Archivio della Categoria 'Attualità'

Balli e animazione Piazza D’armi 2018 Torino

mercoledì 8 agosto 2018

Anche quest’anno per chi è rimasto a Torino e vuole passare una serata all’insegna della musica, in (PIAZZA D’ARMI) tra Corso Monte Lungo, angolo Corso Galileo Ferraris, tutti i pomeriggi e sera si balla, con l’orchestra musica dal vivo, un po di tutto… Liscio, Latino Americano e Discoteca.

L’accesso è gratuito, nelle vicinanze c’è anche un area attrezzata se si vuole mangiare qualcosa. Tutti possono partecipare per passare una serata o un pomeriggio diverso.

LA BATTAGLIA CON I POMODORI

martedì 24 luglio 2018

Esiste un festival che viene organizzato l’ultimo mercoledi’ di Agosto , nella città di BUNEL, città vicino a Valencia in Spagna.


Il momento clou è la lotta con il pomodoro che si svolge tra le ore 11,00 e le 13,00, è il più grande combattimento alimentare del mondo (supera abbondantemente quello di Ivrea), le strade diventano rosse, cosparse da una quantità inverosibile di succo di pomodoro. Migliaia di persone provenienti da ogni parte della spagna e del mondo partecipano al rito  del tiro dei pomodori. La tradizione dice che iniziò nel 1945 quando sembra a causa di una rissa spontanea utilizzò i pomodori come armi.

La storia del pomodoro utilizzato in cucina, sono circa 150 anni che viene usato (con successo), una tradizione partita dal sud Italia, è che presto si diffuse in tutto il mondo, eppure il nostro rapporto con i pomodori non è sempre stato sereno, un tempo si pensava fossero velenosi e venivano consumati come frutti (fu una sentenza della corte suprema americana a stabilire che sono ortaggi).

Nella seconda metà del ’700 si diffonde in Europa un frutto esotico (una bacca originaria dal Perù importata dagli spagnoli che gli Aztechi chiamavano Xitomatl). letteralmente, ” cosa paffuta con l’ombelico” Sono frutti piccoli di colore vicino all’oro che diventerà rosso, grazie ai successivi innesti. In realtà il ” pomo d’oro” in Italia e noto almeno dal 1500. lo menzionò il medico Senese (Pietro Andrea Mattioli) in un trattato scientifico.

Il pomodoro che va di moda nel ’500 era una specie di colore oro che si mangiava a spicchi. Ci vorrà almeno un secolo prima che entri in cucina, il primo sugo di cui si ha traccia è la “salsa  di pomodoro alla Spagnuola (1694)” si preparava mescolando pomodoro alla brace spellato, con cipolla, timo o maggiorana e aceto. Pero a cavallo del ’700 la diffusione del pomodoro in cucina rallentò, perché una leggenda lo descrive come velenoso, venne soprannominato “mela avvelenata” si pensò che gli aristocratici si ammalavano e morivano dopo averlo mangiato, ma la verità è un’altra, i ricchi Europei usavano piatti di peltro (ricchi di piombo), con l’acidità dei pomodori veniva assorbito il piombo dei piatti causando morti per avvelenamento, a contribuire alla nefasta fama il pomodoro contiene una elevata quantità di SOLANINA, una sostanza a bassa tossicità che la pianta produce come naturale pesticida. passò molto tempo prima di scoprire le cause.

Il pomodoro è il frutto più popolare al mondo, per molti considerato una verdura. Oggi sul mercato esistono molte varietà di pomodori, a partire dal colore, Rossi, Gialli, Neri, Screziati, le varietà più consumate sono: il cuore di bue, il costoluto, il tondo da insalata, il pachino, il ramato, il san marzano o perino , il cigliegino e inoltre ogni regione vi sono varietà locali specifiche.

I ROM chi sono, e da dove arrivano

venerdì 29 giugno 2018

Sono presenti in molti paesi del mondo, sono stati perseguitati da più popoli, la loro storia e cultura va indietro nel tempo.

Oggi vi è una polemica sulla parola CENSIMENTO (o monitoraggio) perché il nostro ministro dell’interno ha chiesto di verificare quante persone (e bambini) vivono nei campi, tenendo presente che solo una quota minoritaria del popolo Rom vive all’interno dei campi.

In varie città i sindaci, precedentemente hanno fatto un censimento con controlli per verificare se i minori vanno a scuola, se vi sono persone che vivono solo di espedienti ed ancora se hanno un lavoro che possa permettere loro di mantenersi e mantenere la famiglia.

Chi sono i Rom e gli altri?

Preferiscono essere chiamati Rom, che nella loro lingua il “romanes”, significa “uomo” e definiscono “gagé” tutti gli altri, cioè i non Rom.

Per loro il “gagio” (al singolare) è un credulone, superstizioso, troppo attaccato alle cose, talvolta violento. Il “gagé” dal canto loro, li chiamano zingari e pensano che siano trasandati, infidi, ladri, senza cultura. Però generalizzare è sbagliato, nell’Est europeo, e in molti casi anche in Italia, i Rom vivono in normali case, lavorano, studiano e la convivenza è tranquilla.

Dai Rom bosniaci l’Italia viene chiamata il “paese dei campi” intendendo i campi nomadi (quelli recintati). Da noi molto spesso fanno la questua, a volte furti. I cittadini che vivono nelle loro vicinanze e non solo, fanno manifestazioni di protesta per sensibilizzare i politici, i sindaci e tutta la comunità, affinché prendano delle iniziative atte a regolarizzare i campi e i loro abitanti, invece di lasciarli alla mercé di soggetti malavitosi che sfruttano le persone sia maggiorenni che minorenni (ed è una vergogna).

In Italia vi è un concetto radicato di inciviltà, quando arrivano dai paesi dell’Est i Rom vengono “zingarizzati”, cioè messi a vivere nei campi secondo lo stereotipo dei nomadi sporchi con il “carozzone”.

Chi sono i Rom. Nel tempo sono sempre stati nomadi?. E’ vero che non hanno cultura?, perché sono visti come accattoni?.

In europa ne vivono circa 7 milioni, discendono da una popolazione che parlava una forma volgare di sancrito, il praclito. Nel 1.000 D.C. circa, lasciarono l’India e il Pakistan, allora vi erano esperti nella lavorazione dei metalli, chiamati athinganoi, da qui “zingari”, in quattro secoli i Rom si insediarono in molti paesi Europei, a partire dai Balcani. Già da allora il loro comportamento non era omogeneo, cambiavano i ritmi di vita e la loro economia a secondo le opportunità che i paesi ospitanti gli offrivano.

Le opportunità si potevano suddividere in 3 aree geografiche; La prima area, quella Balcanica, durante l’impero Ottomano, che li vide sviluppare un gran numero di professioni, soprattutto artigianali, erano tutti censiti e abitavano in dimore fisse, inoltre pagavano regolarmente le tasse, si dividevano in corporazioni, musicisti, costruttori di strumenti musicali, fabbri, orefici, sarti, contadini, allevatori e venditori di cavalli.

La seconda area, corrispondeva ai principati di Valacchia e Moldavia (oggi parte della Romania), erano nello scomodo ruolo di schiavi, erano di proprietà del principe, e solo lui poteva permettere l’esercizio dei mestieri itineranti (acrobati, addestratori di animali) oppure costruttori di utensili in legno, oppure caldai e ramai, veniva dato loro il permesso a patto che pagassero al principe i tributi. Spesso erano schiavi di feudatari o i reggenti dei monasteri che li utilizzavano nei campi. Con le rivoluzioni liberali (dalla metà dell’800) fu abolito lo schiavismo. Oggi le due aree sopra citate raggruppano circa il 90% dei Rom europei.

La terza area, è molto conflittuale, dove circa 100.000 persone ci vivono, viene chiamato il paese dei campi, è L’Italia. Paese che in un periodo vennero diffusi bandi per cacciare i Rom, non veniva consentito nulla , nemmeno l’accattonaggio, o qualsivoglia mestiere, ma nonostante la repressione (in alcune fasi chi uccideva uno zingaro aveva diritto ai suoi beni) cosi facendo i Rom cercarono legami con vari territori da cui presero il nome come, i Sinti Piemontesi, Lombardi, i Kale andalusi, i Manouche francesi e i Romanichals gallesi.

In questa parte d’Europa dove tanti popoli avevano dovuto lottare per la loro identità, il popolo Rom si mosse con molta cautela, non fecero mai guerre per non essere cancellati e si sparpagliarono in piccole unità o famiglie allargate che ogni tanto si riunivano ma sempre mobili e sfuggenti ai controlli, quindi il nomadismo fu un adattamento alla repressione e non una condizione etnica.

Ci pensò Hitler, facendone eliminare 500.000 nei campi di concentramento, anche il fascismo partecipò con le leggi razziali.

I Rom sono la minoranza più discriminata i Europa, alcuni li accomunano agli Ebrei, per essere stati entrambi schiavi, (i primi erano accusati di essere della stirpe maledetta di Caino, i secondi Ariani degradati come razza inferiore).

Per noi è un popolo sconosciuto e poco raccomandato, tutti i mezzi di comunicazione non aiutano a tracciarne un chiaro e serio profilo, la nostra cultura è molto lontana dal modo di vivere degli zingari.

Il Ministro dell’interno ha espresso tre concetti controversi, la possibilità di fare un controllo su base etnica, l’espulsione di Rom irregolari e la discriminazione di Rom italiani. Molti tra i politici e analisti hanno sottolineato che il censimento di un gruppo di persone in base alla loro etnia, evoca pagine nere del passato.

Esiste un articolo della costituzione italiana che stabilisce che ” tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione e opinioni politiche, condizioni personali e sociali.

Coppa Rimet

venerdì 15 giugno 2018

Non tutti sanno che nel tempo la coppa del mondo (parliamo del trofeo) venne trafugata più volte, fu ritrovata fortunosamente, ma subi’ anche un tentativo atto alla sua fusione , cliccare qui

Olanda: il ponte al contrario. Barche sopra, auto sotto

mercoledì 13 giugno 2018



La parola automobile è o non è femminile?

lunedì 4 giugno 2018
La parola automobile è o non è femminile? E allora perché attribuirle nomi maschili?
D’altra parte, a mettere fine alla disputa sul sesso dell’auto fu Gabriele d’Annunzio che nel 1926 scriveva una lettera a Giovanni Agnelli:
Mio caro Senatore, in questo momento ritorno dal mio campo di Desenzano, con la Sua macchina che mi sembra risolvere la questione del sesso già dibattuta. L’ Automobile è femminile. Questa ha la grazia, la snellezza, la vivacità d’ una seduttrice; ha, inoltre, una virtù ignota alle donne: la perfetta obbedienza. Ma, per contro, delle donne ha la disinvolta levità nel superare ogni scabrezza. Inclinata progreditur”.(significato ”che si muove da sé”. … Inclinata progreditur.)
Gli italiani, precursori dello stile e della moda nel mondo, noti “Dongiovanni”, lo sanno bene e non sarà un caso che nella lista delle 10 auto con nomi di donne che sono comparse nella storia, o che sono attualmente in commercio, ben 4 sono nostrane… La più famosa di tutte è Giulietta, l’Alfa Romeo nei cuori degli alfisti, e non solo, dal 1955. Un amore lungo 60 anni…
E poi ne sono comparse altre: sportive, familiari, elettriche, utilitarie, insomma per tutti i gusti. Queste sono solo alcune, l’elenco porebbe essere ancora più lungo e speriamo continui ad estendersi negli anni futuri. Viva l’automobile, al femminile!

10 auto con nomi di donne

Alfa Romeo Giulietta – 1954

Alfa Romeo Giulia – 1962

Citroen Dyane – 1967

Lancia Flavia – 1961

Lancia Fulvia – 1963

Lotus Elise – 1996

Nissan Serena – 1991

Nissan Silvia – 1965

Renault Clio – 1990

Renault Zoe – 2012

Nella storia sono state molte le muse che hanno ispirato i nomi di macchine e marchi, da Isotta a Giulia, fino a Mercedes

I NONNI, servono o sono un intralcio alla famiglia ?

sabato 14 aprile 2018

Quando si parla di nonni, una delle prime cose che emerge è il fatto che essi sono un ponte tra le generazioni. Sono loro che raccolgono in un unico arco di esistenza la vita di quattro generazioni. Sono un filo conduttore che crea continuità con una famiglia e radica il primo e fondamentale senso di appartenenza ad un gruppo umano. Sono il collegamento con le radici e quindi hanno tutte le carte in regola per ricordare e trasmettere avvenimenti, fatti, tradizioni, con autorevolezza e credibilità. Essi sono testimoni diretti e storici della famiglia, per mezzo loro i nipèoti vengono a conoscere le proprie origini, chi li ha preceduti, e quale è la loro storia.

I nonni legano passato , presente e futuro, già la loro presenza sta a dimostrare che ognuno ha  una sua precisa collocazione e la possibilità di partecipare alla creazione di un futuro per i propri nipoti. trasmettono tradizioni e valori di appartenenza, detengono il patrimonio delle memorie familiari.

Oggi parlando dei nonni non ci si riferisce più all’anziano che sta seduto in poltrona o in una sedia a dondolo, ne alla signora attempata stretta nello scialle e con la coperta sulle ginocchia, non significa essere vecchi e capaci di offrire solo servizi di ripiego. Ma grazie all’innalzamento dell’età media della vita, conseguente al progresso scientifico e al benessere fisico raggiunto, i nonni sono persone pienamente autonome, efficienti, valide sotto tutti i punti di vista, e nello sforzo di essere idonei e d efficienti, si mantengono aggiornati su gusti, tendenze, linguaggio, nuove tecnologie, tutto ciò contribuisce al mantenimento ottimale fisico / mentale, hanno energia, lucidità, intraprendenza e sufficiente tranquillità economica, pertanto possono fare quasi tutte le cose che facevano da giovani ” anzi talvolta anche meglio”, perché hanno più esperienza ed equilibrio. I rapporti con i nipoti fanno ringiovanire gli adulti, e offrono ai genitori garanzie di pienezza educativa ed anche tempi per un meritato riposo.

All’interno della famiglia , svolgono un ruolo importante, sia perché rappresentano un punto di riferimento difronte alla precarietà dl lavoro, all’aumento del costo della vita (decisivo l’aiuto economico che spesso possono offrire) e alla fragilità dei legami matrimoniali.

Se il fattore di “denatalità” oggi assottiglia la quantità di nipoti, dall’altra parte l’innalzamento dell’età media influisce in senso contrario, pero i dati confermando l’abbassamento del numero di nipoti da accudire, confermano anche lo svolgimento attivo del ruolo dei nonni.

Il problema dell’instabilità coniugale , che determina nuovi legami familiari moltiplica la composizione del nucleo familiare , spesso ciò crea seri problemi sulla qualità dell’apporto educativo tanto che il più delle volte è indispensabile l’intervento mediatore dei genitori.

Difronte ai dati dell’ISTAT che conferma che oltre il 70% dei minori viene affidato ai nonni, i cambiamenti socio-culturali che si sono determinati in questo ultimo decennio, rende necessario ridefinire il ruolo dei nonni, che deve rispondere in accordo con i genitori, i quali sono i primi responsabili. La ridefinizione delle competenze deve tenere conto dei ruoli e dei legami, dell’entità del ricorso dei genitori alla delega verso i nonni.

UN DETTO, si è sempre (nonni) in naturale antagonismo con i figli e in simpatia con i propri nipoti

carica macchine elettriche…

lunedì 2 aprile 2018

esempio di carica auto elettriche…….che non invade la strada……….

fiori e fiori

domenica 25 marzo 2018

p greco 3,14

mercoledì 14 marzo 2018


Nonostante la sua storia millenaria, continua ad essere il protagonista silenzioso della nostra vita quotidiana, e per questo viene celebrato in tutto il mondo il 14 marzo (data che nei Paesi anglosassoni viene scritta proprio come 3,14 anteponendo il mese al giorno), in coincidenza con il compleanno di Albert Einstein