Archivio della Categoria 'Ricordi'

“Gran Madre di Dio”

mercoledì 31 maggio 2017

Il tempio della Gran Madre è uno dei simboli di Torino ed è l’unica chiesa di proprietà del Comune. Fu eretta per volontà degli Amministratori della Città, per festeggiare il ritorno del Re Vittorio Emanuele I di Savoia il 20 maggio 1814, dopo la ritirata degli eserciti di Napoleone.

La chiesa della Gran Madre di Dio è uno dei più importanti luoghi di culto cattolico di Torno. Situata nella piazzetta omonima che si trova vicino alla riva destra del Po, prospicente al Ponte Vittorio Emanuele I e alla centrale Piazza Vittorio Veneto, insieme ad scorci uniti alla visuale del vicino Monte dei Cappuccini, completa uno dei panorami più noti e suggestivi della parte orientale del centro città.

La forma del suo fabbricato, riprende la struttura del Pantheon romano e una chiesa che non possiede campanili e si trova molto rialzata rispetto la piazzetta, la si raggiunge con una ampia gradinata, ai due lati della scalinata si trovano due statue monumentali “La Fede e la Religione”.

L’interno della chiesa appare molta semplicità, alla base della cupola interna si possono notare i quattro bassorilievi di stile neoclassico di particolare finezza raffiguranti la Vita della Vergine. La parte  più importante è la cupola che ha forma di una calotta  fatta di cassettoni in calcestruzzo, ed è un vero e proprio capolavoro rimanendo pur sempre nel neoclassico.

Nei vani collocati all’interno della chiesa, in una cripta si trova il ”Sacrario dei Caduti della Prima Guerra Mondiale 1915/18″, contenente le ossa di oltre 5.000 Torinesi morti in battaglia.

Esternamente a questa bella chiesa monumentale, la trovo a mio avviso molto più spettacolare quando è illuminata nella notte, creando un lato molto suggestivo della città di Torino.

- 1° MAGGIO -

giovedì 27 aprile 2017

Sicuramente vi sarà capitato di far festa al primo giorno di maggio, magari di godere questa libera giornata in perfetta sintonia con amici o parenti. Ma non vi siete mai chiesto il perché di questo “Primo Maggio” o  ”Festa del lavoro” o “Festa dei lavoratori”?

Allora………Questa festività denominata “Primo Maggio” viene celebrata annualmente, vuole ricordare l’impegno del movimento dei lavoratori, dei traguardi raggiunti in campo economico e sociale.           Non è una festa soltanto italiana, ma una festa che viene riconosciuta e festeggiata in quasi tutte la nazioni del mondo.

La storia ci dice, che le prime lotte dei lavoratori furono per la conquista di un diritto ben preciso; quello dell’orario di lavoro, per tutti i lavoratori e senza alcuna barriera geografica. Certamente sappiamo che questa festa è figlia delle rivendicazioni operaie, coniate allora in Australia già nel 1850, paese che stava industrializzandosi, allora prevalevano orari di lavoro oltre le dodici ore giornaliere in condizioni spesso bestiali.

Rimanendo sempre in quel periodo e per lo stesso motivo, anche nell’America iniziarono crude lotte, per la conquista della riduzione dell’orario di lavoro a otto ore. Ma a far cadere definitivamente la scelta, furono dei gravi incidenti successi nei primi di maggio del 1866 a Chicago (USA), ricordano che la polizia per sedare una forte rivolta, sparò sui manifestanti provocando numerose vittime e feriti.

Anche in Italia nel 1891, la manifestazione di Roma fu funestata da seri tumulti con morti, feriti e centinaia di arresti. Tanto per ricordare, che queste tristi manifestazioni avvenute nel tempo, erano per la riduzione dell’orario di lavoro a otto ore al giorno.

Nel ventennio fascista, questa festa fu soppressa ma fu adottata  dalla festa del “Natale di Roma” al 21 aprile, ma fu ripristinata al primo maggio subito dopo la fine del conflitto mondiale 1945. Certo che in questi 150 anni, nel mondo del lavoro c’è stato un continuo cambiamento. ma per moltissimi lavoratori non è per nulla cambiato quel forte spirito internazionale e di solidarietà per questa bella festa.

In questi tempi  di crisi non vedo nulla all’orizzonte del lavoro, giovani disoccupati, mobilità e cassaintegrati, ecc. Mi viene da pensare che anche quel “mondo ricco” vorrebbe rottamare tutte quelle conquiste sociali di 150 anni di lotte dei lavoratori

La sciagura del grande Torino calcio

martedì 18 aprile 2017

Il grande Torino delle scene molto commoventi, la sciagura del maggio 1949 a Superga la registrazione del pilota con la torre di controllo poi la sciagura che tutti ricordiamo.

Passeggiata a Torino anni 60

martedì 4 aprile 2017

Passeggiata a Torino anni 60 molto emozionante,sia la musica che il video, si vede molto bene il ponte Isabella, il valentino molto diverso, oggi e meno curato x volontà del Comune peccato. I murazzi non mi sembrano cambiati.

SETTANTA ANNI DAL PRIMO VOTO DELLE DONNE

giovedì 23 febbraio 2017

Sono ormai passati 70 anni da quando le donne Italiane poterono per la prima volta votare, e cosi considerate al par degli uomini.

L’anno fu il 1946, la loro prima volta fu con le amministrative del 10 / 03 /1946, allora, la percentuale delle donne votanti fu del 90%. ulteriori informazioni, clicca qui

La battaglia delle donne per l’ottenimento del voto politico, fu molto lungo e travagliato. Senza ripercorrere tutte le tappe del ’900, ma partendo dal 1944, a settembre per iniziativa del partito comunista, a Roma venne fondata L’unione donne Italiane, questa  macro-organizzazione avrebbe dovuto rendere unitaria la campagna per il raggiungimento dei diritti politici.

Nel ottobre del 1944 la commissione per il voto alle donne con altre associazioni presentarono al governo (Bonomi) un documento che raccontava come era inevitabile che venisse concesso il suffragio universale, durante quel mese nasce il comitato pro voto, che serviva a far conquistare il diritto di voto alle donne, e fare in modo che potessero ottenere cariche importanti nelle amministrazioni pubbliche e in enti morali.

Inoltre il comitato per il voto alle donne chiese con una petizione al governo (di liberazione nazionale) il diritto di votare e essere elette.

Il 31/01/1945 venne emanato il decreto legislativo, che conferiva il diritto di voto alle donne Italiane, che avessero almeno anni 21 ( nel decreto venivano escluse dal poter votare, le prostitute schedate che lavoravano al di fuori delle case chiuse). Comunque per le donne la vera eleggibilità veniva conferita il 10/03/1946, ( che però avessero almeno anni 25)

Le prime 21 donne della costituente.

Da quella data le donne poterono considerarsi cittadine Italiane con pari diritti.


Storia di Torino 2/2

domenica 1 gennaio 2017

La seconda guerra mondiale coinvolge Torino duramente. Torino e medaglia d’oro alla resistenza.
1923 nasce lingotto. 1961 Torino cresce e vanta 1000000 di abitanti, nasce Italia 61.
1963 si inaugura il teatro regio. 1982 chiude lingotto. Torino perde abitanti torna sotto il 1000000.

La storia di Torino- Parte 1/2

venerdì 30 dicembre 2016

Torino 1° Capitale d’Italia 1861. Nel 1865 diventa Capitale D’Italia Firenze. Nel 1896 nasce la prima sala cinematografica. Nel 1938 nasce lo stabilimento FIAT Mirafiori. nel 192o   e   1922 le prime occupazioni delle fabbriche con il nuovo movimento Gramsci.

I SHARDANA DRAMMA MUSICALE IN 3 ATTI

giovedì 1 dicembre 2016

Ennio Porrino 1910-1960 Dramma musicale in tre atti. Dedicata (Alla mia terra di Sardegna) già nel 56 viene trasmessa per radio,
dopo tanti anni finalmente nel 59 al teatro San Carlo di Napoli, fu definita la miglior opera del dopoguerra.

IL PRESIDENTE degli Stati Uniti D’America

martedì 29 novembre 2016

L’uomo che fece sognare la luna , (e poi ce la diede)

Lui, John Fitzgerald Kennedy, il 35° presidente degli Stati Uniti d’America, da presidente ha cambiato la storia dell’America e del mondo.

Più di una generazione di persone le ha fatte sognare, la sua vita è stata stroncata a Dallas con un vile attentato il 22/11/1963. Durante la sua breve ma intensa presidenza (n° 1036 giorni) gli Stati Uniti hanno affrontato diverse sfide, la crisi dei missili a Cuba, il programma spaziale, la sua personale battaglia contro la povertà e il razzismo.

Il suo programma elettorale era molto ambizioso; 1° risolvere i conflitti per portare nuova pace, 2° traghettare l’America verso una nuova società, basata sulle speranze incompiute e dei sogni, 3° le zone inesplorate della scienza e dello spazio, 4° ed ancora superare l’ignoranza e i pregiudizi.

Quello fu il periodo più complesso della storia Americana. Uno dei suoi discorsi più famosi, avvenne durante una visita ufficiale (1963) a Berlino Ovest. Duemila anni fa l’orgoglio più grande era poter dire ” sono un cittadino romano”. Oggi l’orgoglio più grande e dire io sono un Berlinese (ich bin ein Berliner). Tutti gli uomini liberi, dovunque essi viviamo sono cittadini di Berlino, e quindi come uomo libero, sono orgoglioso delle parole “ich bin ein Berliner”.

Quelle parole, quasi gridate, volevano essere una risposta alla costruzione del muro (1961) che divise in due la Germania.

Oggi il nuovo presidente (n° 45) degli Stati Uniti d’America è Donalt Trump.

Ma cosa succede , quale conseguenze e scenari si aprono sui mercati statunitensi e internazionali, vista la sua imprevedibilità. Le opinioni degli analisti parlano di una vera catastrofe, tuttavia dopo pochi giorni i mercati sono tornati alla normalità, tutto merito, secondo alcuni, del discorso fatto dopo la nomina a presidente, alquanto rassicurante.

Vedremo se il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America, riuscirà ha rinverdire nella gente quel germe di orgoglio e speranza che aveva portato il 35° presidente. (John Fitzgerald Kennedy)

IL FRUTTO PORTAFORTUNA – MELAGRANA

venerdì 21 ottobre 2016

La storia narra che il succo della melagrana sia il sangue del dio Dionisio, e che proprio  in suo onore, Afrodite dea dell’amore lo piantò sulla terra, Secondo la mitologia Poserpina figlia di Cerere e Zeus, fu legata per sempre a Plutone, proprio grazie alla melagrana (che rendeva inscindibile l’unione matrimoniale). Anticamente la melagrana era conosciuta con il nome ” mela di Cartagine”, città chiamata “Punica” e che quindi diede il nome al melograno.

PIANTA DI MELOGRANO

FRUTTO MELAGRANA

L’autunno ci offre una meraviglia, un frutto delizioso, originario dell’Iran ma ampiamente diffuso in tutta Europa, già gli antichi consideravano la pianta del melograno un portafortuna, inoltre era associato alla fertilità.

Alcune proprietà della melagrana con i suoi chicchi di colore rosso, il suo succo aspro e ricco di vitamine A, C e E, minerali di ferro e fosforo, e altre in quantità più ridotte, risulta anche un ottimo antiossidante e un potente immunostimolante. Ottimo e salutare è il succo che si ottiene schiacciando i suoi semi, hanno un alto contenuto di flavonoidi, persino più del te verde e del vino rosso, il succo va bevuto fresco, si può anche acquistare nella stagione giusta nei supermercati bio e in erboristeria, la spremitura deve essere al 100% senza aggiunta di zuccheri o eventualmente con aggiunta di altra frutta.

Annotazioni  di particolare rilievo: Il frutto del melograno oltre che nel mondo Ebraico, compare anche nella mitologia Greca, legato , di frequente al culto di quella che si può considerare la “dea madre”, molto spesso si tratta di riferimenti mitologici importati dall’oriente e originariamente legati ad altre divinità orientali, come Cibele o Ishtar.

Nella antica Grecia Afrodite veniva rappresentata con una melagrana nella mano destra.

Il più antico mito del melograno e quello che rappresenta l’alternarsi delle stagioni, inoltre lo stesso mito richiama anche l’idea dell’oscurità e della morte.

Secondo la simbologia cristiana e cattolica il melograno, rappresenta l’energia vitale, la fecondità, l’umiltà, la carità, l’unione di tutti i figli della chiesa.

In Cina la melagrana rappresenta l’organo sessuale femminile richiamando la sfera erotica e la fecondità.

In Dalmazia ancora oggi il novello sposo trasferisce la pianta di melograno da quello della sposa al suo come pegno di augurio per una numerosa prole.

In Turchia le spose alla fine della cerimonia scagliano il frutto a terra che rompendosi fa fuoriuscire un numero di grani che rappresentano il numero di figli che esse possono concepire.

Esistono quadri che rappresentano il frutto del melograno:

L’iconografia classica ritrae Core con il fiore o il frutto del melograno per simboleggiare la sua funzione  di signora dei morti.

Nel santuario di Santa Maria del Granato a Capaccio Vecchio, in provincia di Salerno,si venera una vergine col banbinGesù che tiene nella mano destra una melagrana quasi fosse uno scettro: è la madonna del Granato.