema seguito da nomi riguardanti l’avventura (19.53%), la natura(14.42%), la cultura (9.76%) ed i trasporti (6.98%). È curioso notare come solo il 2.33% delle denominazioni riguardi l’ambito della tecnologia, materia che sembra non stuzzicare la fantasia degli esperti di marketing: Mojomotors ha incluso nella lista solo le Chevrolet Volt e Saturn Ion.”

invito

giovedì 24 maggio 2018

Foto_barbecue (1) Siete tutti invitati grande weekend la bella stagione ci aiuterà non perdete questa occasione fate sapere.

dovete scaricare l’allegato.

L’insetto che genera simpatia e porta fortuna – COCCINELLA

sabato 19 maggio 2018

COCCINELLA DALLA LIVREA ROSSA

Le coccinelle sono insetti diffusi in molti paesi, soprattutto in Asia, Europa e Nord America.

I luoghi preferiti sono gli ambienti soleggiati, come i prati, giardini ed anche i boschi, è molto facile trovare l’animaletto in posti al di fuori del loro abitat naturale per via del largo uso di questo insetto in agricoltura.

Infatti scegliendo di non utilizzare insetticidi nella cura delle coltivazioni, si è trovato un valido aiuto nelle coccinelle, che agiscono contro gli

1) “Afidi” e 2) “cocciniglie”, che sono molto dannose per le culture e quindi servono ad evitare l’impiego massiccio di prodotti chimici, attuando cosi’ una lotta biologica. Da qui’ la diffusione esponenziale dell’insetto, che a noi ha sempre suscitato simpatia, forse anche per la tradizionale opinione che gli attribuisce il merito di portare fortuna.

La sua livrea rossa punteggiata da sette piccole macchie scure, normalmente tre su ogni ala ed una in mezzo ad esse, fanno parte della famiglia dei coleotteri, i suoi colori cosi’ allegri e contrastanti svolgono la funzione di tenere alla larga i predatori, essa stessa è un predatore  vorace.

Come tutti i coleotteri passa attraverso tre fasi di sviluppo, prima  di raggiungere lo stato di adulto (uovo, larva e pupa).

PUPA COCCINELLA

Dalla pupa, nell’arco di una settimana, normalmente  all’inizio dell’estate esce l’insetto ormai completo e con i colori brillanti della sua livrea.

Il suo colore del manto viene associato, dai potenziali predatori come aggressivo e velenoso, si tratta del 3) “aposematismo”, cioè di un fenomeno biologico che trae la sua derivazione dal greco “aposemaino”, ossia (dare un segno avverso, sfavorevole). Tanto che un organismo in stato di pericolo assume un’ aspetto sgradevole  o minaccioso, come deterrente.

Comunque la coccinella può essere tossica per piccoli predatori, tipo uccellini o lucertole, in quanto sono in grado di secernere sostanze nocive e di odore repellente. Anche l’uomo può sperimentare tale secrezione, per noi totalmente innoqua, se però si dovesse insistere nel trattenere l’insetto nell’incavo della mano, in tal caso la coccinella ripiegando le zampe e le antenne, emetterebbe un umore giallo, che all’olfatto è assai sgradevole.

Nel periodo autunnale, quando la natura cambia colore e le foglie si accartocciano la coccinella si ritira sotto le foglie o nelle spaccature della cortecce, per tutto l’inverno, lascerà il suo rifugio con l’inizio della primavera che è anche il periodo di accoppiamento.

VARIETA’ DI COCCINELLE

Nel nostro territorio è maggiormente presente quella a dieci punti, giallastri e con macchie nere, invece quella presente principalmente nelle foreste di conifere è la coccinella ocellata, di colore fulvo con macchie nere cerchiate di giallo. Esiste anche quella con macchie allungate di colore bruno-rossiccio e le macchie di colore ocra poco appariscenti.

Il nome COCCINELLA deriva dal latino “coccinus” significa colore scarlatto.

Si comportano come i più grandi predatori del regno animale, ma in assenza di proteine animali, possono ripiegare verso una scelta più vegetariana, inserendo nel menù polline e nettare dei fiori.

Una antica credenza popolare, la indicano come messaggera dei defunti.

LEGENDA:

1) AFIDDI; significa pidocchi delle piante

2) COCCINIGLE ; significa impropriamente, coccidi, sono una superfamiglia di insetti fitologi.

3) APOSEMATISMO ; è un fenomeno per cui certi animali assumono colorazioni (dette aposematiche) e disegni vistosi allo di avvertire i predatori del loro sapore disgustoso.

FULVO ; di colore giallo rossiccio.

- Colle della Maddalena

mercoledì 11 aprile 2018

Breve storia del BRIC , che nei diversi passaggi ricorda. Nel V° secolo A.C. furono ritrovati dei reperti preistorici di una antica tribù celtica.   Negli anni a seguirsi arrivarono i Romani che utilizzarono la vetta posta a m.715 s.m. semplicemente come avamposto con vista su Augusta Taurinorum.   Nel XII secolo giunsero i Frati Domenicani che dedicarono il BRIC al culto di Maria Maddalena.

Da allora, questa area rimase pressoché selvaggia. Finchè nell’anno 1925, Re Vittorio Emanuele III, per la ricorrenza del decennio dalla Prima Guerra Mondiale, volle trasformare la vetta in un “Parco della Rimembranza” a ricordo di tutti i caduti torinesi morti nelle battaglie contro l’Austria.

Qualche anno dopo il Senatore Giovanni Agnelli, fece erigere al interno della piazzola un grandissimo monumento raffigurante la “Vittoria con faro”, a ricordo della Grande Guerra.

Ristoranti bizzarri

martedì 3 aprile 2018

Per  vedere il video dei  cinque ristoranti più strani e bizzarri presenti al mondo PREMETE su ristostrani