Archivio della Categoria 'Poesia'

Una bella poesia di Giosue Carducci

domenica 11 novembre 2018

San Martino

La nebbia agli irti colli
Piovigginando sale,
E sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar;
Ma per le vie del borgo
Dal ribollir dè tini
Va l’aspro odor de i vini
L’anime a rallegrar.
Gira sù ceppi accesi
Lo spiedo scoppiettando:
Sta il cacciator fischiando
Su l’uscio a rimirar
Tra le rossastre nubi
Stormi d’uccelli neri,
Com’esuli pensieri,
Nel vespero migrar.

“Mamma” (Poesia)

sabato 3 novembre 2018

Ho trovato questa bellissima “Poesia” sulla “Mamma” che vorrei condividere:

Mamma


Quando all’alba vedo nascere il sole
penso a te mamma che mi hai donato la luce
Quando il sole mi brucia la pelle
penso a te per il calore che mi hai donato.
Quando guardo un fiore e sfioro i suoi petali
penso a te per il profumo di vita che mi donasti.
Quando guardo la luna piena
penso a te mamma per le dolci carezze che mi hai dato.
Quando guardo un albero
penso a te per la forza che mi hai donato.
Qualsiasi cosa guardi…
il sorriso di un bambino
una rondine in volo
un prato fiorito
la verde acqua del mare
un arcobaleno
una stella nel cielo
penso a te mamma per offrirti tutto ciò che vedo
quello che ho lo devo a te mamma…
Fa si che io possa offrirti la vita
quella che tu mi donasti con tanto amore…
Fa sì che il sole non tramonti mai
per vedere negli altri la tua immagine d’amore.

Marco  Spyry

“Questo Amore” (Poesia) Seconda Parte

martedì 22 maggio 2018

Vorrei proporvi  l’altra parte della bellissima Poesia  di Jacques Prevert.

“Questo Amore” (Seconda Parte)

Sciocco come i rimpianti
Tenero come il ricordo
Freddo come il marmo
Bello come il giorno
Fragile come un bambino
Ci guarda sorridendo
E ci parla senza dir nulla
E io tremante l’ascolto
E grido
Grido per te
Grido per me
Ti supplico
Per te per me per tutti coloro che si amano
E che si sono amati
Sì io gli grido
Per te per me e per tutti gli altri
Che non conosco
Fermati là
Là dove sei
Là dove sei stato altre volte
Fermati
Non muoverti
Non andartene
Noi che siamo amati
Noi ti abbiamo dimenticato
Tu non dimenticarci
Non avevamo che te sulla terra
Non lasciarci diventare gelidi
Anche se molto lontano sempre
E non importa dove
Dacci un segno di vita
Molto più tardi ai margini di un bosco
Nella foresta della memoria
Alzati subito
Tendici la mano
E salvaci.

Jacques Prevert

“Questo Amore” (Poesia)

martedì 15 maggio 2018

Questa bellissima poesia di “Jacques Prevert” e un po lunga, pubblico solo una parte.

Se piacerà inserirò anche la seconda.

Questo amore

Questo amore
Cosi violento
Cosi fragile
Cosi tenero
Cosi disperato
Questo amore
Bello come il giorno
E cattivo come il tempo
Quando il tempo è cattivo
Questo amore cosi vero
Questo amore cosi bello
Cosi felice
Cosi gaio
E cosi beffardo
Tremante di paura come un bambino al buio
E cosi sicuro di sé
Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
Questo amore che impauriva gli altri
Che li faceva parlare
Che li faceva impallidire
Questo amore spiato
Perché noi lo spiavamo
Perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Perché noi l’abbiamo perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Questo amore tutto intero
Ancora cosi vivo
E tutto soleggiato
E tuo
E mio
E stato quel che è stato
Questa cosa sempre nuova
E che non è mai cambiata
Vera come una pianta
Tremante come un uccello
Calda e viva come l’estate
Noi possiamo tutti e due
Andare e ritornare
Noi possiamo dimenticare
E quindi riaddormentarci
Risvegliarci soffrire invecchiare
Addormentarci ancora
Sognare la morte
Svegliarci sorridere e ridere
E ringiovanire
Il nostro amore è là
Testardo come un asino
Vivo come il desiderio
Crudele come la memoria

“Buon San Valentino”

martedì 13 febbraio 2018

Si racconta che un giorno San Valentino sentì passare, vicino al suo giardino, due giovani fidanzati che stavano litigando. Allora gli andò incontro con in mano una rosa che regalò loro, pregandoli di riconciliarsi stringendo insieme il gambo della stessa, facendo attenzione a non pungersi e pregando affinché il Signore mantenesse vivo in eterno il loro amore.

Qualche tempo dopo la coppia gli chiese la benedizione del loro matrimonio. Quando la storia si diffuse, molti decisero di andare in pellegrinaggio dal vescovo di Terni il 14 di ogni mese, il giorno dedicato alle benedizioni. Poi la data è stata ristretta solo a febbraio, perché in quel giorno del 273 San Valentino morì. Da allora ogni 14 di Febbraio si festeggia (La Festa degli innamorati) “San Valentino” che impersona la bellezza e la dolcezza dell’Amore. Questa poesia la dedico agli innamorati e a tutte le persone che si vogliono bene…

PER TE
Edward Estlin Cummings

Il tuo cuore lo porto con me
Lo porto nel mio
Non me ne divido mai.
Dove vado io, vieni anche tu, mia amata;
qualsiasi cosa sia fatta da me,
la fai anche tu, mia cara.
Non temo il fato
perché il mio fato sei tu, mia dolce.
Non voglio il mondo, perché il mio,
il più bello, il più vero sei tu.
Questo è il nostro segreto profondo
radice di tutte le radici
germoglio di tutti i germogli
e cielo dei cieli
di un albero chiamato vita,
che cresce più alto
di quanto l’anima spera,
e la mente nasconde.
Questa è la meraviglia che le stelle separa.
Il tuo cuore lo porto con me,
lo porto nel mio.

E Crescendo impari… (Poesia)

sabato 20 gennaio 2018

Ho trovato su Internet questa bella Poesia che dice che la Felicità non è quella delle grandi cose…

Ma si può trovare nelle piccole cose che facciamo quotidianamente. Molto belle le parole di “Jonathan Livingston”.

A me è piaciuta e vorrei condividerla con voi.

E crescendo impari… (Anonimo)

E crescendo impari che la felicità non é quella delle grandi cose.
Non é quella che si insegue a vent’anni,
quando, come gladiatori si combatte il mondo per
uscirne vittoriosi…

La felicità non é quella che affanosamente si insegue
credendo che l’amore sia tutto o niente,…
non é quella delle emozioni forti che fanno il “botto” e
che esplodono fuori con
tuoni spettacolari…,

la felicità non é quella di grattacieli da scalare,
di sfide da vincere mettendosi
continuamente alla prova.
Crescendo impari che la felicità é fatta di cose piccole
ma preziose….

…e impari che il profumo del caffé al mattino
é un piccolo rituale di felicità,
che bastano le note di una canzone,

le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore,

che bastano gli aromi di una cucina,

la poesia dei pittori della felicità,
che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una
felicità lieve.

E impari che la felicità é fatta di emozioni in punta di piedi,
di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore,
che le stelle ti possono commuovere e il sole far
brillare gli occhi,
e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto,
che il profumo della primavera ti sveglia dall’inverno, e
che sederti a leggere all’ombra di un albero rilassa e
libera i pensieri.

E impari che l’amore é fatto di sensazioni delicate,
di piccole scintille allo stomaco,
di presenze vicine anche se lontane,
e impari che il tempo si dilata e che quei 5
minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore,
e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi,
sfornellare in cucina, leggere una poesia, scrivere su un
libro o guardare una foto per annullare il tempo e
le distanze ed essere con chi ami.

E impari che sentire una voce al telefono, ricevere
un messaggio inaspettato, sono piccolo attimi felici.
E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli
ma preziosi.

E impari che tenere in braccio un bimbo é una deliziosa
felicità.
E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano
delle persone che ami…
E impari che c’é felicità anche in quella urgenza
di scrivere su un foglio i tuoi pensieri, che c’é qualcosa di
amaramente felice anche nella malinconia.

E impari che nonostante le tue difese,
nonostante il tuo volere o il tuo destino,
in ogni gabbiano che vola c’é nel cuore
un piccolo-grande
Jonathan Livingston.
E impari quanto sia bella e grandiosa
la semplicità.

POETI A CONFRONTO, LEOPARDI E FOSCOLO

venerdì 3 novembre 2017

L’angoscia profonda del poeta (Leopardi) che non sa rassegnarsi, non può rinunciare a chiedersi il perché della sua vita e di tutti gli esseri, del dolore e della morte, l’angoscia causata da impossibilità di trovare una giustificazione della realtà, che lo porta alla disperata constatazione della vanità e del male del vivere.

La filosofia del Leopardi diventa cosi’ coscienza della tragedia umana. Nonostante, continua il desiderio di comunione con la vita e con la vita e con le sue bellezze.

Però, a differenza del Foscolo scopre che i sogni della giovinezza sono puri e dolcissimi. Il Leopardi, attraverso un lento processo di maturazione letteraria e artistica, giunse a formulare una originale poetica romantica. I temi trattati da l Leopardi sono molto pochi rispetto a quelli del Foscolo.

Possiamo dire che la poesia migliore del Foscolo si caratterizza in sonetti, odi, sepolcri. Quindi pur essendo illuminista nel pensiero, e nello stesso tempo, classico nella forma e nello stile, romantico nella poesia, nello spirito e nei sentimenti.

A differenza di Leopardi (che intervenne nella polemica tra classicisti e romantici con due documenti, pubblicati postumi, che allora rimasero ignorati). Questi scritti sono importanti perché espone una concezione della poesia, che lui manterrà fedelmente sempre.

Il Foscolo scrisse numerosi articoli letterari ed opere di critica, soprattutto nel periodo Inglese, anche perché aveva necessità di denaro.

Iniziò con la critica Dantesca, quella Petrarchesca e quella sul Boccaccio, va attribuito il merito di aver iniziato una nuova critica letteraria. Nel Foscolo è vivissimo il senso della individualità. Per comprendere la personalità del poeta, bisogna leggere l’Epistolario, costituito da lettere che coprono tutto l’arco della sua vita.

La poetica del Leopardi giunge alla sua matura espressione quando, dei tre generi letterari, l’epica (narrativa), la drammatica (tragedia) e la lirica, riconosce in quest’ultima la vera poesia.

La critica più recente non accetta più l’idea che la poesia Leopardiana nasca dal sentimento che insorge contro la ragione, anche se la natura della sua poesia è sentimentale. La poesia che sorge dalla ragione , non è la poesia del sentimento, ma il canto della ragione stessa fatta sentimento.

LE SOSTANZIALI DIFFERENZE SONO;

FOSCOLO

E  uno dei principali letterati del neoclassicismo e del preromanticismo, fu uno dei più notevoli esponenti del periodo fra il Settecento e Ottocento. Era privo di fede religiosa ed incapace di trovare felicità nell’amore di una donna, avverti’ sempre dentro di se un infuriare di passioni. Mori a Londra, le sue ceneri furono riportate in Italia e inumate nella basilica di Santa Croce a Firenze.

LEOPARDI

Il pensiero e la poesia sono caratterizzati dal pessimismo, l’aspetto filosofico delle idee assumono nel tempo connotazioni diverse. Partendo dal suo estremo pessimismo, per cui ritiene che la morte possa essere per lui migliore della vita (la causa è probabilmente a causa delle sue precarie condizioni fisiche) e contro la vita priva di aspettative, ritiene che la morte sia eroica e romantica.

Il pessimismo filosofico ha le sue origini nel materialismo del settecento, e mostrato da alcuni autori antichi, come Omero e Lucrezio. Gli studiosi hanno distinto tre fasi del pessimismo Leopardiano “pessimismo, individuale, storico e cosmico” più una fase di “pessimismo eroico”. Mori’ a Napoli improvvisamente nel 1837, il 14 maggio, ha 39 anni, venne inumato nella cripta e poi nell’atrio della chiesa di San Vitale martire, presso fuorigrotta.

“Caro tempo che fuggi via”(Poesia)

giovedì 5 ottobre 2017

Caro tempo che fuggi via.

A fatica sento la tua eterna presenza,
il tuo battito a scandire la vita.
Il tuo passare è silenzioso e impalpabile,
eppure così diverso
ora che i solchi
di memoria e di rughe sul viso
sono più profondi.

Mi sorprende questa tua diversità.
I tuoi passi che sembravano talmente lenti
che quasi ti prendevo per mano per trascinarti
si sono inspiegabilmente affrettati
tanto che a stento ora ti vengo dietro e non ti fermi.

Non vedevo l’ora, impaziente,
che scorressi come la piena di un torrente.
Poi un giorno ho capito che mi hai ingannato
che senz’accorgermene sei sfilato,
che non perdona il tuo passare.
Lasci solo le tracce d’impronte
dove il passo non può tornare.

DINO BUZZATI

Torino quanto sei bella

mercoledì 12 luglio 2017

Torino quanto sei bella bisognerebbe cambiare il titolo, con Torino quanto eri bella questo filmato e del 2007, solo 10 anni sono passati Torino e irriconoscibile vediamo il centro senza spazi verdi diventata un canile, le periferie oltre a sporche tutte devastate non si ripara niente. Io dico noi paghiamo sempre più tasse e abbiamo meno servizi, al posto dei politici io mi vergognerei.

Lentamente Muore (Poesia)

domenica 18 giugno 2017

Lentamente muore

Lentamente muore
chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle “i”
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita, di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza
porterà al raggiungimento
di una splendida felicità.

(Martha Medeiros, poesia erroneamente attribuita a Pablo Neruda)