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LAVORI LAVORI STRADALI…….

giovedì 11 aprile 2019

La nostra circoscrizione è piena di lavori stradali…….  , abbattimento della sopraelevata di corso Grosseto, spostamento di binari del tram, teleriscaldamento e poi altri che non mettono neanche il cartello per dire che lavoro fanno.Tutto ciò rivoluziona la circolazione. Disorienta gli automobilisti che non sanno più dove passare……e poi per finire lo smog che provocano, specie nelle ore di punta,  al mattino e alla sera…..l’incrocio di corso Grosseto con corso Potenza, via Borgaro Via Stradella  ecc. le auto che ogni 3 metri si fermano  poi ripartono poi si fermano di nuovo  per qualche minuto ..questo si chiama -provocare-  inquinamento…  inquinamento.E chissà per quanto andranno aventi questi lavori che creano disagi  molti disagi ai cittadini… che zitti zitti sopportano……

segnali stradali…..

giovedì 11 aprile 2019

passeggiando in Via Cernaia….arteria molto movimentata

È lunghissima ma merita di essere letta

giovedì 4 aprile 2019

È un pò lunga ma merita di essere letta poi farete le vostre riflessioni. Grazie pet la pazienza

Cari amici, dunque dopo un paio di post al limite del demenziale, che solo la pietà e il buon cuore degli admin hanno impedito che finissero nel bidone della spazzatura, adesso è il caso di tornare seri e parlando seriamente tutti conosciamo il nome dei moschettieri di re Artù: D’Artagnan , ovvio, e gli altri che in piemontese non sono 3 ma …quattro: Athos, Portos, Aramis e …Portamnis ( portamonnezza) . Sigh! con questa freddura penso di aver toccato il fondo. Adesso cerchiamo di recuperare un minimo di dignità, di darci una ripulita dalle cavolate scritte sinora e vorrei citare una frase di Pitigrilli alias Dino Segre: “Firenze è una città per sposi; Venezia, per amanti; Torino, per i vecchi coniugi che non hanno più nulla da dirsi”. Mi piacerebbe poi sapere la vostra opinione in merito appena avete un attimo di tempo. E a proposito di scrittori ecco qui …
I 7 LIBRI PIU’ FAMOSI AMBIENTATI A TORINO
Come ben sappiamo la nostra amata città nonché la nostra altrettanto amata regione sono una delle realtà più importanti nel campo dell’editoria. Nel corso degli anni anzi ormai dei secoli si sono sviluppate tantissime case editrici: ne cito solo alcune per orgoglio tutto sabaudo e assolutamente non per fare pubblicità : Einaudi, Lattes, Fogola, Paravia, Petrini di cui i diversamente giovani come me ricordano le rispettive librerie insieme alla altrettanto famosa libreria Druetto. Erano e dico erano con infinita tristezza perché , a parte Paravia, sono ormai chiuse da anni , erano dicevo come perle incastonate in questo bellissimo capolavoro di buon gusto che è Torino. E che dire poi di Giappichelli croce e delizia dei futuri avvocati o Minerva Medica sui cui testi hanno sudato fior di medici che la nostra Università ha sfornato. Non parliamo poi della librerie Feltrinelli, Zanaboni, Luxemburg, la libreria antiquaria Pregliasco. I giovanotti come me , poi , andavano in galleria Subalpina a Torino alla libreria “Casa del libro”. Casa del libro? boh! Mai sentita nominare mi diranno molti di voi… e certo!!!! ..perché noi giovani studenti di allora la conoscevamo tutti come” l ‘ Ebreo “. E che ci facevamo a frotte verso ottobre dall ‘Ebreo? Semplice : cercavamo di racimolare qualche lira vendendo i libri di scuola usati o cercando di risparmiare acquistandoli di seconda mano.
Se poi vogliamo proseguire nel campo dell’editoria torinese e piemontese troviamo: Priuli e Verlucca, Piemonte in Bancarella, Daniela Piazza, Allemandi, Bollati Boringhieri e tante tante altre di cui non ricordo il nome e chiedo venia. Poi .. c’era è c’è tuttora menomale la mitica casa editrice “La Stampa” con il suo salone in via Marenco se ben ricordo e la libreria in via Roma sempre a Torino naturalmente.
Altrettanti scrittori, filosofi, poeti e letterati sono nati nella nostra città o nella nostra regione o vi hanno soggiornato qui per un periodo breve o lungo della loro vita. Mi vengono giusto in mente due nomi della filosofia come Nietzsche che proprio a Torino “ a batija la lurda “ ( dava di matto, era fuori come un balcone) e Rousseau, che qui hanno soggiornato per diverso tempo e Fenoglio e Pavese, due delle più importanti penne italiane della prima metà del XX secolo. E che dire poi di Salgari che da buon “bugianen” (pigro a muoversi) senza mai alzare il sedere dalla sedia di casa sua in corso Casale ha fatto viaggiare per mezzo mondo tantissimi lettori e dalle cui opere ,trasportate in televisione dalla RAI ,toh! che combinazione anche questa nata a Torino, un attore indiano allora sconosciuto un certo Kabir Bedi ha fatto soldi a palate interpretando il ruolo di Sandokan.
Insomma la nostra bella regione con le sue montagne, colline , laghi , città , cittadine e borghi , nonché Torino con i suoi monumenti, le piazze, la sua atmosfera magica e la sua ricca storia hanno ispirato tantissimi autori, italiani e stranieri, che hanno scritto bellissime opere ambientate in questa città.
E… prima fra tutti …
1.Cuore (Edmondo De Amicis) il libro che ha fatto ridere, piangere, riflettere generazioni di lettori
E’ considerato tuttora ,per dirla con il linguaggio di oggi ,il top della letteratura per ragazzi. Ambientato nella Torino dell’unità d’Italia, l’opera più famosa di Edmondo De Amicis è un bellissimo spaccato della storia italiana raccontata attraverso gli occhi e la penna di un bambino. Un’opera che oggi diremmo “ social” e che si pone quindi perfettamente nel clima unitario del momento storico di allora. Chissà quanti like avrebbe avuto “la piccola vendetta lombarda “o quanti wow “dagli Appennini alle Ande” se fosse stato postato su ‘sto carrozzone di fb?
2. Il cimitero di Praga (Umberto Eco)
Nel 2010 il compianto Umberto Eco ha pubblicato il suo sesto romanzo, ambientato questa volta tra Torino, Parigi e Palermo. Il protagonista del libro, il capitano Simone Simonini è un falsario cinico del XIX secolo ed è l’unico personaggio di fantasia dell’opera. Gli altri sono tutti protagonisti del Risorgimento realmente esistiti. Un’altra grande opera del filosofo e scrittore piemontese che ci riconcilia con la storia, la grande storia che ha visto il Piemonte e Torino protagonisti assoluti.
3. Lessico Famigliare (Natalia Ginzburg)
Le parole, i modi di dire, le frasi inclusive e la parlata quotidiana sono le protagoniste del grande capolavoro di una delle più importanti figure della letteratura italiana del ‘900. Attraverso l’autobiografia , la nostra Natalia descrive dall’interno, attraverso comportamenti, episodi e soprattutto parole, la vita quotidiana dei Levi, una famiglia ebrea e antifascista che vive nella Torino degli anni ’30. Un libro-testimonianza che si è aggiudicato il Premio Strega nel 1963.
4. La solitudine dei numeri primi (Paolo Giordano)
Molto più recente rispetto ai primi due è il libro d’esordio di Paolo Giordano, autore torinese nato nel 1982 e vincitore (il più giovane) del Premio Strega nel 2008. Un romanzo di formazione , profondo , che racconta la storia di Alice e Mattia le cui vite sono state segnate da dolorose vicende della loro infanzia. Insomma un libro importante per una tematica altrettanto importante. Al libro è ispirato l’omonimo film, uscito nel 2010 per la regia di Saverio Costanzo.
5. La casa in Collina (Cesare Pavese)
Ambientato a Torino e nelle zone circostanti, La Casa in Collina è uno dei più bei romanzi di Cesare Pavese. Una storia individuale immersa in quella della Seconda Guerra Mondiale, la voglia di solitudine e l’impegno civile, la vita di campagna e quella di città, la pace interiore e il caos esteriore della guerra. Questi i temi al centro di quello che può essere considerato il momento forse più maturo nell’opera di Cesare che purtroppo come tutti sappiamo si è tolto la vita proprio a Torino in un albergo di piazza Carlo Felice lasciando il famoso biglietto con su scritto “ Perdono tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Mi raccomando non fate troppi pettegolezzi”. Da buon langarolo che era ha voluto uscire di scena con discrezione.
6. La donna della domenica (Fruttero&Lucentini)
Non posso tralasciare uno dei romanzi più belli , secondo me, ambientati a Torino ;un capolavoro letterario uscito dalla penna più importante del giallo italiano: il duo letterario Fruttero&Lucentini. Ambientato a Torino, il romanzo racconta le indagini del Commissario Santamaria sull’omocidio di Garrone, architetto che vive di espedienti ai margini della Torino borghese. Il commissario risolve il caso grazie ad un proverbio piemontese che recita così “La cativa lavandera a treuva mai la bon-a pèra”, ovvero la cattiva lavandaia non trova mai la pietra buona.
7. La giornata d’uno scrutatore (Italo Calvino)
Calvino ha impiegato dieci anni per scrivere questo libro che è stato a lungo pensato, elaborato, ponderato…insomma come si direbbe oggi “ un parto difficile” Il romanzo racconta la storia di Amerigo Ormea, intellettuale comunista, il cui scopo è quello di impedire che le persone deboli vengano indottrinate da religiosi e convinte a votare per la DC. Si tratta di un libro autobiografico il cui protagonista è l’alter ego dell’autore. A rileggerlo oggi fa quasi tenerezza viste le schifezze della politica odierna permettetemi lo sfogo personale.
E poi , per concludere questa mia lunga chiacchierata con voi, fuori dalla “ hit parade” vorrei ricordarvi “Vestivamo alla marinara” ( Susanna Agnelli) perché io da buona torinese, ma non so voi, alla famiglia Agnelli con tutti i suoi pregi e difetti ci sono affezionata e “Marcovaldo” sempre di Calvino che per scriverlo si ispirò proprio a Torino.
Allora amici, coraggio! Al posto di cazzeggiare qui su fb a leggere le mie cavolate correte in libreria e come dice il proverbio” en bun liber e na bun- a buta stupa a fan mes Paradis” ( un buon libro e una bottiglia di vino altrettanto buono fanno mezzo Paradiso)

La primavera e le primavere……..

martedì 2 aprile 2019
…….camminando si vedono tanti e tanti alberi con fiori di tutti i colori e di tutte le varietà e allora ti sorge spontanea la frase – Quanto è bella la primavera……
…….e poi  pensi alla tua giovinezza……..quanto era bella …. e quanti rimpianti ….per non aver………potuto fare……….

Curiosando

giovedì 28 marzo 2019

Anello verde

mercoledì 20 marzo 2019

L’ Anello verde

Il più antico reperto di produzione umana , ritrovata in borgata Sassi nel torinese. Per saperne di più premere qui.

Centuripe

venerdì 23 novembre 2018

Con questo video ho il piacere di farvi conoscere il mio paese dove ho vissuto la mia infanzia .

Solidarietà

martedì 20 novembre 2018

guardate questo articolo x me interessante la solidarietà fa sempre bene cliccate qui

IL NOMADISMO ATTUALE E QUELLO CHE HA REGOLATO LA LORO VITA.

sabato 17 novembre 2018

POPOLO ROM

Oggi è rappresentato dal popolo ROM, che con la particolarità del loro idioma  (o lingua) ha alimentato la xenofobia negli abitanti dei luoghi in cui cercano di sistemarsi, e si suppone che loro stessi non vogliono mescolarsi con le popolazioni indigene che incontrano, per non intaccare la loro purezza etnica. Questo li ha portati a spostarsi continuamente. (anche se ormai buona parte di essi sono divenuti stanziali)

MATRIMONIO TIPICO ROM

Vi è anche un’altro nomadismo, quello che prende il nome ” tratta di esseri umani” che di solito è organizzato dalla criminalità transnazionale, e non richiede necessariamente che la vittima stessa varchi un confine, ma la sua finalità è lo sfruttamento, piuttosto che un semplice “movimento di persone”, vedi la raccolta della frutta o verdura nei paesi del sud, oppure quella del nord, con la raccolta dell’uva.

Tutto questo, fa che molte persone si spostino continuamente su vari territori e paesi.

ESISTE UN NOMADISMO SOCIALE CHE REGOLA LA VITA DI UN POPOLO.

Le trasformazioni sociali e politiche di questi ultimi decenni hanno coinvolto i popoli di mezzo mondo, pertanto è improbabile che i BEDUINI DEL DESERTO ne siano stati indenni, quel grande gruppo di genti che hanno fatto del nomadismo la loro regola di vita.

Anzitutto, va detto che il termine “beduini” deriva dalla parola araba “bedewi”, ovvero ” abitante del deserto” e utilizzato per definire le tribù che vivono nelle aride regioni della penisola araba.

Ognuna delle tribù è suddivisa in clan, questi a loro volta sono organizzati in famiglie patriarcali, il denominatore comune di tutte le tribù è il nomadismo, più della religione islamica. Infatti questi popoli per tradizione disprezzano chiunque scelga di vivere in modo stanziale.

Il nomadismo è l’emblema della loro entità etnica, è la loro essenza, non sono degli osservanti fedeli, proprio per il loro vagabondare l’assenza di un legame con la terra e ciò che essa rappresenta, l’importanza del movimento è il desiderio di viaggiare cambiando costantemente luogo e abitudini, tanto che il cambiamento stesso a diventare abitudine.

Non bisogna però pensare che quel popolo sia privo di tradizioni e cultura, i beduini del deserto sono sempre stati appassionati scrutatori delle stelle, tanto da conoscerne tutti i movimenti con estrema precisione, tanto da trarne molte informazioni, osservandole ritrovano i punti di riferimento che servono loro per scandire i tempi di riti e celebrazioni.

La fine dell’estate viene salutata con fuochi notturni e abbondanti libagioni, ed anche la fine del periodo in cui per ragioni di sopravvivenza le tribù sono costrette a allungare i tempi di permanenza intorno ai pozzi d’acqua.

La ripartenza verso nuovi orizzonti vengono affrontati con estrema resistenza e perseveranza, essendo un popolo di abilissimi cavalieri, che sanno destreggiare un dromedario oppure un cavallo, non bisogna dimenticare che durante ogni viaggio il gruppo di beduini si porta dietro tutto il suo avere, tende,coperte,indumenti,tripodi ai quali appendere otri,bollitori,caffettiere,tazze e altre suppellettili.

Un mondo che ogni volta viene abilmente montato pezzo dopo pezzo in modo tale che si abbia due principali spazzi interni, uno per le donne detto ” mucharran”, e uno per gli uomini “majlis”, più gli spazzi per mangiare e altro. Le oasi servono, principalmente per l’attività principale di sussistenza di ogni gruppo, ma vi pratica il commercio per lo scambio dei beni di prima necessità, come grano, caffè e tabacco.

Oggi si si chiede, quanto di questo mondo sia rimasto autentico, sicuramente l’attrazione da altri paesi e le loro ricchezze che non possono conquistare come una volta con una battaglia, avranno fatto abbandonare e voltare le spalle a quel mondo. Però nessuno ci impedisce di immaginare che nelle immense sabbie del deserto ci siano tribù di beduini che vivono esattamente come i loro antenati, nel nome di quella cultura che ai nostri occhi appare esotica e avventurosa. (forse il notissimo film“Lawrence d’Arabia” li ha resi leggendari)

Anniversario!!!

mercoledì 14 novembre 2018

Cari amici del “blog” come sapete, non sono incline a scrivere, ma oggi voglio raccontarvi una storia.
10 anni fà una mia cara amica (Elvira) legge sulla stampa un breve articolo sulla circoscrizione 5, che promuoveva dei corsi di computer, mi chiese se volevamo andarci, conoscendo la mia proverbiale pigrizia, invece ho accettato con entusiasmo e ci siamo iscritte.

Abbiamo frequentato il nostro bel corso, poi un’altro, ci hanno dato il nostro bel diplomino e abbiamo acquisito una certa dimestichezza e familiarità con questo moderno mezzo.

Alla fine dei corsi, ci hanno proposto di formare un “blog” a cui abbiamo aderito, anche perchè nel frattempo avevamo formato un discreto gruppo di persone che nel corso degli anni sono diventati dei cari amici.

Ogni tanto si organizzava una apericena per passare una serata in allegria, e perchè no anche fare quattro salti con bella musica.

Purtroppo nell’arco degli anni abbiamo perso qualche amico con grande dispiacere, ma che ricordiamo sempre con affetto.

Poi sono arrivati nuovi amici, che abbiamo colto con piacere, e inseriti bene nel nostro gruppo.

Ecco, questa è la storia che volevo raccontarvi del nostro blog, per dire che dopo 10 anni siamo ancora quì, a ricordare questo importante anniversario, noi ci incontriamo ogni mercoledì pomeriggio, (guai chi ce lo toglie) per fare qualche parola, molte risate, ma anche per qualche aggiornamento al computer, che il nostro “maestro Franco” vuole darci, e che io “biricchina” non sempre ascolto, ma una cosa è certa, ci vogliamo bene e ci rispettiamo.

Detto questo AUGURI a tutto per questo anniversario, e perchè no che possa durare per altri anni
ancora…..

CIAOOO!!!!