Archivio della Categoria 'Ricordi'

“Caro tempo che fuggi via”(Poesia)

giovedì 5 ottobre 2017

Caro tempo che fuggi via.

A fatica sento la tua eterna presenza,
il tuo battito a scandire la vita.
Il tuo passare è silenzioso e impalpabile,
eppure così diverso
ora che i solchi
di memoria e di rughe sul viso
sono più profondi.

Mi sorprende questa tua diversità.
I tuoi passi che sembravano talmente lenti
che quasi ti prendevo per mano per trascinarti
si sono inspiegabilmente affrettati
tanto che a stento ora ti vengo dietro e non ti fermi.

Non vedevo l’ora, impaziente,
che scorressi come la piena di un torrente.
Poi un giorno ho capito che mi hai ingannato
che senz’accorgermene sei sfilato,
che non perdona il tuo passare.
Lasci solo le tracce d’impronte
dove il passo non può tornare.

DINO BUZZATI

LA VITA ERA, OGGI E’

martedì 19 settembre 2017

Io me la ricordo la felicità, era fatta di operai che andavano al mare quel giorno di agosto, tutti, con le macchine senza aria condizionata,

con i portapacchi piene di valigie e le autostrade senza bollini neri.

Erano gli anni dove i pensionati potevano permettersi la giusta ricompensa dopo una vita di sacrifici, erano gli anni delle spiaggie con i ragazzi che liberamente giocavano, e i tavolini e le paste al forno, e quei contenitori frigo, più forniti dei supermercati. La felicità, con quelle sedie pieghevoli e quei caffè nei thermos a fine pranzo.

Le fotografie con i rullini, i discorsi tutti insieme a fine pranzo, i bambini che facevano i bambini. Le città   deserte, per il pane dovevi andare alla stazione centrale perché tutti sapevano che li c’era un supermercato   sempre aperto.

Invece oggi il 15 agosto i centri commerciali sono sempre aperti, le città sempre più popolate, i pensionati li vedi li, sotto qualche albero per un po di fresco.

Ci facciamo sempre più fotografie senza il bisogno di andarle a sviluppare, e qui, ci hanno fregato l’attesa, andiamo in spiaggia organizzate e devi rispettare i limiti, e qui, ci hanno fregato gli spazi. Abbiamo voluto di più ma abbiamo ottenuto dimeno. Abbiamo ottenuto uno smartphone per parlare con il mondo, e qui, ci hanno fregato la voglia di stare insieme. Io me la ricordo la felicità, rimaneva a te, sulla pelle, e non aveva nessuna password. E TU TE LA RICORDI ?

> Dal web <

“Gran Madre di Dio”

mercoledì 31 maggio 2017

Il tempio della Gran Madre è uno dei simboli di Torino ed è l’unica chiesa di proprietà del Comune. Fu eretta per volontà degli Amministratori della Città, per festeggiare il ritorno del Re Vittorio Emanuele I di Savoia il 20 maggio 1814, dopo la ritirata degli eserciti di Napoleone.

La chiesa della Gran Madre di Dio è uno dei più importanti luoghi di culto cattolico di Torno. Situata nella piazzetta omonima che si trova vicino alla riva destra del Po, prospicente al Ponte Vittorio Emanuele I e alla centrale Piazza Vittorio Veneto, insieme ad scorci uniti alla visuale del vicino Monte dei Cappuccini, completa uno dei panorami più noti e suggestivi della parte orientale del centro città.

La forma del suo fabbricato, riprende la struttura del Pantheon romano e una chiesa che non possiede campanili e si trova molto rialzata rispetto la piazzetta, la si raggiunge con una ampia gradinata, ai due lati della scalinata si trovano due statue monumentali “La Fede e la Religione”.

L’interno della chiesa appare molta semplicità, alla base della cupola interna si possono notare i quattro bassorilievi di stile neoclassico di particolare finezza raffiguranti la Vita della Vergine. La parte  più importante è la cupola che ha forma di una calotta  fatta di cassettoni in calcestruzzo, ed è un vero e proprio capolavoro rimanendo pur sempre nel neoclassico.

Nei vani collocati all’interno della chiesa, in una cripta si trova il ”Sacrario dei Caduti della Prima Guerra Mondiale 1915/18″, contenente le ossa di oltre 5.000 Torinesi morti in battaglia.

Esternamente a questa bella chiesa monumentale, la trovo a mio avviso molto più spettacolare quando è illuminata nella notte, creando un lato molto suggestivo della città di Torino.

- 1° MAGGIO -

giovedì 27 aprile 2017

Sicuramente vi sarà capitato di far festa al primo giorno di maggio, magari di godere questa libera giornata in perfetta sintonia con amici o parenti. Ma non vi siete mai chiesto il perché di questo “Primo Maggio” o  ”Festa del lavoro” o “Festa dei lavoratori”?

Allora………Questa festività denominata “Primo Maggio” viene celebrata annualmente, vuole ricordare l’impegno del movimento dei lavoratori, dei traguardi raggiunti in campo economico e sociale.           Non è una festa soltanto italiana, ma una festa che viene riconosciuta e festeggiata in quasi tutte la nazioni del mondo.

La storia ci dice, che le prime lotte dei lavoratori furono per la conquista di un diritto ben preciso; quello dell’orario di lavoro, per tutti i lavoratori e senza alcuna barriera geografica. Certamente sappiamo che questa festa è figlia delle rivendicazioni operaie, coniate allora in Australia già nel 1850, paese che stava industrializzandosi, allora prevalevano orari di lavoro oltre le dodici ore giornaliere in condizioni spesso bestiali.

Rimanendo sempre in quel periodo e per lo stesso motivo, anche nell’America iniziarono crude lotte, per la conquista della riduzione dell’orario di lavoro a otto ore. Ma a far cadere definitivamente la scelta, furono dei gravi incidenti successi nei primi di maggio del 1866 a Chicago (USA), ricordano che la polizia per sedare una forte rivolta, sparò sui manifestanti provocando numerose vittime e feriti.

Anche in Italia nel 1891, la manifestazione di Roma fu funestata da seri tumulti con morti, feriti e centinaia di arresti. Tanto per ricordare, che queste tristi manifestazioni avvenute nel tempo, erano per la riduzione dell’orario di lavoro a otto ore al giorno.

Nel ventennio fascista, questa festa fu soppressa ma fu adottata  dalla festa del “Natale di Roma” al 21 aprile, ma fu ripristinata al primo maggio subito dopo la fine del conflitto mondiale 1945. Certo che in questi 150 anni, nel mondo del lavoro c’è stato un continuo cambiamento. ma per moltissimi lavoratori non è per nulla cambiato quel forte spirito internazionale e di solidarietà per questa bella festa.

In questi tempi  di crisi non vedo nulla all’orizzonte del lavoro, giovani disoccupati, mobilità e cassaintegrati, ecc. Mi viene da pensare che anche quel “mondo ricco” vorrebbe rottamare tutte quelle conquiste sociali di 150 anni di lotte dei lavoratori

La sciagura del grande Torino calcio

martedì 18 aprile 2017

Il grande Torino delle scene molto commoventi, la sciagura del maggio 1949 a Superga la registrazione del pilota con la torre di controllo poi la sciagura che tutti ricordiamo.

Passeggiata a Torino anni 60

martedì 4 aprile 2017

Passeggiata a Torino anni 60 molto emozionante,sia la musica che il video, si vede molto bene il ponte Isabella, il valentino molto diverso, oggi e meno curato x volontà del Comune peccato. I murazzi non mi sembrano cambiati.

SETTANTA ANNI DAL PRIMO VOTO DELLE DONNE

giovedì 23 febbraio 2017

Sono ormai passati 70 anni da quando le donne Italiane poterono per la prima volta votare, e cosi considerate al par degli uomini.

L’anno fu il 1946, la loro prima volta fu con le amministrative del 10 / 03 /1946, allora, la percentuale delle donne votanti fu del 90%. ulteriori informazioni, clicca qui

La battaglia delle donne per l’ottenimento del voto politico, fu molto lungo e travagliato. Senza ripercorrere tutte le tappe del ’900, ma partendo dal 1944, a settembre per iniziativa del partito comunista, a Roma venne fondata L’unione donne Italiane, questa  macro-organizzazione avrebbe dovuto rendere unitaria la campagna per il raggiungimento dei diritti politici.

Nel ottobre del 1944 la commissione per il voto alle donne con altre associazioni presentarono al governo (Bonomi) un documento che raccontava come era inevitabile che venisse concesso il suffragio universale, durante quel mese nasce il comitato pro voto, che serviva a far conquistare il diritto di voto alle donne, e fare in modo che potessero ottenere cariche importanti nelle amministrazioni pubbliche e in enti morali.

Inoltre il comitato per il voto alle donne chiese con una petizione al governo (di liberazione nazionale) il diritto di votare e essere elette.

Il 31/01/1945 venne emanato il decreto legislativo, che conferiva il diritto di voto alle donne Italiane, che avessero almeno anni 21 ( nel decreto venivano escluse dal poter votare, le prostitute schedate che lavoravano al di fuori delle case chiuse). Comunque per le donne la vera eleggibilità veniva conferita il 10/03/1946, ( che però avessero almeno anni 25)

Le prime 21 donne della costituente.

Da quella data le donne poterono considerarsi cittadine Italiane con pari diritti.


Storia di Torino 2/2

domenica 1 gennaio 2017

La seconda guerra mondiale coinvolge Torino duramente. Torino e medaglia d’oro alla resistenza.
1923 nasce lingotto. 1961 Torino cresce e vanta 1000000 di abitanti, nasce Italia 61.
1963 si inaugura il teatro regio. 1982 chiude lingotto. Torino perde abitanti torna sotto il 1000000.

La storia di Torino- Parte 1/2

venerdì 30 dicembre 2016

Torino 1° Capitale d’Italia 1861. Nel 1865 diventa Capitale D’Italia Firenze. Nel 1896 nasce la prima sala cinematografica. Nel 1938 nasce lo stabilimento FIAT Mirafiori. nel 192o   e   1922 le prime occupazioni delle fabbriche con il nuovo movimento Gramsci.

I SHARDANA DRAMMA MUSICALE IN 3 ATTI

giovedì 1 dicembre 2016

Ennio Porrino 1910-1960 Dramma musicale in tre atti. Dedicata (Alla mia terra di Sardegna) già nel 56 viene trasmessa per radio,
dopo tanti anni finalmente nel 59 al teatro San Carlo di Napoli, fu definita la miglior opera del dopoguerra.