Archivio della Categoria 'Considerazioni'

Il tatuaggio

mercoledì 18 ottobre 2017

I Tatuaggi

Con tanta facilità al giorno d’oggi i giovani e non più giovani si fanno tatuare gran parte del corpo  senza rendersi conto delle problematiche che esso comporta. Per saperne di più cliccare qui.

LA NATURA IN AUTUNNO

venerdì 6 ottobre 2017

Come tutti gli anni l’autunno sotto l’aspetto coreografico nei suoi colori è il periodo di maggiore spettacolarità, cambiano completamente aspetto e assumono con gradualità i colori più intensi e con le sfumature più calde, rispetto alle altre stagioni (anche esse importanti).

Su Focus un articolo ne rappresenta alcuni aspetti decisamente chiarificatori e emblematici, per  vedere alcune meraviglie che la natura ci dona CLICCARE QUI.

LA VITA ERA, OGGI E’

martedì 19 settembre 2017

Io me la ricordo la felicità, era fatta di operai che andavano al mare quel giorno di agosto, tutti, con le macchine senza aria condizionata,

con i portapacchi piene di valigie e le autostrade senza bollini neri.

Erano gli anni dove i pensionati potevano permettersi la giusta ricompensa dopo una vita di sacrifici, erano gli anni delle spiaggie con i ragazzi che liberamente giocavano, e i tavolini e le paste al forno, e quei contenitori frigo, più forniti dei supermercati. La felicità, con quelle sedie pieghevoli e quei caffè nei thermos a fine pranzo.

Le fotografie con i rullini, i discorsi tutti insieme a fine pranzo, i bambini che facevano i bambini. Le città   deserte, per il pane dovevi andare alla stazione centrale perché tutti sapevano che li c’era un supermercato   sempre aperto.

Invece oggi il 15 agosto i centri commerciali sono sempre aperti, le città sempre più popolate, i pensionati li vedi li, sotto qualche albero per un po di fresco.

Ci facciamo sempre più fotografie senza il bisogno di andarle a sviluppare, e qui, ci hanno fregato l’attesa, andiamo in spiaggia organizzate e devi rispettare i limiti, e qui, ci hanno fregato gli spazi. Abbiamo voluto di più ma abbiamo ottenuto dimeno. Abbiamo ottenuto uno smartphone per parlare con il mondo, e qui, ci hanno fregato la voglia di stare insieme. Io me la ricordo la felicità, rimaneva a te, sulla pelle, e non aveva nessuna password. E TU TE LA RICORDI ?

> Dal web <

CI SI PUO’ FIDARE DELLA SCIENZA ?

venerdì 8 settembre 2017

Oggi va di moda le Fake News (notizie false), di chi ci si può fidare? persino chi lavora per la ricerca della verità devia da essa, esempio;

gli scienziati , si a volte barano. Come possiamo correre ai ripari? visto che anche la scienza non è immune dagli imbrogli.

Elenco alcuni falsi incredibili.

LA SCOPERTA DI SEMICONDUTTORI MONO-MOLECOLARI E NANO TECNOLOGIE. nel 2001 uno scienziato Tedesco dichiarò di aver realizzato un transistor funzionante utilizzando una sola molecola di silicio. Lo studio venne pubblicato con enfasi sulle migliori riviste scientifiche, valse allo scienziato numerosi e importanti riconoscimenti.

Peccato che tutto ciò era una ben orchestrata bufala. Lo pseudo scienziato modificava i risultati degli esperimenti e li pubblicava, gongolava davanti alla stampa scientifica di tutto il mondo. Non solo non ammise le sue colpe, ma solo di aver commesso qualche piccolo trascurabile errore.

IL GIGANTE DI CARDIFF. Una bufala d’altri tempi, una famosa scoperta archeologica (1869) uno scavo nei pressi di Cardiff (New York) trvò i resti di un uomo alto più di 3 metri. Quel cadavere divenne famoso, tanto che il proprietario di un circo offri’ molti dollari (un’enormità per l’epoca) per averlo in affitto e mostrarlo nel suo spettacolo.

In realtà si trattava di una statua scolpita nel gesso e sotterrata, la persona che la sotterro era un ateo che voleva irridere i sostenitori del creazionismo. La statua del gigante rese cosi’ tanti soldi che al termine del periodo d’affitto ne fece fare una copia. Venne denunciato ma anche assolto, perché copiare un falso non costituisce reato.

L’UOMO DI PILTDOWN. I resti sono frammenti di ossa craniche e mandibolari (rinvenuti nel 1912) Vennero subito ritenuti i resti di un ominide, venne dato un nome altisonante in onore al loro scopritore (Eoanthropus Dawsoni). In realtà è una delle bufale più incredibili della storia, oltre tutto la truffa durò oltre 40 anni, venne scoperta nel 1953, si capì’ che le ossa erano un mix tra umane del cranio e mandibolari di un orango.

LA TRIBU’ PERDUTA. Il ministro del governo delle Filippine (periodo 1971) dichiarò al mondo di aver scoperto una piccola tribù ferma all’età della pietra, che viveva  in totale isolamento sull’isola di Mindanao. Quella popolazione parlava una lingua incomprensibile e utilizzava manufatti di pietra, (furono battezzati Tasaday) tutti i quotidiani e telegiornali del mondo ne parlarono. venne dichiarata l’isola, riserva naturale e venne vietato l’accesso a chiunque. Ma quando il regime del dittatore crollò nel 1986, alcuni giornalisti, più curiosi di altri, visitarono l’isola, trovarono la tribù, ma vivevano in comunissime case e parlavano uno dei tanti dialetti filippini, inoltre vestivano con jeans e T-Shiort.

Raccontarono che proprio il dittatore li costrinse a trasferirsi nelle caverne e vivere come uomini primitivi. Intanto l’ex ministro fuggi’ con vari milioni di dollari, raccolti per tutelare e proteggere i Tasaday.

BEFFA DI SOKAL. E’ un professore di fisica presso l’università New York, la prestigiosa rivista Social Text diede un enorme risalto ad un articolo, dal titolo; La transgressing the boundairies, tradotto, suona più o meno cosi’; la trasgressione dei confini, l’obiettivo era mettere in evidenza la scarsa attendibilità delle riviste scientifiche che a suo dire pubblicherebbero qualunque articolo a patto che suoni bene e compiaccia l’editore.

L’ANELLO MANCANTE. E’ un fossile che documenta il passaggio tra uccelli e dinosauri teropodi terrestri, ritrovato nel 1999 e battezzato Archaeoraptor, ma purtroppo è un clamoroso falso, composto da pezzi di fossili di animali differenti.

LE SCOPERTE DI SHINICHI E FUJIMURA. Descrive se stesso come uno dei più importanti archeologi giapponesi, scopri’ reperti di porcellana vecchi di 40.000 anni, questo ritrovamento lo lanciò tra i più quotati archeologi. Più recentemente affermò di aver ritrovato una serie di buchi nel terreno vecchi di circa 600.000 anni, la loro funzione era quella di sostenere un villaggio di palafitte.

Era una scoperta clamorosa, che avrebbe costretto a riscrivere la storia dell’uomo. Tutte le copertine più importanti del mondo lo immortalarono, peccato che lo stesso anno un quotidiano giapponese pubblicò alcune fotografie che ritraevano l’archeologo intento a scavare i celebri buchi e anche sotterrare antichi manufatti. Dichiarò di aver compiuto l’insano gesto perché era tentato dal diavolo.

LA MEMORIA DELL’ACQUA. L’acqua conserva il ricordo delle sostanze con cui è venuta in contatto. l’annuncio viene fatto da un gruppo con a capo un biochimico francese, e pubblicato nel 1988 su Nature. La rivista coinvolse un gruppo di esperti per il controllo degli esperimenti, tra cui anche l’acchiappa frodi, e un illusionista. Di colpo nessuno fu in grado di ottenere i risultati precedentemente avuti, ed è cosi’ che l’acqua perse la memoria.

GIOCHI PERICOLOSI. Fin qui’ le bufale scientifiche possono far sorridere, ma quante vittime ha provocato un medico inglese, oggi radiato dall’albo, aveva pubblicato su Lancet uno studio falso, secondo cui i vaccini provocano l’autismo. In seguito ad ulteriori studi, non solo non confermarono i dati, ma si scopri’ che il medico avava ricevuto molte sterline da alcune persone che volevano avere un risarcimento per la malattia dei loro figli, attribuendo la causa al vaccino. Inoltre venne scoperto che la ricerca era un tentativo di schreditare i vaccini trivalenti. Il tutto era uno stratagemma che però non andò in porto, per poter brevettare un’altro sistema di vaccini brevettati dallo stesso medico.

Snapchat batte Facebook

mercoledì 23 agosto 2017

da  la Stampa del 23/08/2017

“L’APP DEI MESSAGGINI Tra i più giovani Snapchat batte Facebook I più giovani giurano fedeltà a Snapchat e voltano le spalle alla “vecchia” Facebook, alimentando la guerra fra i due protagonisti dei social media. Una battaglia a suon di utenti e pubblicità, con l’app dei messaggini che batte il colosso di Mark Zuckerberg e conquista la fascia di età dei teenager. Per Facebook si tratta di un campanello di allarme che sembra confermare i timori degli analisti: il maggiore social network al mondo registrerà a breve il suo primo calo di termini di utilizzo in tutti i gruppi di età. Per Snapchat si tratta di un’iniezione di fiducia mentre i titoli in Borsa continuano a soffrire con i dubbi degli investitori sulla sostenibilità dell’app. I dati di eMarketer non lasciano dubbi. La nuova generazione di utenti dei social media potrebbe non iscriversi mai a Facebook, i cui amici fra i 12 e i 17 anni caleranno quest’anno del 3,4% a 14,5 milioni, ben al di sotto dei 15,8 milioni di teenager su Snapchat. L’app dei messaggini che spariscono supera Facebook anche nella fascia di età fra i 13 e i 24 anni, raggiungendo più di 26 milioni di giovani al giorno con la pubblicità contro i 25-26 milioni di Snapchat. «La buona notizia per Snap è che Snapchat continua a crescere. La cattiva notizia è che Facebook è molto grande e potente,………………………..”

e continueremo ad usare Facebook??????????

PERCHE’ E’ PIU’ FACILE VENIRE PRESI DALLA COLLERA AL VOLANTE

mercoledì 26 luglio 2017

E’ un dato di fatto, confermato da terribili fatti di cronaca, quando si è in macchina e guidiamo siamo più aggressivi, i nostri comportamenti e atteggiamenti sono diversi, che mai avremmo in altre situazioni.

Il tema dello stress, e del conseguente sfogo con reazioni aggressive (rabbia da strada) e tra i casi più studiati da specialisti di violenza urbana (Etologi).

Questo tipo di collera segue uno schema, inizia con insulti e minacce verbali e gestuali, con l’utilizzo del clacson per amplificare la portata, di solito ci si ferma qui, ma ci sono situazioni limite, una è la violazione delle norme della convivenza cittadina.

Ci si infuria per un parcheggio rubato, (secondo noi) la mancanza di cortesia da parte dell’altro automobilista viene vissuta come una ingiustizia che va vendicata, secondo noi che l’abbiamo subita, serve soprattutto come riparazione, e rincorre l’ordine sociale, ed è per questo che non si esita a metterla in atto, costi quel che costi.

Gli studi internazionali dicono che almeno il 50% degli automobilisti è stato coinvolto in almeno un episodio di rabbia al volante, anche se la maggior parte di chi li hanno provocati è consapevole di aver creato problemi ad altri, guidatori o passanti. Pochissimi mostrano qualche forma di pentimento, in fondo, è proprio cosi’, l’aggressività in auto, molti studiosi del fenomeno danno la colpa al sovraccarico cognitivo, vale a dire dell’attenzione. Oggi più che mai le distrazioni sono tante.

I soggetti più vulnerabili sono i giovani uomini / donne che vivono in centri urbani di grosse dimensioni, e soprattutto se ulteriormente stressati per ragioni di lavoro. Il cosi detto “road rage” (rabbia da strada) è il più studiato, le reazioni aggressive in caso di stress, ve ne sono altri e tutti legati all’ambiente urbano, le auto che incrociano da ogni lato sono come delle belve dai denti aguzzi in agguato nella savana o boscaglia, gli appartamenti nei grandi condomini sono piccoli rifugi in cui si riuniscono clan pronti ad affrontarsi tra loro. Il metrò affollato è come la gabbia in cui circolano cavie da laboratorio, con la differenza che mentre le cavie a disagio arrivano a azzannarsi tra loro, noi ci limitiamo a desiderare che la nostra fermata arrivi presto, e in qualche caso non esitiamo ad usare i gomiti per difendere pochi centimetri residui di spazio.

Lo dicono , Etologi e Psicologi sociali, la città è molto più feroce che la giungla, o meglio, un ambiente al quale la specie umana non si è ancora completamente adattata, e capace di stimolare i nostri peggiori istinti primordiali.

L’uomo (psicologicamente) si adatta meglio a vivere in piccoli gruppi all’interno dei quali si formano forti legami sociali, ma oltre la metà della popolazione mondiale vive in realtà in centri urbani medio grandi, e quindi è normale che le situazioni di affollamento creano situazioni di grosso stress, che poi si scarica in svariati modi, una è, che gli urbanizzati sono i più stressati, tanto che una piccola zona cerebrale ( l’amigdala) si attiva di più, e anche la corteccia cingolata anteriore ( una struttura grande come un pisello, che si trova in entrambi i lati temporali) che svolge la funzione di sensore, del pericolo, provocando una reazione nell’organismo che viene percepita come una minaccia, questo si riscontra maggiormente alle persone che vivono in centri molto affollati, come le città.

Si suppone che le persone considerate a rischio di violenze impulsive abbiano l’amigdala che tende a sovrattivarsi ( cioè ad attivarsi con particolare facilità). Si parla di personalità predisposte, individui incapaci di gestire i conflitti, e riescono a covare rancore per anni.

Esistono comunque persone “normali” ma emotivamente immature, che in caso di contrasti hanno più facilmente reazioni violente. Insomma, forse per chi vive in città deve seguire un corso di difesa personale, oppure saper come mai gli individui metropolitani sono più stressati, e quindi più pericolosi.

Torino quanto sei bella

mercoledì 12 luglio 2017

Torino quanto sei bella bisognerebbe cambiare il titolo, con Torino quanto eri bella questo filmato e del 2007, solo 10 anni sono passati Torino e irriconoscibile vediamo il centro senza spazi verdi diventata un canile, le periferie oltre a sporche tutte devastate non si ripara niente. Io dico noi paghiamo sempre più tasse e abbiamo meno servizi, al posto dei politici io mi vergognerei.

Spoiler :non sono più quelli di una volta……….

giovedì 8 giugno 2017

1-Gli spoiler

Il primo significato nel settore meccanico è del 1928: inizialmente impiegato in aeronautica, passò in seguito a indicare strutture simili installate sulle imbarcazioni veloci (1957) e, infine, sui veicoli a motore (1963); il fatto che gli alettoni aerodinamici abbiano un nome che deriva da un verbo che significa ‘sciupare’ fa riferimento al ruolo degli spoiler, che è quello di “rovinare” o, meglio, disturbare, il flusso laminare dell’aria attorno al veicolo.

2-Gli spoiler

In Italia il termine compare alla fine degli anni Novanta come rivelazione che potrebbe rovinare la visione di un film a chi non l’ha visto State rivelando qualcosa che potrebbe rovinare un film a chi non l’ha visto, mettete questo “tag” nel soggetto del messaggio, oppure nel testo. In questo caso, lasciate anche qualche riga vuota dopo il tag, cosi’ chi legge puo’ decidere se andare oltre o meno. la traduzione letterale [ROVINATORE] cosi’ da rendere il senso auto-evidente (almeno spero).  proposto [SCIUPAFILM] che non e’ niente male] [Sciupasorpresa] [rovinafinale [ rovina trama*]

Mare d’erba………

sabato 27 maggio 2017

Ogni filo d’erba ha un proprio Angelo che lo incoraggia sussurrandogli: Cresci!
(Talmud)

Ogni filo d’erba sembra contenere una biblioteca dedicata alla meraviglia, al silenzio e alla bontà.
(Fabrizio Caramagna)

Se la vista di cieli azzurri ti riempie di gioia, se un filo d’erba cresciuto in un prato ti commuove, se le cose semplici della natura hanno un messaggio che riesci a capire, rallegrati, perché la tua anima è viva.
(Eleonora Duse)

CITTA’ ESTREME – dove non vorrei viverci, eccetto una

sabato 20 maggio 2017

Oymayakom, Russia

Solo circa 500 persone hanno scelto di vivere a quelle temperature estreme, nel cuore della Siberia, con una temperatura minima record di – 67° C. (temperatura registrata nel lontano 1993), ma una media nel mese di gennaio che raggiunge -50° C. Probabilmente questa cittadina è la più fredda con un insediamento permanente di persone.  Il clima e la sua latitudine (63° parallelo) sono causa di una scarsa luce; appena 3 ore al giorno (nel mese di dicembre). Gli abitanti ne risentono, in quanto il clima non permette la crescita di alcuna verdura e frutta, e non finisce qui’, il terreno gelato rende impossibile la costruzione di tubature, e pertanto molte abitazioni sono costrette ad avere la toilette all’esterno.


La Rinconada, Perù.

La città è posta sul fianco occidentale di una diramazione del ghiacciaio Ananea Grande, presenta un sul territorio sopra la città filoni auriferi di buona resa (da 12 a 15 grammi d’oro per tonnellata di roccia estratta.) La città Rinconada, famosa per le sue miniere d’oro, le spetta il titolo di città più ad alta quota, visto che si trova a 5.000 metri sul livello del mare. Nel 2015 la popolazione era attorno a 70.000 abitanti. Ha una temperatura media di circa 2° C. e d’estate raggiunge i 12° C. (tenendo presente che nell’emisfero australe è la stagione fredda), pertanto il clima e la miniere auree la rendono particolarmente estrema. Le strade sono perennemente coperte di fango, con rigagnoli di scarichi provenienti dalle lavanderie dell’oro, e dalle latrine, visto che non esiste un sistema di fognatura. Una particolarità è; che molte donne (circa 20.000 ) lavorano vicino alle bocche delle gallerie dove viene scaricato l’inerte, controllano a mano le pietre alla ricerca di pagliuzze d’oro, questo lavoro è rischioso come chi lavora all’interno delle miniere. (il loro nome è pallaqueras). L’acqua potabile proviene dalle lagune esistenti, e che sono contaminate dal mercurio che viene usato per la raffinazione dell’oro.

Coober Pedy, Australia

L’abbondanza di opale ha attirato molti immigrati. Per migliaia di anni le popolazioni nomadi hanno camminato attraverso questa zona , ma a causa dell’ambiente del deserto la gente si spostava costantemente alla ricerca di rifornimenti idrici e di cibo. Risolto il problema dell’acqua ( solo da pochi anni) riuscendo a rifornirsi di una fonte sotterranea a circa 25 Km dalla città. Visto l’abbondanza di opale ha attirato una moltitudine di immigrati , inoltre ha favorito anche il completamento della ferrovia Trans-Continentale , cosi che i nuovi arrivati (parliamo a partire dalla fine della prima guerra mondiale) abituati alla vita di trincea ebbero l’idea di scavare le abitazioni nel sottosuolo, dove le temperature, più miti alleviano i disagi del luogo. Normalmente in quel luogo le temperature medie in estate superano normalmente i 50° C. Per i minatori che cercano il prezioso minerale, con il tempo hanno creato un mondo sotterraneo per vivere al fresco, grotte che vengono scavate dotto le colline , ospitano case, negozi, una chiesa ortodossa e un Hotel per la clientela internazionale, e per chi vuole provare l’effetto che fa.

Iquitos, Perù.

Per raggiungerla bisogna intraprendere un viaggio fluviale, (di circa 4 giorni) e considerata la più grande città al mondo non raggiungibile via terra, solo via fiume o con aerei, perchè da qualche tempo ha un piccolo areoporto. Eppure nonostante sia fuori dal mondo, vanta una popolazione di circa 500 mila abitanti, il che ne fa la più grande città dell’amazonia Peruviana. Gli abitanti sono gli eredi di quelli che parteciparono (fine 1800) alla febbre del cauciù, la materia prima per le aziende europee che producevano i pneumatici per le vetture.In quel periodo la città ebbe un momento di ricchezza.

Esiste un turismo psichedelico, che si dedica , cioè ad esplorare il variopinto mondo dello sciamanesimo locale , una pratica terapeutica che si incentra nell’uso cerimoniale e non ludico della preparazione chiamata ayahuasca, è aumentato negli ultimi anni di pari passo con l’aumento del turismo in tutto il Perù. A fronte di un certo numero di curanderos che possono assicurare professionalità in un contesto sicuro, vi è un gran numero di ciarlatani.

SUPAI, Arizona (USA)

Tra i 48 stati che formano gli Stati Uniti d’America è il luogo più remoto, talmente particolare è la sua ubicazione che nel 2008 gli abitanti vennero evacuati a causa dell’esondazione del Havasu Creek, i danni provocati furono cosi gravi (sentieri, ponti) che la popolazione potè tornare solo nella primavera del 2009. Il villaggio si trova all’interno dell’Havasu canyon, habitat storico delle tribù degli Havasupai. Raggiungere il villaggio è difficilissimo visto la totale mancanza di strade che lo collegano con il mondo esterno, due sono le alternative, l’elicottero o una escursione lungo un percorso di circa 12 Km, il villaggio è cosi remoto che il primo negozio dove è possibile procurarsi cibo, acqua e gas e altre cose necessarie, si trova ad una distanza di circa un centinaio di Km, la posta viene portata con i muli proprio come ai tempi del selvaggio West.

Port-aux-francais

Isole Kergueien. quel luogo potrebbe essere classificato come il più remoto del pianeta, solo gli scienziati osano avventurarvisi. Il territorio d’oltremare Francese nell’oceano indiano meridionale, il più vicino centro abitato dista a oltre 3.200 Km, forse per questo vivono in una base scientifica da 45 a 110 scienziati. il sito della stazione fu scelto per la sua posizione riparata e per la fattibilità di una pista d’aviazione , che non è stata però mai realizzata. Per arrivare (visto che per loro sfortuna non c’è l’aeroporto) bisogna prendere una nave, inoltre quelle isole sono famose per essere battute da un vento gelido che soffia fino a 150 Km/h, come un continuo uragano(solo quel sito è sufficientemente riparato). non è un caso che quelle isole vennero denominate “isole della desolazione”.

Kuwait City, Kuwait

La prima guerra del golfo che segnò l’occupazione del Kuwait da parte del’Irah (1990), subi’ ingenti danni agli edifici ed infrastrutture. Dopo la fine della guerra il governo e le aziende straniere operanti nel paese investirono grandi somme di denaro per la ricostruzione della città, nascono cosi lussuosi grattacieli, centri commerciali e meravigliosi alberghi. Per capire che caldo fa basta andare a Kuwait-City (51° C.). tenendo presente che nelle giornate più calde quella temperatura viene superata, comunque in estate, per circa tre mesi la temperatura si attesta su una media di 40° C. e oltre, comunque non è solo il caldo a fare di Kuwait una città estrema, le tempeste di sabbia sono molto diffuse e spesso violente. Una cosa positiva è , che essendo una città molto ricca e frequentata da una popolazione agiata, hanno provveduto a dotare la città di sistemi che possono alleviare la popolazione dal gran caldo.

Torino, Italia

INVECE, una città dove vorrei vivere e Torino ( e ci vivo). una città unica , ricca d’arte e cultura, piena di residenze reali. I suoi palazzi eleganti, le reggie fastose, una ricca architettura barocca e anche contemporanea. A un patrimonio museale, probabilmente unico al mondo, caffè storici e altre attrattive, è una città con 18 Km di portici, con una varietà impressionante di negozi per un momento di shopping. A Torino è nata l’Italia, come nazione e proprio qui la creatività italiana ha dato il meglio come, cinema, design, moda, automobile, arte povera, Rai, ma anche cioccolato e aperitivo.

Oggi è una affermata meta turistica, comodamente raggiungibile con tutti i mezzi di trasporto, inoltre è anche facile da esplorare anche facendo a meno dell’automobile, grazie alla sua capillare rete di trasporto e stradale che collega ogni quartiere con un’altro.

Un appunto però va fatto, lo scollamento che c’è tra le periferie ed il centro città, ormai si protrae da decenni, e ora che il comune è gestito da una nuova forza politica (ormai da un ‘anno) c’era la speranza che cambiasse verso, purtroppo il risultato visivo è pessimo, e chi ci abita ne subisce un disagio.

Comunque, Torino rimane una città tutta da vivere.