Archivio della Categoria 'Inquinamento'

COME RITORNANO A CASA, chissà fino a quando ?

giovedì 15 giugno 2017

NON E’ DETTO CHE SIA PROPRIO COSI’:

Tra gli anni 2006 e 2007 nel mondo è avvenuta una strana moria di api, L’imidacloprid, non uccide solo le api, ma anche gli uccelli che si nutrono di insetti e semi.

L’imidacloprid è un insetticida sistemico, è un composto strutturalmente simile alla nicotina da cui differisce per geometria, dimensione e la presenza di un gruppo nitrilimminico, e assume diverse forme variando le sue proprietà cromatiche. da recenti stime è considerato uno dei più usati insetticidi di nuova generazione, ha importanti ripercussioni sulla fauna acquatica, su diverse specie di volatili e sulle api.

Esiste anche la sindrome dello spopolamento degli alveari, un fenomeno poco conosciuto, per il quale le colonie di api periscono bruscamente.

La causa o cause della sindrome non è ancora ben compresa, alcuni parlano di stress dovuto ai cambiamenti ambientali, malnutrizione, vari patogeni, compreso il virus Israeliano della “paralisi acuta”, insetticidi come L’imidacloprid, od altre cause, probabilmente create dall’uomo.

Questo declino comprende tutti i fattori come  l’urbanizzazione, l’uso di fitofarmaci, la chiusura di attività commerciali degli apicoltori, tuttavia tra gli anni 2007 – 2008 il tasso di riduzione è cresciuto raggiungendo proporzioni fino ad allora sconosciute.

Vi accenno  ad una particolarità importante per l’insetto, ma la sua capacità è e sarà importante anche per tutta l’umanità.

La storia dell’animale che ritrova da notevole distanza, la strada di casa;

Appartiene a ogni epoca e a ogni paese. Gli scienziati hanno dimostrato che , alla base dell’orientamento, possono trovarsi fattori diversi, primo fra tutti il fiuto, molto sviluppato negli animali e quasi completamente perduto dall’uomo. Un esempio importante è il senso dell’orientamento nelle api da miele, capaci di memorizzare , quando si allontanano dal favo in cerca di sorgenti di cibo, le particolarità visive e olfattive della zona nella quale , dopo avere individuato la zona nella quale le api operaie dovranno fare incetta di cibo, trasmettono l’itinerario per il ritorno mediante un particolare tipo di danza. Oltre alla vista e l’olfatto le api esploratrici utilizzano la cosi detta “bussola solare”,calcolando istintivamente l’angolo d’incidenza dell’astro che da la al nostro pianeta. Per ritrovare da grande distanza la via del loro luogo abituale di residenza. Si servono di diversi elementi, tra cui la posizione del sole e il campo magnetico terrestre.

Si potrebbe pensare che ogni ape si specializza dalla giovinezza in una determinata funzione, che può essere quella di nutrice, di costruttrice oppure di bottinatrice. In realtà non è cosi’. Ogni operaia svolge in successione ciascuna delle varie attività necessarie alla comunità, nel far questo l’ape segue un programma che stabilisce i suoi compiti in funzione dell’età.

>Appena nata compie, circa per i primi tre giorni, lavori di pulizia delle celle,

>Per altri pochi giorni, è al ricevimento del nettare e stivaggio del polline.

>Dopo circa 20 giorni, diventa guardiana dell’alveare

>dalla successiva settimana fino alla fine della sua esistenza lavora nei campi come bottinatrice.

Un importante sviluppo che le api utilizzano all’interno dell’alveare è il meccanismo di regolazione  della temperatura, al più alto grado che si riscontra in qualsiasi comunità di insetti, infatti esse mantengono nel nido di covata una costante temperatura (tra 34,5 e 35,5° C).

Evidentemente hanno a disposizione dei mezzi che permettono loro di riscaldare o di raffreddare l’alveare, questo può essere fatto solo con una comunicazione sociale.

Una particolarità, è che quando hanno bisogno di acqua, solo le bottinatrici esperte e con una buona conoscenza della zona, possono svolgere questa mansione, dopo di che le api giovani inesperte distribuiscono l’acqua all’interno dell’alveare “spruzzatrici”.

APE REGINA E OPERAIE

Il FUCO ( chiamato anche pecchione) è il maschio dell’ape, nasce da uova non fecondate (di ape regina o vergine). La sua specificità è il suo corpo grosso ne coperto di peli, con un apparato boccale corto (la ligula), per cui non può bottinare, ma solo assorbire il miele dai favi, viene nutrito di polline dalle api operaie, non possiede il pungiglione. Il fuco non lavora all’interno dell’arnia , e il suo unico scopo è quello di fecondare l’ape regina.

Il maschio è atto alla fecondazione dopo circa 15 giorni dalla sua nascita, e la vita media e di circa 50 giorni. oggi è stata rivalutata la funzione del fuco, recenti scoperte hanno rilevato che collabora all’allevamento delle larve, scalda la covata con il calore prodotto dal proprio corpo, e alla maturazione del miele, tramite ventilazione, liberando quindi le api operaie per altre mansioni.

Per effettuare l’accoppiamento con l’ape regina , riescono a fare voli anche di 15 Km in diversi punti di raduno, cosi da effettuare l’agognato accoppiamento.

“INQUINAMENTO ATMOSFERICO”.

mercoledì 12 aprile 2017

Aumenta l’incidenza di patologie respiratorie e cardiocircolatorie.

I pericoli per la salute dati dall’inquinamento atmosferico è un argomento d’attualità, come da sempre rimane al centro dell’attenzione. Come per molti altri temi, non bisogna cadere in un allarmismo catastrofico come dai dati che ci propinano alcuni ecologisti, ma nemmeno sminuire o trattare con superficialità l’argomento.

A essere le più inquinate sono le aree metropolitane: riscaldamento domestico, industrie e autoveicoli  sono i principali responsabili. A livello mondiale le condizioni più critiche si riscontrano nelle zone industrializzate della Cina Settentrionale.

In Europa  la situazione è certo meno drammatica, ma la Pianura Padana è di gran lunga l’area più inquinata del Vecchio Continente. A Torino in Piemonte, dai dati  dell”ARPA ci dicono che in questo ultimo decennio c’è stata una costante riduzione degli inquinanti atmosferici. Per il riscaldamento domestico si è passati dal carbone e nafta al gas metano, ora si va verso al teleriscaldamento in tutta l’area della città. Con la funzione delle norme in atto per il controllo dei gas di scarico delle automobili e l’eliminazione del piombo dalla benzina che hanno dato un grande aiuto benefico sull’ambiente. Le “polveri sottili” anche se si sono ridotte, restano ancora al di sopra del limite di protezione della salute, almeno nell’area metropolitana di Torino.

Per alleviare questo inquinamento ambientale, si devono imporre delle misure restrittive e sempre  condivise da tutta la popolazione, per esempio: al riscaldamento domestico, utilizzare metano e se possibile il teleriscaldamento, per la produzione di energia elettrica puntare alle fonti naturali (acqua, sole, vento), andare verso la costruzione di motori a scoppio sempre meno inquinanti, (come quelli degli autoveicoli ibridi o elettrici) e nelle industrie vengano imposti e osservati dei severi controlli delle emissioni nocive.

Dal punto medico, le due malattie più importanti che trovano nell’inquinamento atmosferico sono le bronchiti croniche, enfisema e malattie assimilabili, che rappresentano la terza causa di morte a livello mondiale e il tumore broncopolmonare.

Mentre per fumo, stili di vita e alimentazione, la riduzione del rischio è legata al modo del comportamento personale.

Diesel fermo / Falò acceso

sabato 18 febbraio 2017

Torino, a partire  da oggi le vetture Diesel Euro 3 non possono circolare, e probabilmente subito dopo lo stop varrà anche per i Diesel Euro 4, secondo le nuove misure antismog volute dall’amministrazione comunale di Torino. (ulteriori notizie clicca qui)

Certamente i livelli di smog sono superiori ai limiti imposti, giustamente  l’ARPA Piemonte ha diramato un report sulle previsioni , e il comuni di Torino attua le misure necessarie , come lo stop alla circolazione privata, nel nuovo  provvedimento si prevede anche il fermo di tutti i veicoli circolanti se perdura lo sforamento dei parametri di riferimento, e le nuove regole varranno pe questo anno fino al 15 aprile ( si spegne il riscaldamento delle abitazioni)

Sicuramente al Nord il problema si presenta più marcato, visto il territorio della pianura padana, favorisce il ristagno delle polveri sottili, pero bisogna smettere di pensare che l’inquinamento si risolve bloccando la circolazione delle auto, il traffico pesa al max per un 30%, ci sono altre emissioni da tenere d’occhio.

Molte sono le informazioni a riguardo; da più parti, si evidenzia che una causa importante va attribuita  alla combustione della legna usata per il riscaldamento domestico, pur essendo in città molti utilizzano le stufe, a legna o pellet, (secondo informazioni testate, contribuiscono a produrre quasi il 45% delle polveri sparse nell’aria), la combustione di biomasse nel settore agricolo contribuisce enormemente ad inquinare l’atmosfera,( forse un maggiore controllo sulle attività agricole ?)  il resto da cause varie e dal riscaldamento delle abitazioni. ( di cui in questo periodo non sene può fare a meno).

Sicuramente i provvedimenti emergenziali riducono temporaneamente  lo smog, ma non lo curano. Sicuramente un insieme di provvedimenti aiuterebbero  a ridurre l’inquinamento atmosferico ( ma non solo quello)

Poi però, noto che l’inquinamento non c’è più in città, visto che si è potuto (nessuna restrizione per l’evento) organizzare una festa, per i Valdesi, Ebrei, che celebravano una ricorrenza cara alla comunità religiosa, con un gran falò.

Una grande catasta di legno è stata innalzata in piazza Castello, e poi dato fuoco.

Durante la commemorazione, si sono succeduti molti interventi dal palco, tra cui la nostra sindaca di Torino, dichiarando che con quel falò , la nostra comunità è aperta e accogliente per chiunque.

Premetto che il falò si è acceso dopo ripetuti tentativi, uno con l’utilizzo di benzina.

Tutto questo non si scontra con quanto deciso dal comune di Torino? (nella persona dell’assessore dell’ambiente e della stessa sindaca),  con questo non voglio alimentare nessuna polemica , ma ricordare a chi ci governa di evitare di differenziare l’inquinamento , chi può farlo e chi no.

La plastica uccide il mediterraneo

domenica 15 gennaio 2017

Ho letto questo articolo su la stampa.

Circoscrizione 5°- GHIAIA CON AMIANTO-la STAMPA-

domenica 29 maggio 2016

da La Stampa  QUARTIERI

parcheggio

parcheggio

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Circoscrizione 5/Madonna di Campagna Il Comune: “Tre mesi per togliere l’amianto da via Stradella”

Un’ordinanza per cancellare la bomba ecologica che si nasconde nella ghiaia del parcheggio della sede della Circoscrizione 5. In via Stradella, il Comune prenderà la via amministrativa più rigorosa per risolvere il problema amianto che ha obbligato a vietare l’accesso di una parte del cortile dell’ex Cir. L’Arpa ha denunciato che la bonifica dell’area ex industriale non era stata fatta secondo la legge dalla società assicurativa incaricata. E che per riempire le voragini lasciate dalle vasche della conceria erano stati utilizzati macerie e materiali pericolosi come le «pietre verdi» che, se sbriciolate, possono rilasciare asbesto. La Città è obbligata a correre contro il tempo per risolvere un problema di cui è a conoscenza dall’inizio di maggio, ma venuto a galla solo venerdì quando il settore Decentramento ha deciso di chiudere preventivamente il cortile di via Stradella. Negli uffici dell’assessorato all’Ambiente, si sta lavorando a un’ordinanza che obblighi la Carige, società che ha gli uffici confinanti con la sede della Cinque e che ha finanziato la bonifica terminata 4 anni fa, a risolvere la questione «entro 3 mesi». A finire sotto indagine è stato il «capping»: la copertura di terra spessa un metro sistemata per cancellare l’incubo di contaminazioni. «Doveva essere costituita da terreno conforme e da ghiaietta» si legge nella relazione dell’Arpa. Ma si è scoperto che sono stati utilizzate macerie e delle «pietre verdi» che, rivelano le analisi, contengono amianto (crisotilo). È al lavoro l’avvocatura, mentre la redazione dell’ordinanza spetta al settore Ambiente. La società assicurativa sarà obbligata a intervenire altrimenti sarà sanzionata pesantemente dal punto di vista economico. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

“La giornata della Terra”

venerdì 22 aprile 2016

In inglese “Earth Day”, è il nome usato per indicare il giorno in cui si celebra l’ambiente e la salvaguardia del pianeta Terra, Questa festa ricorre ogni anno ad un mese e due giorni dopo l’equinozio di primavera, esattamente il 22 aprile. E’ una celebrazione che coinvolge più nazioni possibili, attualmente ad oggi coinvolge ben 175 stati. Nata il 22 aprile 1970 per sottolineare la estrema necessità della conservazione delle risorse naturali della Terra, nel tempo la “Giornata della Terra” è divenuta un avvenimento informativo ed educativo. Gli ecologisti la utilizzano come una sicura occasione per dare una valutazione alle varie problematiche del pianeta: l’inquinamento dell’aria, del suolo e dell’acqua, la distruzione degli ecosistemi, le migliaia di piante  e specie animali che scompaiono, l’esaurimento delle risorse non rinnovabili. Si insiste in soluzioni che permettano di eliminare gli effetti negativi delle varie attività dell’uomo; queste soluzioni includono il riciclo dei materiali, la conservazione delle risorse naturali come petrolio e gas fossili, il divieto di utilizzare prodotti chimici dannosi, la cessazione della distruzione degli habitat di protezione alle specie minacciate.

” Bike The Nobel “

martedì 22 dicembre 2015

E’ risaputo che il chimico svedese Alfred Nobel è stato l’inventore della dinamite, che a causa di una vicissitudine alquanto strana e dalla conseguenza al caso  che nel 1901 istituì questo nobile premio, da elargire ogni anno a chi abbia bene apportato   “Considerevoli benefici alla Umanità”.

‘Caterpillar’ nel programma di RAI 2, ha proposto come prossimo candidato al “Premio Nobel per la Pace”, proprio il mezzo più usato nel mondo, “La bicicletta”. Perché questo mezzo è uno strumento di pace, è un mezzo di spostamento più democratico che ci sia a disposizione dell’Umanità.  Permette di muoversi a tutti, poveri e ricchi, riduce le differenze sociali.  La bicicletta è un contributo sociale che elimina le distanze fra i popoli, ed è un mezzo che comunica rispetto e avvicina le persone e le culture.  E’ la regina delle strade e dello sport ciclistico, che nelle forti competizioni adorna festosamente con molto entusiasmo le folli popolari. Sempre a disposizione con semplicità, eleganza, leggera e molto aggiornata dalle nuove tecniche, sportiva al servizio per lo svago, economica per il lavoro.  La bici non ha controindicazioni, pedalare fa bene al cuore, aiuta a stare bene e riduce i rischi di malattie e ai sistemi sanitari dai costi delle cure.  Chi va in bici sorride, pensa, canticchia, fischietta, crea sempre il buon umore ed è in sintonia col mondo esterno.  La bicicletta,  (il suo nome viene spesso abbreviato in “bici)   è di categoria Velocipedi.  E’ un veicolo azionato a pedali con la forza muscolare delle gambe e la velocità e basata sulle diverse possibilità.  E’ costituita da un particolare telaio in cui sono vincolate due ruote allineate una dietro all’altra, è dotata di un sistema meccanico per la trasmissione della potenza alla ruota motrice posteriore.

Ha un lodevole e risaputo pregio ecologico  “ NON E’ INQUINANTE ”.    Riduce di molto quel bisogno di petrolio ed i conflitti che si fanno per questa materia.

Insomma la bicicletta non ha mai deluso, molto ecologica, silenziosa,   sempre economica, socialmente aggregante e merita il “Nobel per la Pace”.

Per gli automobilisti

sabato 10 ottobre 2015

Letta su “MOTOR LIFE”

Arriva da Modena una scoperta che potrebbe rivoluzionare i consumi di carburante mondiale: i laboratori di TereGroup della città emiliana hanno infatti comunicato di aver sintetizzato dalle alghe un additivo che, aggiunto in una percentuale del 20% al gasolio, permetterebbe di ridurre fino al 50% i consumi delle vetture Diesel

Algamoil Dual-Fuel (questo il nome del biodiesel ricavato dalla coltivazione di microalghe) è frutto di anni di sperimentazione ed è già stato certificato con test su motori effettuati sia in Italia, presso il Dipartimento Enzo Ferrari dell’Università di Modena, che negli Stati Uniti, al SAE di Detroit.

Il nuovo combustibile sarà raffinato nello stabilimento del gruppo che si trova a Modena.

Peraltro, l’Almoil Dual-Fuel è una scoperta che acquista ulteriore importanza anche a livello normativo, visto che le previsioni di legge imporranno entro il 2018 un quantitativo di almeno l’1,2% di biocarburante, prodotto da materie prima di scarto o non alimentari, nel gasolio. La componente ‘bio’ è poi destinata a salire fino al 2% nel 2022.

Salvare il Pianeta

sabato 31 marzo 2012

Leggete questo articolo  e molto interessante cliccate qui.

“Fa freddo perchè”

lunedì 26 marzo 2012

Ho letto su una rivista un articolo interessante dei sconvolgimenti climatici e ho pensato di proporlo!

Sembra un paradosso ma non lo è: il gelo e le nevicate che hanno colpito l’Europa sono la conseguenza del riscaldamento globale. Rimediare è anche nostro compito.

Molti affermano che il gelido febbraio che ha messo in ginocchio l’Europa e il Nord Africa non sia altro che un fenomeno eccezionale, un’anomalia. Altri guardano il termometro precipitare sotto lo zero e sghignazzano: << Allora? Dov’è questo famoso riscaldamento globale?>>. In realtà, anche questo freddo siberiano, che tanti guai ha causato in Europa nell’arco di un febbraio climaticamente disastroso, è un sintomo del pianeta che si scalda. D’altronde anche la febbre causa dei brividi…

La bianca calotta e il mare scuro
Come analizzato da alcuni studiosi del clima, le estati molto calde degli ultimi anni e gli autunni insolitamente tiepidi hanno causato uno straordinario scioglimento dei ghiacci artici che poi in inverno, non riescono a ritornare all’estensione dell’anno precedente. Così anno dopo anno, la calotta polare si restringe sempre di più. La banchina ghiacciata del Pollo Nord è di un bel bianco luccicante e come tale riflette nello spazio la luce del sole impedendo al pianeta di surriscaldarsi. Al contrario, la scura acqua del mare polare accumula calore che viene ceduto all’ambiente in inverno. Questo, per una serie di effetti climatici a catena, spinge l’aria del gelido Nord a Sud, sull’Europa e sull’America del Nord regalandoci i rigidi inverni degli ultimi anni che sono stati anche particolarmente nevosi. Insomma: avete molto freddo in inverno? E perché il Pianeta è troppo caldo in estate. Il gruppo degli scienziati consapevoli si allarga e i governi fanno persino dei conti sui danni provocati dai fenomeni climatici estremi.

La natura offesa presenta il conto
Il glaciale inverno “concentrato” nell’ultimo mese è costato solo al nostro Paese (senza considerare la tragedia delle persone morte) centinaia di milioni di euro di danni, specialmente nel settore agricolo, che diventano miliardi se calcolati a livello continentale. Nel Nord dell’Atlantico si immagina che i danni causati da tempeste e uragani possono passare dall’attuale media annuale di 26 miliardi di dollari a oltre 100 nell’arco di 80 anni; per non parlare delle inondazioni, dei mega- smottamenti e degli altri tremendi fenomeni causati dal clima estremo nei Paesi del Sud Est asiatico o del Sud America, così come la desertificazione nei Paesi africani, i tifoni nel Pacifico… Eppure, i cambiamenti climatici sono un argomento molto difficile da trattare:  la maggior parte nel mondo economico e politico vorrebbe nasconderli sotto il tappeto per non affrontare un problema che richiede (subito, adesso) immani sforzi economici e tecnologici.

Ai  media  interessa solo lo spettacolo
I media amano trattare il tema solo in corrispondenza di “spettacolari” disastri per alzare l’audience. Se ne parla a volte troppo, a volte poco, comunque male , e si fa pochissimo per mitigare i cambiamenti climatici o prepararsi al loro (inevitabile) arrivo. Ma qualcosa possiamo fare anche noi singoli cittadini, anzi, forse possiamo fare persino più dei politici. Come? Consumando meglio. Ogni azione quotidiana può avere un impatto sul clima, non solo quelle che implicano l’emissione di anidride carbonica, il più potente gas serra nemico del clima.

Consumare meno e con responsabilità
Persino alimentarsi può contribuire al surriscaldamento globale: basti pensare che un pranzo italiano percorre mediamente 1500 km prima di essere servito sulle tavole italiane viaggia, inquinando, su ruote, in nave o in aereo. Perciò, consumare cibo di migliore qualità italiano, di stagione e biologico rappresenta una scelta responsabile che aiuta il pianeta. In fondo, produrre meno anidride carbonica significa anche risparmiare un sacco di soldi alla collettività: il clima che cambia costa e salvaguardarlo vuol dire “salvaguardare” anche il portafoglio!

Tessa Gelisio