Archivio della Categoria 'Ricordi'

“La merenda del contadino”

martedì 4 dicembre 2018

La ” SOMA D’AJ “ è una semplicissima preparazione della cucina tradizionale piemontese. Emblema della cucina povera e semplice di un tempo, consiste in fette di pane strofinato con aglio e condita con olio d’oliva, sale e pepe. E facile capire perché una volta fosse considerata ” la merenda del contadino “.

In dialetto piemontese il termine ” soma ” indica un carico, quello trasportato in genere in groppa agli animali nelle campagne, il termine ” aj “ è invece l’aglio. Letteralmente la ” soma d’aj “, significa quindi ” carico d’aglio ” per sottolineare l’abbondanza dell’ingrediente più saporito delle ricetta.

- Il “BALON” di Porta Pila -

venerdì 30 novembre 2018

L’ormai celebre mercato del “Balon di Torino”, si svolge ogni sabato lungo le vie principali del Borgo Dora. Si tratta del mercato storico delle pulci della città, sulla scena già dal 1857 ospitando i ferramiù e straccivendoli, da cui derivano anche quelle espressioni piemontesi “Mercà dle pate o Mercà di pui” (mercato dei cenci o delle pulci).

Passeggiando tra le vie del “Balon” possiamo trovare e vedere molta rigatteria, dell’antiquariato, un diverso artigianato etnico e filari di bancherelle scomposte con le loro mille cianfrusaglie esposte. E’ facile anche osservare chi rovista nel mucchio di vestiti usati, si possono vedere quelli che  stanno  scrutando questa moltitudine di cose vecchie e di poco valore, c’è chi cerca di fare un affare, la rarità dell’oggetto curioso, che fino a poco tempo prima stazionava impolverato e dimenticato in cantina, e che al “Balon” sembra acquistare vita, non a meno per tutti gli altri oggetti esposti che nel loro essere rivivono nuovamente per l’intera giornata.

Gran mercato, bello per gli amanti del genere, affollatissimo e troppo multietnico, si gira tra un forte miscuglio di varia gente diversa, la zona può essere a rischio di scippo e girovagare tra le bancherelle può essere anche divertente, ma sempre facendo attenzione alla propria borsa e al portafogli.

Nell’estate del 2012, in Via Borgo Dora è stato posizionato il “Turin Eye”, un pallone mongolfiera ancorato ad un cavo d’acciaio, che ogni 20 minuti effettua voli turistici salendo fino a 150 metri di altezza, regalando viste da brivido sulla città.

Per il pubblico appassionato a tale genere, oltre al “Balon del sabato”, c’è anche il “Gran Balon”che dal 1985 è il mercato dell’Antiquariato minore della Città di Torino, si svolge ogni seconda domenica del mese, intervengono operatori non solo del Piemonte ma anche  da altre varie località esponendo con cura le loro merci, mobili, ceramiche, oggettistica, prodotti artigianali e tanto altro ancora.

“Palazzo Madama”

domenica 16 settembre 2018

Una visita a palazzo Madama è un suggestivo viaggio nel tempo: dalle fondazioni di età romana alle torri medievali, sino al trionfo del barocco dello scalone Juvarriano. Le origini del palazzo risalgono infatti al castrum romano, ma il vero nome si deve alle Madame reali Cristina di Francia e Maria Giovanna di Savoia, promotrici del progetto di rimodernamento culminato con la costruzione del grandioso scalone e dell’elegante facciata, opera di Filippo Juvarra. Nell’ottocento, alla vita di corte subentrò la politica: vi si insediò il primo Regio Senato ed  qui che viene proclamata la nascita del Regno d’Italia, dal 1934 è sede del Museo Civico d’Arte Antica.

“La favola di un vino”

giovedì 13 settembre 2018

-L’Erbaluce di Caluso-  E’ un vino bianco la cui produzione si svolge particolarmente sulle colline intorno a Caluso, centro del Canavese (Piemonte), Le prime notizie del vitigno Erbaluce; risalgono al lontano XVII secolo, questo suo nome deriva dal colore che assumono gli acini in autunno con i riflessi rosati e caldi che si fanno più intensi nelle parti più esposte al sole.

Ma la leggenda racconta; che un tempo queste colline erano popolate da Ninfee e divinità, venerati dagli uomini. L’Alba e il Sole, innamorati ma destinati a non incontrarsi mai, grazie a un eclissi  e all’intercessione della Luna, nacque la Ninfa Albaluce la cui bellezza e grazie spinse l’uomo a offrirle ogni sorta di doni e omaggi, privatosi di ogni sostentamento l’uomo ricercò nuove terre fertili deviando il corso del lago, che però travolse il tutto seminando morte. Il dolore fu tale che dalle lacrime  di Albaluce stillate in terra, nacquero tralci di vite  dai dolci frutti, l’uva bianca dal nome di Erbaluce.

Le ghiacciaie di Torino, resistono al tempo

venerdì 11 maggio 2018

Adesso le ghiacciaie sono luoghi turistici

> Pianta con le posizioni delle ghiacciaie Torinesi, per vedere clicca qui
> La ghiacciaia di porta palazzo, sotto il Palatino  clicca qui
> Antica ghiacciaia  settecentesca di piazza Emanuele Filiberto , l’area un tempo era denominata ” contrada delle Ghiacciaie”   clicca qui
> Spostandosi di qualche centinaio di metri a Nord di Piazza Solferino vi sono le ghiacciaie ipogee  clicca qui

il ponte sospeso più lungo al mondo

mercoledì 18 aprile 2018

Il ponte più alto più lungo sospeso,più pesante, più costoso al mondo, e stato costruito in Giappone, si chiama AKASHI Collega
Kobe con L’isola Awaji nel golfo Corinto, dove il vento soffia fino a 290 chilometri all’ora, vanta anche il record di una campata tra un pilastro e latro di 2 chilometri.

ARBUS A 380 il più grande al mondo

lunedì 26 febbraio 2018

L’aereo più grande al mondo della compagnia Luftansa, ARBUS A 380 lunghezza 74 metri, altezza 20 metri, apertura alare 80 metri, con 526 posti. Questo mostro x grandezza in decollo sviluppa una potenza come 2500 automobili.

GARGO RO RO TANSBERG MERCANTILE

domenica 25 febbraio 2018

Mercantile di trasporto, un vero mostro di grandezza, lunga 275 metri, una stazza di 66500 tonnellate, una’altezza di 17 piani. Capienza serbatoio 3000 tonnellate. Quando e in arrivo al porto a precedenza assoluta, nessuna’altra nave si muove.

I cavallini selvatici

domenica 18 febbraio 2018

I cavallini selvatici si trovano al centro della Sardegna,esattamente nell’altopiano della Giara, e un’estensione di macchia mediterranea di circa 4000 ettari. La storia dice che furono importati da Fenici, lasciati allo stato brado quindi selvatici.

Il carnevale

sabato 17 febbraio 2018

In Piemonte in questo periodo ci sono ancora numerose manifestazioni, con sfilate di carri allegorici , alcuni tradizionali e alcuni storici. per sapere le località delle sfilate  clicca qui

Ha le sue origini in tempi lontani, a partire dal medioevo, quando veniva chiamato “fasnachal” o “ fesenach“, che significa (festa in piazza), in seguito venne reinterpretato con “togliere la carne“, era riferito al giorno precedente la quaresima, in cui per i cristiani cessa il consumo della carne prima di Pasqua. (per i 40 giorni precedenti)

I primi che diedero origine al carnevale, furono i Babilonesi, Fenici ed Egiziani, cercarono in tal modo di onorare i propri Dei. I Greci e i Romani adoravano il dio del vino. Con l’imperatore Costantino, e il cristianesimo dichiarato religione ufficiale, il carnevale fu definito una festa pagana e bandita come festività. Ma nel tempo le usanze del carnevale prevalsero e così tornarono ad emergere.

La chiesa cattolica fece un compromesso, dichiarando che potevano partecipare al carnevale solo quelli disposti a digiunare (non mangiando carne) per i quaranta giorni prima di Pasqua. Nel tempo il carnevale “perse” ogni legame con la religiosità, e divenne una festa popolare (si stabilì un tempo di una settimana, nella quale era permesso fare di tutto, terminata, le persone ritornavano alla loro vita quotidiana.

Oggi il carnevale viene festeggiato in vari modi, in tutte le parti del mondo, in Italia, alcuni dei più noti sono: quello di Venezia, Viareggio e Ivrea, ognuno ha una sua specificità.

Ogni regione di Italia ha una sua maschera di carnevale, alcune sono più note:

* ARLECCHINO, è sicuramente la maschera di carnevale più conosciuta, con tutti i suoi colori, è molto allegra. Nato a Bergamo bassa, nel tempo acquisisce il tipico dialetto veneto, da Brighella lo contraddistingue il suo abbigliamento, di colori molto sgargianti.

* BALANZONE, meglio conosciuto come dottor Balanzone, tipica maschera di Bologna, parla molto e cura poco la gente, crede di sapere tutto delle scienze umane, ma in realtà e burbero e brontolone.

* BRIGHELLA, e un degno e valente compare di Arlecchino, infatti provengono dalla stessa città, l’unica differenza e che Brighella viene da (Bergamo alta), anche lui come Arlecchino è un servo, fanno molti mestieri, spesso meno leciti e onesti, per questo sovente si trovano in intriganti, hanno tutti e due una mente scaltra per ingannare le altre persone con i loro tranelli. Brighella è furbo e senza scrupoli, in quanto a bugie, ne ha sempre in serbo una più del diavolo, sa suonare ed è molto abile nel canto e nel ballo.

*GIANDUIA, una tra le più importanti maschere, molto amata dai piemontesi, ha un fare gentile e allegro. Infatti  da semplice contadino, divenne un gentiluomo, amante del buon vino e della tavola, si muove con eleganza agitando il suo caratteristico codino.

*PANTALONE, tipica maschera del Veneto (assieme a Colombina) soprannominato “de Bisognosi”, perché si lamenta sempre che ha pochi soldi. Il suo nome gli è stato dato, forse perché porta i pantaloni lunghi.

* PULCINELLA, altra tipica maschera di Napoli, rappresenta il popolo napoletano e il suo carattere, spontaneo, arguto e generoso, amato da tutti i bambini per i suoi modi originali, semplici e spensierati, è un servo alle dipendenze del padrone, ma sempre pronto ad organizzare delle marachelle e picchiare gli avversari, è un servo furbo ma sempre senza voglia di lavorare.

* RUGANTINO, nasce a Roma, il suo nome significa “ruganza” ovvero arroganza. Era il capo delle guardie, ma poi diventa il bullo di trastevere (er bullo de trastevere, svelto co’ le parole e cor cortello), inizialmente è scortese e tutti lo detestano, in seguito diventa un popolano buono.

* SCARAMUCCIA, è un personaggio tipico napoletano, un po buffone e spaccone, si diverte a fare scherzi, ma finisce sempre per prendere le botte. Il suo nome significa “battibecco” perché lui combatte solo piccoli scontri (scaramucce), dice di essere nipote di Capitan Spaventa.

* TARTAGLIA, altra maschera tipica napoletana, il suo nome vuol dire “Balbuziente”, corteggia tutte le donne che incontra, ha il cuore tenero e si innamora facilmente.

Esistono altre maschere di carnevale sicuramente importanti come quelle sopra indicate, ma per non dilungarmi troppo ho elencato quelle che nella memoria della gente sono le più rappresentative.