Archivio della Categoria 'Racconti'

Ricordi…”La Befana dei Vigili”

sabato 4 gennaio 2020

C’era una volta la “Befana dei Vigili Urbani di Torino”.

Il 6 gennaio dell’epoca giorno dell’Epifania, era consuetudine per gli automobilisti di Torino, fare dei regali ai Vigili della città per ringraziarli  dell’opera svolta nel gestire il traffico, in un periodo in cui non erano ancora entrati in funzione i semafori.

Ma, anche riscontrando che si viveva ancora nel periodo del dopoguerra, le situazioni delle famiglie dei Vigili non erano tanto rosee, i torinesi decisero di fargli dei doni consegnandoli nei punti nevralgici della città, posandogli attorno alla rotonda pedana del vigile in servizio. Dopo i primi anni, quando il tenore di vita era migliorata, la tradizione ha continuato per un periodo e i doni ricevuti dai Civich, venivano poi destinati alle persone meno abbienti della città.

Molto tempo è passato e tutto è avvenuto cambiando, ora ci sono i semafori, rotatorie, sensi unici………….ma provate a pensare, un vigile in mezzo alla via, sarebbe molto impensabile con il traffico caotico di oggi.

Ci resta solo il ricordo di un tempo che fù.

= AL BICERIN = dal 1763 a Torino =

mercoledì 18 dicembre 2019

Nel 1763 inizia la straordinaria storia di un piccolissimo caffe che si trova ancora nel centro storico (Quadrilatero Romano) della Città di Torino, esattamente nella piazza della Consolata, proprio  di fronte al Santuario della Consolata. E da qui che prende il suo noto nome: “Al Bicerin”, (bicchierino) per il semplice motivo della sua tipica bevanda calda di gran moda in quei tempi a Torino, dovuta dalla evoluzione della settecentesca “bavareisa”, gustosa bevanda servita in grandi bicchieri tondeggianti, composta da una mescolanza di caffè, cioccolato e crema di latte dolcificata con sciroppo, formula segreta portata avanti per ben 256 anni a oggi. I Bicerin, le cioccolate calde , i zabaioni erano cosi buoni che i nobili riuscivano a tollerare la vicinanza con la gente  del popolo.

Il 1800 era il secolo del cioccolato a Torino, profumi e aromi  quali caffè, te’, cioccolata si assaporavano in tutta la città. Questo locale già famoso allora per la sue prelibatezze, cambiava la sua immagine all’inizio dell’ottocento, tutto il palazzo veniva ristrutturato e il “Caffè al Bicerin” da quel momento prendeva  quel aspetto che con cura è stato conservato fino a oggi.

“”CASA SCACCABAROZZI”"

lunedì 9 dicembre 2019

“FETTA DI POLENTA”  Non è una ricetta culinaria di un piatto tipico della cucina piemontese, ma bensì di una vera opera d’architettura. Si tratta di un edificio, che è il più assurdo e curioso di Torino.  Progettato e costruito dall’architetto Alessandro Antonelli. (Costruttore della Mole)

Questo edificio è comunemente tanto noto ai torinesi per la sua fattezza è diventato anche simbolo del quartiere, guadagnandosi cosi il soprannome: “Fetta di polenta”.  E’ un edificio ormai storico di Torino, situato nel quartiere Vanchiglia, all’angolo di Via Giulia di Barolo e Corso S.Maurizio.  Che in virtù e visto dall’inconsueta planimetria trapezoidale-triangolare e per il prevalente colore giallo.  Con i suoi sei piani fuori terra raggiunge l’altezza di 24 metri, e per comprendere meglio le sue dimensioni  che sono: lato Via Giulia di Barolo misura circa 16 metri, lato Corso S.Maurizio solo metri 4,75 e appena 54 cm. al lato opposto.  Palazzetto che viene costruito negli anni 1840-1881 dall’architetto Alessandro Antonelli che a suo tempo lo donò alla nobildonna Francesca Scaccabarozzi, sua moglie.

Ma al piano terreno di questa casa, in quel tempo divenne anche un posto noto per ospitare il “Caffè del Progresso” storico ritrovo torinese  di Carbonari e rivoluzionari.

“” RONDO’ D’LA FORCA”"

venerdì 6 dicembre 2019

Luogo delle esecuzioni capitali nell’Ottocento, deve il suo nome alla forca destinata a assassini e malfattori. Era stato proprio questo luogo sia per la sua vicinanza alle prigioni di Via Corte D’Appello, sia per l’ampiezza dello spazio che poteva contenere un numero elevato di spettatori.

L’esecuzione doveva essere pubblica come monito per prevenire i reati. Una gran folla raggiungeva il luogo e lo spazio aveva l’aspetto di una festa popolare con saltimbanchi, cantastorie, venditori ma anche ladruncoli e borsaioli. L’esecuzione era anche uno spettacolo macabro.

La forca veniva izzata di volta in volta, in quanto l’uso non era frequente e se rimasta in piedi sarebbe stata oggetto di atti vandalici e magari anche di distruzione, perché poco amata dai cittadini.

Il Rondò è oggi un incrocio tra le strade molto trafficate, ovvero i Corsi Valdocco, Principe Eugenio, Regina Margherita e la Via Francesco Cigna. Il Comune di Torino non ha mai attribuito una denominazione topomastica ufficiale a questa rotonda.

Il nome “Rondò d’la Forca” deriva dalla tradizione popolare: tra il 1835 e il 1853, in questo luogo avvenivano le esecuzioni.

Il

“Filastrocca di San Martino”

lunedì 11 novembre 2019

Umido e freddo spunta il mattino,

ed a cavallo va San Martino.

Quand’ecco appare un mendicante,

lacero e scalzo, vecchio e tremante.

Il cavaliere mosso a pietà,

vorrebbe fargli la carità.

Nella borsa non ha un quattrino,

e allora dice…oh poverino.

Mi spiace nulla posso darti,

ma tieni questo per riscaldarti.

Divide in due il suo mantello,

metà ne dona al poverello.

Il sole spunta e brilla in cielo,

caccia la nebbia con il suo velo.

E San Martino continua il viaggio,

sempre allietato dal caldo raggio.

” 4 Novembre “

domenica 3 novembre 2019

Fino a qualche anno fa, in Italia il 4 novembre era la festa nazionale della Vittoria, della grande guerra 15/18, ora tramutata con: Festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. Un tempo era una festa molto sentita e oggi meno nota e ricordata. Il 4 novembre 1918, è la data dell’anniversario dell’armistizio dall’Impero Austro-Ungarico con l’Italia, segnando così la fine di questa battagliata grande guerra. Conflitto che iniziò il 24 maggio 1915, l’Esercito Italiano essendo inferiore sia per numero e per mezzi, sopportò con fede e molta tenacia, le sanguinose battaglie interrottamente per ben 41 mesi, piegando l’invasore meritandosi la Vittoria.

“”STORIA DI BIMBA”"

giovedì 17 gennaio 2019

Tema della violenza assistita.

Bimba va all’asilo. I bambini la chiamano “orfana”, perché non ha un babbo. Ma Bimba risponde che non è orfana, perché ha una mamma e un nonno che le fa anche da babbo. Fino  a quando la mamma conosce un uomo, chiamiamolo (V.)  che diventa il suo nuovo compagno. Da quel momento Bimba assiste a pugni, schiaffi, urla, gelosie, tradimenti:  (V.) non uccide la madre di Bimba, ma riduce la sua bocca morbida in due labbra secche. Mentre Bimba, nascosta dove stanno i ragni, sente parole senza capire. Per cinque anni vede sangue e ferite. E mentre le ragnatele intrappolano la madre, intrappolano anche lei. Quei fili le catturano l’infanzia. Le impediscono di crescere.

Liberamente tratto da “Storie sui fili” di Carla Baroncelli

Continua dalla prima pagina…I 9 Sacri Monti Prealpini

venerdì 11 gennaio 2019

***VARALLO – (Comune di Varallo Sesia, VC)     Il più antico dei Sacri Monti, vide la sua fondazione alla fine del 400. Le cappelle frutto dei diversi noti artisti, raccolgono più di 800 statue di estremo realismo, un percorso di ben 45 cappelle che si conclude nel maestoso Santuario.

***OSSUCCIO – (Comune di Tremezzina, CO)     In vista dell’Isola Comencina, le 15 cappelle del Sacro Monte del 1635-1710, permettono la contemplazione dei Misteri gaudiosi, dolorosi egloriosi del Rosario del Santuario della Madonna del Soccorso.

***VARESE – (Comune di Varese, VA)     Un scenografico cammino ascensionale si snoda fino al Venerando Santuario di S.Maria  del Monte, con le sue 14 cappelle dedicate  ai Misteri del Rosario. Gruppi di scultori di terracotta dipinta, curati al dettaglio a grandezza naturale  posti nelle cappelle.                                                      Un intervento contemporaneo del 1983, porta la firma del pittore GUTTUSO con l’opera “La fuga in Egitto”.

“I 9 SACRI MONTI PREALPINI” (Piemonte Lombardia)

venerdì 11 gennaio 2019

***BELMONTE – (Comune di Valperga, TO)      Santuario Medievale dell’anno 1712, con le sue 13 cappelle  che permettono ai pellegrini di vivere le stazioni  della Passione di Cristo.

***CREA – (Comune di Serralunga di Crea, AL)     I lavori di costruzione del Santuario presero il via nel 1589. Si volle onorare la Madonna, in un percorso di devozione con 23 cappelle, costruite  e portate a termine  nel XVI-XVII secolo.

***DOMODOSSOLA - (Comune di Domodossola, VB)     Più a nord di tutti i Sacri Monti. Il Santuario del Crocefisso edificato nel 1656, per consentire ai fedeli di meditare sulla Passione di Gesù. con le sue 15 cappelle terminate  dopo il 1800.

***GHIFFA – (Comune di Ghiffa, VB)     Il Sacro Monte della Santissima Trinità, sulla riva del Lago Maggiore. di esso è possibile ammirare solo le 3 cappelle accorpate  al Santuario, costruite nel tardo 600.

***OROPA – (Comune di Biella, BI)     Furono i biellesi a finanziare il complesso di Oropa, nell’ambito dei grandi progetti di sistemazione del Santuario. Solo 12 delle 20 cappelle previste, tutte dedicate alla vita della Vergine Maria e portate a termine nei anni del 600.

***ORTA – (Comune di Orta S.Giulio, CO)     Le 20 cappelle del Sacro Monte, permettono ai pellegrini di accostarsi alla vita di S.Francesco d’Assisi. Un percorso panoramico capace di esaltare  la bellezza della natura e la varietà dell’architettura, offrendo l’opportunità di compiere un viaggio negli stili nel tardo Rinascimentale.

Viva,viva la Befana

sabato 5 gennaio 2019

Una vecchietta vestita di soli stracci, con un grosso naso e scarpe malandate.

Noi, la immaginiamo così questa arcinota Befana, sempre con la sua scopa e il sacco pieno di dolciumi.

In realtà la simpatica anzianotta è oggi il risultato di un mix di tradizioni, costumi e usanze popolari, riti antichi e cerimonie pagane che si sono accumulati sin dalla notte dei tempi.