Archivio della Categoria 'Ricordi'

i favolosi Beatles…

domenica 18 luglio 2010

Forse eravamo troppo piccini quando ha cominciato a suonare  quel gruppo…

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Torino com’era……..

sabato 8 maggio 2010

Che ne dite di questa vecchia romantica Torino?

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EDMONDO BERSELLI: BIOGRAFIA MORALE DI UN CANE

domenica 18 aprile 2010

Scive Marco Marozzi su La Repubblica del 15 aprile scorso: «In qualche cielo ieri Edmondo Berselli si è divertito ancora una volta. Ha fatto l’ultimo viaggio su una Maserati-carro funebre. Nera, lucentissima, terminata durante la notte. Omaggio dell’impresa di pompe funebri. “Chissà cosa ci avrebbe scritto sopra, cosa avrebbe fatto per guidarla con la sua guida da intellettuale”,  sorride Beppe Cottafavi, l’editor dei libri berselliani. Berselli è riuscito a contagiare anche il suo funerale. Triste ma non troppo. Modena ha reso onore all’amatissimo scrittore schierando ogni sua gemma. Era successo solo con Pavarotti, persino nell’ultima automobile. Ma ieri non c’è stato nulla di tenorile. Anzi. Il Duomo di Wiligelmo era stracolmo. Ecco anziani e ragazzi mescolati.  C’erano professori e sindacalisti, giornalisti e imprenditori, musicisti e cantanti, editori e opinionisti, presidenti e sindaci e, fra gli altri, gli amici da ragazzo diventati deputati o baristi. I compagnoni di Folgaria. Berselli in Trentino aveva casa e organizzava meravigliose feste campestri. In Liù, l’ultimo libro, tramuta un girotondo sui prati in un grande addio a tutta la combriccola ed ora l’allegra brigata ha paura di sfaldarsi. Il “cattolico non credente, forse” è stato ricordato alla sua maniera.  Sull’altare è comparso don Filippo Di Giacomo, sacerdote della Sacra Rota, collaboratore di giornali, amico di Edmondo. Un ricordo pieno di amore in cui si univa la repulsione per le “patacche” e l’attenzione di Berselli per la dottrina sociale della Chiesa, il rispetto, il coraggio fino a concordare con il prete la propria estrema unzione.
Grazie per le parole che ci hai dato“, hanno scritto in tanti nel librone davanti alla camera ardente».

Quella che si narra in questo libro non è la storia di un cane. E’ la “biografia morale” di un animale non immaginario ma esemplare, che racconta come intelligenze diverse, umana e canina, cominciano a sfiorarsi. Infatti, grazie allo stile “lunatico” di Berselli, al suo divagare un po’ picaresco, decollano subito, con vari scodinzolii, storie molto italiane , disincantate e ironiche, in cui avventure e disavventure di razze differenti si “specchiano in una visione di pura tolleranza, all’insegna di un relativismo assoluto, di un italianissimo: « Sì, vabbè…»”.  Intorno alla “‘idea di un cane”, ecco allora una società italiana che guarda attonita se stessa, la sua cultura e il suo modo di essere, e alla fine si convince che un metodo, o un rimedio, per la convivenza ci deve essere: basta accontentarsi di raccontare storie, accoccolati su un divano, mentre fra i piedi scalzi si diffonde il tepore dolce, filosofico e irrimediabilmente  poco progressista dell’ultimo riferimento politico rimasto, la pancia di Liù.

video di pasqua

lunedì 5 aprile 2010
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Nostalgie storiche,

giovedì 1 aprile 2010

Gra premio d’italia 1930                  Clicca sulla foto per ingrandire,

“J’é ‘r màsche!” (Ci sono le streghe!)

sabato 27 febbraio 2010

Giorni addietro, avevo iniziato a rivedere un po’ la mia libreria, dopo aver per troppo tempo collocato alla rinfusa e senza criterio diversi libri, per suddividerli e accorparli razionalmente negli scaffali a loro deputati. Come spesso accade mentre li spolveravo, levandoli dai ripiani in cui erano disordinatamente riposti, ho iniziato a sfogliarne qualcuno qua e là. Fra questi un anonimo libercolo di proverbi di provenienza tedesca fece capolino, e nella pagina casualmente aperta, appariva il testo di un proverbio che recitava: «Vola la cenere della strega e volano i peccati del villaggio». Tema questo, assolutamente moderno e quotidiano nella nostra vita contemporanea del nuovo millennio appena iniziato, è sufficiente seguire l’informazione dei media cartacei o di quelli radiofonici e televisivi su usi e costumi appartenenti alla nostra società quale comparazione, quindi ho ritenuto interessante ripercorrere all’indietro la storia delle “Masche” che nella coscienza popolare, fino verso la fine dell’800 fecero parte delle credenze del basso Piemonte, in particolare alcune zone della provincia cuneese: Albese, Langhe e Roero. Queste attraverso l’immagine che ci è stata tramandata dalla cultura popolare, interpreti (dal sapore quasi mitologico) di superstizioni, pregiudizi, scaramanzie e che, inopinatamente nonostante il nostro modernismo galoppante, vagheggiano ancora largamente diffusi ai giorni nostri, più o meno tollerati e condivisi dalla mentalità comune, sebbene apparentemente e folcloristicamente inoffensivi.

Ora, per comprendere la proprietà del proverbio tedesco, legato alla figura della “masca” che la vulgata popolare ha propagato anche attraverso ricerche e studi nei luoghi in cui questo fenomeno si diffuse, ed ebbe credibilità in larghe fasce di popolazione contadina, occorre compiere un salto indietro nei secoli e collocarsi intorno al 1200, periodo risalente alla comparsa delle “eresie” dei Catari e degli Albigesi che provocano la crociata di Innocenzo III e la nascita dell’Inquisizione contro l’eretica «pravità» (deviazione o peccaminosa aberrazione del pensiero antireligioso). Centrale diventa da questo punto il riferimento al diavolo perno della costruzione ideologica attorno alla quale si sviluppa la credenza nelle masche: le donne come streghe; il patto con il diavolo; il sabba. Resta il fatto, inoppugnabile, che la grande esplosione della guerra aperta contro le streghe avvenne tra il 1400 e il 1600, sotto l’impulso della paura generata dei sismi e delle eresie, complice sicuramente Martin Lutero con le tesi pubblicate nel 1517.
Nei suoi confronti la reazione della Chiesa fu fortissima e probabilmente proporzionata alla paura che queste sette potessero mettere in crisi l’intera istituzione cristiana.
Dunque, il significato del proverbio, sta a significare quanto il rogo in cui veniva avviata la strega permetteva di lavare la coscienza collettiva, soprattutto evitava il rischio che venissero diffusi, raccontati, riferiti, segreti più o meno infami e che persone di riguardo, i potenti (sic!), finissero per trovarsi in imbarazzo.
Lo stereotipo, diffuso nelle zone del basso cuneese connota, come immaginario della masca nostrana, una donna avanti negli anni, dal volto sgradevole e ripugnante, la pelle ruvida che improvvisamente si fa  cadaverica, la fronte bassa, stretta e solcata da mille rughe, gli occhi velati e obliqui nelle orbite, la voce roca, tremula e a volte impercettibile. La paura della donna masca, dotata di magici poteri persiste, anche se affievolita e interpretata oggi come una buffa leggenda.

Questo Amore di Jacques Prevért

venerdì 29 gennaio 2010

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Jacques Prévert  anni sessanta

 

Questo amore

Cosi violento

Cosi fragile

Cosi tenero

Cosi disperato

Questo amore

Bello come il giorno

Cattivo come il tempo

Quando il tempo è cattivo

Questo amore cosi vero                                                      

Questo amore cosi bello

Cosi felice

Cosi gioioso

Cosi irrisorio

Tremante di paura come un bambino quando è buio

Cosi sicuro di sé

Come un uomo tranquillo nel cuore della notte

Questo amore che faceva paura

Agli altri

E li faceva parlare impallidire

Questo amore tenuto d’occhio

Perché noi lo tenevamo d’occhio

Braccato ferito calpestato fatto fuori negato cancellato

Perché noi l’abbiamo braccato ferito calpestato fatto fuori negato cancellato

Questo amore tutt’intero

Cosi vivo ancora

E baciato dal sole

E il tuo amore e il mio amore

E quel che è stato

Questa cosa sempre nuova

Che non è mai cambiata

Vera come una pianta

Tremante come un uccello

Calda viva come l’estate

Sia tu che io possiamo

 Andare e tornare possiamo 

  Dimenticare

 E poi riaddormentarci

 

  

Prima parte, se sarà gradita presto  Scriverò la seconda parte                               

Saluti a tutti JEAN                                                              

 

 

                                                                                           

 

  

 .

il tempo passa…

venerdì 4 settembre 2009

il-tempo-passa.png

Il tempo passa… e per tutti gli anta… e amanti della musica leggera una bellissima canzone di Adriano Celentano…

Il tempo se ne va!

…..Innamoratevi…..

sabato 29 agosto 2009

sole-e-luna.png

L’amore muove il mondo,

l’amore è lo spirito della vita

ed anche il dolore e fatto d’amore

E. De Amicis

Quindi: Innamoratevi!

…..Rotonda sul mare…..

sabato 8 agosto 2009

Un pò di musica relax…

Buon ascolto con una Rotonda sul mare!