Archivio della Categoria 'Attualità'

Le olimpiadi invernali del 2026

mercoledì 10 ottobre 2018

Nella storia delle olimpiadi vi sono due città che relativamente alla assegnazione dei giochi hanno subito lo stesso destino.

Sono Tokyo e Helsinki, erano ambedue candidate (1932) per ospitare la dodicesima edizione dei giochi olimpici , nel 1936 era stata rinnovata la richiesta, ma lo scoppio della seconda guerra mondiale aveva di fatto annullato tutto.

Alla fine del conflitto, il comitato olimpico riprese a funzionare e nel 1947 la Finlandia che aveva quasi totalmente ricostruito la sua capitale, ripresentò formale richiesta di poter organizzare le olimpiadi del ’52, anche se altre pretendenti avevano presentato una candidatura, Amsterdam, Minneapolis, Los Angeles e Helsinki, tra tutte l’ultima ebbe la meglio.

L’Italia con la sua spedizione che partecipò, fece le cose con molta cura, perché, era la prima occasione in cui il Coni era guidato da Giulio Onesti. I nostri risultati furono molto buoni, tanto che vincemmo 21 medaglie con 8 successi, che ancora oggi sono un bottino da non sottovalutare. La vittoria più esaltante fu quella del nostro marciatore Pino Dordoni.

(Guarito in extremis da una noiosa infezione agli alluci, che gli era costata la dolorosa estrazione delle entrambe unghie), corse i 50 Km e la vinse, stabilendo il nuovo record mondiale su quella distanza, (4h 28′ 07″) fu davvero una bella rivincita per un rappresentante della tradizione sportiva Italiana, che fu mandato nel lontano Nord a competere con atleti di levatura mondiale. Il nostro campione ebbe una lunga carriera agonistica lastricata di successi.

Torniamo ad oggi, si era concretizzata una candidatura per olimpiadi invernali del 2026, composta da tre città (Torino , Milano e Cortina), ma il consiglio comunale di Torino, nella ricerca di una intesa, ha costretto la sindaca di Torino a trasferire la discussione alla Città Metropolitana, la risoluzione che ne è scaturita ha prodotto un dossier che veniva presentato al CONI, il risultato per la città di Torino è stata l’estromissione dalla candidatura.

Di conseguenza oggi la candidatura rimane valida per le altre due città (lombardo /veneto). i giochi olimpici del 2026 perdono una candidata e una forza attrattiva, solo che questa volta non è una città che esce dalla corsa, ma una che viene esclusa.

MILANO – CORTINA

Rimangono gemellate, Milano e Cortina, il CONI blinda il binomio dopo aver spinto per la candidatura a tre. Bisogna anche dire che se Torino si è ritirata, Milano rappresenta una città solida,che da garanzie di efficienza e di economia, Cortina ha una lunga storia olimpica.

TORINO dopo 10 anni dalle olimpiadi  cliccare QUI

CERTO NOI SIAMO UN PAESE PARTICOLARE, INVECE DI FARE SQUADRA, PENSIAMO BENE A DISCREDITARCI.

Il giorno 09/10/2018 il CIO ente che sovraintende le olimpiadi ha ufficializzato la candidatura delle due città Italiane (Milano / Cortina) escludendo di fatto la possibilità di far rientrare Torino.

Certamente anche la nostra politica con i nostri rappresentanti ci hanno messo del suo.PECCATO.

I Social sanno ?

lunedì 1 ottobre 2018

I social network sono in grado di sapere quanto e cosa acquistiamo, non solo sono utilizzati per l’intrattenimento e la discussione tra amici ma vengono utilizzati per fare business in maniera rapida.

Gli ideatori delle piattaforme di scambio e di comunicazione hanno previsto l’efficienza delle reti in termini di guadagno. Questo successo ha preso sempre più piede.

Tutti i social, negli ultimi anni hanno attirato l’attenzione e l’interesse di molti professionisti dei più disparati settori delle vendite, di conseguenza attraggono un numero maggiore di clienti con un aumento delle vendite dei loro prodotti.

I social sono utilizzati per capire quali prodotti sono più appetibili, cosi facendo indirizzano i consumatori all’acquisto di prodotti e servizi.

I social come Google sanno esattamente quali sono le nostre preferenze in termini di acquisti, e chissà quali altre cose.

Un articolo che ci informa, apri.

CANNABIS naturale / sintetica

martedì 11 settembre 2018

I benefici della marijuana in ambito medico, sono noti da millenni e includono effetti analgesici sul dolore cronico o di malati terminali, attenuazione degli effetti di malattie autoinfiammatorie e alcuni disturbi legati alle demenze, benefici contro l’artrite, i tremori del Parkinson e gli effetti collaterali nel trattamento dell’ansia e dello stress.

CANNABIS NATURALE

Esiste una correlazione tra fumare cannabis e una fame smodata. In effetti il cervello riceve gli stimoli provenienti dalnaso, che fa si che la sensibilità agli odori risulti amplificata, aumentando di fatto l’appetito.

Oggi si parla molto della marijuana, che cos’è e perché fa paura.

Esiste quella naturale, ma anche quella sintetica, ed è quest’ultima  che ha i cannabinoidi ed ha effetti sulla salute molto pericolosi, oggi se ne torna a parlare, dopo alcuni episodi di overdose e contaminazioni.

I cannabinoidi sintetici popolano da tempo il commercio illegale, ma come sopra citato i recenti episodi hanno riportato il tema all’attenzione comune. Negli Stati Uniti, nel mese di Agosto (71 persone sono state trovate in overdose  della sostanza che commercialmente viene chiamata K2). L’aministrazione a dovuto diffondere l’allarme, per una partita di marijuana sintetica contaminata con una sostanza usata nel veleno per topi.

Anche quando non fa notizia, quella sintetica comporta rischi e effetti collaterali gravi ( circa 30 volte rispetto alla cannabis naturale). A favorirne la diffusione sono i costi relativamente contenuti, gli effetti più marcati, l’emanazione di un odore meno riconoscibile e meno rintracciabile nelle urine.

A una somiglianza apparente, la miscela di erbe essicate che costituiscono la cannabis sintetica, somiglia alla marijuana naturale ma è intrisa di sostanze prodotte in laboratorio e lasciate assorbire.

COME AGISCONO, vi sono diverse centinaia di cannabinoidi sintetici, e tutti stimolano i recettori che servono a captare le quantità minime di cannabinoidi, cioè analgesici naturali, prodotti dal corpo umano. La sostanza psicotropa contenuta nei “fiori di cannabis sativa” permette un maggiore rilascio di “dopamina”, il neuro messaggio del piacere.

Vi è un legame tra il consumo di cannabis e schizofrenia.

L’intensità e la durata dell’effetto non sono controllabili, e pertanto ogni individuo ha degli effetti inprevedibili. rispetto la marijuana naturale, manca il cannabidiolo che stempera gli effetti psicoattivi, bloccando il rilascio di dopamina, (una sorta di freno) invece assenti nelle miscele di laboratorio.

Gli effetti collaterali includono ansia, psicosi, paranoia, tachicardia, rischio di conati di vomito (un sintomo paradossale, la marijuana terapeutica previene gli attacchi di nausea). Nei casi più gravi assenza e fissicità dello sguardo, movimenti ripetuti  e meccanici (come degli Zombie), danni ai muscoli e reni, e gravi problemi respiratori.

Essendo un prodotto nato in laboratorio, l’intento iniziale era studiare i suoi effetti, finito fuori controllo si è diffuso in circuiti illegali (e non c’è modo di conoscere l’esatta composizione). In Italia, almeno 1 giovane su 10, tra i 15/19 anni hanno consumato cannabinoidi sintetici, almeno una volta.

Esiste una varietà molto potente, è la “Sinsimilla”, si ricava impedendo alle infiorescenze delle piante femmine  di cannabis di essere impollinate. La pianta rimane senza semi e produce un alto contenuto di resina con alta concentrazione di THC. (tetraidrocannabinolo) una sostanza psicotropica che provoca euforia.

I nuovi nonni

lunedì 3 settembre 2018

Questi argomenti sono stati letti da una serie di giornali e riviste, ho provato a sintetizzare un pensiero su alcuni punti specifici.

I nonni hanno un vincolo costitutivo da legami, biologici, sociali, culturali e giuridici, tra le persone che hanno in comune uno stipite diretto, persino ai tempi dei Romani quando ci riferiva alla parentela si utilizzava il termine “propinqui” che significa “coloro che sono vicini”, comunque il termine “parens, parentis”, derivato dal Latino, significa genitori.

Esiste una ricorrenza civile diffusa in alcune parti del mondo, celebra in onore dei nonni e della loro influenza sociale, viene festeggiato il 2 Ottobre.

ARGOMENTI IMPORTANTI :

PARTECIPARE AD UN PERCORSO EDUCATIVO : I genitori sono i primi responsabili della formazione dei loro figli. I nonni lo sono su un progetto e su delle scelte precise decise dai genitori, pertanto non devono mettersi di traverso rispetto le decisioni che i genitori prendono. Se richiesti possono esprimere dei pareri o dare consigli, ma sempre nella consapevolezza che debbono rimanere consigli, e quindi non vincolino nessuno.

NON ATTIVARE RIVALITA’  E GELOSIE: Possono insorgere tra i nonni, otra altri di vari gradi di parentela, ricordarsi che sono i grandi ad essere al servizio dei più piccoli e non viceversa. Visto che i nipoti non sono di nostra proprietà, e pertanto non possono divenire oggetto o strumento della nostra gratificazione, mettere altri sotto una cattiva luce non aiuta nessuno.

UNA PRESENZA PRESSANTE NON AIUTA A TROVARE UN GIUSTO RAPPORTO: Telefonare assiduamente, piombare in casa nei momenti più impensabili, o imporre iniziative non condivise può diventare qualcosa di veramente inbarazzante, che finisce per occupare spazi che creano malumori, tensioni, litigi, i nonni devono essere di aiuto ai figli e nipoti.

DIFENDERE AD OGNI COSTO I NIPOTI, O GENITORI : Dare se mpre ragione ai ragazzi, specialmente adolescenti, quando sono in conflitto con i genitori, oppure si lamentano di loro, non è bene, perché si finisce per disautorare i genitori. E’ preferibile non assumere alcuna posizione, non criticare apertamente i genitori, ma minimizzare, invitare i giovani ad aprirsi. Nel caso contrario la pericolosità è comunque presente, porta allo scoraggiamento e alla demoralizzazione. I nonni bebbono ascoltare con la massima attenzione e se possono indichino una via di uscita.

TRATTARE CON MODERAZIONE LA DISPONIBILITA’ DEI NONNI :  Può succedere che la disponoibilità sia data per scontata, ci sono casi in cui si arriva a situazioni molto gravose da parte dei figli. Non bisogna esagerare, perché poi a lungo andare, gli eccessi possono creare problemi, anche di salute, con effetti negativi anche sui nipoti.

SEGUIRE UNA LINEA DI COERENZA : Nella vita frenetica di ogni giorno può succedere di dire una parola di meno o di troppo, di non esprimersi bene. E’ facile che possono sorgere incompresioni, fraintendimenti, interpretazioni distorte. Esiste una via maestra facile, sicura,quasi infallibile, si chiama “dialogo”. Parlare, chiarire, spiegare, scusarsi con sincertà (proprio cosi’), dire sempre la verità.

Il dialogo apre tutte le porte e sgombra la strada da tante piccole ombre che, accumolandosi possono portare a conseguenze molto dolorose.

Balli e animazione Piazza D’armi 2018 Torino

mercoledì 8 agosto 2018

Anche quest’anno per chi è rimasto a Torino e vuole passare una serata all’insegna della musica, in (PIAZZA D’ARMI) tra Corso Monte Lungo, angolo Corso Galileo Ferraris, tutti i pomeriggi e sera si balla, con l’orchestra musica dal vivo, un po di tutto… Liscio, Latino Americano e Discoteca.

L’accesso è gratuito, nelle vicinanze c’è anche un area attrezzata se si vuole mangiare qualcosa. Tutti possono partecipare per passare una serata o un pomeriggio diverso.

LA BATTAGLIA CON I POMODORI

martedì 24 luglio 2018

Esiste un festival che viene organizzato l’ultimo mercoledi’ di Agosto , nella città di BUNEL, città vicino a Valencia in Spagna.


Il momento clou è la lotta con il pomodoro che si svolge tra le ore 11,00 e le 13,00, è il più grande combattimento alimentare del mondo (supera abbondantemente quello di Ivrea), le strade diventano rosse, cosparse da una quantità inverosibile di succo di pomodoro. Migliaia di persone provenienti da ogni parte della spagna e del mondo partecipano al rito  del tiro dei pomodori. La tradizione dice che iniziò nel 1945 quando sembra a causa di una rissa spontanea utilizzò i pomodori come armi.

La storia del pomodoro utilizzato in cucina, sono circa 150 anni che viene usato (con successo), una tradizione partita dal sud Italia, è che presto si diffuse in tutto il mondo, eppure il nostro rapporto con i pomodori non è sempre stato sereno, un tempo si pensava fossero velenosi e venivano consumati come frutti (fu una sentenza della corte suprema americana a stabilire che sono ortaggi).

Nella seconda metà del ’700 si diffonde in Europa un frutto esotico (una bacca originaria dal Perù importata dagli spagnoli che gli Aztechi chiamavano Xitomatl). letteralmente, ” cosa paffuta con l’ombelico” Sono frutti piccoli di colore vicino all’oro che diventerà rosso, grazie ai successivi innesti. In realtà il ” pomo d’oro” in Italia e noto almeno dal 1500. lo menzionò il medico Senese (Pietro Andrea Mattioli) in un trattato scientifico.

Il pomodoro che va di moda nel ’500 era una specie di colore oro che si mangiava a spicchi. Ci vorrà almeno un secolo prima che entri in cucina, il primo sugo di cui si ha traccia è la “salsa  di pomodoro alla Spagnuola (1694)” si preparava mescolando pomodoro alla brace spellato, con cipolla, timo o maggiorana e aceto. Pero a cavallo del ’700 la diffusione del pomodoro in cucina rallentò, perché una leggenda lo descrive come velenoso, venne soprannominato “mela avvelenata” si pensò che gli aristocratici si ammalavano e morivano dopo averlo mangiato, ma la verità è un’altra, i ricchi Europei usavano piatti di peltro (ricchi di piombo), con l’acidità dei pomodori veniva assorbito il piombo dei piatti causando morti per avvelenamento, a contribuire alla nefasta fama il pomodoro contiene una elevata quantità di SOLANINA, una sostanza a bassa tossicità che la pianta produce come naturale pesticida. passò molto tempo prima di scoprire le cause.

Il pomodoro è il frutto più popolare al mondo, per molti considerato una verdura. Oggi sul mercato esistono molte varietà di pomodori, a partire dal colore, Rossi, Gialli, Neri, Screziati, le varietà più consumate sono: il cuore di bue, il costoluto, il tondo da insalata, il pachino, il ramato, il san marzano o perino , il cigliegino e inoltre ogni regione vi sono varietà locali specifiche.

I ROM chi sono, e da dove arrivano

venerdì 29 giugno 2018

Sono presenti in molti paesi del mondo, sono stati perseguitati da più popoli, la loro storia e cultura va indietro nel tempo.

Oggi vi è una polemica sulla parola CENSIMENTO (o monitoraggio) perché il nostro ministro dell’interno ha chiesto di verificare quante persone (e bambini) vivono nei campi, tenendo presente che solo una quota minoritaria del popolo Rom vive all’interno dei campi.

In varie città i sindaci, precedentemente hanno fatto un censimento con controlli per verificare se i minori vanno a scuola, se vi sono persone che vivono solo di espedienti ed ancora se hanno un lavoro che possa permettere loro di mantenersi e mantenere la famiglia.

Chi sono i Rom e gli altri?

Preferiscono essere chiamati Rom, che nella loro lingua il “romanes”, significa “uomo” e definiscono “gagé” tutti gli altri, cioè i non Rom.

Per loro il “gagio” (al singolare) è un credulone, superstizioso, troppo attaccato alle cose, talvolta violento. Il “gagé” dal canto loro, li chiamano zingari e pensano che siano trasandati, infidi, ladri, senza cultura. Però generalizzare è sbagliato, nell’Est europeo, e in molti casi anche in Italia, i Rom vivono in normali case, lavorano, studiano e la convivenza è tranquilla.

Dai Rom bosniaci l’Italia viene chiamata il “paese dei campi” intendendo i campi nomadi (quelli recintati). Da noi molto spesso fanno la questua, a volte furti. I cittadini che vivono nelle loro vicinanze e non solo, fanno manifestazioni di protesta per sensibilizzare i politici, i sindaci e tutta la comunità, affinché prendano delle iniziative atte a regolarizzare i campi e i loro abitanti, invece di lasciarli alla mercé di soggetti malavitosi che sfruttano le persone sia maggiorenni che minorenni (ed è una vergogna).

In Italia vi è un concetto radicato di inciviltà, quando arrivano dai paesi dell’Est i Rom vengono “zingarizzati”, cioè messi a vivere nei campi secondo lo stereotipo dei nomadi sporchi con il “carozzone”.

Chi sono i Rom. Nel tempo sono sempre stati nomadi?. E’ vero che non hanno cultura?, perché sono visti come accattoni?.

In europa ne vivono circa 7 milioni, discendono da una popolazione che parlava una forma volgare di sancrito, il praclito. Nel 1.000 D.C. circa, lasciarono l’India e il Pakistan, allora vi erano esperti nella lavorazione dei metalli, chiamati athinganoi, da qui “zingari”, in quattro secoli i Rom si insediarono in molti paesi Europei, a partire dai Balcani. Già da allora il loro comportamento non era omogeneo, cambiavano i ritmi di vita e la loro economia a secondo le opportunità che i paesi ospitanti gli offrivano.

Le opportunità si potevano suddividere in 3 aree geografiche; La prima area, quella Balcanica, durante l’impero Ottomano, che li vide sviluppare un gran numero di professioni, soprattutto artigianali, erano tutti censiti e abitavano in dimore fisse, inoltre pagavano regolarmente le tasse, si dividevano in corporazioni, musicisti, costruttori di strumenti musicali, fabbri, orefici, sarti, contadini, allevatori e venditori di cavalli.

La seconda area, corrispondeva ai principati di Valacchia e Moldavia (oggi parte della Romania), erano nello scomodo ruolo di schiavi, erano di proprietà del principe, e solo lui poteva permettere l’esercizio dei mestieri itineranti (acrobati, addestratori di animali) oppure costruttori di utensili in legno, oppure caldai e ramai, veniva dato loro il permesso a patto che pagassero al principe i tributi. Spesso erano schiavi di feudatari o i reggenti dei monasteri che li utilizzavano nei campi. Con le rivoluzioni liberali (dalla metà dell’800) fu abolito lo schiavismo. Oggi le due aree sopra citate raggruppano circa il 90% dei Rom europei.

La terza area, è molto conflittuale, dove circa 100.000 persone ci vivono, viene chiamato il paese dei campi, è L’Italia. Paese che in un periodo vennero diffusi bandi per cacciare i Rom, non veniva consentito nulla , nemmeno l’accattonaggio, o qualsivoglia mestiere, ma nonostante la repressione (in alcune fasi chi uccideva uno zingaro aveva diritto ai suoi beni) cosi facendo i Rom cercarono legami con vari territori da cui presero il nome come, i Sinti Piemontesi, Lombardi, i Kale andalusi, i Manouche francesi e i Romanichals gallesi.

In questa parte d’Europa dove tanti popoli avevano dovuto lottare per la loro identità, il popolo Rom si mosse con molta cautela, non fecero mai guerre per non essere cancellati e si sparpagliarono in piccole unità o famiglie allargate che ogni tanto si riunivano ma sempre mobili e sfuggenti ai controlli, quindi il nomadismo fu un adattamento alla repressione e non una condizione etnica.

Ci pensò Hitler, facendone eliminare 500.000 nei campi di concentramento, anche il fascismo partecipò con le leggi razziali.

I Rom sono la minoranza più discriminata i Europa, alcuni li accomunano agli Ebrei, per essere stati entrambi schiavi, (i primi erano accusati di essere della stirpe maledetta di Caino, i secondi Ariani degradati come razza inferiore).

Per noi è un popolo sconosciuto e poco raccomandato, tutti i mezzi di comunicazione non aiutano a tracciarne un chiaro e serio profilo, la nostra cultura è molto lontana dal modo di vivere degli zingari.

Il Ministro dell’interno ha espresso tre concetti controversi, la possibilità di fare un controllo su base etnica, l’espulsione di Rom irregolari e la discriminazione di Rom italiani. Molti tra i politici e analisti hanno sottolineato che il censimento di un gruppo di persone in base alla loro etnia, evoca pagine nere del passato.

Esiste un articolo della costituzione italiana che stabilisce che ” tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione e opinioni politiche, condizioni personali e sociali.

Coppa Rimet

venerdì 15 giugno 2018

Non tutti sanno che nel tempo la coppa del mondo (parliamo del trofeo) venne trafugata più volte, fu ritrovata fortunosamente, ma subi’ anche un tentativo atto alla sua fusione , cliccare qui

Olanda: il ponte al contrario. Barche sopra, auto sotto

mercoledì 13 giugno 2018



La parola automobile è o non è femminile?

lunedì 4 giugno 2018
La parola automobile è o non è femminile? E allora perché attribuirle nomi maschili?
D’altra parte, a mettere fine alla disputa sul sesso dell’auto fu Gabriele d’Annunzio che nel 1926 scriveva una lettera a Giovanni Agnelli:
Mio caro Senatore, in questo momento ritorno dal mio campo di Desenzano, con la Sua macchina che mi sembra risolvere la questione del sesso già dibattuta. L’ Automobile è femminile. Questa ha la grazia, la snellezza, la vivacità d’ una seduttrice; ha, inoltre, una virtù ignota alle donne: la perfetta obbedienza. Ma, per contro, delle donne ha la disinvolta levità nel superare ogni scabrezza. Inclinata progreditur”.(significato ”che si muove da sé”. … Inclinata progreditur.)
Gli italiani, precursori dello stile e della moda nel mondo, noti “Dongiovanni”, lo sanno bene e non sarà un caso che nella lista delle 10 auto con nomi di donne che sono comparse nella storia, o che sono attualmente in commercio, ben 4 sono nostrane… La più famosa di tutte è Giulietta, l’Alfa Romeo nei cuori degli alfisti, e non solo, dal 1955. Un amore lungo 60 anni…
E poi ne sono comparse altre: sportive, familiari, elettriche, utilitarie, insomma per tutti i gusti. Queste sono solo alcune, l’elenco porebbe essere ancora più lungo e speriamo continui ad estendersi negli anni futuri. Viva l’automobile, al femminile!

10 auto con nomi di donne

Alfa Romeo Giulietta – 1954

Alfa Romeo Giulia – 1962

Citroen Dyane – 1967

Lancia Flavia – 1961

Lancia Fulvia – 1963

Lotus Elise – 1996

Nissan Serena – 1991

Nissan Silvia – 1965

Renault Clio – 1990

Renault Zoe – 2012

Nella storia sono state molte le muse che hanno ispirato i nomi di macchine e marchi, da Isotta a Giulia, fino a Mercedes