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*** il pranzo di Ozanam ***

giovedì 17 settembre 2020

Le fonderie Ozanam , si sono rinnovate. Un nuovo cortile reso unico dall’artista internazionale Tellas, il prato fiorito e l’ortoalto sul tetto. Le api operose Ozanam sempre più operose. Un locale di energia primaria, ma soprattutto una cucina-fucina di idee gustose e solidali, in cui i ragazzi provenienti dai corsi (persone con fragilità e diversamente abili) possono mettersi alla prova in maniera collaborativa e professionale divertendosi. Un locale elegante ma colorato, moderno e fresco, un laboratorio di idee culinarie sempre nuove e originali, preparate con dei dettagli e attenzione particolare alla presentazione ma soprattutto agli ingredienti a “km 0″ ed equo-solidali. Le prelibatezze prendono vita con filosofia del sapore “slow” attenta e pregiata, che parte dalle sorgenti del gusto senza perdere di vista la componente di solidarietà e di attività collettiva.

Il ristorante “Le fonderie OZANAM” si trova in Via Foligno, 14 – Torino

*** BREVE STORIA DEL PARCO DELLA MANDRIA ***

lunedì 7 settembre 2020

Con i suoi 3124 ettari, il Parco rappresenta un’ambiente recintato con prati  e boschi tutelati più grande d’Europa, in cui vivono liberamente nei suoi prati e foreste numerose specie di animali selvatici e domestici.

Grazie al suo lungo muro di cinta di 30 km, fatto costruire a metà del 800 da re Vittorio Emanuele II, è il più grande parco cintato d’Europa. Muro fatto costruire per proteggere gli appartamenti  reali del Castello della Mandria, voluti dal re per viverci con la sua seconda famiglia creata con la moglie morganatica Rosa Vercellana, detta “Bela Rosin”, ed è servito di fatto per proteggere anche uno dei lembi sopravvissuti della foresta che un tempo copriva l’intera Pianura Padana.

Alla morte del re Vittorio Emanuele II, i Medici del Vascello nel 1882 divennero proprietari della tenuta, consentendo di mantenere integre tutte le sue caratteristiche sino ai giorni nostri. A metà del secolo scorso, in questa tenuta vivevano oltre 900 persone ed erano presenti due chiese, due scuole, un teatro, ed addiritura una piccola piscina per ragazzi.

Nel 1976 la tenuta venne in parte venduta alla Regione Piemonte, suddividendo il territorio in due grandi aree, il preparco di 3446 ettari fuori dalle mura con finalità di accordo tra regime d’uso e tutela con l’area circostante e l’attuale area attrezzata vero nucleo del parco di 3124 ettari con finalità di tutela del patrimonio naturalistico e culturale, nella quale sono collocate anche le attrezzature per il tempo libero.

*** CASE PER ARBORICOLI ***

domenica 26 luglio 2020

Chi non ha mai sognato da bambino una casa su un albero, infatti, per qualcuno questo sogno d’infanzia lo ha trasformato in una realtà, costruendosi in proprio una vera casa sopra un albero per godere tutta quella ebbrezza di un vivere a stretto contato con la natura.

E’ una scelta un po’ romantica quasi da hippie quella di vivere sugli alberi, sempre nel rispetto doveroso verso l’ecosistema dettato da quel profondo amore per la natura, che ha saputo offrire a questi “arboricoli” ciò che non riuscivano ad ottenere in città come: Pace, Relax e Silenzio.

Nel nord-est del canavesano in Piemonte è nato un piccolo villaggio di case sugli alberi, (la località rimane segreta conservando sempre la privacy), Le prime abitazioni risalgono dal 2002 e da allora che risulta come “Primo villaggio arboricolo d’Italia”, ed è ancora in continua espansione. Case sull’albero poste alla altezza da 4 a 6 metri dal suolo, realizzate con le più innovative tecniche  di bioedilizia, dove si è aggiunta anche tutta la tecnologia interna, computer, televisione, elettrodomestici e vari servizi, tutto completamente integrato  nel tessuto boschivo che le circonda.

Per chi continua sognare, faccio sapere che in molte regioni d’Italia esistono case (anche a tipo hotel) sugli alberi. dove si può soggiornare per una vacanza molto particolare in mezzo alla natura pura, oppure trascorrere un incantato weekend sugli alberi in mezzo al bosco. Sono idee e casette straordinarie per gli adulti un po’ bambini, che vogliono allontanarsi dal mondo sognando come solo i bambini lo sanno fare.

*** -ECO- Street art ***

martedì 23 giugno 2020

Camminando per le vie del centro storico di Torino e arrivando fino al numero 39 di Via Giuseppe Verdi, qui troverete un pezzo d’arte di “Street art”, una delle celebri opere del giardiniere-artista  Marc Didon (francese). L’artista si è espresso realizzando una moderna scultura d’arte urbana, quindi, non perdete l’occasione di ammirare questa “scultura di strada” dal grande valore artistico.

Infatti, ECO, non è solamente una scultura imponente (altezza poco più di 2 metri), ma è anche una opera  dal forte valora simbolico: rappresenta due volti distinti, uno a rovescio e uno dritto, immortalati nell’atto di urlare. Le due teste gridano insieme e per ampliare e convogliare il suono, utilizzano le loro mani posizionate vicino alla bocca. L’opera esprime chiaramente il desiderio  di comunicazione e non a caso è stata posta in questa strada proprio accanto a Palazzo Nuovo, sede della Università di Torino.  Non è tutto però, ECO nasconde anche un’altra sorpresa: non tutti sanno che al suo interno la statua racchiude un’originale sistema idrico attraverso il quale è possibile avvertire dei suoni. In questo modo l’artista ha voluto rievocare le confluenze dei due fiumi di Torino con la Dora e il Po, creando una singolare iconografia nella quale l’acqua non viene vista, ma soltanto sentita in un mormorio tanto invisibile quanto affascinante,

Insomma, a Torino è possibile incontrare l’arte anche per strada, quindi tenete gli occhi bene aperti  mentre camminate  per non rischiare di perdere nessuna di queste piccole perle d’arte, che la città sabauda custodisce tra le sua affascinanti vie e i suoi meravigliosi palazzi.

*** IL BORGO MEDIEVALE ***

martedì 16 giugno 2020

Il Borgo Medievale è un museo a cielo aperto che sorge lungo le rive del fiume Po, tutto concentrato nel parco del Valentino a Torino. Entrarvi, attraverso il ponte levatoio, vuol dire; fare un viaggio all’indietro nel tempo, abbandonare tutta quella confusione della città del XXI secolo, per trovare un momento di serenità fra botteghe artigiane, portici, chiesa, fontane, giardini in un borgo piemontese molto antico e un Castello che ti guarda dall’alto della sua mole imponente.

La visita del Borgo può dividersi in due parti, la prima parte della visita è a libero accesso, interessa tutta la parte bassa del Borgo, che si trova quasi a livello del fiume, mentre la seconda parte, con biglietto a pagamento, porta al Castello e al giardino.

Questa seconda parte della visita può variare in durata  a seconda dell’attenzione con cui si osservano tutti quei particolari delle cose lungo il percorso e nei cortili, dell’interesse delle lavorazioni artigianali nelle botteghe, chi ha voglia può sedersi, un video divulgativo è sempre presente nella sala proiezioni.

La visita alla Rocca dura 45 minuti ed è sempre accompagnata da personale del museo in grado a fornirvi tutte la spiegazioni necessarie alla conoscenza e all’interpretazione del Castello, delle stanze e del giardino

Il Borgo Medievale nasce al Parco del Valentino come padiglione dell’Esposizione Generale Italiana avvenuta nel 1884.

*** Campania Taurini ***

sabato 23 maggio 2020

Un po’ di visione storica del nostro quartiere.

Col termine “Campania Taurini”, anticamente si intendeva tutto il territorio rurale a occidente della città.   Da frammenti storici risalenti al XIV secolo, si ha la notizia di un modesto ‘capitello votivo’ raffigurante la Madonna, che in seguito questo quartiere prese il nome di “Madonna di Campagna”. Nel 1567 i primi frati Cappuccini costruirono la prima chiesa. Questa chiesa fu poi bombardata l’8 dicembre 1942 da una incursione aerea, riducendola in un cumulo di macerie pur rimanendo in piedi soltanto lo snello campanile, sessantaquattro furono le vittime. La nuova chiesa fu ricostruita poi nel 1949.

Un po’ di storia: Nel 1706 in occasione dell’assedio di Torino, in una vasta area a nord della Dora si svolsero molteplici scontri contro le truppe ispano-francesi (in particolare presso le borgate Lucento, Madonna di Campagna, Vittoria), con episodi che ebbero il culmine nella battaglia del 7 settembre dello stesso anno, dalla quale gli austro-piemontesi emersero vincenti.

Nei secoli seguenti, la borgata andò crescendo con l’apertura di strade e della ferrovia verso Venaria Reale (1884), dagli accessi stradali provenienti da un cascina (poi abbattuta per costruire la Ferriere FIAT/Vitali), ora Parco Dora. E da qui si svilupparono nuove attività industriali, tra il XIX e il XX secolo diedero un gran avvio, in particolare con le famose acciaierie e le Ferriere Vitali e Ansaldo Fiat di Via Borgaro, la Michelin e altre fabbriche del l’indotto. A tutto questo, diedero un gran impulso demografico al quartiere con l’incremento di agglomerati e di nuovi servizi, fenomeno che proseguì anche nei decenni successivi.

La ”Spina 3″, nel progetto di ammodernamento del passante ferroviario di Torino e delle zone limitrofe (la cosiddetta Spina Reale) è una vasta area della Exzona industriale del quartiere  di recente riconversione e di sviluppo urbanistico. L’intervento più significativo per impatto architettonico a valenza sociale è sicuramente la chiesa del Sacro Volto e nuova sede della Curia di Torino di Via Borgaro. Da rilevare anche il recupero delle exferrriereFiat e l’area ora è adibita a parco (Parco Dora), le strutture portanti degli stabilimenti sono state recuperate  a memoria del passato industriale.

*** VILLAGGIO LEUMANN ***

mercoledì 13 maggio 2020

Un villaggio da fiaba alle porte di Torino

L’origine del villaggio risale al 1875, quando gli imprenditori svizzeri LEUMANN trasferirono nel territorio di Collegno la loro attività tessile del cottone, avviata intorno alla metà del secolo a Voghera.  L’esigenza di utilizzare le esperte maestranze già alle proprie dipendenze indusse alla costruzione di un complesso abitativo attorno allo stabilimento, gli esiti di una  progettazione approdarono per una realizzazione di numerose casette a due pian i fuori terra, una palazzina per gli impiegati e un convito per le operaie, affiancati da edifici di utilizzo collettivo, come bagni, la scuola elementare e l’ufficio postale. Casette ispirate al modello dello chalet di importazione svizzero-tedesco adottato nel primo nucleo, sono approntate a un sobrio gioco floreale, a cui si contrappone la fantasia in sintesi di stile liberty e dal revival neoromanico  della chiesa dedicata a Sant’Elisabetta. Come attesta la presenza di tali servizi, la borgata fu concepita quale comunità produttiva autonoma, dotata di iniziative protese a disciplinare la classe operaia e favorirne un miglioramento delle condizioni di vita, all’insegna di un organico che pone il “Villaggio Leumann” fra le più interessanti esperienze germinate nel settore, insieme a quel insediamento particolare dell’epoca.

La singolarità del patrimonio edilizio conservato e del programma che vi era correlato rendono l’area uno dei principali siti dell’Ecomuseo della cultura materiale della Provincia di Torino.

Arborea

venerdì 1 maggio 2020

Arborea si trova in Sardegna nelle vicinanze di Oristano, e una zona molto estesa e molto paludosa, per le zanzare portatrici di malaria era ideale. Nel 1929 fu Mussolini ad incominciare a bonificare, per poi finire nel 1928, suddividendo in piccoli appezzamenti e assegnando un pezzo ad ogni famiglia bisognosa, chiamandola Mussolinia. Oggi la zona più ricca della
Sardegna tutta irrigata, e produce meloni, angurie, pomodori, fragole e qualsiasi tipo do ortaggi, grande produzione di latte e formaggi e tante altre cose.

“Un mondo migliore”

sabato 25 aprile 2020

UN MONDO MIGLIORE

Non è facile pensare di andar via
E portarsi dietro la malinconia
Non è facile partire e poi morire

Per rinascere in un’altra situazione
Un mondo migliore

Non è facile pensare di cambiare
Le abitudini di tutta una stagione
Di una vita che è passata come un lampo
E che fila dritta verso la stazione
Di un mondo migliore
E un mondo migliore

Sai, essere libero
Costa soltanto
Qualche rimpianto
Sì, tutto è possibile
Perfino credere
Che possa esistere
Un mondo migliore
Un mondo migliore
Un mondo migliore
Un mondo migliore

Non è facile trovarsi su una strada
Quando passa la necessità di andare
Quando è ora è ora è ora di partire
E non puoi non puoi non puoi più rimandare
Il mondo migliore
Un mondo migliore

Sai, essere libero
Costa soltanto
Qualche rimpianto
Sì, tutto è possibile
Perfino credere
Che possa esistere
Un mondo migliore
Un mondo migliore
Un mondo migliore
Un mondo migliore

Sarà un Mondo Migliore se anche nel piccolo faremo
tutti la nostra parte… e torneremo più effervescenti.

” IORESTOACASA “

domenica 29 marzo 2020

Seguo con profondo impegno le recenti disposizioni governative per il contenimento del contagio da Coronavirus, che inevitabilmente ha toccato la quotidianità a ciascuno di noi, chiedendoci di modificare le nostre abitudini e i nostri stili di vita, con vere scelte di responsabilità nei nostri confronti e degli altri.  Accanto all’emergenza sanitaria, che resta sempre prioritaria per tutelare la salute nostra, il Covid 19, per ora sta facendoci emergere ogni giorno che passa, una serie di interrogativi coi relativi problemi.

Siamo chiusi in casa da quasi un mese e già sentiamo il peso di questa clausura, purtroppo non vediamo l’ora che il tutto passi presto, ma intanto cerchiamo di incoraggiarci aspettando delle buone notizie e promettenti . La Pandemia, sta senza alcun dubbio destabilizzando molti aspetti della nostra vita, se da un lato cerchiamo un senso nella comunità, dall’altra parte ci porta a chiuderci guardando con sospetto chiunque, perchè potrebbe essere il portatore del virus e trasmettercelo.

Per noi anziani, ci resta l’unico modo per sconfiggere questo stramaledetto virus, sarà soltanto quello di barricarsi bene in casa, lasciando i nostri cattivi pensieri fuori della porta, pertanto iorestoacasa ciao!!!