Archivio della Categoria 'Ricordi'

I cavallini selvatici

domenica 18 febbraio 2018

I cavallini selvatici si trovano al centro della Sardegna,esattamente nell’altopiano della Giara, e un’estensione di macchia mediterranea di circa 4000 ettari. La stiria dice che furono importati da Fenici, lasciati allo stato brado quindi selvatici.

Il carnevale

sabato 17 febbraio 2018

In Piemonte in questo periodo ci sono ancora numerose manifestazioni, con sfilate di carri allegorici , alcuni tradizionali e alcuni storici. per sapere le località delle sfilate  clicca qui

Ha le sue origini in tempi lontani, a partire dal medioevo, quando veniva chiamato “fasnachal” o “ fesenach“, che significa (festa in piazza), in seguito venne reinterpretato con “togliere la carne“, era riferito al giorno precedente la quaresima, in cui per i cristiani cessa il consumo della carne prima di Pasqua. (per i 40 giorni precedenti)

I primi che diedero origine al carnevale, furono i Babilonesi, Fenici ed Egiziani, cercarono in tal modo di onorare i propri Dei. I Greci e i Romani adoravano il dio del vino. Con l’imperatore Costantino, e il cristianesimo dichiarato religione ufficiale, il carnevale fu definito una festa pagana e bandita come festività. Ma nel tempo le usanze del carnevale prevalsero e così tornarono ad emergere.

La chiesa cattolica fece un compromesso, dichiarando che potevano partecipare al carnevale solo quelli disposti a digiunare (non mangiando carne) per i quaranta giorni prima di Pasqua. Nel tempo il carnevale “perse” ogni legame con la religiosità, e divenne una festa popolare (si stabilì un tempo di una settimana, nella quale era permesso fare di tutto, terminata, le persone ritornavano alla loro vita quotidiana.

Oggi il carnevale viene festeggiato in vari modi, in tutte le parti del mondo, in Italia, alcuni dei più noti sono: quello di Venezia, Viareggio e Ivrea, ognuno ha una sua specificità.

Ogni regione di Italia ha una sua maschera di carnevale, alcune sono più note:

* ARLECCHINO, è sicuramente la maschera di carnevale più conosciuta, con tutti i suoi colori, è molto allegra. Nato a Bergamo bassa, nel tempo acquisisce il tipico dialetto veneto, da Brighella lo contraddistingue il suo abbigliamento, di colori molto sgargianti.

* BALANZONE, meglio conosciuto come dottor Balanzone, tipica maschera di Bologna, parla molto e cura poco la gente, crede di sapere tutto delle scienze umane, ma in realtà e burbero e brontolone.

* BRIGHELLA, e un degno e valente compare di Arlecchino, infatti provengono dalla stessa città, l’unica differenza e che Brighella viene da (Bergamo alta), anche lui come Arlecchino è un servo, fanno molti mestieri, spesso meno leciti e onesti, per questo sovente si trovano in intriganti, hanno tutti e due una mente scaltra per ingannare le altre persone con i loro tranelli. Brighella è furbo e senza scrupoli, in quanto a bugie, ne ha sempre in serbo una più del diavolo, sa suonare ed è molto abile nel canto e nel ballo.

*GIANDUIA, una tra le più importanti maschere, molto amata dai piemontesi, ha un fare gentile e allegro. Infatti  da semplice contadino, divenne un gentiluomo, amante del buon vino e della tavola, si muove con eleganza agitando il suo caratteristico codino.

*PANTALONE, tipica maschera del Veneto (assieme a Colombina) soprannominato “de Bisognosi”, perché si lamenta sempre che ha pochi soldi. Il suo nome gli è stato dato, forse perché porta i pantaloni lunghi.

* PULCINELLA, altra tipica maschera di Napoli, rappresenta il popolo napoletano e il suo carattere, spontaneo, arguto e generoso, amato da tutti i bambini per i suoi modi originali, semplici e spensierati, è un servo alle dipendenze del padrone, ma sempre pronto ad organizzare delle marachelle e picchiare gli avversari, è un servo furbo ma sempre senza voglia di lavorare.

* RUGANTINO, nasce a Roma, il suo nome significa “ruganza” ovvero arroganza. Era il capo delle guardie, ma poi diventa il bullo di trastevere (er bullo de trastevere, svelto co’ le parole e cor cortello), inizialmente è scortese e tutti lo detestano, in seguito diventa un popolano buono.

* SCARAMUCCIA, è un personaggio tipico napoletano, un po buffone e spaccone, si diverte a fare scherzi, ma finisce sempre per prendere le botte. Il suo nome significa “battibecco” perché lui combatte solo piccoli scontri (scaramucce), dice di essere nipote di Capitan Spaventa.

* TARTAGLIA, altra maschera tipica napoletana, il suo nome vuol dire “Balbuziente”, corteggia tutte le donne che incontra, ha il cuore tenero e si innamora facilmente.

Esistono altre maschere di carnevale sicuramente importanti come quelle sopra indicate, ma per non dilungarmi troppo ho elencato quelle che nella memoria della gente sono le più rappresentative.

PROFESSIONI,estinte, in fase di estinzione e nuove professioni dell’ambiente

lunedì 5 febbraio 2018

Lavori scomparsi recentemente

Le professioni  che nel tempo si sono perse sono molte, alcune di remota memoria, altre in fase di estinzione.

I nostri ricordi dei mestieri, scomparsi o quasi, che abbiamo avuto (la fortuna) di conoscere e che oggi purtroppo complice la grande distribuzione e una società che non lascia spazio alla manualità, ma c’é la ricerca spasmodica di nuove professioni legate alla scienza e tecnologia. (un bene, ma la perdita di quelle antiche professioni con la loro vivacità e inventiva mi manca)

Alcuni esempi di vecchie professioni estinte

I RADAR umani,  – usati dalle forze armate  durante il periodo di guerra.

GLI SVELGLIATORI - un umano che fungeva da sveglia, bussando alle porte e finestre

IL LAMPIONAIOaddetto all’accensione e spegnimento dei lampioni stradali

Lavori scomparsi recentemente

ARROTINO/ OMBRELLAIO - che sulla sua bicicletta aveva un vero laboratorio ambulante

IL GELATAIO - faceva e vendeva il gelato in proprio, e si sentiva il profumo in tutta la via

IL MATERASSAIOcon la macchina per la cardatura, lavorava per chi voleva rifare i materassi

IL SPAZZACAMINO - puliva i camini delle case, veniva chiamato al momento del bisogno

L’OMINO DEL CINEMA - vendeva pop corn, bibite zuccherose, caramelle e gelati

L’UOMO DELLA PROIEZIONEera l’addetto alla proiezione, che nessuno vedeva mai

IL COCOMERAIO - vendeva fette di anguria

Questi sono solo alcuni dei mestieri non più in uso oggi

Alcuni lavori /professioni che nei prossimi anni,  hanno una grande probalità di scomparire

IL POSTINO, e previsto che entro il 2022 chi lavora nel settore diminuirà del 30%

IL GIORNALISTA, colpa delle nuove tecnologie, vive una profonda crisi, una forte riduzione delle vendite dei giornali e una minore entrata pubblicitaria la rende una delle professioni più a rischio.

ADDETTO ALLA LETTURA DEI CONTATORI, con i nuovi metodi di lettura gli addetti non sono più necessari.

ASSISTENTE DI VOLO, è previsto nei prossimi anni una importante riduzione del personale.

IL BOSCAIOLO, le nuove tecnologie ha migliorato la qualità della vita delle persone.

Oggi la nuova sensibilità delle persone verso l’ambiente ha di fatto nascere diverse professioni dedicate proprio alla savaguardia del territorio.

PROFESSIONI DELL’AMBIENTE

Gli enti interessati alle nuove professioni sono:

Per la pubblica amministrazione  - TECNICO AMBIENTALE

Chi è - come dipendente pubblico è in grado di lavorare alla realizzazione di rilevamenti e di progetti descrittivi dello stato dell’ambiente, come mappature, piani di gestione delle risorse ambientali.

Dove lavora - la sua attività primaria, si svolge nei servizi di igene ambientale delle USL, ma è possibile anche in altri ambienti.

Cosa fà - gli esempi più ricrrenti sono i campionamenti di scarichi,emissioni, rifiuti, analisi di laboratorio.

Per la pubblica amministrazione - GESTORE AMBIENTALE

Chi è - un funzionario pubblico, che ha responsabilità della gestione e conservazione dell’ambiente in quel territorio.

Dove lavora - sul campo, ma prevalentemente in ufficio.

Cosa fà - normalmente sviluppa almeno  tre fronti, uno tecnico,  che comprende , ecologia,igene e sanità e pianificazione territoriale, uno progettuale, elabora stime, stesura di piani e sviluppo delle planimetrie,  uno amministrativo e contabile, relativo alle attività gestite.

Ecologia urbana – RESPONSABILE IMPIANTI DI INCENERIMENTO

Chi èdi solito un dipendente di una azienda municipalizzata, che cura la manutenzione di impianti  di incenerimento.

Dove lavora -

Ecologia urbana – CONDUTTORE TERMOELETTRICO O CHIMICO

Chi è - sono due figure distinte che curano, rispettivamente la conduzione termica / chimica, degli impianti di incerimento, rifiuti solidi urbani.

Dove lavora - in una azienda che gestisce impianti di processo relativo ai rifiuti solidi

Cosa fà - Il conduttore termico, consiste nel controllo dei parametri del processo e nel recupero dell’energia prodotta. Il conduttore chimico, consiste nel gestire i sistemi di trattamento dei residui e delle emissioni dell’impianto.

Industria - SPECIALISTA AMBIENTALE

Chi è- uno specialista dell’energia ambientale applicata ai problemi degli idrocarburi.

Dove lavora - in tutte le aree del settore petrolifero, dalla ricerca alla lavorazione.

Cosa fà - è uno specialista su molti fronti operativi, identificazione di standard, secondo il progetto e la legislazione, analisi dei progetti dal punto di vista ambientale, verifica conformità, misure, ricerca per la riduzione degli impatti ambientali, definizioni piani e valutazioni.

Industria - ESPERTO DI DISINQUINAMENTO

Chi è - specialista degli impianti e dei processi per disinquinare aria, acqua e suolo, inoltre anche il trattamento e smaltimento dei rifiuti.

Dove lavora - in imprese di dimensioni medio-grandi. (Alcune società preferiscono investire in risorse interne, piuttosto che affidarsi a società di servizi specializzate)Le ragioni sono , o di natura economica oppure di natura strategica.

Cosa fàè un dirigente, che sovrintende ai processi interni di inquinamento, controllandone la gestione tecnica ed economica.

Agricoltura - CONSULENTE PER L’INNOVAZIONE

Chi èun tecnico in grado di fornire agli imprenditori agricoli gli strumenti , le tecniche e i processi più adeguati per una migliore gestione delle risorse aziendali.

Dove lavora - in diversi contesti, associazioni di produttori, organizzazioni di agricoltori, enti pubblici e società di servizi.

Cosa fà - la sua attività e tipica della consulenza, analizza la situazione aziendale e messa a fuoco i punti di forza e di debolezza, valorizza le risorse, studia e pianifica le soluzioni innovative, collabora alla stesura dei piani di sviluppo dettagliato, da assistenza tecnica durante la realizzazione del piano.

“SHOAH” =distruzione

sabato 27 gennaio 2018

“Shoah” che in lingua ebraica significa: distruzione.

Il 27 gennaio si ricorda senza dubbio, la peggiore strage del secolo appena trascorso.  In effetti, era avvenuta una vera e grande distruzione di vite umane.

Durante la seconda guerra mondiale, il Dittatore germanico Hitler architettò una vera e propria soluzione finale degli ebrei, considerati come “esseri inferiori”.  Vennero costruiti diversi campi di concentramento, con un quadro del tutto irreale della vita in questi lager, con la avidità della follia omicida  dei nazisti, hanno sterminato sei milioni di persone.  Ad esempio: Auschwits fu la casa della morte, con la morte più cruenta delle camere a gas, queste masse di cadaveri venivano poi distrutti con la  cremazione.

In Italia nell’occasione a questo ricordo, sono tantissimi gli eventi commemorativi per celebrare questa “Giornata della Memoria 2018″.  Tutto per far si, che le nuove generazioni che non hanno vissuto in prima persona gli orrori della guerra, possano continuare a ricordare questo “Olocausto” nella speranza  che una situazione tragica e simile non si verifichi mai più nella storia.

-FALO EPIFANICO- (tema natalizio)

sabato 6 gennaio 2018

I falò o fuochi epifanici di inizio anno, fanno parte di quella tradizione popolare dell’Italia per lo più nord-orientale, consistente nel bruciare grandi cataste di materiali agricoli nei primi giorni dell’anno.

Sembra che questa antica usanza, derivi da riti propiziatori diffusi in epoca precristiana, rimasta da allora intatta come rituale da svolgersi nella vigilia dell’Epifania. Ancora oggi la fiamma simboleggia la speranza e la forza di bruciare il vecchio, (non a caso si può bruciare anche la “vecchia” posta sopra la pira).

Il rito dei fuochi è anche un momento di festa, in cui la comunità si raccoglie per stare in compagnia, osservando le scintille e il fumo del falò, sempre considerato come presagio dell’andamento delle stagioni e dei futuri raccolti.

“BEFANA”

giovedì 4 gennaio 2018

Piccola storia sulle origini della Befana. Il termine Befana, in origine significava appunto dal greco “epifania”. Le sue origini sono pagane, ai tempi dell’antica Roma era legata al culto di Diana.

Dodici giorni dopo il solstizio d’inverno si celebrava la morte e la rinascita della natura e quindi nei culti più antichi quali romani, si celebrava: L’Epifania di Madre Natura”. Nella antica Roma si identificava questa “Bifania con Diana, dea dell’abbondanza e della cacciagione”. La dea non era rappresentata ovviamente brutta e vecchia. Fu allora la Chiesa Cattolica dell’Alto medioevo che, per condannare i riti propiziatori pagani “trasformò” la Befana in una strega.

Da qui nasce la tradizione della Befana del “Brusa la veccia” (brucia la vecchia) durante la festa dell’Epifania e dei roghi, con i quali oggi si brucia l’anno vecchio e da il benvenuto al nuovo. In origine era appunto celebrazioni in sintonia con l’avvicendarsi delle stagioni, che scandivano anche il tempo di vita delle persone. Oggi quella dei “Brusa la veccia” è diventata una tradizione molto diffusa in tutta l’Italia

I misteri di piazza statuto

mercoledì 27 dicembre 2017

La misteriosa e grande piazza fu costruita con grandi portici a metà ottocento, nel 1864 Torino e la 1° capitale D’Italia, e deve ospitare le grandi cariche come ambasciate, ecc. Peccato che alla fine dello stesso anno la capitale venne spostata a Firenze.
Per 15 anni rimase deserta x poi costruire il monumento utilizzando dei gradi sassi ricavati nel traforo del Freius.
Questa statua x alcuni e considerata la statua dell’inferno, altri suppongono che in quei punto s’incontrano magia bianca e magia nera.

fiume Dora

domenica 10 dicembre 2017

ALCUNE FOTOGRAFIE SUL LAVORO RESOSI NECESSARIO PER  STOMBARE UN TRATTO DEL FIUME DORA CHE L’AZIENDA TESKID DEL GRUPPO FIAT AVEVA COPERTO PER UN SUO UTILIZZO.per vedere le fotografie cliccare qui

LA SACRA DI SAN MICHELE – monumento simbolo del Piemonte

domenica 12 novembre 2017

Fare di un monumento come la Sacra di San Michele, l’oggetto del volontariato culturale, di quel monumento si sono tenute più di 150 conferenze, in Italia e all’estero,si sono tenuto mostre, convegni, dibattiti oltre agli articoli e i saggi.

In realtà non c’è da stupirsi più di tanto che il turismo culturale sia una delle grandi e poco sfruttate risorse di un’Italia in cui si trovano il maggior numero di capolavori artistici, rispetto a qualsiasi altra nazione.

SACRA DI SAN MICHELE

Le sue origini sono di epoca Romana (circa nel 1000 d.C), vi era un presidio militare di vedetta presso la via Cozia verso le Gallie. Oggi a ricordo di questo passaggio rimane una lapide in memoria delle famiglie romane che vi abitarono.

Quel luogo fu poi utilizzato dai Longobardi a guardia delle invasioni dei Franchi, rimangono alcune vestigia nel sottostante paese di Chiusa di San Michele. La nascita del vero complesso viene identificata tra il 983 e il 1002, le fonti più certe parlano dell’arcivescovo di Ravenna, ritiratosi a vita eremitica presso queste zone, il quale ebbe la visione dell’arcangelo Michele, che gli ordinò di erigere un santuario.

Le fasi iniziali della costruzione sono scarsamente descritte, i documenti più antichi risalgono ad un certo monaco Guglielmo.

La parte settentrionale del complesso “oggi in rovina”, fu costruita nel 12° secolo come “nuovo monastero”e completato con tutte le strutture necessarie per la vita di molte decine di monaci. Dalle basi di quello che probabilmente era l’antico “Castrum” l’abate Ermengando fece realizzare questa opera ardita partendo dalla base, a picco raggiunge la vetta, il basamento è sovrastato da absidi che portano la cima della costruzione a sfiorare i 1000 metri (rispetto al monte Pirchiriano che misura metri 962)

Sempre sul lato settentrionale, isolata dal resto del complesso svtta la torre “Bell’Alda”

una leggenda racconta di una fanciulla, “appunto la bell’Alda”, che volendo sfuggire alla cattura di alcuni soldati di ventura, si ritrovò sulla sommità della torre, dopo aver pregato, disperata, preferì saltare nel precipizio sottostante, piuttosto che farsi prendere, ma miracolosamente atterrò illesa. Ma la stessa leggenda dice che per dimostrare ai suoi compaesani che gli angeli gli vennero in soccorso, tentò nuovamente il volo dalla torre, ma che per la vanità del gesto ne rimase uccisa.

La chiesa attuale detta anche “Nuova” è il risultato di un secolo di interventi, partendo dai primitivi progetti di Guglielmo di Volpiano, l’ultimo intervento avvenne in periodo mediovale (metà del 13° secolo), la consacrazione fu nel 1255.

Il declino dell’Abbazia fu causata da fatti politici, le carte dicono che il principe Giacomo di Savoia-Acaia, a causa della sua insubordinazione fu esautorata dai poteri e possedimenti, da quel momento, il complesso perderà definitivamente la propria autonomia.

Da allora la Sacra rimase un luogo quieto, di preghiera e meditazione, negli anni ottanta e novanta furono eseguiti alcuni restauri, nel 2016 venne varato un nuovo progetto per ulteriore ristrutturazione e ampiamento di tutto il sito (compreso il rifacimento delle luci esterne che illuminano l’Abbazia) e il miglioramento dei servizi turistici, le associazioni Italiane e estere (grande la gioia degli appassionati Francesi nel ritrovare la ” loro Abbazia, curata e restaurata” considerata addirittura simbolo del Piemonte) hanno intessuto una rete di rapporti culturali, organizzando in loco visite, accogliendo e accompagnando nella nostra valle, gruppi perticolarmente qualificati e trainanti.

Quando a Torino nevicava

mercoledì 8 novembre 2017

Anni a dietro a Torino come in altri posti nevicava ma non solo una volta, in tutto l’inverno magari nevica tre quattro volte anche di più, a secondo dell’inverno quelli più freddi la neve rimaneva nei prati fino al mese di aprile.