Archivio della Categoria 'Racconti'

“”STORIA DI BIMBA”"

giovedì 17 gennaio 2019

Tema della violenza assistita.

Bimba va all’asilo. I bambini la chiamano “orfana”, perché non ha un babbo. Ma Bimba risponde che non è orfana, perché ha una mamma e un nonno che le fa anche da babbo. Fino  a quando la mamma conosce un uomo, chiamiamolo (V.)  che diventa il suo nuovo compagno. Da quel momento Bimba assiste a pugni, schiaffi, urla, gelosie, tradimenti:  (V.) non uccide la madre di Bimba, ma riduce la sua bocca morbida in due labbra secche. Mentre Bimba, nascosta dove stanno i ragni, sente parole senza capire. Per cinque anni vede sangue e ferite. E mentre le ragnatele intrappolano la madre, intrappolano anche lei. Quei fili le catturano l’infanzia. Le impediscono di crescere.

Liberamente tratto da “Storie sui fili” di Carla Baroncelli

Continua dalla prima pagina…I 9 Sacri Monti Prealpini

venerdì 11 gennaio 2019

***VARALLO – (Comune di Varallo Sesia, VC)     Il più antico dei Sacri Monti, vide la sua fondazione alla fine del 400. Le cappelle frutto dei diversi noti artisti, raccolgono più di 800 statue di estremo realismo, un percorso di ben 45 cappelle che si conclude nel maestoso Santuario.

***OSSUCCIO – (Comune di Tremezzina, CO)     In vista dell’Isola Comencina, le 15 cappelle del Sacro Monte del 1635-1710, permettono la contemplazione dei Misteri gaudiosi, dolorosi egloriosi del Rosario del Santuario della Madonna del Soccorso.

***VARESE – (Comune di Varese, VA)     Un scenografico cammino ascensionale si snoda fino al Venerando Santuario di S.Maria  del Monte, con le sue 14 cappelle dedicate  ai Misteri del Rosario. Gruppi di scultori di terracotta dipinta, curati al dettaglio a grandezza naturale  posti nelle cappelle.                                                      Un intervento contemporaneo del 1983, porta la firma del pittore GUTTUSO con l’opera “La fuga in Egitto”.

“I 9 SACRI MONTI PREALPINI” (Piemonte Lombardia)

venerdì 11 gennaio 2019

***BELMONTE – (Comune di Valperga, TO)      Santuario Medievale dell’anno 1712, con le sue 13 cappelle  che permettono ai pellegrini di vivere le stazioni  della Passione di Cristo.

***CREA – (Comune di Serralunga di Crea, AL)     I lavori di costruzione del Santuario presero il via nel 1589. Si volle onorare la Madonna, in un percorso di devozione con 23 cappelle, costruite  e portate a termine  nel XVI-XVII secolo.

***DOMODOSSOLA - (Comune di Domodossola, VB)     Più a nord di tutti i Sacri Monti. Il Santuario del Crocefisso edificato nel 1656, per consentire ai fedeli di meditare sulla Passione di Gesù. con le sue 15 cappelle terminate  dopo il 1800.

***GHIFFA – (Comune di Ghiffa, VB)     Il Sacro Monte della Santissima Trinità, sulla riva del Lago Maggiore. di esso è possibile ammirare solo le 3 cappelle accorpate  al Santuario, costruite nel tardo 600.

***OROPA – (Comune di Biella, BI)     Furono i biellesi a finanziare il complesso di Oropa, nell’ambito dei grandi progetti di sistemazione del Santuario. Solo 12 delle 20 cappelle previste, tutte dedicate alla vita della Vergine Maria e portate a termine nei anni del 600.

***ORTA – (Comune di Orta S.Giulio, CO)     Le 20 cappelle del Sacro Monte, permettono ai pellegrini di accostarsi alla vita di S.Francesco d’Assisi. Un percorso panoramico capace di esaltare  la bellezza della natura e la varietà dell’architettura, offrendo l’opportunità di compiere un viaggio negli stili nel tardo Rinascimentale.

Viva,viva la Befana

sabato 5 gennaio 2019

Una vecchietta vestita di soli stracci, con un grosso naso e scarpe malandate.

Noi, la immaginiamo così questa arcinota Befana, sempre con la sua scopa e il sacco pieno di dolciumi.

In realtà la simpatica anzianotta è oggi il risultato di un mix di tradizioni, costumi e usanze popolari, riti antichi e cerimonie pagane che si sono accumulati sin dalla notte dei tempi.

“La merenda del contadino”

martedì 4 dicembre 2018

La ” SOMA D’AJ “ è una semplicissima preparazione della cucina tradizionale piemontese. Emblema della cucina povera e semplice di un tempo, consiste in fette di pane strofinato con aglio e condita con olio d’oliva, sale e pepe. E facile capire perché una volta fosse considerata ” la merenda del contadino “.

In dialetto piemontese il termine ” soma ” indica un carico, quello trasportato in genere in groppa agli animali nelle campagne, il termine ” aj “ è invece l’aglio. Letteralmente la ” soma d’aj “, significa quindi ” carico d’aglio ” per sottolineare l’abbondanza dell’ingrediente più saporito delle ricetta.

IL NOMADISMO ATTUALE E QUELLO CHE HA REGOLATO LA LORO VITA.

sabato 17 novembre 2018

POPOLO ROM

Oggi è rappresentato dal popolo ROM, che con la particolarità del loro idioma  (o lingua) ha alimentato la xenofobia negli abitanti dei luoghi in cui cercano di sistemarsi, e si suppone che loro stessi non vogliono mescolarsi con le popolazioni indigene che incontrano, per non intaccare la loro purezza etnica. Questo li ha portati a spostarsi continuamente. (anche se ormai buona parte di essi sono divenuti stanziali)

MATRIMONIO TIPICO ROM

Vi è anche un’altro nomadismo, quello che prende il nome ” tratta di esseri umani” che di solito è organizzato dalla criminalità transnazionale, e non richiede necessariamente che la vittima stessa varchi un confine, ma la sua finalità è lo sfruttamento, piuttosto che un semplice “movimento di persone”, vedi la raccolta della frutta o verdura nei paesi del sud, oppure quella del nord, con la raccolta dell’uva.

Tutto questo, fa che molte persone si spostino continuamente su vari territori e paesi.

ESISTE UN NOMADISMO SOCIALE CHE REGOLA LA VITA DI UN POPOLO.

Le trasformazioni sociali e politiche di questi ultimi decenni hanno coinvolto i popoli di mezzo mondo, pertanto è improbabile che i BEDUINI DEL DESERTO ne siano stati indenni, quel grande gruppo di genti che hanno fatto del nomadismo la loro regola di vita.

Anzitutto, va detto che il termine “beduini” deriva dalla parola araba “bedewi”, ovvero ” abitante del deserto” e utilizzato per definire le tribù che vivono nelle aride regioni della penisola araba.

Ognuna delle tribù è suddivisa in clan, questi a loro volta sono organizzati in famiglie patriarcali, il denominatore comune di tutte le tribù è il nomadismo, più della religione islamica. Infatti questi popoli per tradizione disprezzano chiunque scelga di vivere in modo stanziale.

Il nomadismo è l’emblema della loro entità etnica, è la loro essenza, non sono degli osservanti fedeli, proprio per il loro vagabondare l’assenza di un legame con la terra e ciò che essa rappresenta, l’importanza del movimento è il desiderio di viaggiare cambiando costantemente luogo e abitudini, tanto che il cambiamento stesso a diventare abitudine.

Non bisogna però pensare che quel popolo sia privo di tradizioni e cultura, i beduini del deserto sono sempre stati appassionati scrutatori delle stelle, tanto da conoscerne tutti i movimenti con estrema precisione, tanto da trarne molte informazioni, osservandole ritrovano i punti di riferimento che servono loro per scandire i tempi di riti e celebrazioni.

La fine dell’estate viene salutata con fuochi notturni e abbondanti libagioni, ed anche la fine del periodo in cui per ragioni di sopravvivenza le tribù sono costrette a allungare i tempi di permanenza intorno ai pozzi d’acqua.

La ripartenza verso nuovi orizzonti vengono affrontati con estrema resistenza e perseveranza, essendo un popolo di abilissimi cavalieri, che sanno destreggiare un dromedario oppure un cavallo, non bisogna dimenticare che durante ogni viaggio il gruppo di beduini si porta dietro tutto il suo avere, tende,coperte,indumenti,tripodi ai quali appendere otri,bollitori,caffettiere,tazze e altre suppellettili.

Un mondo che ogni volta viene abilmente montato pezzo dopo pezzo in modo tale che si abbia due principali spazzi interni, uno per le donne detto ” mucharran”, e uno per gli uomini “majlis”, più gli spazzi per mangiare e altro. Le oasi servono, principalmente per l’attività principale di sussistenza di ogni gruppo, ma vi pratica il commercio per lo scambio dei beni di prima necessità, come grano, caffè e tabacco.

Oggi si si chiede, quanto di questo mondo sia rimasto autentico, sicuramente l’attrazione da altri paesi e le loro ricchezze che non possono conquistare come una volta con una battaglia, avranno fatto abbandonare e voltare le spalle a quel mondo. Però nessuno ci impedisce di immaginare che nelle immense sabbie del deserto ci siano tribù di beduini che vivono esattamente come i loro antenati, nel nome di quella cultura che ai nostri occhi appare esotica e avventurosa. (forse il notissimo film“Lawrence d’Arabia” li ha resi leggendari)

“AMERICA”

lunedì 24 settembre 2018

Una scoperta divisa a metà.

I libri di storia ci insegnano che la scoperta del Continente Americano si deve a Cristoforo Colombo, l’esploratore italiano che il 3 agosto del 1492 dalla Spagna salpò con 90 marinai a bordo delle tre famose caravelle, la Nina, la Pinta e la Santa Maria.

Dopo due mesi di navigazione, le tre caravelle approdano sulle sponde di un’isola facente parte alle Bahamas, a cui Colombo diede il nome di “San Salvador”, convinto di essere riuscito nell’audace impresa di circumnavigare il globo e raggiungere l’Asia.

Come ben sapiamo Colombo si sbagliava, non aveva conosciuto un luogo conosciuto, ma ne aveva scoperto uno nuovo. Il primo ad accorgersene fu  un altro navigatore italiano, Amerigo Vespucci, di cui il “Nuovo mondo” assunse il nome “America”.

Il racconto ufficiale di come le “Americhe” sono entrate nella nostra storia, ha perciò come protagonista l’avventuroso e sbadato Cristoforo Colombo.

“Palazzo Madama”

domenica 16 settembre 2018

Una visita a palazzo Madama è un suggestivo viaggio nel tempo: dalle fondazioni di età romana alle torri medievali, sino al trionfo del barocco dello scalone Juvarriano. Le origini del palazzo risalgono infatti al castrum romano, ma il vero nome si deve alle Madame reali Cristina di Francia e Maria Giovanna di Savoia, promotrici del progetto di rimodernamento culminato con la costruzione del grandioso scalone e dell’elegante facciata, opera di Filippo Juvarra. Nell’ottocento, alla vita di corte subentrò la politica: vi si insediò il primo Regio Senato ed  qui che viene proclamata la nascita del Regno d’Italia, dal 1934 è sede del Museo Civico d’Arte Antica.

“La favola di un vino”

giovedì 13 settembre 2018

-L’Erbaluce di Caluso-  E’ un vino bianco la cui produzione si svolge particolarmente sulle colline intorno a Caluso, centro del Canavese (Piemonte), Le prime notizie del vitigno Erbaluce; risalgono al lontano XVII secolo, questo suo nome deriva dal colore che assumono gli acini in autunno con i riflessi rosati e caldi che si fanno più intensi nelle parti più esposte al sole.

Ma la leggenda racconta; che un tempo queste colline erano popolate da Ninfee e divinità, venerati dagli uomini. L’Alba e il Sole, innamorati ma destinati a non incontrarsi mai, grazie a un eclissi  e all’intercessione della Luna, nacque la Ninfa Albaluce la cui bellezza e grazie spinse l’uomo a offrirle ogni sorta di doni e omaggi, privatosi di ogni sostentamento l’uomo ricercò nuove terre fertili deviando il corso del lago, che però travolse il tutto seminando morte. Il dolore fu tale che dalle lacrime  di Albaluce stillate in terra, nacquero tralci di vite  dai dolci frutti, l’uva bianca dal nome di Erbaluce.

il ponte sospeso più lungo al mondo

mercoledì 18 aprile 2018

Il ponte più alto più lungo sospeso,più pesante, più costoso al mondo, e stato costruito in Giappone, si chiama AKASHI Collega
Kobe con L’isola Awaji nel golfo Corinto, dove il vento soffia fino a 290 chilometri all’ora, vanta anche il record di una campata tra un pilastro e latro di 2 chilometri.