Archivio della Categoria 'Considerazioni'

PERCHE’ E’ PIU’ FACILE VENIRE PRESI DALLA COLLERA AL VOLANTE

mercoledì 26 luglio 2017

E’ un dato di fatto, confermato da terribili fatti di cronaca, quando si è in macchina e guidiamo siamo più aggressivi, i nostri comportamenti e atteggiamenti sono diversi, che mai avremmo in altre situazioni.

Il tema dello stress, e del conseguente sfogo con reazioni aggressive (rabbia da strada) e tra i casi più studiati da specialisti di violenza urbana (Etologi).

Questo tipo di collera segue uno schema, inizia con insulti e minacce verbali e gestuali, con l’utilizzo del clacson per amplificare la portata, di solito ci si ferma qui, ma ci sono situazioni limite, una è la violazione delle norme della convivenza cittadina.

Ci si infuria per un parcheggio rubato, (secondo noi) la mancanza di cortesia da parte dell’altro automobilista viene vissuta come una ingiustizia che va vendicata, secondo noi che l’abbiamo subita, serve soprattutto come riparazione, e rincorre l’ordine sociale, ed è per questo che non si esita a metterla in atto, costi quel che costi.

Gli studi internazionali dicono che almeno il 50% degli automobilisti è stato coinvolto in almeno un episodio di rabbia al volante, anche se la maggior parte di chi li hanno provocati è consapevole di aver creato problemi ad altri, guidatori o passanti. Pochissimi mostrano qualche forma di pentimento, in fondo, è proprio cosi’, l’aggressività in auto, molti studiosi del fenomeno danno la colpa al sovraccarico cognitivo, vale a dire dell’attenzione. Oggi più che mai le distrazioni sono tante.

I soggetti più vulnerabili sono i giovani uomini / donne che vivono in centri urbani di grosse dimensioni, e soprattutto se ulteriormente stressati per ragioni di lavoro. Il cosi detto “road rage” (rabbia da strada) è il più studiato, le reazioni aggressive in caso di stress, ve ne sono altri e tutti legati all’ambiente urbano, le auto che incrociano da ogni lato sono come delle belve dai denti aguzzi in agguato nella savana o boscaglia, gli appartamenti nei grandi condomini sono piccoli rifugi in cui si riuniscono clan pronti ad affrontarsi tra loro. Il metrò affollato è come la gabbia in cui circolano cavie da laboratorio, con la differenza che mentre le cavie a disagio arrivano a azzannarsi tra loro, noi ci limitiamo a desiderare che la nostra fermata arrivi presto, e in qualche caso non esitiamo ad usare i gomiti per difendere pochi centimetri residui di spazio.

Lo dicono , Etologi e Psicologi sociali, la città è molto più feroce che la giungla, o meglio, un ambiente al quale la specie umana non si è ancora completamente adattata, e capace di stimolare i nostri peggiori istinti primordiali.

L’uomo (psicologicamente) si adatta meglio a vivere in piccoli gruppi all’interno dei quali si formano forti legami sociali, ma oltre la metà della popolazione mondiale vive in realtà in centri urbani medio grandi, e quindi è normale che le situazioni di affollamento creano situazioni di grosso stress, che poi si scarica in svariati modi, una è, che gli urbanizzati sono i più stressati, tanto che una piccola zona cerebrale ( l’amigdala) si attiva di più, e anche la corteccia cingolata anteriore ( una struttura grande come un pisello, che si trova in entrambi i lati temporali) che svolge la funzione di sensore, del pericolo, provocando una reazione nell’organismo che viene percepita come una minaccia, questo si riscontra maggiormente alle persone che vivono in centri molto affollati, come le città.

Si suppone che le persone considerate a rischio di violenze impulsive abbiano l’amigdala che tende a sovrattivarsi ( cioè ad attivarsi con particolare facilità). Si parla di personalità predisposte, individui incapaci di gestire i conflitti, e riescono a covare rancore per anni.

Esistono comunque persone “normali” ma emotivamente immature, che in caso di contrasti hanno più facilmente reazioni violente. Insomma, forse per chi vive in città deve seguire un corso di difesa personale, oppure saper come mai gli individui metropolitani sono più stressati, e quindi più pericolosi.

Torino quanto sei bella

mercoledì 12 luglio 2017

Torino quanto sei bella bisognerebbe cambiare il titolo, con Torino quanto eri bella questo filmato e del 2007, solo 10 anni sono passati Torino e irriconoscibile vediamo il centro senza spazi verdi diventata un canile, le periferie oltre a sporche tutte devastate non si ripara niente. Io dico noi paghiamo sempre più tasse e abbiamo meno servizi, al posto dei politici io mi vergognerei.

Spoiler :non sono più quelli di una volta……….

giovedì 8 giugno 2017

1-Gli spoiler

Il primo significato nel settore meccanico è del 1928: inizialmente impiegato in aeronautica, passò in seguito a indicare strutture simili installate sulle imbarcazioni veloci (1957) e, infine, sui veicoli a motore (1963); il fatto che gli alettoni aerodinamici abbiano un nome che deriva da un verbo che significa ‘sciupare’ fa riferimento al ruolo degli spoiler, che è quello di “rovinare” o, meglio, disturbare, il flusso laminare dell’aria attorno al veicolo.

2-Gli spoiler

In Italia il termine compare alla fine degli anni Novanta come rivelazione che potrebbe rovinare la visione di un film a chi non l’ha visto State rivelando qualcosa che potrebbe rovinare un film a chi non l’ha visto, mettete questo “tag” nel soggetto del messaggio, oppure nel testo. In questo caso, lasciate anche qualche riga vuota dopo il tag, cosi’ chi legge puo’ decidere se andare oltre o meno. la traduzione letterale [ROVINATORE] cosi’ da rendere il senso auto-evidente (almeno spero).  proposto [SCIUPAFILM] che non e’ niente male] [Sciupasorpresa] [rovinafinale [ rovina trama*]

Mare d’erba………

sabato 27 maggio 2017

Ogni filo d’erba ha un proprio Angelo che lo incoraggia sussurrandogli: Cresci!
(Talmud)

Ogni filo d’erba sembra contenere una biblioteca dedicata alla meraviglia, al silenzio e alla bontà.
(Fabrizio Caramagna)

Se la vista di cieli azzurri ti riempie di gioia, se un filo d’erba cresciuto in un prato ti commuove, se le cose semplici della natura hanno un messaggio che riesci a capire, rallegrati, perché la tua anima è viva.
(Eleonora Duse)

CITTA’ ESTREME – dove non vorrei viverci, eccetto una

sabato 20 maggio 2017

Oymayakom, Russia

Solo circa 500 persone hanno scelto di vivere a quelle temperature estreme, nel cuore della Siberia, con una temperatura minima record di – 67° C. (temperatura registrata nel lontano 1993), ma una media nel mese di gennaio che raggiunge -50° C. Probabilmente questa cittadina è la più fredda con un insediamento permanente di persone.  Il clima e la sua latitudine (63° parallelo) sono causa di una scarsa luce; appena 3 ore al giorno (nel mese di dicembre). Gli abitanti ne risentono, in quanto il clima non permette la crescita di alcuna verdura e frutta, e non finisce qui’, il terreno gelato rende impossibile la costruzione di tubature, e pertanto molte abitazioni sono costrette ad avere la toilette all’esterno.


La Rinconada, Perù.

La città è posta sul fianco occidentale di una diramazione del ghiacciaio Ananea Grande, presenta un sul territorio sopra la città filoni auriferi di buona resa (da 12 a 15 grammi d’oro per tonnellata di roccia estratta.) La città Rinconada, famosa per le sue miniere d’oro, le spetta il titolo di città più ad alta quota, visto che si trova a 5.000 metri sul livello del mare. Nel 2015 la popolazione era attorno a 70.000 abitanti. Ha una temperatura media di circa 2° C. e d’estate raggiunge i 12° C. (tenendo presente che nell’emisfero australe è la stagione fredda), pertanto il clima e la miniere auree la rendono particolarmente estrema. Le strade sono perennemente coperte di fango, con rigagnoli di scarichi provenienti dalle lavanderie dell’oro, e dalle latrine, visto che non esiste un sistema di fognatura. Una particolarità è; che molte donne (circa 20.000 ) lavorano vicino alle bocche delle gallerie dove viene scaricato l’inerte, controllano a mano le pietre alla ricerca di pagliuzze d’oro, questo lavoro è rischioso come chi lavora all’interno delle miniere. (il loro nome è pallaqueras). L’acqua potabile proviene dalle lagune esistenti, e che sono contaminate dal mercurio che viene usato per la raffinazione dell’oro.

Coober Pedy, Australia

L’abbondanza di opale ha attirato molti immigrati. Per migliaia di anni le popolazioni nomadi hanno camminato attraverso questa zona , ma a causa dell’ambiente del deserto la gente si spostava costantemente alla ricerca di rifornimenti idrici e di cibo. Risolto il problema dell’acqua ( solo da pochi anni) riuscendo a rifornirsi di una fonte sotterranea a circa 25 Km dalla città. Visto l’abbondanza di opale ha attirato una moltitudine di immigrati , inoltre ha favorito anche il completamento della ferrovia Trans-Continentale , cosi che i nuovi arrivati (parliamo a partire dalla fine della prima guerra mondiale) abituati alla vita di trincea ebbero l’idea di scavare le abitazioni nel sottosuolo, dove le temperature, più miti alleviano i disagi del luogo. Normalmente in quel luogo le temperature medie in estate superano normalmente i 50° C. Per i minatori che cercano il prezioso minerale, con il tempo hanno creato un mondo sotterraneo per vivere al fresco, grotte che vengono scavate dotto le colline , ospitano case, negozi, una chiesa ortodossa e un Hotel per la clientela internazionale, e per chi vuole provare l’effetto che fa.

Iquitos, Perù.

Per raggiungerla bisogna intraprendere un viaggio fluviale, (di circa 4 giorni) e considerata la più grande città al mondo non raggiungibile via terra, solo via fiume o con aerei, perchè da qualche tempo ha un piccolo areoporto. Eppure nonostante sia fuori dal mondo, vanta una popolazione di circa 500 mila abitanti, il che ne fa la più grande città dell’amazonia Peruviana. Gli abitanti sono gli eredi di quelli che parteciparono (fine 1800) alla febbre del cauciù, la materia prima per le aziende europee che producevano i pneumatici per le vetture.In quel periodo la città ebbe un momento di ricchezza.

Esiste un turismo psichedelico, che si dedica , cioè ad esplorare il variopinto mondo dello sciamanesimo locale , una pratica terapeutica che si incentra nell’uso cerimoniale e non ludico della preparazione chiamata ayahuasca, è aumentato negli ultimi anni di pari passo con l’aumento del turismo in tutto il Perù. A fronte di un certo numero di curanderos che possono assicurare professionalità in un contesto sicuro, vi è un gran numero di ciarlatani.

SUPAI, Arizona (USA)

Tra i 48 stati che formano gli Stati Uniti d’America è il luogo più remoto, talmente particolare è la sua ubicazione che nel 2008 gli abitanti vennero evacuati a causa dell’esondazione del Havasu Creek, i danni provocati furono cosi gravi (sentieri, ponti) che la popolazione potè tornare solo nella primavera del 2009. Il villaggio si trova all’interno dell’Havasu canyon, habitat storico delle tribù degli Havasupai. Raggiungere il villaggio è difficilissimo visto la totale mancanza di strade che lo collegano con il mondo esterno, due sono le alternative, l’elicottero o una escursione lungo un percorso di circa 12 Km, il villaggio è cosi remoto che il primo negozio dove è possibile procurarsi cibo, acqua e gas e altre cose necessarie, si trova ad una distanza di circa un centinaio di Km, la posta viene portata con i muli proprio come ai tempi del selvaggio West.

Port-aux-francais

Isole Kergueien. quel luogo potrebbe essere classificato come il più remoto del pianeta, solo gli scienziati osano avventurarvisi. Il territorio d’oltremare Francese nell’oceano indiano meridionale, il più vicino centro abitato dista a oltre 3.200 Km, forse per questo vivono in una base scientifica da 45 a 110 scienziati. il sito della stazione fu scelto per la sua posizione riparata e per la fattibilità di una pista d’aviazione , che non è stata però mai realizzata. Per arrivare (visto che per loro sfortuna non c’è l’aeroporto) bisogna prendere una nave, inoltre quelle isole sono famose per essere battute da un vento gelido che soffia fino a 150 Km/h, come un continuo uragano(solo quel sito è sufficientemente riparato). non è un caso che quelle isole vennero denominate “isole della desolazione”.

Kuwait City, Kuwait

La prima guerra del golfo che segnò l’occupazione del Kuwait da parte del’Irah (1990), subi’ ingenti danni agli edifici ed infrastrutture. Dopo la fine della guerra il governo e le aziende straniere operanti nel paese investirono grandi somme di denaro per la ricostruzione della città, nascono cosi lussuosi grattacieli, centri commerciali e meravigliosi alberghi. Per capire che caldo fa basta andare a Kuwait-City (51° C.). tenendo presente che nelle giornate più calde quella temperatura viene superata, comunque in estate, per circa tre mesi la temperatura si attesta su una media di 40° C. e oltre, comunque non è solo il caldo a fare di Kuwait una città estrema, le tempeste di sabbia sono molto diffuse e spesso violente. Una cosa positiva è , che essendo una città molto ricca e frequentata da una popolazione agiata, hanno provveduto a dotare la città di sistemi che possono alleviare la popolazione dal gran caldo.

Torino, Italia

INVECE, una città dove vorrei vivere e Torino ( e ci vivo). una città unica , ricca d’arte e cultura, piena di residenze reali. I suoi palazzi eleganti, le reggie fastose, una ricca architettura barocca e anche contemporanea. A un patrimonio museale, probabilmente unico al mondo, caffè storici e altre attrattive, è una città con 18 Km di portici, con una varietà impressionante di negozi per un momento di shopping. A Torino è nata l’Italia, come nazione e proprio qui la creatività italiana ha dato il meglio come, cinema, design, moda, automobile, arte povera, Rai, ma anche cioccolato e aperitivo.

Oggi è una affermata meta turistica, comodamente raggiungibile con tutti i mezzi di trasporto, inoltre è anche facile da esplorare anche facendo a meno dell’automobile, grazie alla sua capillare rete di trasporto e stradale che collega ogni quartiere con un’altro.

Un appunto però va fatto, lo scollamento che c’è tra le periferie ed il centro città, ormai si protrae da decenni, e ora che il comune è gestito da una nuova forza politica (ormai da un ‘anno) c’era la speranza che cambiasse verso, purtroppo il risultato visivo è pessimo, e chi ci abita ne subisce un disagio.

Comunque, Torino rimane una città tutta da vivere.

L’ASTRONOMIA E L’ASTROLOGIA

sabato 6 maggio 2017

L’astronomia, che ha origini antichissime, è la scienza che studia gli astri, i loro movimenti e i fenomeni collegati. L’astronomia non va confusa con l’astrologia, una pseudoscienza che sostiene che il moto apparente del sole e dei pianeti nello zodiaco influenzi gli eventi umani.

L’astrologia, che ha invece origini meno antiche (da circa 2000 anni) afferma sulla base di misurazioni astronomiche di poter prevedere il futuro dell’uomo. Questa pretesa si fonda sulle credenze religiose dell’epoca in cui nasce l’astrologia.

Le due discipline hanno un’origine comune, ma gli astronomi hanno abbracciato il metodo scientifico a differenza degli astrologi.

Il boom dell’astronomia blocca l’astrologia, astronomia e astrologia camminarono di pari passo per molti secoli finché i progressi della prima (sistema eliocentrico, invenzione del cannocchiale, scoperta della gravitazione universale, calcoli astronomici di precisione) non permisero di guardare all’astrologia per quello che realmente era, una superstizione basata su credenze errate come quella che la terra sia al centro del cosmo. Da allora l’astronomia ha compiuto progressi straordinari, come scoprire e studiare stelle e galassie lontane miliardi di chilometri, mentre l’astrologia è rimasta ferma ai principi di duemila anni fa. Non solo, ma esistono numerosi filoni astrologici, ognuno con regole e teorie diverse e spesso in netto contrasto le une con le altre.

Differenze tra Astronomia e Astrologia

L’astronomia, etimologicamente significa legge delle stelle, è la scienza il cui oggetto di osservazione e la spiegazione degli eventi celesti. Studia le origini è l’evoluzione, le proprietà fisiche, chimiche  e temporali degli oggetti che formano l’universo e che possono essere osservati sulla sfera celeste.

E’ una delle scienze più antiche, e molte attività arcaiche in tutto il mondo  hanno studiato in modo più o meno sistematico il cielo e gli eventi  astronomici. I vecchi studi erano orientati verso lo studio delle posizioni  degli astri (astrometria), la periodicità degli eventi e la cosmologia, in  particolare per questo ultimo aspetto, l’astronomia antica era quasi sempre collegata ad aspetti religiosi.


Oggi, invece la ricerca moderna è praticamente sinonimo di astrofisica. esistono diversi campi di studio dell’astronomia, osservativa, meccanica celeste, ottica,all’infrarosso, ultravioletta, a raggi X, a raggi gamma. Inoltre vi sono delle sotto discipline come; astronomia solare, scienza planetaria, astronomia stellare, astronomia galattica, extragalattica e cosmologia.

L’astrologia si divide in : occidentale, cabalistica, culturale, cinese.

La forma più popolare è l’astrologia occidentale, sviluppatasi in occidente ed è la forma più popolare nei paesi di questa cultura, si fonda sul Tetrabiblos di (ClaudioTolomeo) , opera del secondo secolo che riassume , organizza e rinnova le tradizioni astrologiche sviluppatesi in Africa, Medio Oriente ed Europa a partire dal 8^ secolo A.C.

I primi astrologi, infatti conoscevano solo cinque pianeti (Mercurio,    Venere, Marte, Giove e Saturno). Poiché essi erano credenti i reali corpi  fisici degli dei, si immagina che il loro movimento sullo sfondo creato dalle  costellazioni, rappresentavano immaginarie figure mitiche determinanti per  il destino dell’uomo.



L’astrologia occidentale contemporanea è basata sullo sviluppo di oroscopi, nei quali si fornisce una predizione basandola sulla posizione di alcuni corpi del nostro sistema solare in relazione a un dato momento e un dato luogo, nella cultura popolare tali oroscopi sono basati solo sul periodo di nascita, che coincide con il passaggio del sole in un determinato segno zodiacale.

LO ZODIACO, deriva dal Greco Zòom, “animale, vita”, e Odòs “strada, percorso”, si riferisce alla porzione della volta celeste.

I segni zodiacali sono le 12 sezioni in cui e diviso lo zodiaco, sono stati tradizionalmente raggruppati secondo 3 diversi criteri, polarità, modalità ed elemento di appartenenza. La polarità, segni maschili, si tratta di segni portati all’azione, e sono Fuoco e Aria,i segni femminili sono portati alla reazione, e sono Terra e acqua.

Non c’è niente  di male a divertirsi leggendo un oroscopo, che è proprio quello che a tanti piace fare, ma bisogna stare attenti  a non lasciarsi influenzare, basare le proprie decisioni  su questo tipo di informazioni,che non hanno alcuna base scientifica, può essere molto pericoloso.

L’astrologia è un’arte divinatoria tanto antica quanto controversa. Secoli di progresso scientifico, però non ne hanno intaccato il fascino e diminuito l’interesse, milioni di persone ci credono e si affidano in modo più o meno abituale e profondo alle sue previste capacità profetiche.

Oggi però e ben più strano che alcune aziende si affidano ai profili personali astrologici per scegliere il personale.

E’ voi, al di là di ogni ragionevole dubbio, cosa ne pensate? siete tra quelli che consultano un oroscopo (o più di uno)? oppure vi fidate della scienza?.

Call Center: Italia sì Italia no..

venerdì 28 aprile 2017

Mi è capitato, ultimamente, di telefonare a call center diversi e sono rimasta stupita  nel sentire che alcuni specificano che rispondono dall’Italia con operatori italiani;

altri, tipo una banca Intesanpaolo , continuano a rispondere anche  da call center stranieri con operatori stranieri…

Mi domando:perchè non si adeguano tutti, è proprio tanto difficile da fare ?????

Le Spine della Spina REALE

giovedì 27 aprile 2017

La promenade plantée con piante mediterranee………..

lecci, ginestre, lavanda, ginepro..piracanta……

c’erano una volta……adesso non ci sono più…….

c’è solo  desolazione  e abbandono……..

IL GIARDINO più velenoso del mondo

martedì 25 aprile 2017
Ad  ALNWICK GARDEN , in Inghilterra, ospita le piante conosciute più tossiche del pianeta, alcune sono specie esotiche, ma altre si trattano di insospettabili che crescono tranquillamente nel prato di casa, usate fin dall’antichità per confezionare pozioni velenose.

Il cartello all’ingresso è inequivocabile ” queste piante possono uccidere“. E’ stato creato quasi venti anni fa da Jane Percy, duchessa di Northumbertand.
Visitarlo non è pericoloso: si debbono seguire regole di buon senso, non si rischia nulla, ma soprattutto si impara tantissimo.
Da secoli le piante sono note per le loro proprietà medicinali, dalla corteccia del Salice, usata come antipiretico all’estratto digitale per trattare lo scompenso cardiaco. Molte delle piante velenose sono proprio quelle da cui si ricavano principi con azione farmacologica dato che, come già sosteneva Paracelso, è la dose a fare il veleno.

LA PIANTA DEL SALICE, originaria dell’Europa, Asia e Nord america, ha proprietà mediche, le foglie       e la corteccia vengono già menzionate in antichi testi medici Egizi, e il celebre medico Greco Ippocrate ne descrisse le proprietà antidolorifiche e antinfiammatorie, ribadite e ulteriormente studiate da altri           medici.

La prima pianta velenosa per eccellenza è la Cicuta, ” Conium maculatum”, passata alla storia come quella con cui Socrate si diede la morte, tossica per la presenza di varie sostanze alcaloide che inducono la morte per paralisi respiratoria.

LA PIANTA DELLA CICUTA, è della famiglia, Apiaceae, ed è erbacea a ciclo biennale, originaria      dell’Europa, e passata alla storia quale bevanda velenosa. Tutta la pianta è notevolmente velenosa e può  portare alla morte, ciò è dovuto alla presenza di almeno cinque diversi alcaloidi.

Alcune sono specie esotiche, come la “Brugmansia arborea” chiamata anche trombone d’angelo.

TROMBONE D’ANGELO, è una pianta arborescente a fiore, originaria del Sud america, ma coltivato    anche da noi come pianta ornamentale. Tutta la pianta è velenosa, ma le foglie contengono un’elevata  concentrazione di alcaloidi tra i quali l’atropina e la scopolamina, sostanze molto tossiche, tanto che  possono causare stati di delirio e portare anche alla morte.Appartiene alla stessa specie la BELLADONNA, e pare che fosse utilizzata anche dalle popolazioni del centro – america come allucinogeno. Ancora oggi viene usata come droga fai-da-te, con effetti pericolosissimi.
TROMBONE D’ANGELO

Altre piante crescono tranquillamente nei nostri giardini,” L’oleandro “, Nerim oleander, per esempio, che in molte tradizioni è un simbolo legato alla morte.

L’ OLEANDRO, è un arbusto sempre verde, appartiene alla famiglia Apocynaceae, originaria
probabilmente dell’Asia, ma è naturalizzata e spontanea nelle regioni  mediterranee. A un portamento
arbustivo con fusti generalmente poco ramificati, Tutte le parti della pianta sono tossiche, le foglie e i  fusti sono glabre e coriacee, i fiori sono grandi e vistosi. La loro ingestione provoca nausea, vomito,  alterazioni del ritmo cardiaco. Cinque foglie, ingerite possono bastare per uccidere.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                              Altre insospettabile , sono piante del genere delle ellebore, tra cui “Helleborus niger”, la cosi detta rosa di natale, che cresce nelle zone alpine ma viene anche coltivata in giardino.

ROSA DI NATALE, è una pianta erbacea perenne, dai grandi fiori bianchi, che fioriscono a inizio inverno, appartiene alla famiglia delle Ranunculaceae. Contengono elleborina e altre sostanze alcaloidi tossiche e velenose. Il suo veleno può essere assorbito anche attraverso la pelle. Fin dal medioevo, veniva usato come potente veleno che provoca la morte per arresto cardiaco.
Sono erbe o arbusti, ha fiori grandi e molto colorati, la sua distribuzione si estende in tutta Europa, Nord-America, Asia.

LA PEONIA, può essere molto tossica, e nell’antichità veniva utilizzata per provocare l’aborto.



IL MUGHETTO, è una pianta erbacea e perenne, appartiene alla famiglia delle Asparagaceae, diffusa in  tutta Europa, Nord-America e Asia, Anche l’innocente mughetto è velenosa in tutte le sue part,. escluso il  rizoma (radici), il suo veleno ha una azione cardiotossica.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                     Cosi’ pure, i fiori, e le foglie di “ortensia” (Hydrangea macrophylla), e del “narciso”, dietro la cui bellezza si nasconde la” narcisina” il cui nome contiene la radice “markè”, per sapore, stupore, come la parola “narcotico”.
L’euphorbia pulcherrina, che altro non è che la” stella di Natale”, contiene un lattice irritante per la pelle, e velenoso se ingerito.

STELLA DI NATALE, è una pianta ornamentale originaria del Messico, in cui cresce spontaneamente, appartiene alle Euphorbiaceae, all’interno del suo tronco vi è una sostanza lattiginosa, leggermente irritante per la pelle, ma altamente tossica per gli animali, come cani e gatti.


IL NARCISO, originario dell’Europa, il nome deriva dal Greco “vapkaw narkao” (stordisco), per il suo odore penetrante ed inebriante, le sue foglie contengono un alcaloide velenoso ” la narcisina” che provoca, se ingerito disturbi neuronali e infiammazioni gastriche, sia negli animali che nell’uomo. ( se non curato entro le 24h, può provocare la morte.)

L’ORTENSIA, nata nelle ombrose foreste della Cina, importata in Europa a partire dal 18tesimo secolo, la particolarità sono ifiori, che assumono diversi colori, a secondo del PH del suolo, dove dimorano.

FIORI E SEMI, variano anche le parti della pianta che contiene il veleno. L’ingestione di un paio di semi di “ricino” (Ricinus communis), che contengono ricina, uno dei veleni più potenti e pericolosi tra quelli conosciuti, può bastare per provocare la morte di un bambino. La ricina è contenuta nella cuticola dei semi, resistente agli enzimi digestivi, per cui l’ingestione del seme intero non schiacciato, solo raramente causa danni gravi.

…..noi che…..

domenica 23 aprile 2017

“1.- Da bambini andavamo in auto che non avevano cinture di sicurezza né
airbag…

2.- Viaggiare nella parte posteriore di un furgone aperto era una passeggiata
speciale e ancora ne serbiamo il ricordo.

3.- Le nostre culle erano dipinte con colori vivacissimi, con vernici a base di
piombo.*

4.- Non avevamo chiusure di sicurezza per i bambini nelle confezioni dei
medicinali, nei bagni, alle porte.

5.- Quando andavamo in bicicletta non portavamo il casco.

6.- Bevevamo l’acqua dal tubo del giardino invece che dalla
bottiglia dell’acqua minerale…

7.- Trascorrevamo ore ed ore costruendoci carretti a rotelle ed i fortunati che
avevano strade in discesa si lanciavano e, a metà corsa, ricordavano di non
avere freni. Dopo vari scontri contro i cespugli, imparammo a risolvere il
problema. Sì, noi ci scontravamo con cespugli, non con auto!

8.- Uscivamo a giocare con l’unico obbligo di rientrare prima
del tramonto. Non avevamo cellulari… cosicché nessuno poteva
rintracciarci. Impensabile .

9.- La scuola durava fino alla mezza, poi andavamo a casa per il
pranzo con tutta la famiglia (si, anche con il papà).

10.- Ci tagliavamo, ci rompevamo un osso, perdevamo un dente, e nessuno faceva una denuncia per questi incidenti. La colpa non era di
nessuno, se non di noi stessi.

11.- Mangiavamo biscotti, pane olio e sale, pane e burro, bevevamo bibite zuccherate e non avevamo mai problemi di sovrappeso, perché stavamo sempre in giro a giocare…

12.- Condividevamo una bibita in quattro… bevendo dalla stessa bottiglia
e nessuno moriva per questo.

13.- Non avevamo Playstation, Nintendo 64, X box, Videogiochi ,
televisione via cavo con 99 canali, videoregistratori, dolby
surround, cellulari personali, computer, chatroom su Internet
… Avevamo invece tanti AMICI.

14.- Uscivamo, montavamo in bicicletta o camminavamo fino a casa
dell’amico, suonavamo il campanello o semplicemente entravamo senza
bussare e lui era lì e uscivamo a giocare.

15.- Si! Lì fuori! Nel mondo crudele! Senza un guardiano! Come abbiamo fatto?
Facevamo giochi con bastoni e palline da tennis, si formavano
delle squadre per giocare una partita; non tutti venivano scelti
per giocare e gli scartati dopo non andavano dallo psicologo per il trauma.

16.- Alcuni studenti non erano brillanti come altri e quando perdevano un anno lo ripetevano. Nessuno andava dallo psicologo, dallo psicopedagogo, nessuno soffriva di dislessia né di problemi di attenzione né d’iperattività; semplicemente prendeva qualche scapaccione e ripeteva l’anno.

17.- Avevamo libertà, fallimenti, successi, responsabilità … e imparavamo a gestirli.

La grande domanda allora è questa:
Come abbiamo fatto a sopravvivere?”

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