Archivio della Categoria 'Racconti'

*** BOGIANEN ***

domenica 7 giugno 2020

“BOGIANEN” parola dialettale piemontese, che corrisponde letteralmente a “Non ti muovere”, si pronuncia “bugianen”.

Come nacque l’espressione che descrive bogianen” i piemontesi ?

L’ironico appellativo dei piemontesi così definiti “bogianen”, ha una precisa motivazione storica. Per iniziare viene ricordato, che nel 1740 in seguito all’ascesa al trono di Maria Teresa d’Austria, i grandi stati europei si dividono in due schieramenti a favore e contro alla nuova Sovrana. Ma per chiarire il proseguo della storia si arriva all’anno 1747.

Durante una combattuta battaglia contro le truppe francesi, svolta a 2500 metri sull’Assietta (tra la Val Chisone e Val di Susa), l’agguerrito esercito sabaudo respinse sconfiggendo i francesi senza arretrare nemmeno di un passo. Frutto del comandante Generale Cacherano di Bricherasio, che per tranquillizzare i propri superiori sulla tenuta delle sue truppe, pare che abbia detto: Stè tranquij, da sì noi bogiuma pì nen, che tradotto dal dialetto significa: Da qui nessuno si muove.

Da allora il termine “bogianen” entrò nel linguaggio comune per descrivere il carattere dei piemontesi,  sottolineando purtroppo, che questo termine sia poi stato spesso utilizzato soltanto  per indicare una persona dal comportamento passivo e indolente. Maleducatamente degradando così, tutta quella seria nobiltà e pacatezza piemontese usata con cura assieme alla prudenza, piemontesi fermi e determinati nelle loro decisioni, orgogliosi delle proprie origini e tenaci fino all’estremo, così come si propone anche nella vita quotidiana davanti alla tante difficoltà, forse appaiono testoni, ma che non arretrano nemmeno di un centimetro.

*** Campania Taurini ***

sabato 23 maggio 2020

Un po’ di visione storica del nostro quartiere.

Col termine “Campania Taurini”, anticamente si intendeva tutto il territorio rurale a occidente della città.   Da frammenti storici risalenti al XIV secolo, si ha la notizia di un modesto ‘capitello votivo’ raffigurante la Madonna, che in seguito questo quartiere prese il nome di “Madonna di Campagna”. Nel 1567 i primi frati Cappuccini costruirono la prima chiesa. Questa chiesa fu poi bombardata l’8 dicembre 1942 da una incursione aerea, riducendola in un cumulo di macerie pur rimanendo in piedi soltanto lo snello campanile, sessantaquattro furono le vittime. La nuova chiesa fu ricostruita poi nel 1949.

Un po’ di storia: Nel 1706 in occasione dell’assedio di Torino, in una vasta area a nord della Dora si svolsero molteplici scontri contro le truppe ispano-francesi (in particolare presso le borgate Lucento, Madonna di Campagna, Vittoria), con episodi che ebbero il culmine nella battaglia del 7 settembre dello stesso anno, dalla quale gli austro-piemontesi emersero vincenti.

Nei secoli seguenti, la borgata andò crescendo con l’apertura di strade e della ferrovia verso Venaria Reale (1884), dagli accessi stradali provenienti da un cascina (poi abbattuta per costruire la Ferriere FIAT/Vitali), ora Parco Dora. E da qui si svilupparono nuove attività industriali, tra il XIX e il XX secolo diedero un gran avvio, in particolare con le famose acciaierie e le Ferriere Vitali e Ansaldo Fiat di Via Borgaro, la Michelin e altre fabbriche del l’indotto. A tutto questo, diedero un gran impulso demografico al quartiere con l’incremento di agglomerati e di nuovi servizi, fenomeno che proseguì anche nei decenni successivi.

La ”Spina 3″, nel progetto di ammodernamento del passante ferroviario di Torino e delle zone limitrofe (la cosiddetta Spina Reale) è una vasta area della Exzona industriale del quartiere  di recente riconversione e di sviluppo urbanistico. L’intervento più significativo per impatto architettonico a valenza sociale è sicuramente la chiesa del Sacro Volto e nuova sede della Curia di Torino di Via Borgaro. Da rilevare anche il recupero delle exferrriereFiat e l’area ora è adibita a parco (Parco Dora), le strutture portanti degli stabilimenti sono state recuperate  a memoria del passato industriale.

*** VILLAGGIO LEUMANN ***

mercoledì 13 maggio 2020

Un villaggio da fiaba alle porte di Torino

L’origine del villaggio risale al 1875, quando gli imprenditori svizzeri LEUMANN trasferirono nel territorio di Collegno la loro attività tessile del cottone, avviata intorno alla metà del secolo a Voghera.  L’esigenza di utilizzare le esperte maestranze già alle proprie dipendenze indusse alla costruzione di un complesso abitativo attorno allo stabilimento, gli esiti di una  progettazione approdarono per una realizzazione di numerose casette a due pian i fuori terra, una palazzina per gli impiegati e un convito per le operaie, affiancati da edifici di utilizzo collettivo, come bagni, la scuola elementare e l’ufficio postale. Casette ispirate al modello dello chalet di importazione svizzero-tedesco adottato nel primo nucleo, sono approntate a un sobrio gioco floreale, a cui si contrappone la fantasia in sintesi di stile liberty e dal revival neoromanico  della chiesa dedicata a Sant’Elisabetta. Come attesta la presenza di tali servizi, la borgata fu concepita quale comunità produttiva autonoma, dotata di iniziative protese a disciplinare la classe operaia e favorirne un miglioramento delle condizioni di vita, all’insegna di un organico che pone il “Villaggio Leumann” fra le più interessanti esperienze germinate nel settore, insieme a quel insediamento particolare dell’epoca.

La singolarità del patrimonio edilizio conservato e del programma che vi era correlato rendono l’area uno dei principali siti dell’Ecomuseo della cultura materiale della Provincia di Torino.

*** Il 1° Maggio ***

venerdì 1 maggio 2020

Il Primo Maggio, va commemorato per non dimenticare tutte quelle persone, che hanno lottato per ottenere condizioni di lavoro e di vita umane per tutti, e per difendere il proprio diritto al lavoro. La storie delle rivendicazioni operaie sono state molte, come per miglioramento e conservazione del posto, riduzione del tempo di lavoro, quello salariale e della salute. La prima rivendicazione è nata ben 165 anni fa, con l’Australia che aveva  coniato il moto “otto ore di lavoro, otto ore di svago, otto ore per dormire”, condiviso poi da tutto il movimento operaio, che fu allora la scintilla. Un altro episodio che ha ispirato la data nella quale attualmente in molti paesi del mondo, si celebra la “Festa del Lavoro”, il caso avviene negli Usa a Chicago il primo maggio 1886. Quel giorno era indetto uno sciopero generale in tutti gli Stati Uniti, con il quale gli operai rivendicavano migliorie e più umane condizioni di lavoro: a metà Ottocento anche 16 ore al giorno, la sicurezza non era contemplata e i morti sul lavoro erano cosa di tutti i giorni.

Oggi, noi stiamo vivendo un momento critico nel nostro paese, la Festa del Lavoro si carica soltanto di un significato simbolico, sarà un Primo Maggio inedito con tante incognite  e nessun festeggiamento nelle piazze, da sempre piene di giovani, lavoratori e bandiere.

Arborea

venerdì 1 maggio 2020

Arborea si trova in Sardegna nelle vicinanze di Oristano, e una zona molto estesa e molto paludosa, per le zanzare portatrici di malaria era ideale. Nel 1929 fu Mussolini ad incominciare a bonificare, per poi finire nel 1928, suddividendo in piccoli appezzamenti e assegnando un pezzo ad ogni famiglia bisognosa, chiamandola Mussolinia. Oggi la zona più ricca della
Sardegna tutta irrigata, e produce meloni, angurie, pomodori, fragole e qualsiasi tipo do ortaggi, grande produzione di latte e formaggi e tante altre cose.

*** MUSEO CIVICO PIETRO MICCA ***

mercoledì 29 aprile 2020

Un gioiello tutto da scoprire, dedicato all’uomo che salvò Torino.

Questo museo è stato istituito nel 1961, in occasione del centenario dell’Unità d’Italia. Nobile museo che ricorda l’Assedio di Torino del 1706, raccoglie cimeli, vari documenti e distinte rappresentazioni storiche dell’avvenimento, con una sessione del sistema di vie sotterranee aperte al pubblico, offrendo la possibilità di visitare le stesse gallerie di contromina e cunicoli, che hanno giocato il ruolo strategico fondamentale durante l’assedio. L’intero museo è situato su quella che rimane dell’antica cittadella fortificata, resta solo il “Mastio” che funge da sede del museo storico nazionale della Artiglieria.

E’ bene fare un passo indietro nel tempo per avere un punto storico, anche per conoscere colui che salvò Torino  e il Ducato dei Savoia dall’assedio dei franco-spagnoli. Si ricorda che tra il 1705 ed il 1706, le truppe francesi, avevano messo tutta la città di Torino sotto assedio con 45mila soldati. Tutto faceva presagire a una imminente vittoria degli invasori  con una sferrata battaglia che avrebbe potuto avvenire  da un momento all’altro. Il che avrebbe cambiato fortemente anche la storia di Torino. La vittoria tuttavia fu tolta dalla mani dei francesi, grazie al gesto eroico di un minatore dell’armata sabauda, un audace giovane biellese storicamente  di nome Pietro Micca, che nel trambusto dello scontro perse la sua vita, ma salvando nello stesso tempo quella dei suoi compagni, tutto era avvenuto nella premurosa fretta di quel istante, lui gravò su una mina facendola esplodere bloccando nello stesso tempo le truppe francesi, che stavano sfondando il portone d’ingresso alle gallerie sotterranee. Con il suo infausto gesto era valso a cambiare le sorti della battaglia sconfiggendo questo nemico invasore.

Personaggio fondamentale per la conoscenza

venerdì 24 aprile 2020

Parliamo di un personaggio fondamentale per la matematica, ma anche uno  scienziato e filosofo, tanto da assumere una fama leggendaria che fu trasfigurata tra i suoi seguaci sino a divenire una figura simbolica.

La foresta dei numeri primi

Tra i grandi annoveriamo PITAGORA, nato a Samo nel sesto secolo a.C. emigrò a Crotone intorno al 530 a.C. dove fondò una scuola di filosofia religiosa ( per quel tempo era impensabile, ammise le donne), imponeva agli adepti l’osservanza del celibato, la comunione dei beni.

FRANCOBOLLO COMMEMORATIVO

Esiste oggi una comunità chiamata DAMANUR, che segue la filosofia di Pitagora con alcuni punti in comune, ma con le sue diversità) .

Tra le pratiche ebbe particolare importanza la musica, tanto che fu scoperto il rapporto numerico che governa i volumi dei suoni.

Durante una sommossa popolare la scuola fondata da Pitagora venne incendiata e distrutta (i suoi seguaci erano però fautori del partito aristocratico), fu costretto a lasciare Crotone ritirandosi a Metaponto, ove rimase fino alla sua dipartita, che secondo il filosofo Dicearso avvenne dopo un lungo digiuno vissuto nel tempio delle MUSE tra il 497 e 496 a.C.

La base del pensiero filosofico di Pitagora è il concetto che costituisce l’animo umano, destinato a liberarsi dal corpo mortale e a riunirsi alla sua origine universale. Lui riteneva l’uomo essenzialmente spirito, e l’unione con il corpo va considerata come una punizione da espiare sino alla purificazione o catarsi. La metempsicosi, ovvero la teoria secondo la quale le anime vanno soggette a reincarnarsi.

Fondamentale nel pensiero di Pitagora è la riflessione sui numeri, riteneva che essi fossero in grado di spiegare la struttura armonica dell’universo. (I numeri sono la sola cosa che non inganna e in cui risiede la verità) Pertanto la sua matematica favorì  l’interpretazione del numero come principio  primo della realtà.

FORMULA

Pitagora, probabilmente apprese le scienze matematiche dagli Egizi, dai Caldei e dai Fenici, esponeva i suoi concetti per simboli, il loro insegnamento era di due tipi , e venivano distinti in matematica e acusmatici, quelli che frequentavano il corso matematico avevano la facoltà di far domande e di esprimere opinioni alle quali venivano rilevate le dottrine più profonde della scuola.

Quelli che frequentavano acusmatici ” o ascoltatori ” ai quali era imposto il silenzio e una rigida disciplina di apprendimento, questa divisione diede origine a due fazioni contrapposte che, dopo la morte del maestro , si contesero la sua eredità ideale.

TEOREMA

Le scoperte matematiche ” Teorema di Pitagora ” era una realtà già nota in precedenza  ( in particolare a quella Babilonese). La paternità attribuita a Pitagora è spiegabile per il fatto che fu lui il primo a comprendere la validità generale del teorema.

MATERA Mostra

Molte altre scoperte , nel campo della geometria, dell’aritmetica, dell’acustica e dell’astronomia avvennero ad opera di Pitagora e della sua scuola. Le due facce dell’eredità pitagorica, sono costituite da una chiarezza razionale e misticismo. Osservazioni rigorose ed esperienze costituirono nei secoli successivi i due poli d’attrazione dell’intero pensiero Greco.

- IL DITO DI COLOMBO -

mercoledì 22 aprile 2020

Chi lo sa quando riprenderemo quella bella libertà che avevamo, che l’abbiamo totalmente persa qualche mese fa, causa dall’episodio grave della mala/pandemia, arrivata velocemente in forma molto preoccupante e che in breve tempo ha invaso tutto il mondo. Quando questa libertà ci verrà restituita (speriamo al più presto) ritorneremo ad uscire dalle nostre case senza problemi, ricominceremo con la solita o nuova vita? Saranno nuovamente quelli che andranno al lavoro o in cerca, quelli che dovranno sbrigare le loro faccende, tanti andranno  a godersi il tempo libero, passeggiando anche liberamente per la città in cerca di qualcosa di nuovo. Per coloro che vogliono scoprire anche una piccola curiosità, devono andare sotto i portici lato sud/est di Piazza Castello, nel tratto che precede l’ingresso della Prefettura e prestare dell’attenzione, che a un certo punto possono trovare una lapide incastonata nel muro con un medaglione di bronzo, avendo un altorilievo raffigurante il Cristoforo Colombo, nell’atto di misurare un mappamondo con un compasso e sullo sfondo una caravella. Questa lapide è a ricordo degli Italiani emigrati in America Latina, a coloro che parteciparono come volontari alla Prima Guerra Mondiale.  Quest’opera a ricordo, è dello scultore Dino Somà.

E qui entriamo in campo con la solita leggenda del medaglione; (Che strofinando il dito di Colombo porti tanta fortuna). Difficile resistere alla tentazione di toccarlo, sperando come sempre alla fortuna.  E un po’ come pestare gli attributi del Torello di Piazza S.Carlo. questo gesto è diventato oggi, una vera e propria tradizione della Città di Torino. E’ per lo stesso motivo che questo dito mignolo della mano , appare molto lucido rispetto al resto dell’opera. Sono soprattutto gli studenti universitari e non, che sperano in questo, sia un buon aiuto per superare gli esami col massimo dei voti.

Sebbene, che tutti sappiamo dell’esistenza di alcuni portafortuna sparsi sulla nostra città. E’ un po’ meno conosciuta invece, la famosa e vecchia storia che gira attorno al dito mignolo della mano del navigatore Colombo, che scoprì l’America assistito dalla Dea Fortuna, mentre stava cercando  di scoprire l’India.

“Siamo Italiani”

venerdì 17 aprile 2020

Italiani chi siamo davvero:  Siamo il popolo di artisti, inventori  e scienziati che hanno regalato al mondo il più grande contributo all’umanità di ogni tempo. Siamo Italiani perché abbiamo un grande patrimonio artistico è culturale. Siamo Italiani perché gli Alpini sono Italiani e con le loro mani costruiscono un ospedale da campo più grande d’Europa.

Siamo Italiani perché servono 300 medici volontari e dall’appello rispondono in 1500, molti dei quali in pensione, dopo una vita sacrificata in corsia. Siamo Italiani perché servono 500 infermieri volontari e all’appello rispondono in 8000 senza esitazioni e timori.

Pizzaioli e pasticcieri allungano il turno di notte per regalare pane e dolci a medici e sanitari. Siamo Italiani perché i dentisti rinunciano alle mascherine per aiutare i colleghi in prima linea.

Siamo Italiani perché siamo parte del problema e parte della soluzione, ma al centro della tragedia troviamo la forza, il coraggio è l’inventiva per rimetterci in piedi e tornare a guardare il futuro…  Ecco perché siamo Italiani e siamo orgogliosi di esserlo.

” LA REALE CHIESA DI SAN LORENZO “

venerdì 10 aprile 2020

Vediamo questa chiesa e cosa la rende speciale, sicuramente era stato quel genio del Guarino Guarini e la volontà dei Savoia che l’hanno resa artisticamente unica e bella questa chiesa barocca. Era il 10 agosto giorno che si ricorda San Lorenzo, quando Emanuele Filiberto I di Savoia, ordinò la costruzione di una chiesa dedicata appunto a San Lorenzo per celebrare la vittoria contro i francesi e la restituzione ai Savoia dei loro territori.  Eco dunque la nascita di questa chiesa barocca, che è artisticamente la più bella di Torino, edificata in Piazza Castello tra il 1668 e il 1687 grazie al progetto del allora noto architetto Guarino Guarini, nasce sul luogo dove prima sorgeva la cappella ducale dedicata a Santa Maria del presepe, che a suo tempo era stata anche esposta la Sacra Sindone. Diversi sono i motivi che la rendono unica, innanzi tutto per la mancanza di una facciata, che era presente nel progetto originario, ma mai realizzata per volontà dei Savoia che non volevano inserire elementi che alterassero l’architettura di Piazza Castello.

Il campanile non spicca per nulla rispetto la grande cupola, lo si vede solo spuntare dal tetto antistante. ma è l’imponente cupola a dominare la piazza e a far capire che ci si trova in presenza di un edificio religioso.  Questa cupola è, che viene sostenuta da colonne e poi illuminata da otto finestroni di forma ellittica, che attraverso un sistema di nervature formano una stella a otto punte, che al centro viene reso un ottagono regolare, i finestroni visti dal basso, compongono quella che oggi viene sopranominata ” La faccia del diavolo”.  Nell’entrata della chiesa c’è un enorme cancello voluto dal Re Carlo Felice per separare  la chiesa dalla cappella. All’interno ci si stupisce per diversi aspetti, lo spazio un po’ austero ma sovrastato da una impressionante bellezza della cupola che sembra essere sospesa nel vuoto, grazie alle soluzioni tecniche del Guarini.  Magnifiche  ricchezze sono le decorazioni interne,  operate da numerosi artisti italiani e dallo stesso Guarini che disegnò anche le cappelle dedicate  al Crocifisso, all’Immacolata e alla Natività. Nella planimetria di questo edificio non ci sono linee rette, tutto è curvilineo, molto armonioso e basato sulla figura dell’ottagono. A colpire è il passaggio della luce che dall’alto scivola giù illuminando il tutto, facile da capire questo messaggio metaforico della luce di Dio che arriva dall’alto, un altro tocco del genio Guarini e il suo studio sull’illminazione.