Da “Specchio dei Tempi”
domenica 18 luglio 2010Da “Specchio dei Tempi riporto due lettere veramente interessanti ed attuali……….
Una lettrice scrive:
«Mi piace quando posso usare i mezzi pubblici, ma ogni volta rimango stupita dal degrado e dalla mancanza di regole. Io sono nata a Torino, e quando ero giovane facevo la caterinetta, se portavo una scatola più grande dovevo pagare due biglietti. Ora non solo pochi pagano (anziani), ma sul pullman portano di tutto: dai cani alle bici, ai passeggini, senza che nessuno dica niente.
«Qualche giorno fa sono saliti in sette a Porta Palazzo con un passeggino (che ostruiva tutto il passaggio) carico di frutta e verdura più un grosso sacco di patate. Nessuno ha pagato, ridevano e parlavano a voce alta, come fossero i padroni del bus. Sarei contenta se qualcuno sapesse dirmi se è normale, così io mi regolo di conseguenza ».
Una lettrice scrive:
«E’ corretto telefonare a numeri privati senza identificarsi? Ricevo quotidianamente chiamate da aziende o persone che si nascondono dietro a “chiamata anonima” e solo quando si risponde vogliono vendere servizi di telefonia, prodotti di bellezza, olio, vacanze, enti che chiedono contributi, ecc. Non fa parte dei diritti dei cittadini sapere con chi stai per parlare? Noi utenti non possiamo scioperare, solo non rispondere più al telefono…».
