Archivio della Categoria 'Considerazioni'

Avviso importante

venerdì 30 luglio 2010

Ciao a tutti, molti di voi sono gia partiti per le vacanze, ma voglio avvertirvi che ci ritroveremo di nuovo mercoledì primo settembre alle ore 14,00 circa.

Spero che tornerete abbronzati e pieni di energie!

Un salutone a voi tutti dal vostro affezzionatissimo amico e collega Secondo.

Umorismo

lunedì 19 luglio 2010

Leggete queste barzellette e scegliete quella che vi piace di più.

- Un politico di spicco chiama un idraulico a casa sua per una piccola riparazione urgente.
Fatta la riparazione, l’idraulico chiede mille euro.
L’onorevole, rimasto alquanto basito, replica: “Però mi permetta di dirle che questi sono soldi rubati”.
E l’idraulico risponde senza minimamente scomporsi: “Guardi, a me basta che lei paghi,
poi della provenienza dei soldi non mi interessa niente!”

Un avvocato ha appena aperto l’ufficio e si raccomanda col custode che se viene qualche cliente deve avvisarlo in anticipo. Dopo un po’ suona il citofono e il custode: “Avvocato, avvocato, sta salendo una persona per Voi…”
“Va bene, va bene, grazie…” Allora l’avvocato socchiude la porta, si mette dietro la scrivania e fa finta di parlare al telefono per darsi un certo tono ed una certa importanza. Entra la persona, lui fa segno con la mano di accomodarsi e nel frattempo parla di cause risolte, con un amico immaginario, dilungandosi nel discorso per far sentire al “potenziale cliente” di cosa sia capace. Dopo un po’ dice all’amico immaginario: “Ora ti devo salutare che ho qui una persona, …ci risentiamo,… fammi sapere per quella causa, che aggiusto tutto io…” A questo punto l’avvocato si rivolge alla persona seduta e chiede: “Prego, … mi dica,… in cosa posso esserle utile…?!”
“Mah, veramente…. io sarei il tecnico del telefono e sono venuto per collegarLe l’apparecchio….!!”

Da “Specchio dei Tempi”

domenica 18 luglio 2010

Da “Specchio dei Tempi riporto due lettere veramente interessanti  ed attuali……….

Una lettrice scrive:

«Mi piace quando posso usare i mezzi pubblici, ma ogni volta rimango stupita dal degrado e dalla mancanza di regole. Io sono nata a Torino, e quando ero giovane facevo la caterinetta, se portavo una scatola più grande dovevo pagare due biglietti. Ora non solo pochi pagano (anziani), ma sul pullman portano di tutto: dai cani alle bici, ai passeggini, senza che nessuno dica niente.

«Qualche giorno fa sono saliti in sette a Porta Palazzo con un passeggino (che ostruiva tutto il passaggio) carico di frutta e verdura più un grosso sacco di patate. Nessuno ha pagato, ridevano e parlavano a voce alta, come fossero i padroni del bus. Sarei contenta se qualcuno sapesse dirmi se è normale, così io mi regolo di conseguenza ».

Una lettrice scrive:

«E’ corretto telefonare a numeri privati senza identificarsi? Ricevo quotidianamente chiamate da aziende o persone che si nascondono dietro a “chiamata anonima” e solo quando si risponde vogliono vendere servizi di telefonia, prodotti di bellezza, olio, vacanze, enti che chiedono contributi, ecc. Non fa parte dei diritti dei cittadini sapere con chi stai per parlare? Noi utenti non possiamo scioperare, solo non rispondere più al telefono…».

Storia di una Ranocchia

lunedì 5 luglio 2010

Olivier Clerc, scrittore e filosofo, in questo suo breve racconto, attraverso la metafora, mette in evidenza le funeste conseguenze della non coscienza del cambiamento, che infetta la nostra salute, le nostre relazioni, l’evoluzione sociale e l’ambiente.
Un condensato di vita e di saggezza che ciascuno potrà piantare nel proprio giardino per goderne i frutti.

La storia non cambia

lunedì 21 giugno 2010

Ho letto su ”Metro” l’opinione di un lettore sulla nostra società, mi è parsa carina e ve la propongo.

“Una volta, ai tempi di Carlo Magno o giù di lì, c’erano i feudatari, detti anche vassalli, che detenevano  il potere assoluto, poi venivano i valvassori, o vassalli minori, i quali concedevano un po’ di potere ai valvassini che controllavano i servi della gleba ( che erano i soli a lavorare e a produrre reddito ).
Oggi abbiamo lo Stato che controlla le Regioni, le quali controllano le Provincie che a loro volta controllano i Comuni… che controllano e vessano come allora i servi della gleba cioè noi cittadini.”

La storia non cambia

Sacrifici… non per tutti

mercoledì 2 giugno 2010

Oggi 2 giugno, festa della Repubblica, leggo il Buongiorno di Gramellini, in prima pagina su La Stampa: “il Governo ha aquistato 131 cacciabombardieri F-35, 121caccia Eurofigther e 100 elicotteri NH90 per le nostre Forze Armate”. Il tutto per una modica spesa di 29 miliardi di euro, 5 miliardi in piu’ della manovra finanziaria.
Ora io piccolo cittadino nullatenente mi sono domandato se questa spesa da parte delle Forze Armate sia veramente necessaria, non si poteva destinare parte di questa spesa al popolo indigente??
Sono proprio necessari tutti questi aerei?
Si lo sò in caso di un malaugurato conflitto ci dobbiamo difendere, ma ci dobbiamo difendere anche da una crisi economica, si o n??
Finisco con una frase di quel grande comico che era TOTO: “ma facitemi sto piacere” e  “io pagooooooooooo”
Saluti a tutti e buona giornata.
Enzo

………ho vinto il giro d’Italia……….

domenica 30 maggio 2010

con questa comodissima bicicletta

blah

… SILENZIOSAMENTE PARLA AL CUORE DEGLI UOMINI

lunedì 17 maggio 2010

Con la presenza di oltre due milioni di pellegrini, siamo ormai giunti agli ultimi giorni dell’ostensione della Sindone, iniziata il 10 aprile nel Duomo di Torino e impreziosita dalla presenza del papa Benedetto XVI domenica 2 maggio con la celebrazione della santa Messa in piazza San Carlo di fronte ad una strabocchevole folla di fedeli giunti da ogni parte d’Italia. «Un’occasione quanto mai propizia, per contemplare quel misterioso volto, che silenziosamente parla al cuore degli uomini, invitandoli a riconoscervi il volto di Dio». Questo ha detto Benedetto XVI in occasione della sua visita a Torino. Al di là di tutto ciò che favorevolmente ha suscitato l’ostensione della Sindone, mi piacerebbe ricordare ai miei compagni di blog una frase espressa dal Papa nella, purtroppo non soleggiata giornata, di quella domenica. Questa, che più ritorna alla mente, perché mi rimanda indietro nel tempo (guerra 40/45, sfollati a Ciriè dopo che un bombardamento aveva abbattuto la nostra casa, io e mia madre fummo casualmente fermati dinanzi alla chiesa di San Giuseppe di ritorno dal Catechismo, da una pattuglia tedesca in fase di rastrellamento, mia madre fu costretta brutalmente ad esibire i propri documenti all’ufficiale che rilasciandoci, con un indimenticabile ghigno crudele, la consigliò di sbarazzarsi di quella creatura dal viso deforme che ero io, al che, rischiando la propria vita, ella gli si scagliò selvaggiamente contro graffiandogli il viso; fortunatamente finì bene perché mia madre fu semplicemente oggetto di un paio di pesanti manrovesci da parte del nazi)  è stata quella rivolta ai degenti nella visita al ‘Cottolengo’: «Tutti i poveri sono i nostri padroni, ma questi che all’occhio materiale sono così ributtanti, sono i nostri padronissimi, sono le nostre vere gemme» ha evidenziato il Pontefice con le parole di San Giuseppe Benedetto Cottolengo, quasi rispondendo a Giorgio Bocca, che l’anno scorso aveva suscitato sdegno nel mondo cattolico, e non solo, per aver criticato sull’Espresso il “culto della vita a ogni costo che lascia perplessi i visitatori della Piccola casa della divina Provvidenza, la pia istituzione del ‘Cottolengo’, dove tengono in vita esseri mostruosi e deformi”. Per il successore di Pietro, invece, l’istituto torinese incarna la parola dell’apostolo Paolo, “La carità di Cristo ci spinge”, che il Cottolengo volle tradurre in totale dedizione al servizio dei più piccoli e dimenticati. «E voi malati – ha aggiunto – svolgete un’opera importante: vivendo le vostre sofferenze in unione con Cristo crocifisso e risorto, partecipate al mistero della sua sofferenza per la salvezza del mondo. Desidero esprimere a voi tutti la mia gioia e la mia riconoscenza al Signore che mi ha condotto fino a voi, in questo luogo, dove in tanti modi e secondo un carisma particolare si manifestano la carità e la Provvidenza del Padre celeste». Parole ricche di umanità verso le persone sofferenti e balsamo pure per le mie ferite, che seppur lenite incidono ancora nei miei ricordi.

tram tram bus bus che passione!!!!!

domenica 16 maggio 2010

Quando c’erano i bigliettai sul mezzi  questo non succedeva……..

questa canzoncina è una vera chicca……….

blah

La vecchiaia

domenica 16 maggio 2010

L’altra sera seguivo sull’emittente LA7 un’intervista a due scrittori di best seller e mi è piaciuto molto un aforisma dello scrittore Carofiglio Gianrico che pressapoco diceva così:  ” Non è che si smette di giocare perchè si diventa vecchi, si diventa vecchi quando si smette di giocare. “