Archivio della Categoria 'Considerazioni'

I cavallini selvatici

domenica 18 febbraio 2018

I cavallini selvatici si trovano al centro della Sardegna,esattamente nell’altopiano della Giara, e un’estensione di macchia mediterranea di circa 4000 ettari. La stiria dice che furono importati da Fenici, lasciati allo stato brado quindi selvatici.

Le nostre periferie

venerdì 9 febbraio 2018

L’espresso dedica una inchiesta sulle periferie della città di Torino, che la politica dei cinque stelle hanno abbandonato.

L’ articolo sulle periferie Torinesi, per visionarlo cliccare qui

Invece il diario di Torino ci presenta un video sulla meravigliosa storia della città, per vederlo cliccare qui.

Inoltre sempre sulla stessa pagina è possibile vedere altri video, (vengono richiamati sul lato destra della pagina)

In questi giorni sono stati appesi dei cartelloni pubblicitari  con indicato - programma per la riqualificazione e la sicurezza delle periferie, sembra una presa in giro, oppure hanno uno scopo elettorale ,visto che fino ad ora le hanno sistematicamente abbandonate.

Se non l’avete ancora visto, eccolo

perché quel borgo o quella zona si chiamano così???

domenica 4 febbraio 2018

“li usiamo tutti i giorni, più volte al giorno, ma quasi sempre senza conoscerne il significato: sono i nomi dei quartieri di Torino. Ci viviamo, lavoriamo, andiamo a scuola, li frequentiamo nel nostro tempo libero o semplicemente li attraversiamo ogni giorno per andare altrove; eppure raramente ci fermiamo a pensare perché quel borgo o quella zona si chiamano così.

Ecco quindi l’idea di raccontare le storie dei luoghi che compongono Torino attraverso la spiegazione dei loro nomi.perché ogni quartiere ha un suo nome e una sua storia che ogni torinese dovrebbe conoscere.

Borgo Vittoria

Situato nella parte nord di Torino, tra Villaretto, Rebaudengo, Barriera di Milano, San Donato e Madonna di Campagna, è un quartiere che anticamente era coperto di boschi e terreni agricoli; dal Seicento comparvero case e cascinali come la Fossata, ma è nel 1706 che nasce ufficialmente Borgo Vittoria. Nella parte su di questo quartiere, infatti, quell’anno furono combattute diverse battaglie durante l’Assedio di Torino, che nel maggio 1706 vide contrapposte le truppe sabaude (con le forze del Savoia alla corte degli Asburgo, il Principe Eugenio) e quelle franco-spagnole, che alla fine furono respinte. All’esterno di Chiesa della Salute, costruita nel 1880, una cripta ancora conserva l’ossario dei caduti in quell’assedio.

Vallette

Situato nella periferia nordovest di Torino, le Vallette sono un quartiere la cui storia è strettamente legata a quella del vicino borgo Lucento. Nella storia rurale di questa zona, sorgeva l’insediamento della famiglia patrizia di origine romana dei d’Aviglia, fin dal tardo Medioevo. La villa si trovava sull’antica strada ad Valletas: fu abbandonata e ricostruita in un altro punto nel 1634, già con il nome di “Le Vallette”

Lucento

Si trova nella periferia nordovest della città, e comprende il Parco della Pellerina, il più grande della città (vedi i 5 parchi più grandi). Secondo una leggenda, il nome Lucento deriva dallo scintillio delle baionette dei soldati durante l’assedio del 1706 alla nostra città, ma molto probabilmente il nome deriva da tal Guglielmo da Lucento che nel 1227 aveva qui un fondo. Il nome deriva quindi da un “prediale”(Relativo a un fondo rustico) .

Madonna di Campagna

Si trova nella periferia nordovest di Torino, e confina anche con Lucento. Un tempo la denominazione in latino di “Campania Taurini” indicava tutta la zona rurale a ovest della città, compresi i territori di Pianezza e Rivoli. Nei pressi dell’attuale Chiesa, secondo notizie storiche c’era nel Trecento un capitello votivo dedicato alla Madonna. Nel 1567 i cappuccini vi stabilirono il loro convento provinciale, mentre nel 1657 Madama Cristina aiutò i padri ad ampliare la costruzione della chiesa. Qui si combattè poi una cruenta battaglia dell’assedio

di Torino del  1706, vinta dai torinesi contro i francesi il 7 settembre.


PROMETEO e PROSERPINA

lunedì 29 gennaio 2018

Prometeo

In greco antico ” Promethéus” (colui che riflette prima). Figura mitologica , figlio di Giapeto e di Cliene, era amico del genere umano. Le tradizioni differiscono talvolta sul nome della madre, viene citata Asia figlia di Oceano, una antica leggenda lo rendeva figlio di un gigante chiamato Epimeteo, il quale lo aveva generato violentando Era. Prometeo venne considerato un eroe e benefattore dell’umanità, godette di una fama molto diffusa, La città di Atene gli dedicò delle feste pubbliche, dette “Prometheia”, venivano percorse lae strade con fiaccole accese per celebrare il grande dono ricevuto.

Prometeo  dona il fuoco all’uomo

LA STORIA

Quando gli dei crearono gli animali, a ciascuno fecero un dono, all’orso la pelliccia, al leopardo gli artigli, all’ape il pungiglione, al toro le corna, agli uccelli le ali, al ragno la tela, all’elefante le zanne, ecc. finché trascinati dal gioco, non si accorsero che nel cesto dei doni, non era rimasto nulla, si ritrovarono tra le mani un abbozzo ancora da finire, era l’uomo.

Ma piuttosto che ammettere di essersi sbagliati, fecero finta di averlo fatto di proposito, lo chiamarono uomo, e lo gettarono nella mischia della vita cosi come era, senza ne armi ne difese, e quasi concludendo l’opera con uno scherzo. Solo Prometeo, fra tutti gli Dei, ne ebbe compassione, e quando vi fu il giorno del creato, approfittando della festa, rubò il segreto del fuoco e lo rivelò all’uomo, un dono che nessun animale possedeva, anche se difficile da maneggiare, ma pur sempre qualcosa.

Tutti gli altri Dei però la presero malissimo, il fuoco era l’elemento sacro per eccellenza, la sostanza stessa del cielo empireo era riservato esclusivamente agli astri e ai dardi della collera divina, invece era stato messo in mano ai mortali ! Oltre alla profanazione c’era il rischio di mandare all’aria la macchina dell’universo. cosi Prometeo fu condannato per sacrilegio, incatenato a una rupe, e un’aquila gli avrebbe eternamente divorato il fegato dalla carne viva.

L’audacia di Prometeo che dissacra il fuoco elevando l’uomo al rango di un Dio, questa audacia è considerata un’attentato alla stabilità dell’universo.

Cosa saremmo noi senza quel segreto ?
Perché l’uomo con il fuoco , anche se rimane un essere irimedialmente  in bilico, e comunque l’unico in grado di controllarlo e usarlo.

PROSERPINA
figlia di Cerere, una Dea agreste, che viene identificata con la Dea “Libera”. Il suo ratto si realizzò sul lido di Hipponion, sul mare Tirreno, dove benne rapita da Plutone.
Ratto di Proserpina
LA STORIA
Agli inizi del tempo, quando le lotte e amori degli Dei e il mondo stava ancora formandosi, Demetra (la terra) ebbe dal cielo una figlia, Proserpina. Era cosi bella,che la madre passava tutto il tempo a contemplarla e a sorriderle.  A quel sorriso i prati verdeggiavano, sgorgavano le sorgenti, i fiori si schiudevano, gli animali correvano sulle colline e le rondini volavano nel cielo azzurro
Plutone, signore delle tenebre infernali affacciandosi dal cratere dell‘Etna si gustava la veduta, vide la fanciulla e se ne invaghi, temendo il rifiuto nel chiederla in sposa decise di farla rapire col favore delle tenebre. La madre svegliandosi e non vedendo più la figlia, e furente per il dolore fece tremare la terra in un brivido di morte, l’erba si fece livida, le rondini fuggirono, gli alberi persero tutte le foglie e tutti gli animali languivano o cadevano in letargo.
Dal ventre tenebroso dell’Etna, di rimando, un fiotto sanguigno di fuoco traboccò dilagando sulla campagna gelata. Demetra e Plutone si fronteggiavano pronti allo scontro finale. Il mondo rischiava di finire prima ancora di essere completato. Per evitare l’irreparabile, si radunò il consiglio degli Dei,  fu deciso salomonicamente di dividere l’oggetto del contendere fra i due rivali. Prosperina sarebbe rimasta , a turno, sei mesi con la madre e sei mesi con lo sposo.
Fu cosi che il mondo ebbe l’estate e l’inverno (la stagione degli agricoltori e quella dei fabbri). La guerra tra Demetra e Plutone è definitivamente scongiurata, ma fra tecnica e natura si tratta di un precario armistizio, il fabbro con i suoi segreti nell’oscurità della fonderia e l’agricoltore con i suoi greggi e campi in piena luce. Diversi magari in tutto, ma in un punto sostanziale i due miti concordano.
Vedete ,la questione ambientale quanto è antica, l’istintiva paura del fuoco e del ferro , può ridurre alla morte la terra, l’ altrettanto istinto di parentela che sentiamo e come un gran girotondo di tutto ciò che è vivo.
Prometeo e Proserpina ci aiuta a tranne una lezione, che non si può lavorare per l’energia o per l’ambiente, ma soltanto per l’energia e per l’ambiente.

Riflessione

lunedì 29 gennaio 2018

RIFLESSIONI SULLA VITA

La vita nella sua brevità è lunga nella sua continuità.
Dalle generazioni più antiche è arrivata fino a noi, nel nostro DNA c’è tutta la storia dell’umanità.
Se potessimo andare a ritroso delle nostre generazioni arriveremmo fino agli uomini primitivi e questo spiegherebbe perchè a volte gli uomini si comportano con tanta malvagità, nel profondo del nostro cervello esistono ancora quegli istinti primordiali che in quella epoca erano necessari per la sopravivenza.
L’evoluzione umana e stata capace di mettere gl’istinti più retrogradi nel profondo del nostro cervello facendo prevalere la razionalità ma a volte quelle malvagità affiorano e anno il sopravento sulla nostra ragione.
La nostra vita e piena di contraddizioni, siamo capaci di fare cose magnifiche: come nell’arte in tutte le sue espressioni, costruire macchine complesse, amare con tanto slancio.
Ma siamo capaci anche di odiare, uccidere e scatenare guerre.
Nella nostra evoluzione siamo arrivati ad avere una “macchina eccezionale” che è il nostro corpo, il nostro cervello, con tutti i suoi organi capaci di interagire con l’esterno e trovare le soluzioni che meglio possano soddisfare le nostre esigenze.
La nostra mente è un motore instancabile, recepisce centinaia e migliaia di segnali che giungono dall’esterno, li fa suoi li elabora e decide in che modo rispondere: non sempre la nostra mente e sincera (non a caso si chiama mente) perché è capace di mentire a se stessa, sta nella nostra esperienza e la nostra saggezza dare a quei segnali il giusto valore e quindi rispondere in modo adeguato.

Inno alla vita

martedì 23 gennaio 2018

Lentamente muore chi diventa amico dell’abitudine ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e non cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero sul bianco e i puntini sulle “i”, piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno battere il cuore davanti all’errare e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,chi è infelice sul lavoro,chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un sogno,chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,chi non legge,chi non ascolta musica,chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,chi non si lascia aiutare,chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

Il sonno è un piacere

domenica 21 gennaio 2018

I BENEFICI DI UNA CORRETTA DORMITA

7 – 8 ore , la durata del sonno della maggior parte delle persone adulte, tuttavia la durata  varia notevolmente nelle persone sane in funzione dell’età.

A COSA SERVE IL SONNO, (rappresenta una funzione fisiologica fondamentale per la vita).

° è necessario per il recupero della fatica

° è fondamentale per il recupero della memoria (durante il sonno si consolidano la memoria e i ricordi più importanti)

° è utile per la pulizia delle tossine dannose prodotte durante il giorno

° è importante per l’apprendimento e la calma

LE FASI DEL SONNO:

REM,( rapid eye movement) sonno con rapidi movimenti degli occhi, è la fase del sonno più profondo, la sua caratteristica è un’intensa attività onirica (sogni)

NON REM, è la fase del sonno caratterizzata da una maggiore rapidità al risveglio.

I TEMPI, un 1/4 del sonno è nel mondo dei sogni, il sonno REM , sempre negli adulti occupa circa il 25% dello spazio del sonno, ma nei ragazzi la percentuale può arrivare al 50%.

QUANDO SI DORME BENE:

HAI PIU’ MEMORIA, Il sonno ha molte funzioni benefiche per l’organismo, molte sono ancora inesplorate, uno studio dimostra che durante il sonno la memoria seleziona i ricordi più importanti e li consolida.

IL CERVELLO FA PULIZIA DELLE TOSSINE, il sonno aiuta ad eliminare le tossine dannose prodotte durante il giorno.

APPRENDI MEGLIO E SEI PIU’ CALMO, tutti sono d’accordo che dormire 8 ore o più per notte, aiuta ad apprendere meglio, inoltre i comportamenti sono meno inclini alla violenza e meno soggetti a infortuni fisici.

QUANDO DORMI MALE:

TUTTO IL CORPO NE SOFFRE, la mancanza di ore di sonno sufficienti potrebbe essere alla base dell’incremento di diverse condizioni patologiche tra cui l’obesità e il disturbo da deficit di attenzione e iperattività.

MALESSERE E POCA VOGLIA DI FARE, la mancanza di sonno provoca malessere e difficoltà a svolgere le normali funzioni quotidiane.

> ALCUNE SEMPLICI REGOLE COMPORTAMENTALI PER AGEVOLARE UN CORRETTO SONNO,  svegliarsi alla stessa ora ogni giorno, svolgere attività fisica regolarmente, mantenere la camera da letto tranquilla e fresca, non guardare l’orologio durante la notte, evitare caffeina e nicotina almeno sei ore prima di addormentarsi.

*Argomenti citati, DIMENSIONE SONNO ,per selezionare ,clicca qui

Gli argomenti citati sono:

Perché dormire, per i benefici che apporta al nostro organismo

Qualità e quantità del sonno, due fasi principali, Non REM e REM

Dove e come dormire, valutare l’ambiente e la scelta del sistema letto

Curiosità e domande più frequenti, esiste un tempo minimo o uno massimo di ore di sonno?

Scegliere i guanciali, esempi di materiali

Cosa rimane

lunedì 15 gennaio 2018

Nella circoscrizione 5 le aziende principali dismesse o demolite sono;

BORGO VITTORIA

AZIENDA – SITA – ATTIVITA’

Elli Zerboni -  corso Venezia -  Strumenti di controllo – Utensileria

(1)    Borgognan  – via Lanzo -  Articoli in gomma

Superga -   via Orvieto -  Calzaturificio


LUCENTO

AZIENDA – SITA – ATTIVITA’

Fiat Ferriere / Teskisd -   corso Mortara -  Acciaieria / laminatoi

(2)  Michelin - via Livorno  – Pneumatici  automobili / Camion

(3)  Officine Savigliano -  corso Mortara -  Locomotori – carri ferroviari

(1) Nei primi anni ’60 non è più in grado di sostenere i costi produttivi ed costretta alla chiusura.

(2) Costruisce il Michelin Sport Club, una struttura dopolavoristica polivalente, oggi ancora attiva.

(3) Non si limita alla costruzione di vagoni ferroviari e locomotive, ma spazia in altre attività, tra cui, nel periodo che va dal 1920 al 1930 esegue importanti lavorazioni nel campo della carpenteria metallica, come la realizzazione dell’arcata in acciaio per la copertura della  stazione centrale di Milano, e  il mercato pubblico di Porta Palazzo Torino.

Cosa rimane delle vecchie fabbriche premere qui

I misteri di piazza statuto

mercoledì 27 dicembre 2017

La misteriosa e grande piazza fu costruita con grandi portici a metà ottocento, nel 1864 Torino e la 1° capitale D’Italia, e deve ospitare le grandi cariche come ambasciate, ecc. Peccato che alla fine dello stesso anno la capitale venne spostata a Firenze.
Per 15 anni rimase deserta x poi costruire il monumento utilizzando dei gradi sassi ricavati nel traforo del Freius.
Questa statua x alcuni e considerata la statua dell’inferno, altri suppongono che in quei punto s’incontrano magia bianca e magia nera.

” IN UN MONDO DI PLASTICA “

mercoledì 27 dicembre 2017

La plastica l’abbiamo inventata noi moderni, o meglio, le abbiamo inventate visto che ce ne sono di molti tipi. Negli ultimi 50 anni, il suo uso è diventato onnipresente e con esso ha creato un forte inquinamento alle terre e alle acque, sta di fatto che è un materiale indistruttibile e nemmeno biodegradabile.

Viviamo immersi in un mondo di plastica, io infatti, sto scrivendo su una tastiera di plastica, la mia penna è fatta di plastica, oggi si costruisce tutto con questo materiale, borse per la spesa, giocattoli e una infinità di oggetti compresi capi di vestiario, tutto di fattura perfetta.

Questi materiali sono fantastici e a basso costo, hanno permesso di fare cose incredibilmente utili e comode in ogni campo. Ma proprio per questo suo basso costo ha agevolato questa libera e varia dispersione, bottiglie vuote, sacchetti per la spesa, flaconi per detersivo abbandonati e milioni di altre cose fatte con questo strano materiale, purtroppo sono miliardi di oggetti che si trovano da decenni sottoterra, infatti ci staranno li per millenni. Un disastro che si ingigantisce ogni giorno e che diventerà sempre più difficile che venga bonificato per i nostri futuri discendenti.

Cosa fare? Il momento non è facile, inizialmente all’uso bisognava avvolgere tutto quel lungo nastro dell’ignoranza sul prodotto con le sue conseguenze, oggi correndo ai ripari sarebbe di mettere uno stop rapido e globale a questo disinvolto spargimento di questa plastica. Raccattare il più possibile tutto quel che in un secolo abbiamo sparso ovunque distruggendo questo nostro ecosistema. Difficile da farsi sull’immensità degli oceani, ma almeno sulle terre emerse, come sotto casa nostra.

Ci sono più di sette miliardi di mani che nel tempo hanno buttato, raccogliamo ogni giorno un nostro rifiuto e con cura lo differenziamo. Il risultato sarebbe molto più evidente che queste inutili parole.