Archivio della Categoria 'Attualità'

Giugno ci porta ..anzi ci toglie……………..

giovedì 23 maggio 2019

Non per fare la solita polemica,ma proprio per fare la solita polemica  che tutti i governi  siano essi -bianchi – neri – rossi – verdi- gialli – turchini…….hanno tutti lo stesso  “vizietto” quello di prelevare dalle pensioni egli ex lavoratori…….che hanno pagato i contributi, che hanno lavorato trentacinque quarant’anni e più anche facendo dei lavori usuranti………ci trattano come dei bambini  che tanto non si possono difendere………..

e vi ricordate  che:

-27-anni-fa-prelievo-forzoso-Amato-crollo-lira,

la patrimoniale del 6 per mille sui conti bancari  degli ..degli Italiani. Sono ormai passati 27 anni da quella maledetta notte e dalla svalutazione della lira italiana che … sui conti correnti in banca degli italiani, il famoso 6 per mille sui capitali che, …….

Immagine correlata.

Il giorno della protezione delle specie.

sabato 11 maggio 2019

Per prima cosa , anche noi dobbiamo essere protetti, sicuramente da noi.

Questi articoli ci sollecitano la nostra fantasia, che deve cercare le soluzioni più idonee e pratiche, onde superare il limite di non ritorno.

1 Articolo : giornata della terra dedicata alla protezione delle specie. Cliccare qui

2 Articolo : Siamo vicini ad un’ apocalisse ecologica. Cliccare qui

Cerchiamo di utilizzare il nostro tempo, aiutando la natura e le speci che la vivono a superare questo momento critico, le persone devono trovare in loro stessi la volontà per aiutare il nostro e unico pianeta a sfebbrarsi e di conseguenza condurre un’esistenza più adeguata. Forse siamo ancora in tempo dando le giuste medicine, ma sicuramente serve la volontà di tutti.


Lettera dell’infermiera al neonato abbandonato a Rosolina

sabato 27 aprile 2019

“Ho pensato di farti da mamma”

Vorrei farvi leggere la commovente lettera dell’infermiera, che ha prestato le prime cure al neonato abbandonato al cimitero di Rosolina, nella provincia di Rovigo: “In dodici anni di servizio, non avevo mai provato delle emozioni così intense. Mentre ti scrivo, sei in ospedale dove hanno scelto di darti il mio nome”.

Sta bene il piccolo Giorgio, il neonato trovato mercoledì in un borsone al cimitero di Rosolina, nella provincia di Rovigo. Il bambino, abbandonato poco dopo il parto, è attualmente ricoverato all’ospedale di Adria e se lo hanno chiamato Giorgio è per il nome dell’infermiera che, per prima, l’ha preso tra le braccia. È Giorgia Cavallaro, una trentacinquenne che lavora nel Pronto soccorso della Casa di cura Madonna della Salute.

Ecco la lettera:

“Caro Giorgio, l’altra notte non ho chiuso occhio pensando a te. Mi piacerebbe che un giorno lontano, quando sarai grande, qualcuno possa farti leggere questa lettera. Magari le stesse persone, la tua nuova mamma e il tuo nuovo papà, che nel frattempo avranno trovato le parole giuste per rivelarti com’è cominciata la tua vita con loro, circondato dall’amore che meriti e che qualcuno aveva deciso che non dovevi avere. Io posso solo raccontarti in che modo sei entrato nella mia, di vita, perché già so che non ne uscirai mai più. È la storia del tuo primo giorno, che poi è anche la storia del nome che porti. Il mio nome. Ho 35 anni e lavoro come infermiera nel Pronto soccorso della Casa di cura Madonna della Salute, di Porto Viro. Sembrava una mattina come tutte le altre, scandita da piccole e grandi emergenze. Poi è arrivata quella telefonata: ‘C’è un bambino abbandonato davanti al cimitero di Rosolina, non si muove, è morto’. Sull’ambulanza siamo salite io e la dottoressa Anna Tarabini, mentre alla guida c’era Marco Marangon, che è partito a razzo. Dopo pochissimo è arrivata una seconda chiamata: ‘Il neonato piange’. È lì che abbiamo saputo che eri vivo.

Marco pareva un pilota di Formula 1, è stato formidabile: appena sei minuti dopo la prima telefonata eravamo di fronte al cimitero, con i carabinieri che nel frattempo avevano aperto quella sacca da tennis rossa. Ti avevano rinchiuso lì dentro, adagiandoti sopra una copertina bianca. La dottoressa ti ha portato nell’ambulanza e ti ha visitato. L’indice di Apgar, che misura i parametri vitali, ci ha detto che stavi bene: è lì che ho capito quanta forza possa starci in un corpicino così piccolo. Seguendo le indicazioni della dottoressa, che per prima si è presa cura di te, ti ho tagliato il cordone ombelicale. Avevi i piedini e le manine gelate, abbiamo alzato il riscaldamento al massimo. Mentre Marco ripartiva ti ho preso in braccio e ti ho posato al mio petto coprendoti con il lenzuolino sterile, una coperta, la mia maglietta, con qualunque cosa potesse restituirti un po’ di calore.

Il suono delle sirene ti ha dato uno scrollone, ti sei messo a piangere. È lì che hai aperto gli occhi, mi hai guardata, ti ho fatto una carezza e immediatamente hai cercato di succhiare il dito. Avevi tanta fame. In dodici anni di servizio, non avevo mai provato delle emozioni così intense. Mentre ti scrivo, sei in ospedale dove hanno scelto di darti il mio nome. Le colleghe dicono che stai bene, che hai mangiato, che ce la farai a diventare grande, a dispetto di chi non voleva. Ho riflettuto su cosa possa spingere qualcuno ad abbandonare un neonato e non ho trovato risposta. Ma in fondo, l’unica cosa che conta è che presto avrai una mamma e un papà che ti vorranno bene. Ho anche pensato che quella mamma vorrei essere io, che non ho figli. Purtroppo so che non sarà possibile: l’iter per le adozioni è lungo e complicato e c’è qualcuno che ti sta aspettando da molto più tempo di me. Lo dimostrano le chiamate che sto ricevendo: persone che vogliono accoglierti, altre che si offrono di acquistare abiti e latte in polvere.

E allora, posso solo sperare di incontrarti di nuovo, in futuro. Sarebbe bello vedere come sei diventato. Ti auguro di essere felice. Di crescere sano, di conservare la forza che hai dimostrato di fronte a quel cimitero che dovrebbe servire a contenere i morti e che invece ci ha restituito una vita. Ma soprattutto, ti auguro di diventare un uomo con dei valori positivi, uno disposto a qualunque sacrificio per proteggere il proprio bambino.

Ciao Giorgio.

I “BAGARINI” DELLA CARTA DI IDENTITA’ ELETTRONICA

venerdì 15 marzo 2019

Oggi per qualunque cosa venga richiesta un  ” un pizzo si deve pagare”, possibile che siamo arrivati a questo punto, non solo per opere che portano lauti guadagni alla criminalità, ma anche per le più piccole cose come avere un appuntamento per il rilascio del documento di identità, oltretutto obbligatorio , specialmente ora che viene rilasciato quello elettronico.

Ricordarsi che oggi esistono anche i “bagarini” della carta di identità. Leggere l’articolo che spiega quanto sopra.

” UN RAMETTO DI MIMOSA “

giovedì 7 marzo 2019

”FESTA DELLA DONNA”

Che senso ha, oggi, questa ricorrenza quando stupri e abusi ,violenze e sopraffazioni sono una realtà così tanto diffusa. Donne che nel mondo d’oggi, vedono ancora negati i propri diritti, anche i più minimi ed essenziali. E’ una insopportabile malvagità  a non considerare le donne come esseri umani al pari dell’uomo, ma solo oggetti, “suppellettili” del mondo maschile. Ma nella coscienza comune, cosa c’è o cosa resta di tutto questo? CHE UN RAMETTO DI MIMOSA NON PUO’ CERTAMENTE CANCELLARE.

IL CARNEVALE IN PIEMONTE

sabato 2 marzo 2019

Questi mesi “Febbraio e Marzo” avvengono  molte iniziative con festeggiamenti, tra le tante iniziative tipiche di questo periodo dell’anno spiccano in Piemonte numerosi appuntamenti generalmente il giovedi’ e il martedi’ grasso, che spaziano dai carnevali tradizionali che affondano le radici nei riti propizi e una eredità più profonda della società contadina e montanara, a quelli più recenti, spesso allegorici, passando per le rievocazioni storiche (es. quello di Ivrea), dove storia e leggenda si intrecciano e si confondono.

I carnevali tradizionali piemontesi hanno origini antiche, alcuni si caratterizzano per le figure mitiche, come quello di Mompantero “ballo dell’orso”, invece quello “di Lajetto” piccola borgata di Condove, vi è poi il carnevale storico di Santhià, e quello folcloristico di Ivrea, e ancora quello di Chivasso che presenta una sfilata di carri molto caratteristici, per non dimenticare quello di Borgosesia.

Questi sono solo alcuni dei tanti carnevali che nei due mesi (Febbraio e Marzo) sfilano nelle vie dei paesi piemontesi.

Per un ulteriore informazione leggere l’articolo cliccare qui’.

Vi sono molti video dei carnevali storici del Piemonte, tra questi ne ho scelto uno come promozione , inoltre non è del l’anno in corso  ma di qualche anno indietro. per vedere il video clicca qui’.

VETTURE CON SISTEMI IBRIDI PER LA MOBILITA’

sabato 2 febbraio 2019

Motore con sistema IBRIDO leggero

Oggi l’utilizzo della vettura privata è sempre più complicato, visto l’inquinamento che ,specialmente in città rende l’aria malsana, specialmente durante il periodo invernale si somma a quello prodotto dal riscaldamento degli alloggi e dalle fabbriche, pertanto le leggi contro l’inquinamento diventano (a ragione) sempre più restringenti per cui le case automobilistiche stanno cercando soluzioni alternative ,tra quelle più attuali vi è l’utilizzo del motore ibrido.

Dunque la vettura con motore ibrido è una ricetta ideale, che conviene sempre ??????

Lo scopo primario del sistema Ibrido è limitare le emissioni nocive e i consumi di carburante, utilizzando meno il motore tradizionale.

Attualmente esistono due versioni di motori ibridi;

1) Vettura con il sistema ibrido leggero (mild hybrid), è una  versione ridotta, in questo caso l’auto non può viaggiare a emissioni zero perché il motorino elettrico (più piccolo) non opera in autonomia e serve invece come supporto per un piccolo incremento di potenza e per attivare sistemi ausiliari. ( il sistema è meno costoso)

Chiamato anche sistema ibrido intelligente, per migliorare l’efficienza dei consumi (no meno emissioni) il sistema assiste il motore con un alternatore leggero e compatto che possiede una funzione elettrica ed una batteria agli ioni di litio  ad elevata capacità. (vedi foto su riportata)

2) Vettura con sistema ibrido più costoso ( pus-in), qui’ l’automobile ha una autonomia a emissioni zero, aumenta notevolmente, (di solito fino alla velocità di 50 Km orari) perché le batterie al litio vengono ricaricate “alla spina”, proprio come le vetture elettriche.

Rispetto alle quali, tuttavia l’ibrido pleg-in ha un vantaggio, la vettura può circolare normalmente a benzina o a gasolio, anche in caso di batteria scarica. facendo si che viene eliminato ogni forma di ansia per l’autonomia della vettura.

Oggi molti automobilisti non sanno esattamente cosa significhi IBRIDO e quanto davvero convenga. (generalmente le vetture ibride sono con motorizzazione a benzina, ma in qualche caso anche diesel abbinato a uno elettrico.

Oggi la case automobilistiche sono alla ricerca di soluzioni alternative a vetture che utilizzano il carburante derivato dal petrolio, il futuro ci riserverà mezzi di trasporto più ecologici, e speriamo che siano anche più sicuri.

COSA C’E’ DA SAPERE SUL FARMACO EQUIVALENTE (GENERICO)

lunedì 28 gennaio 2019

Vi siete mai chiesto se i medicinali equivalenti o generici, rispondono alla terapia come quelli originali, e quali sono le garanzie sul prodotto ???

Innanzi tutto, cos’è un farmaco equivalente; Il farmaco generico contiene lo stesso principio attivo ” dell’ingrediente principale”, nella stessa quantità, e metodo di somministrazione rispondono agli stessi requisiti di qualità ed efficacia dei corrispondenti medicinali di riferimento (Originale, sviluppato e brevettato – valido per un periodo di 7 anni – da una azienda e commercializzato con nome specifico).

LE PRINCIPALI COSE DA SAPERE SONO TRE :

1) QUALITA; Come tutti i medicinali , i farmaci equivalenti o generici, devono essere prodotti nel rispetto delle rigorose norme di buona fabbricazione. Devono assicurare che, tutti i medicinali equivalenti ( o di marca) siano prodotti secondo i rigorosi standard di qualità.

Il sistema di controllo della azienda che produce il medicinale, deve comprendere l’intero processo di produzione, dall’ordine alla spedizione e consegna.

2) SICUREZZA; Nessun medicinale , sia esso originale o generico, può essere commercializzato nella comunità europea senza ottenere preventivamente l’autorizzazione da l’autorità preposta che garantisce la qualità, efficacia e sicurezza del medicinale ai pazienti che lo usano. Inoltre le aziende devono monitorare gli effetti derivanti dall’uso del medicinale, valutandone la sua utilità.

3) EFFICACIA; i medicinali si definiscono equivalenti, quando garantiscono la medesima efficacia terapeutica del prodotto originale. Ogni medicinale generico deve essere assimilato e reso disponibile (all’organismo) come se si assumesse quello originale, si chiama “bioequivalenza”, ed è accertata da studi che misurano il medicinale tramite il confronto con quello di marca. Lo studio di ” bioequivalenza” fa parte della documentazione tecnica che viene valutata dall’autorità competente.

GLI ECCIPIENTI, che sono sostanze non attive, la  terapia non influenza l’efficacia del medicinale. Per questo motivo i medicinali equivalenti possono non contenere necessariamente gli stessi eccipienti del medicinale originale, quello che deve garantire è che il principio attivo venga rilasciato alla stessa velocità e nella stessa quantità del prodotto originale.

ESEMPIO TRA FARMACI:

>ORIGINALE TACHIPIRINA

Il principio attivo contenuto è; paracetamolo 500 mg.

Eccipienti; cellulosa microcristallina, povidone, croscarmellosa sodica, magnesio stearato, silice precipitata.

>EQIVALENTE: PARACETAMOLO

Il principio attivo contenuto è; paracetamolo 500mg.

Eccipienti; magnesio stearato, amido di mais, povidone.

Cosa si riscontra , che i due prodotti hanno lo stesso principio attivo in uguale dose. la stessa formula farmaceutica, la stessa via di somministrazione e le stesse indicazioni terapeutiche.

Cappella del Guarini

venerdì 11 gennaio 2019
1) L’incendio della cappella del Guarini, avvenuta nel mese di aprile 1997, fu un dramma per Torino e tutta la cristianità mondiale, era la dimora della reliquia ” la passione di Cristo” (Sindone). Riuscirono con grande maestria a salvarla, non cosi’  per la cappella.
1) per vedere cliccare QUI
2) Sono  passati oltre 20 anni da quel tragico rogo, la ricostruzione è stata molto complessa e fino all’ultimo la sua criticità non è stata scongiurata, riuscendo a riportala al suo antico splendore. E’ visitabile da settembre 2018.
2) per vedere cliccare QUI

Cappella di Sant’Uberto – Reggia di Venaria

lunedì 10 dicembre 2018

Sabato 08/12/2018 alle ore 17,30 si è svolto il concerto di Natale, presso la cappella di Sant’Uberto.

Hanno suonato e cantato il coro da camera del liceo classico musicale Cavour di Torino, come Tutors – l’Accademia di Sant’Uberto, con i suonatori dei corni da caccia dell’equipaggio della Regia Venaria.

Il programma era incentrato su musiche classiche, l’equipaggio della Regia Venaria ha suonato con i suoi antichi strumenti le musiche suggestive che anticipavano la caccia .

Per altre informazioni sulle formazioni musicali, equipaggio della Regia Venaria (1996), e la Reale Scuderia (2002) cliccare Qui

ACCADEMIA DI SANT’UBERTO

L’accademia nata nel 1996 come associazione Percorsi, svolge la propria attività culturale nell’ambito del loisir presso la corte sabauda di Ancien Régime. Particolare attenzione è dedicata alla musica, sottofondo sonoro delle residenze. Sin dall’inizio l’Accademia ha operato in accordo con Soprintendenze, Regione Piemonte, consorzio delle Residenze Reali Sabaude e con il centro di conservazione e restauro La Venaria Reale. La convenzione mette a disposizione delle attività musicali e di studio una sede nel cortile delle carrozze della Reggia, con l’impegno di sostenere presso la residenza alcuni eventi concordati.
Tra questi la celebrazione annuale della festività di Sant’Uberto, e la cerimonia dell’onore del Bottone. Tutte queste attività vengono svolte a titolo di volontariato culturale.
L’Accademia ha creato due particolari formazioni musicali; L’equipaggio ripropone il suono della Trompe de chasse (corno naturale che segnalava le varie fasi della azione venatoria). La scuderia opera sotto la direzione artistica del maestro di musica.
L’Accademia dispone oltre alle trombe da caccia, strumenti barochhi: ottoni, timpani, musette de cour e d archetti barocchi per violino, viola, violoncello e contrabbasso. Tutta questa dotazione consente agli allievi del liceo musicale Cavour di Torino di poter partecipare al progetto scuola-lavoro.
L’equipaggio della Regia Venaria guida il progetto internazionale (Belgio, Francia, Italia, Lussemburgo) relativo ai suonatori di tromba da caccia nella lista UNESCO. e del ministero dei beni culturali.
La persona che più si è spesa per il progetto, Ing. Giorgio Marinello.