Archivio della Categoria 'Considerazioni'

Computer

martedì 24 settembre 2019

PC

E voi cosa ne pensate?????????

Un’ insegnante spagnola stava spiegando alla classe che in spagnolo ,
contrariamente all’inglese, i nomi possono essere sia maschili che
femminili.
“casa, per esempio, è femminile: la casa”
“matita, invece, è maschile: el lapiz”
Uno studente chiese: “Di che genere è la parola computer?”
Anziché rispondere, l’insegnante divise la classe in due gruppi,
maschi e femmine, e chiese loro di decidere se computer dovesse essere
maschile o femminile. A ciascun gruppo chiese inoltre di motivare la
scelta con 4 ragioni.

Il gruppo degli uomini decise che ” computer” dovesse essere
decisamente femminile “la computadora” perchè:
1. Nessuno tranne il loro creatore capisce la loro logica interna.
2. Il linguaggio che usano per comunicare tra computer è incomprensibile.
3. Anche il più piccolo errore viene archiviato nella memoria a
lungo termine per possibili recuperi futuri e.
4. Non appena decidi di comprarne uno, ti ritrovi a spendere metà
del tuo salario in accessori.

Il gruppo delle donne, invece, concluse che i computer dovessero
essere maschili (el computador) perchè:
1. Per farci qualunque cosa, bisogna accenderli.
2. Hanno un sacco di dati ma non riescono a pensare da soli.
3. Si suppone che ti debbano aiutare a risolvere i problemi, ma
per la metà delle volte, il problema sono LORO; e.
4. Non appena ne compri uno, ti rendi conto che se avessi
aspettato qualche tempo, avresti potuto avere un modello migliore.

Le donne vinsero.

Manda questa mail a tutte le donne intelligenti che conosci ….
e anche a qualche uomo se ritieni che la possa capire…

PROMETEO E PROSERPINA, VISTO IN OTTICA AMBIENTALE

lunedì 16 settembre 2019

Vi ricordate la storia del dio Prometeo che, l’unico tra gli dei che ebbe compassione dell’uomo, e il giorno del creato approfittando del tumulto della festa, rubò il segreto del fuoco e lo rilevò all’uomo . Tutti gli altri dei presero la sua iniziativa malissimo e lo condannarono per aver commesso un sacrilegio, venne incatenato ad una rupe per l’eternità, è l’aquila avrebbe divorato il fegato del dio sacrilego dalla sua carne via per sempre, fu un gesto irreparabile.

A voi, sembra che l’audacia di Prometeo che dissacra il fuoco (elevando l’uomo al rango di un dio) sia un attentato alla stabilità dell’universo ?.

Certo noi comuni umani cosa saremmo senza il fuoco, che ci permette di cuocere cibi per sfamarci, scaldarci durante le giornate fredde e illuminarci le notti buie. Ai nostri occhi questo tecnico che fu il pioniere del dominio dell’uomo sulla natura, perché con il fuoco in mano tutto è possibile, anche camminare su un’esile cresta fra due precipizi, pertanto quel gesto fatto da Prometeo fu per gli dei irreparabile , per gli uomini invece divinizzato.

Invece la storia di Proserpina fu una lotta tra titani. Plutone e Demetra, cosi’ tremenda fu la lotta, tanto che il mondo rischiò di finire prima ancora di cominciare. Vi fu un precario armistizio, vedete, dunque quanto è antica quella che chiamano oggi questione ambientale, da una parte l’istintiva paura del fuoco e del ferro, del deserto di morte cui potrebbero ridurre la terra. Dall’altra, l’altrettanto istintivo senso di parentela che sentiamo per il gran girotondo di tutto ciò che è vivo, dal fruscio dell’erba al volo degli uccelli, allo sguardo di un animale.

PROSERPINA lascia intravedere come una carta di filigrana, la più indifesa. Solo custodendo il fragile equilibrio si potranno evitare altre vittime e violenze.

Diversi tra lori i due miti, ma in un punto sostanziale concordano, che il minuscolo pianeta terra sarà ancora per molto, forse per sempre l’unica nostra casa.

Questo scritto è la continuazione di un precedente racconto scritto ( Prometeo e Proserpina del 29/01/2018), rivisto e sintetizzato nel pensiero, e con compassione nell’uomo / donna, che pur senza una volontà specifica distruggono un meraviglioso mondo, donatoci da una forza superiore.

FOTO ESPLICATIVE :

mondo inquinato

trivelle

deforestazione

inquinamento oceani

distruzione umanità

Credenze popolari

sabato 29 giugno 2019

C’erano una volta tre alberi, che crescevano l’uno accanto all’altro nel bosco.Erano amici. E come tutti gli amici, anche loro chiacchieravano tanto. E come tutti gli amici, anche loro erano molto diversi, nonostante crescessero nello stesso posto e fossero tutti all’incirca della stessa altezza.
Il primo albero amava la bellezza. Il secondo albero amava l’avventura. E il terzo albero amava Dio.
Un giorno, gli alberi parlavano di ciò che sarebbero voluti diventare da grandi.
«Quando sarò grande, vorrei essere un baule intagliato, di quelli dove si conservano i tesori, pieno di gioielli scintillanti», disse il primo albero.
Il secondo albero pensava a cose del genere. «Quando sarò grande, vorrei essere un potente veliero», disse. «Insieme al capitano, un grande esploratore, scoprirò nuove terre.»
Nel frattempo, il terzo albero scuoteva i rami. «Io non vorrei essere trasformato in niente», disse. «Vorrei restare esattamente qui dove sono e diventare ogni anno sempre più alto.
Vorrei diventare l’albero più alto della foresta. E quando gli uomini mi guarderanno, li farò pensare a Dio.»
Passarono gli anni e un giorno nella foresta arrivarono tre boscaioli.«
Finalmente!», gridò il primo albero, quando il primo boscaiolo lo abbatté. «Ora il mio sogno di diventare un baule di tesori si realizzerà.»
«Splendido!», gridò il secondo albero, quando il secondo boscaiolo lo abbatté. «Ora il mio sogno di diventare un veliero si potrà realizzare.»
«Oh no!», gridò il terzo albero, quando il terzo boscaiolo lo abbatté. «Ora non potrò parlare agli uomini di Dio.»
I boscaioli portarono via i tre alberi. E per due di loro il futuro era carico di promesse. Ma non ci volle molto perché tutti e tre dovessero seppellire i loro sogni. Anziché essere trasformato in un bel baule di tesori, il primo albero diventò una brutta mangiatoia per animali. Anziché un agile veliero, il secondo albero diventò un semplice peschereccio. E del terzo albero non fecero niente. Fu tagliato in assi, che furono lasciate in una pila nel giardino del falegname.La vita continuò. Gli anni passarono. E piano piano, i tre alberi impararono a convivere con i loro sogni infranti.Poi, una notte, la vita del primo albero cambiò repentinamente. Nacque un bambino, con tutta evidenza non un bambino comune. Gli angeli cantarono, pastori vennero a visitarlo. Indovina quale mangiatoia usò come culla la madre del bambino? Quando il primo albero capì che cosa era successo, il suo cuore si riempì di gioia. «I miei sogni si sono realizzati», disse. «Non sono stato riempito d’oro e di gioielli, ma ho portato il più prezioso tesoro del mondo.»Passarono molti altri anni, in tutto circa 30, e un giorno, infine, anche la vita del secondo albero cambiò. Era fuori, in mezzo al mare, quando si scatenò una tempesta terribile. Il vento soffiava violentemente e le onde erano tanto alte che la barchetta era persuasa di affondare. Ma a quel punto accadde qualcosa di incredibile. Uno degli uomini che essa trasportava, si alzò. «Taci, calmati!», disse al vento e alle onde. Ed essi obbedirono. Quandoil secondo albero afferrò ciò che era accaduto, anche il suo cuore si riempì di gioia. «I miei sogni si sono realizzati», disse. «Non ho trasportato un grande esploratore, ma ho trasportato il Creatore del cielo e della terra.»Non molto tempo dopo, anche la vita del terzo albero subì un cambiamento.Arrivò un falegname e lo portò via. Con sua grande costernazione, però, non fu lavorato per farne qualcosa di bello. Non ne fecero neppure qualcosa di utile. Invece, ne fu fatta una grezza croce di legno. «Questo è il tipo di croce sulla quale i soldati crocifiggono i criminali», pensò l’albero, sconvolto. E in effetti fu trasportato sul luogo dell’esecuzione. Là, in cima ad una collina fu inchiodato sopra le sue travi un uomo condannato a morte. Per la verità sarebbe dovuto essere il giorno più brutto della vita dell’albero, ma l’uomo inchiodato sulla croce non era un comune criminale che doveva pagare la pena dei suoi delitti. Era un innocente, Gesù Cristo, figlio di Dio, che moriva per i peccati del mondo. E quando il terzo albero capì ciò che era successo, il suo cuore esultò di gioia. «I miei sogni si sono realizzati», disse. «Non diventerò l’albero più alto del bosco, ma sarò la croce che farà pensare gli uomini a Gesù Cristo.»La morale di questa storia è che quando le cose non sembrano andare come tu vorresti, sempre sappiamo che Dio ha un piano per te. Se si ha fiducia in Lui, Egli vi darà grandi doni. Ciascuno degli alberi ha ottenuto ciò che voleva ma non solo nel modo in cui aveva immaginato. Noi non sempre conosciamo i piani di Dio per noi. Sappiamo solo che le sue vie non sono le nostre vie, ma le sue vie sono sempre migliori. ”

Oggi è meno difficile essere giovani ?

domenica 26 maggio 2019
La storia ci insegna che, in ogni epoca, i giovani hanno segnato importanti risvolti e tentato di trovare un senso alla propria vita.
La differenza tra i giovani di oggi e quelli di ieri (noi e i nonni) sono molti, ma non si tratta di stabilire chi sono i migliori, ma solo di vedere gli aspetti più positivi o negativi, per un utile insegnamento.
E’ da molto tempo che le persone di mezza età e anche anziane stigmatizzano il comportamento dei giovani e giovanissimi.
Ogni nuova generazione crea i propri modelli di usi e comportamenti, che urtano le generazioni precedenti, l’adulto o anziano dimentica facilmente (non perchè la memoria diviene labile) i tempi in cui a propria volta lo portava ad avere frequenti dissidi con le persone più anziane della sua epoca.
Certamente un argomento di divisione è quello del ” linguaggio”, per i givanissimi la “parolaccia” al di là del proprio significato assume il valore di ribellione e provocazione.
Vi è sicuramente una diversità di turpiloquio quando sono in presenza dei grandi, e in modo meno volgare quando sono soli. I rapporti tra giovani e adulti o anziani sono decisamente difficili, visto le diversità di costumi e linguaggi,( un esempio: la bisnonna non poteva vedere il fidanzato prima del matrimonio) invece già la nonna poteva uscire con lui, sia pure con la scorta della famiglia. La madre riusciva persino a restare sola con il suo ragazzo, anche se i permessi erano limitati. Igiovani di ieri erano meno spontanei, soprattutto tra maschi e femmine, sicuramente a quel tempo vi era una educazione più rigida, piena di paure, di tabù.
Oggi tutto sembra più allegro, viviamo in una società che ci porta a desiderare tutto, e chi non può averlo si sente inferiore, il salto è stato decisamente brusco,   tanto che i giovanissimi, hanno un rapporto con l’altro sesso spregiudicato, ritenendo giusto avere i primi rapporti sentimentali anche completi. La castità e la verginità sono miti relegati in soffitta.
E cosi’ che và il mondo, e non sarà certo che una eccessiva severità da parte dell’adulto che riuscirà a cambiare il comportamento delle nuove generazioni,certo va tenuto conto che la maleducazione non è la strada più breve per riuscire a comunicare tra generazioni.

RIDIAMO UN PO

sabato 18 maggio 2019

Ero seduto, con mia moglie, ad un tavolo durante il raduno annuale

dei veterani del mio Corso….

Continuavo a guardare una donna chiaramente ubriaca mentre, seduta da

sola al tavolo vicino, dondolava il suo bicchiere con lo sguardo

perso nel vuoto…

Mia moglie mi chiese: “la conosci”?

Si! Sospirai. E’ la mia ex ragazza.

Ho sentito in giro che ha cominciato a bere non appena l’ho lasciata,

e da allora non l’hanno praticamente più vista sobria…

“Mio Dio” – esclamò mia moglie – “chi avrebbe mai detto che una

persona potesse andare avanti a festeggiare così a lungo…?!?!?!

Ci sono sempre due modi per vedere la stessa cosa,,,

riflessioni

venerdì 12 aprile 2019

La stanza del tè

La stanza del tè è un luogo fisico ma è anche un luogo mentale. Le persone che si muovono al suo interno escono temporaneamente dal mondo e dal suo affanno per contemplare, durante il rito del tè, il vuoto dove dimenticare la razionalità e raggiungere un approccio totalizzante con le cose e le persone.

Ascoltare il cuore

“E quando poi davanti a te si apriranno tante strade e non saprai quale prendere, non imboccarne una a caso, ma siediti e aspetta. Respira con la profondità fiduciosa con cui hai respirato il giorno in cui sei venuta al mondo, senza farti distrarre da nulla, aspetta e aspetta ancora. Stai ferma, in silenzio, e ascolta il tuo cuore. Quando poi ti parla, alzati e và dove lui ti porta.”" Poi non è che la vita vada come tu l’immagini. Fa la sua strada. E tu la tua. E non sono la stessa strada. Così…Io non è che volevo essere felice, questo no. Volevo… salvarmi, ecco: salvarmi. Ma ho capito tardi da che parte bisognava andare: dalla parte dei desideri.

ESISTE LA VOGLIA DI SOLITUDINE ?

giovedì 28 marzo 2019

Tutti avvertiamo (non sono sicuro), di tanto in tanto, il desiderio di restare soli.

Sommersi come siamo dalle seccature della vita quotidiana ( il traffico, per chi lavora il capo ufficio, le lamentele delle persone a noi vicino, lo squillo dei telefoni e telefonini) a volte chiudiamo gli occhi d immaginiamo, per qualche felice istante, di trovarsi in un luogo a noi piacevole, soli con noi stessi e sentendo il rumore delle natura.

Però dopo un po siamo stanchi di sognare la solitudine e allora torniamo ha assaporare tutte quelle seccature che ci riempono la giornata, sbuffando alle code, criticando il sistema, lamentandoci di tutto e di più.

Ricordiamoci che qui momenti sono un istante, ma tutto il resto del tempo è un’inno alla vita e felicità, per cui godiamola appieno,seguendo ogni ( se possibile) nostra scelta senza rimpianti o rechiminazioni.

La vita è bella, merita sempre di viverla nel migliore dei modi possibili.

” UN RAMETTO DI MIMOSA “

giovedì 7 marzo 2019

”FESTA DELLA DONNA”

Che senso ha, oggi, questa ricorrenza quando stupri e abusi ,violenze e sopraffazioni sono una realtà così tanto diffusa. Donne che nel mondo d’oggi, vedono ancora negati i propri diritti, anche i più minimi ed essenziali. E’ una insopportabile malvagità  a non considerare le donne come esseri umani al pari dell’uomo, ma solo oggetti, “suppellettili” del mondo maschile. Ma nella coscienza comune, cosa c’è o cosa resta di tutto questo? CHE UN RAMETTO DI MIMOSA NON PUO’ CERTAMENTE CANCELLARE.

QUANTI SONO GLI ITALIANI CHE NON HANNO LA POSSIBILITA’ DI CURARSI ?

domenica 17 febbraio 2019

Per gli italiani cresce sempre di più la spesa sanitaria “privata”, registrando un incremento tra il 2013 e il 2016 pari + 4,2%, il dato desta una seria preoccupazione, soprattutto se viene letto in parallelo con l’andamento della spesa totale per consumi che, nel medesimo periodo ha registrato un incremento del 3,4%.

Insomma la spesa sanitaria privata è sempre più una componente stabile dei consumi degli italiani, che oltre a dover fare i conti con la crisi economica e i suoi effetti, devono anche tener conto che nella “lista della spesa quotidiana” va aggiunto la voce ” salute” che drena le risorse. Come non bastasse questo onere economico ricade principalmente selle fasce di popolazione più deboli.

Si innesca cosi’ un sistema perverso, l’avanzare dell’età determina una riduzione del proprio reddito e una crescita delle spese da affrontare di tasca propria per acquistare le prestazioni sanitarie di cui si ha bisogno. Inoltre oltre all’età si aggiungono problemi di non autosufficienza  che tende a peggiorare ulteriormente. Cosi’ quando non si dispone delle risorse necessarie per pagare di tasca propria le prestazioni (dato che la sanità pubblica sia per carenza che per le kilometriche liste d’attesa) si finisce di rinunciarvi o rinviarle,(circa 12 milioni di persone rinunciano o rinviano) viceversa pur di curarsi si riduce il proprio tenore  di vita, (circa 13 milioni riducono il loro tenore di vita) esaurendo i propri risparmi e addirittura si entra nella soglia della povertà. (una valutazione indica in almeno 2 milioni di persone che hanno subito una drastica riduzione dei propri risparmi).

I fuggiaschi della sanità sono ormai una componente stabile e rilevante del popolo della sanità italiana. E’ certamente vero che oggi una moltitudine di persone ha problemi per potersi curare adeguatamente. La ricerca (CENSIS) individua un numero molto alto di persone che hanno “dovuto” rinunciare a prestazioni per difficoltà economiche, non potendo pagare tali prestazioni di tasca propria.

Crescono i divari tra le regioni di italia, una situazione che porta con se delle conseguenze , si stimano che almeno un numero pari a 6,5 milioni di cittadini, dichiarano che nell’ultimo anno si sono a vario titolo al sistema sanitario di un’altra regione, sia che sia pubblico o privato.

Il dato importante è, che viene considerato la rinuncia nel corso dell’anno di almeno una prestazione, comprese anche le cure odontoiatriche (particolarmente costose) nella ricerca sono compresi tutti quelli che hanno ” dovuto” rinunciare totalmente delle cure, a volte anche vitali.

La ricerca tiene conto di una vasta e eterogenea di insieme di prestazioni che gli italiani oggi rinunciano. Va tenuto conto che l’istituto ISTAT, fornisce delle cifre decisamente inferiori, anche se utilizza criteri diversi e quindi sicuramente i due risultati non sono sovrapponibili. L’ISTAT precisa che i valori indicati comprendono cittadini italiani e anche stranieri residenti in italia.

L’intreccio tra le condizioni per la rinuncia e molto rilevante, sia che sia economica oppure temporale, all’interno dei circa 4 milioni di persone vi è una significativa quota di ” stranieri”, (lo abbiamo già visto in passato / presente come questa distinzione abbia un impatto numerico sulla povertà).

Comunque non è corretto dire che gli italiani non possono curarsi, ma specificare che, nel corso dell’anno hanno rinviato o rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria. Vi è una ulteriore specificità, sono compresi tutti quelli che hanno rimandato una visita per un’altro impegno, dovuto anche alle lungaggini di attesa.

Mi rimane da dire che, comunque con tutti i difetti elencati, la nostra sanità resta una delle migliori al mondo.

VETTURE CON SISTEMI IBRIDI PER LA MOBILITA’

sabato 2 febbraio 2019

Motore con sistema IBRIDO leggero

Oggi l’utilizzo della vettura privata è sempre più complicato, visto l’inquinamento che ,specialmente in città rende l’aria malsana, specialmente durante il periodo invernale si somma a quello prodotto dal riscaldamento degli alloggi e dalle fabbriche, pertanto le leggi contro l’inquinamento diventano (a ragione) sempre più restringenti per cui le case automobilistiche stanno cercando soluzioni alternative ,tra quelle più attuali vi è l’utilizzo del motore ibrido.

Dunque la vettura con motore ibrido è una ricetta ideale, che conviene sempre ??????

Lo scopo primario del sistema Ibrido è limitare le emissioni nocive e i consumi di carburante, utilizzando meno il motore tradizionale.

Attualmente esistono due versioni di motori ibridi;

1) Vettura con il sistema ibrido leggero (mild hybrid), è una  versione ridotta, in questo caso l’auto non può viaggiare a emissioni zero perché il motorino elettrico (più piccolo) non opera in autonomia e serve invece come supporto per un piccolo incremento di potenza e per attivare sistemi ausiliari. ( il sistema è meno costoso)

Chiamato anche sistema ibrido intelligente, per migliorare l’efficienza dei consumi (no meno emissioni) il sistema assiste il motore con un alternatore leggero e compatto che possiede una funzione elettrica ed una batteria agli ioni di litio  ad elevata capacità. (vedi foto su riportata)

2) Vettura con sistema ibrido più costoso ( pus-in), qui’ l’automobile ha una autonomia a emissioni zero, aumenta notevolmente, (di solito fino alla velocità di 50 Km orari) perché le batterie al litio vengono ricaricate “alla spina”, proprio come le vetture elettriche.

Rispetto alle quali, tuttavia l’ibrido pleg-in ha un vantaggio, la vettura può circolare normalmente a benzina o a gasolio, anche in caso di batteria scarica. facendo si che viene eliminato ogni forma di ansia per l’autonomia della vettura.

Oggi molti automobilisti non sanno esattamente cosa significhi IBRIDO e quanto davvero convenga. (generalmente le vetture ibride sono con motorizzazione a benzina, ma in qualche caso anche diesel abbinato a uno elettrico.

Oggi la case automobilistiche sono alla ricerca di soluzioni alternative a vetture che utilizzano il carburante derivato dal petrolio, il futuro ci riserverà mezzi di trasporto più ecologici, e speriamo che siano anche più sicuri.