Archivio della Categoria 'Storia'

-Festa della Repubblica Italiana-

venerdì 2 giugno 2017

La festa della Repubblica Italiana è una giornata celebrativa nazionale italiana, istituita per ricordare la nascita della Repubblica Italiana.

Si festeggia ogni anno il 2 giugno, data del referendum istituzionale del 1946.

Sala Gonin

giovedì 1 giugno 2017

Sala Gonin

Sala Gonin non tutti sanno che si trova nella stazione di Porta Nuova. Era la sala d’aspetto riservata ai nobili  che erano in attesa di prendere il treno.Per saperne di più premere qui.

“Gran Madre di Dio”

mercoledì 31 maggio 2017

Il tempio della Gran Madre è uno dei simboli di Torino ed è l’unica chiesa di proprietà del Comune. Fu eretta per volontà degli Amministratori della Città, per festeggiare il ritorno del Re Vittorio Emanuele I di Savoia il 20 maggio 1814, dopo la ritirata degli eserciti di Napoleone.

La chiesa della Gran Madre di Dio è uno dei più importanti luoghi di culto cattolico di Torno. Situata nella piazzetta omonima che si trova vicino alla riva destra del Po, prospicente al Ponte Vittorio Emanuele I e alla centrale Piazza Vittorio Veneto, insieme ad scorci uniti alla visuale del vicino Monte dei Cappuccini, completa uno dei panorami più noti e suggestivi della parte orientale del centro città.

La forma del suo fabbricato, riprende la struttura del Pantheon romano e una chiesa che non possiede campanili e si trova molto rialzata rispetto la piazzetta, la si raggiunge con una ampia gradinata, ai due lati della scalinata si trovano due statue monumentali “La Fede e la Religione”.

L’interno della chiesa appare molta semplicità, alla base della cupola interna si possono notare i quattro bassorilievi di stile neoclassico di particolare finezza raffiguranti la Vita della Vergine. La parte  più importante è la cupola che ha forma di una calotta  fatta di cassettoni in calcestruzzo, ed è un vero e proprio capolavoro rimanendo pur sempre nel neoclassico.

Nei vani collocati all’interno della chiesa, in una cripta si trova il ”Sacrario dei Caduti della Prima Guerra Mondiale 1915/18″, contenente le ossa di oltre 5.000 Torinesi morti in battaglia.

Esternamente a questa bella chiesa monumentale, la trovo a mio avviso molto più spettacolare quando è illuminata nella notte, creando un lato molto suggestivo della città di Torino.

- 1° MAGGIO -

giovedì 27 aprile 2017

Sicuramente vi sarà capitato di far festa al primo giorno di maggio, magari di godere questa libera giornata in perfetta sintonia con amici o parenti. Ma non vi siete mai chiesto il perché di questo “Primo Maggio” o  ”Festa del lavoro” o “Festa dei lavoratori”?

Allora………Questa festività denominata “Primo Maggio” viene celebrata annualmente, vuole ricordare l’impegno del movimento dei lavoratori, dei traguardi raggiunti in campo economico e sociale.           Non è una festa soltanto italiana, ma una festa che viene riconosciuta e festeggiata in quasi tutte la nazioni del mondo.

La storia ci dice, che le prime lotte dei lavoratori furono per la conquista di un diritto ben preciso; quello dell’orario di lavoro, per tutti i lavoratori e senza alcuna barriera geografica. Certamente sappiamo che questa festa è figlia delle rivendicazioni operaie, coniate allora in Australia già nel 1850, paese che stava industrializzandosi, allora prevalevano orari di lavoro oltre le dodici ore giornaliere in condizioni spesso bestiali.

Rimanendo sempre in quel periodo e per lo stesso motivo, anche nell’America iniziarono crude lotte, per la conquista della riduzione dell’orario di lavoro a otto ore. Ma a far cadere definitivamente la scelta, furono dei gravi incidenti successi nei primi di maggio del 1866 a Chicago (USA), ricordano che la polizia per sedare una forte rivolta, sparò sui manifestanti provocando numerose vittime e feriti.

Anche in Italia nel 1891, la manifestazione di Roma fu funestata da seri tumulti con morti, feriti e centinaia di arresti. Tanto per ricordare, che queste tristi manifestazioni avvenute nel tempo, erano per la riduzione dell’orario di lavoro a otto ore al giorno.

Nel ventennio fascista, questa festa fu soppressa ma fu adottata  dalla festa del “Natale di Roma” al 21 aprile, ma fu ripristinata al primo maggio subito dopo la fine del conflitto mondiale 1945. Certo che in questi 150 anni, nel mondo del lavoro c’è stato un continuo cambiamento. ma per moltissimi lavoratori non è per nulla cambiato quel forte spirito internazionale e di solidarietà per questa bella festa.

In questi tempi  di crisi non vedo nulla all’orizzonte del lavoro, giovani disoccupati, mobilità e cassaintegrati, ecc. Mi viene da pensare che anche quel “mondo ricco” vorrebbe rottamare tutte quelle conquiste sociali di 150 anni di lotte dei lavoratori

“Un simbolo per Torino”

lunedì 13 marzo 2017

“Gran Madre di Dio”

Una Chiesa/Tempio di Torino di proprietà del Comune, fu eretta per volontà degli Amministratori  della città, per festeggiare il ritorno del  Re Vittorio Emanuele I di Savoia, il 20 maggio 1814, dopo la ritirata degli eserciti di Napoleone.

La Chiesa della Gran Madre è una delle più importanti di culto cattolico di Torino.  Situata nella piazzetta omonima, vicino alla riva destra idrografica del fiume Po, immediatamente prospicente al ponte Vittorio Emanuele I e alla piazza Vittorio Veneto, insieme a questi scorci uniti alla visuale del vicino Monte dei Cappuccini, completa uno dei panorami più noti e molto suggestivi alla parte della città occidentale del centro città.

La struttura con la sua forma, riprende quella del Pantheon romano, è una chiesa che non possiede campanili, si trova molto rialzata rispetto la piazzetta e si raggiunge con una ampia gradinata. Ai due lati della scalinata si trovano due statue monumentali che raffigurano: la Fede e la Religione.

L’interno della chiesa, appare a prima vista tanta semplicità, però, in alto alla base della cupola interna si possono osservare i quattro bassorilievi  di stile neoclassico di particolare finezza raffiguranti: la Vita della Vergine. La parte più importante di questa struttura è la cupola, ha la forma di una calotta a cassettoni in calcestruzzo ed è un vero e proprio capolavoro del neoclassicismo dell’epoca.

Nei vani posti in basso alla chiesa, in una cripta si trova il Sacrario dei Caduti della Prima Guerra Mondiale 1915/18, contenente le ossa di oltre 5.000 torinesi morti in battaglia.

Termino questo mio semplice riassunto portando all’attenzione, che esternamente la trovo molto più sceneggiante e spettacolare quando viene illuminata nella notte.

“Il toro di Piazza San Carlo”

venerdì 10 marzo 2017

Piazza San Carlo di Torino, una delle piazze più importanti del capoluogo piemontese, chiamata anche il: ” Salotto di Torino “.

Davanti a uno  dei  più storici caffè che porta il nome “Caffè Torino” , incastonato nella pavimentazione si trova un ” Toro rampante di bronzo ” cui è legata una simpatica leggenda torinese tutta da scoprire.

L’effige, simbolo e stemma della città, fu collocata nella piazza dedicata a San Carlo Borromeo nel 1930 e da allora è diventata oggetto di attenzioni e di superstizione.
A farne le spese, se così si può dire, sono i testicoli del toro di bronzo.

Infatti, la legenda vuole che calpestare gli attributi dell’immagine taurina porti molta fortuna. Questa superstizione può dimostrare che i torinesi siano gente scaramantica, seppur sempre molto discreta.

Questa tradizione è ottemperata dalle persone del posto, in modo da non dare molto nell’occhio, e il passaggio sugli attributi del toro è fatto con il massimo della discrezione. Ma da questa superstizione è nata poi un’altra piccola tradizione torinese, ovvero quella di osservare seduti ai tavoli del locale caffè, tutte le persone che discretamente si accingono a calpestare gli attributi del toro in cerca di un po’ di fortuna.

E allora, se siete di passaggio in piazza San Carlo e magari siete anche in cerca di un po’ di fortuna, provate anche voi ad unirvi a questa tradizione della città. Tentare non nuoce ….anche se forse il toro non sarebbe dello stesso avviso.

” PUNT E MES ”

lunedì 6 marzo 2017

PUNT E MES, equivale a un punto di dolce (vermouth) e mezzo punto di amaro (china).

Si narra che nel 1870, nella bottega del distillatore Carpano di Piazza Castello, entra di corsa un agente di Borsa che ordinò un vermouth corretto con mezza dose di china e prendendo a prestito l’espressione dialettale grida: “Punt e mes”.

Tra le pubblicità storiche del prodotto si ricorda il caratteristico logo, una mezza sfera con sopra una sfera intera, ideato dall’artista pubblicitario Armando Testa.

Nel 2015  il suo Gruppo ha donato alla città di Torino l’opera ”Punt e mes”. La città, in segno di omaggio al pubblicitario torinese, ha collocato la scultura al centro di Piazza XVIII Dicembre, in prossimità dell’ex stazione di Porta Susa.

Inno Di Mameli

venerdì 24 febbraio 2017

INNO DI MAMELI

L’analisi del significato dell’inno di Mameli  strofa per strofa. Durante le manifestazioni nazionali e anche nelle manifestazioni sportive , si usano solo le prime strofe ma il nostro inno è molto lungo e non tutti lo conoscono. Qui è scritto per intero. per chi volesse venirne a conoscenza può cliccare qui.

La tradizione del Carnevale Torinese.

venerdì 24 febbraio 2017

Ogni anno lo splendido capoluogo piemontese festeggia con grande stile il Carnevale,  rappresentando una delle più sentite festività  celebrate nella città.

Spirito di una tradizione ultracentenaria, trionfante come sempre nella festosità con una dominante vivacità d’allegria. Oggi trova la sua materializzazione nella ormai Luna Park della Pellerina, e con l’annessa Fiera dei Vini che offre al pubblico sapori e profumi dell’enologia piemontese con i suoi pregiati vini, occasione ideale per assaggiare qualche boccale, ma pur rimanendo nel brioso della atmosfera carnevalesca.

Tornando ai tradizionali e famosi personaggi delle maschere torinesi con Gianduja e Giacometta, che per  varie motivazioni sono sempre presenti nel loro calendario con appuntamenti imperdibili, sempre attivi e in testa alle coloratissime sfilate carnevalesche piene di sorprese, dalle caratteristiche maschere ai figurativi carri allegorici di varia ispirazione provenienti da tutta la regione, stuoli di allegri bambini che bombardano con coriandoli multicolore, bande folcloristiche e musicali al seguito.

Con un tripudio d’allegria della folla presente, in un mix elettrizzante tanto per bambini quanto per adulti.

SETTANTA ANNI DAL PRIMO VOTO DELLE DONNE

giovedì 23 febbraio 2017

Sono ormai passati 70 anni da quando le donne Italiane poterono per la prima volta votare, e cosi considerate al par degli uomini.

L’anno fu il 1946, la loro prima volta fu con le amministrative del 10 / 03 /1946, allora, la percentuale delle donne votanti fu del 90%. ulteriori informazioni, clicca qui

La battaglia delle donne per l’ottenimento del voto politico, fu molto lungo e travagliato. Senza ripercorrere tutte le tappe del ’900, ma partendo dal 1944, a settembre per iniziativa del partito comunista, a Roma venne fondata L’unione donne Italiane, questa  macro-organizzazione avrebbe dovuto rendere unitaria la campagna per il raggiungimento dei diritti politici.

Nel ottobre del 1944 la commissione per il voto alle donne con altre associazioni presentarono al governo (Bonomi) un documento che raccontava come era inevitabile che venisse concesso il suffragio universale, durante quel mese nasce il comitato pro voto, che serviva a far conquistare il diritto di voto alle donne, e fare in modo che potessero ottenere cariche importanti nelle amministrazioni pubbliche e in enti morali.

Inoltre il comitato per il voto alle donne chiese con una petizione al governo (di liberazione nazionale) il diritto di votare e essere elette.

Il 31/01/1945 venne emanato il decreto legislativo, che conferiva il diritto di voto alle donne Italiane, che avessero almeno anni 21 ( nel decreto venivano escluse dal poter votare, le prostitute schedate che lavoravano al di fuori delle case chiuse). Comunque per le donne la vera eleggibilità veniva conferita il 10/03/1946, ( che però avessero almeno anni 25)

Le prime 21 donne della costituente.

Da quella data le donne poterono considerarsi cittadine Italiane con pari diritti.