Archivio della Categoria 'Natura'

COME RITORNANO A CASA, chissà fino a quando ?

giovedì 15 giugno 2017

NON E’ DETTO CHE SIA PROPRIO COSI’:

Tra gli anni 2006 e 2007 nel mondo è avvenuta una strana moria di api, L’imidacloprid, non uccide solo le api, ma anche gli uccelli che si nutrono di insetti e semi.

L’imidacloprid è un insetticida sistemico, è un composto strutturalmente simile alla nicotina da cui differisce per geometria, dimensione e la presenza di un gruppo nitrilimminico, e assume diverse forme variando le sue proprietà cromatiche. da recenti stime è considerato uno dei più usati insetticidi di nuova generazione, ha importanti ripercussioni sulla fauna acquatica, su diverse specie di volatili e sulle api.

Esiste anche la sindrome dello spopolamento degli alveari, un fenomeno poco conosciuto, per il quale le colonie di api periscono bruscamente.

La causa o cause della sindrome non è ancora ben compresa, alcuni parlano di stress dovuto ai cambiamenti ambientali, malnutrizione, vari patogeni, compreso il virus Israeliano della “paralisi acuta”, insetticidi come L’imidacloprid, od altre cause, probabilmente create dall’uomo.

Questo declino comprende tutti i fattori come  l’urbanizzazione, l’uso di fitofarmaci, la chiusura di attività commerciali degli apicoltori, tuttavia tra gli anni 2007 – 2008 il tasso di riduzione è cresciuto raggiungendo proporzioni fino ad allora sconosciute.

Vi accenno  ad una particolarità importante per l’insetto, ma la sua capacità è e sarà importante anche per tutta l’umanità.

La storia dell’animale che ritrova da notevole distanza, la strada di casa;

Appartiene a ogni epoca e a ogni paese. Gli scienziati hanno dimostrato che , alla base dell’orientamento, possono trovarsi fattori diversi, primo fra tutti il fiuto, molto sviluppato negli animali e quasi completamente perduto dall’uomo. Un esempio importante è il senso dell’orientamento nelle api da miele, capaci di memorizzare , quando si allontanano dal favo in cerca di sorgenti di cibo, le particolarità visive e olfattive della zona nella quale , dopo avere individuato la zona nella quale le api operaie dovranno fare incetta di cibo, trasmettono l’itinerario per il ritorno mediante un particolare tipo di danza. Oltre alla vista e l’olfatto le api esploratrici utilizzano la cosi detta “bussola solare”,calcolando istintivamente l’angolo d’incidenza dell’astro che da la al nostro pianeta. Per ritrovare da grande distanza la via del loro luogo abituale di residenza. Si servono di diversi elementi, tra cui la posizione del sole e il campo magnetico terrestre.

Si potrebbe pensare che ogni ape si specializza dalla giovinezza in una determinata funzione, che può essere quella di nutrice, di costruttrice oppure di bottinatrice. In realtà non è cosi’. Ogni operaia svolge in successione ciascuna delle varie attività necessarie alla comunità, nel far questo l’ape segue un programma che stabilisce i suoi compiti in funzione dell’età.

>Appena nata compie, circa per i primi tre giorni, lavori di pulizia delle celle,

>Per altri pochi giorni, è al ricevimento del nettare e stivaggio del polline.

>Dopo circa 20 giorni, diventa guardiana dell’alveare

>dalla successiva settimana fino alla fine della sua esistenza lavora nei campi come bottinatrice.

Un importante sviluppo che le api utilizzano all’interno dell’alveare è il meccanismo di regolazione  della temperatura, al più alto grado che si riscontra in qualsiasi comunità di insetti, infatti esse mantengono nel nido di covata una costante temperatura (tra 34,5 e 35,5° C).

Evidentemente hanno a disposizione dei mezzi che permettono loro di riscaldare o di raffreddare l’alveare, questo può essere fatto solo con una comunicazione sociale.

Una particolarità, è che quando hanno bisogno di acqua, solo le bottinatrici esperte e con una buona conoscenza della zona, possono svolgere questa mansione, dopo di che le api giovani inesperte distribuiscono l’acqua all’interno dell’alveare “spruzzatrici”.

APE REGINA E OPERAIE

Il FUCO ( chiamato anche pecchione) è il maschio dell’ape, nasce da uova non fecondate (di ape regina o vergine). La sua specificità è il suo corpo grosso ne coperto di peli, con un apparato boccale corto (la ligula), per cui non può bottinare, ma solo assorbire il miele dai favi, viene nutrito di polline dalle api operaie, non possiede il pungiglione. Il fuco non lavora all’interno dell’arnia , e il suo unico scopo è quello di fecondare l’ape regina.

Il maschio è atto alla fecondazione dopo circa 15 giorni dalla sua nascita, e la vita media e di circa 50 giorni. oggi è stata rivalutata la funzione del fuco, recenti scoperte hanno rilevato che collabora all’allevamento delle larve, scalda la covata con il calore prodotto dal proprio corpo, e alla maturazione del miele, tramite ventilazione, liberando quindi le api operaie per altre mansioni.

Per effettuare l’accoppiamento con l’ape regina , riescono a fare voli anche di 15 Km in diversi punti di raduno, cosi da effettuare l’agognato accoppiamento.

EQUINOZIO DI PRIMAVERA;tra mito e astronomia

lunedì 5 giugno 2017

Anche se un po in ritardo e il sole è già alto in cielo voglio ricordarvi cose L’Equinozio di primavera.

Cade nel momento in cui i raggi del sole colpiscono la terra perpendicolarmente, è un fenomeno che non si verifica abitualmente per via dell’inclinazione dell’orbita terrestre, che non coincide con il piano dell’eclittica (sul quale la terra compie il suo moto di rivoluzione). Il risultato, due giorni, in un anno, hanno la stessa durata del giorno e della notte. Non a caso la parola equinozio deriva dal latino ” aequa-nox” che significa “notte uguale” . In contrapposizione ci sono i solstizi, in cui lo scarto fra l’inclinazione terrestre e il piano orbitale è massimo, e cosi’ la differenza fra le ore luminose e buie.

L’equinozio di primavera quest’anno è caduto il 20 marzo alle ore 11,00 circa. Si è chiuso l’inverno ed è iniziato la primavera, anche se meteorologicamente la stagione ” del risveglio” è iniziata il 1 marzo. Nei prossimi mesi le giornate si allungano fino al solstizio d’estate, momento in cui il sole tornerà ad irradiare meno l’emisfero boreale. All’equatore, a mezzogiorno, le ombre scompaiano, perché i raggi solari cadono perpendicolari alla linea dell’equatore.

Invece al Polo Nord finisce la lunga notte polare, è avrà il sopravento il giorno polare con il caratteristico sole di mezzanotte.

Per alcune culture, l’equinozio di primavera, è il vero inizio dell’anno. Accade, in Iran, con la commemorazione dell’ascesa al trono del mitico Re. In Giappone, invece, rappresenta il momento della commemorazione dei defunti, che in Europa cade a Novembre. Nel vecchio continente è sempre stata una data molto importante, legata al concetto di rinascita. Le usanze pagane sono poi state adottate dai Romani, e quindi dai cristiani. La prima domenica dopo la luna piena che segue l’equinozio, i cristiani celebrano la domenica di Pasqua. E non è un caso che la parola Easter (pasqua in Inglese), rimanda alla dea Eostre, venerata durante i primi giorni di primavera.

Quest’anno le temperature eccezionalmente miti stanno alterando l’orologio biologico degli animali e delle piante, per gli animali che nei mesi invernali affrontano l’ibernazione, le ultime ” vittime” del clima anormale? gli orsi neri dello Utah, le femmine con i cuccioli che vivono nello stato americano tipicamente emergono dal letargo a fine marzo. quest’anno le temperature miti le ha risvegliate a metà febbraio, quando ad aspettarle non c’erano ne piante ne insetti a sufficienza.

L’equinozio di primavera, da marzo a settembre andrà progressivamente inclinandosi regalando luce e calore all’emisfero settentrionale (il nostro) a scapito di quello meridionale, per noi vuol dire l’inizio della bella stagione.

Esiste però una leggera discrepanza, quando a scuola abbiamo imparato che la primavera inizia tradizionalmente il 21 marzo, ci siamo regolati seguendo il calendario gregoriano (attualmente in uso in gran parte del mondo) ma la terra contempla un quarto di giorno in meno di quello che serve per completare  la propria rivoluzione intorno al sole. Questo fa si che ogni anno l’equinozio cada “6 ore più tardi”, finché ogni 4 anni non interviene l’anno bisestile, con un giorno extra a febbraio, che serve a riportare indietro la sincronizzazione tra anno siderale e calendario gregoriano.

Per raffigurare la durata media dell’anno, furono soppressi gli anni bisestili degli anni centenari non multipli di 400. (per tanto l’anno 2000 è stato bisestile, ma il 2100, il 2200 e il 2300 non lo saranno). Purtroppo per me non li vedrò.

IL GIARDINO più velenoso del mondo

martedì 25 aprile 2017
Ad  ALNWICK GARDEN , in Inghilterra, ospita le piante conosciute più tossiche del pianeta, alcune sono specie esotiche, ma altre si trattano di insospettabili che crescono tranquillamente nel prato di casa, usate fin dall’antichità per confezionare pozioni velenose.

Il cartello all’ingresso è inequivocabile ” queste piante possono uccidere“. E’ stato creato quasi venti anni fa da Jane Percy, duchessa di Northumbertand.
Visitarlo non è pericoloso: si debbono seguire regole di buon senso, non si rischia nulla, ma soprattutto si impara tantissimo.
Da secoli le piante sono note per le loro proprietà medicinali, dalla corteccia del Salice, usata come antipiretico all’estratto digitale per trattare lo scompenso cardiaco. Molte delle piante velenose sono proprio quelle da cui si ricavano principi con azione farmacologica dato che, come già sosteneva Paracelso, è la dose a fare il veleno.

LA PIANTA DEL SALICE, originaria dell’Europa, Asia e Nord america, ha proprietà mediche, le foglie       e la corteccia vengono già menzionate in antichi testi medici Egizi, e il celebre medico Greco Ippocrate ne descrisse le proprietà antidolorifiche e antinfiammatorie, ribadite e ulteriormente studiate da altri           medici.

La prima pianta velenosa per eccellenza è la Cicuta, ” Conium maculatum”, passata alla storia come quella con cui Socrate si diede la morte, tossica per la presenza di varie sostanze alcaloide che inducono la morte per paralisi respiratoria.

LA PIANTA DELLA CICUTA, è della famiglia, Apiaceae, ed è erbacea a ciclo biennale, originaria      dell’Europa, e passata alla storia quale bevanda velenosa. Tutta la pianta è notevolmente velenosa e può  portare alla morte, ciò è dovuto alla presenza di almeno cinque diversi alcaloidi.

Alcune sono specie esotiche, come la “Brugmansia arborea” chiamata anche trombone d’angelo.

TROMBONE D’ANGELO, è una pianta arborescente a fiore, originaria del Sud america, ma coltivato    anche da noi come pianta ornamentale. Tutta la pianta è velenosa, ma le foglie contengono un’elevata  concentrazione di alcaloidi tra i quali l’atropina e la scopolamina, sostanze molto tossiche, tanto che  possono causare stati di delirio e portare anche alla morte.Appartiene alla stessa specie la BELLADONNA, e pare che fosse utilizzata anche dalle popolazioni del centro – america come allucinogeno. Ancora oggi viene usata come droga fai-da-te, con effetti pericolosissimi.
TROMBONE D’ANGELO

Altre piante crescono tranquillamente nei nostri giardini,” L’oleandro “, Nerim oleander, per esempio, che in molte tradizioni è un simbolo legato alla morte.

L’ OLEANDRO, è un arbusto sempre verde, appartiene alla famiglia Apocynaceae, originaria
probabilmente dell’Asia, ma è naturalizzata e spontanea nelle regioni  mediterranee. A un portamento
arbustivo con fusti generalmente poco ramificati, Tutte le parti della pianta sono tossiche, le foglie e i  fusti sono glabre e coriacee, i fiori sono grandi e vistosi. La loro ingestione provoca nausea, vomito,  alterazioni del ritmo cardiaco. Cinque foglie, ingerite possono bastare per uccidere.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                              Altre insospettabile , sono piante del genere delle ellebore, tra cui “Helleborus niger”, la cosi detta rosa di natale, che cresce nelle zone alpine ma viene anche coltivata in giardino.

ROSA DI NATALE, è una pianta erbacea perenne, dai grandi fiori bianchi, che fioriscono a inizio inverno, appartiene alla famiglia delle Ranunculaceae. Contengono elleborina e altre sostanze alcaloidi tossiche e velenose. Il suo veleno può essere assorbito anche attraverso la pelle. Fin dal medioevo, veniva usato come potente veleno che provoca la morte per arresto cardiaco.
Sono erbe o arbusti, ha fiori grandi e molto colorati, la sua distribuzione si estende in tutta Europa, Nord-America, Asia.

LA PEONIA, può essere molto tossica, e nell’antichità veniva utilizzata per provocare l’aborto.



IL MUGHETTO, è una pianta erbacea e perenne, appartiene alla famiglia delle Asparagaceae, diffusa in  tutta Europa, Nord-America e Asia, Anche l’innocente mughetto è velenosa in tutte le sue part,. escluso il  rizoma (radici), il suo veleno ha una azione cardiotossica.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                     Cosi’ pure, i fiori, e le foglie di “ortensia” (Hydrangea macrophylla), e del “narciso”, dietro la cui bellezza si nasconde la” narcisina” il cui nome contiene la radice “markè”, per sapore, stupore, come la parola “narcotico”.
L’euphorbia pulcherrina, che altro non è che la” stella di Natale”, contiene un lattice irritante per la pelle, e velenoso se ingerito.

STELLA DI NATALE, è una pianta ornamentale originaria del Messico, in cui cresce spontaneamente, appartiene alle Euphorbiaceae, all’interno del suo tronco vi è una sostanza lattiginosa, leggermente irritante per la pelle, ma altamente tossica per gli animali, come cani e gatti.


IL NARCISO, originario dell’Europa, il nome deriva dal Greco “vapkaw narkao” (stordisco), per il suo odore penetrante ed inebriante, le sue foglie contengono un alcaloide velenoso ” la narcisina” che provoca, se ingerito disturbi neuronali e infiammazioni gastriche, sia negli animali che nell’uomo. ( se non curato entro le 24h, può provocare la morte.)

L’ORTENSIA, nata nelle ombrose foreste della Cina, importata in Europa a partire dal 18tesimo secolo, la particolarità sono ifiori, che assumono diversi colori, a secondo del PH del suolo, dove dimorano.

FIORI E SEMI, variano anche le parti della pianta che contiene il veleno. L’ingestione di un paio di semi di “ricino” (Ricinus communis), che contengono ricina, uno dei veleni più potenti e pericolosi tra quelli conosciuti, può bastare per provocare la morte di un bambino. La ricina è contenuta nella cuticola dei semi, resistente agli enzimi digestivi, per cui l’ingestione del seme intero non schiacciato, solo raramente causa danni gravi.

- ETICHETTE ALIMENTARI -

venerdì 21 aprile 2017

COME DIVENTARE CONSUMATORI CONSAPEVOLI

Al momento dell’acquisto, il primo contatto che si ha con un prodotto avviene attraverso la sua etichetta, ovvero la “Carta d’Identità” dell’alimento. Il ruolo principale di una etichetta è quello di informare il consumatore sulle caratteristiche reali del prodotto ed orientare al meglio la scelta commerciale. Oltre al nome con il quale è conosciuto il prodotto, in questa  dicitura comprende le informazioni legate alle condizioni fisiche, ma anche al trattamento specifico che l’alimento ha subito.

La durata del prodotto, viene indicato per quanto tempo l’alimento rimane integro e può essere consumato senza rischi. Nelle etichette possono comparire due indicazioni,” Da consumarsi entro“, che viene usato per alimenti che si rovinano facilmente (latticini, uova, carne) che non devono essere consumati oltre la data di scadenza, poiché possono provocare intossicazioni alimentari. Invece con l’espressione,   “Da consumarsi preferibilmente” indica, un termine di scadenza più elastico l’alimento può essere consumato oltre la data indicata senza effetti dannosi, ma può perdere il suo sapore e la sua consistenza.

Paese d’origine e luogo di provenienza, indicazione obbligatoria per (carni, pesce, frutta, verdura, olio extravergine e miele) . La tabella nutrizionale contiene le informazioni sul contenuto calorico e nutritivo dell’alimento, con l’elenco delle sostanze come (grassi, vitamine, proteine, minerali, fibre e sodio).

Conservanti, Tra i conservanti che impediscono il deterioramento degli alimenti ci sono due categorie molto comuni, utilizzate per salumi e carni lavorate: NITRATI (E251, E252 )  e NITRITI (E249, E250) I Nitrati in piccole dosi non sono pericolosi, invece i Nitriti hanno una caratteristica che li rende dannosi, possono formare delle sostanze cancerogene.

Solfiti, presenti tra i conservanti con: Anidride solforosa (E220) è un gas  che impedisce la formazione di muffe e batteri, questo additivo è irritante per tubo digerente, provoca reazioni allergiche, distrugge la vitamina B1. Questi conservanti vengono contenuti in una vasta gamma di alimenti e bevande (vino, birra, aceto, insaccati e frutta secca, ecc.) e si assumono quotidianamente in elevate quantità.

Antiossidanti, impediscono a determinate sostanze, come (grassi, oli e vitamine), di combinarsi  con l’ossigeno dell’aria. Un esempio di antiossidante è la vitamina C, chiamata  anche Acido Ascorbico (300), il (320 antiossidante sintetico aggiunto nei condimenti, salse, zuppe, aromi, gomme da masticare biscotti, ecc. Anche qui non manca la tossicità.

Codice a barre, composto da un insieme di barre e numeri, permette di risalire alla provenienza nazionale. Ad esempio: 80 Italia, 30 Francia, 4oo Germania, 45/49 Giappone, ecc. Le etichette che contengono molte informazioni sono sinonimo di qualità su quel prodotto, metodo di produzione, certificazioni, ricette numero verde assistenza clienti, il tutto contribuisce ad elevare ulteriormente il grado di qualità.

19 Aprile 2017, sono entrate obbligatoriamente in vigore le etichettature d’origine dei prodotti caseari: latte, latticini e di tutte le qualità di formaggi, segnando la loro provenienza.

“INQUINAMENTO ATMOSFERICO”.

mercoledì 12 aprile 2017

Aumenta l’incidenza di patologie respiratorie e cardiocircolatorie.

I pericoli per la salute dati dall’inquinamento atmosferico è un argomento d’attualità, come da sempre rimane al centro dell’attenzione. Come per molti altri temi, non bisogna cadere in un allarmismo catastrofico come dai dati che ci propinano alcuni ecologisti, ma nemmeno sminuire o trattare con superficialità l’argomento.

A essere le più inquinate sono le aree metropolitane: riscaldamento domestico, industrie e autoveicoli  sono i principali responsabili. A livello mondiale le condizioni più critiche si riscontrano nelle zone industrializzate della Cina Settentrionale.

In Europa  la situazione è certo meno drammatica, ma la Pianura Padana è di gran lunga l’area più inquinata del Vecchio Continente. A Torino in Piemonte, dai dati  dell”ARPA ci dicono che in questo ultimo decennio c’è stata una costante riduzione degli inquinanti atmosferici. Per il riscaldamento domestico si è passati dal carbone e nafta al gas metano, ora si va verso al teleriscaldamento in tutta l’area della città. Con la funzione delle norme in atto per il controllo dei gas di scarico delle automobili e l’eliminazione del piombo dalla benzina che hanno dato un grande aiuto benefico sull’ambiente. Le “polveri sottili” anche se si sono ridotte, restano ancora al di sopra del limite di protezione della salute, almeno nell’area metropolitana di Torino.

Per alleviare questo inquinamento ambientale, si devono imporre delle misure restrittive e sempre  condivise da tutta la popolazione, per esempio: al riscaldamento domestico, utilizzare metano e se possibile il teleriscaldamento, per la produzione di energia elettrica puntare alle fonti naturali (acqua, sole, vento), andare verso la costruzione di motori a scoppio sempre meno inquinanti, (come quelli degli autoveicoli ibridi o elettrici) e nelle industrie vengano imposti e osservati dei severi controlli delle emissioni nocive.

Dal punto medico, le due malattie più importanti che trovano nell’inquinamento atmosferico sono le bronchiti croniche, enfisema e malattie assimilabili, che rappresentano la terza causa di morte a livello mondiale e il tumore broncopolmonare.

Mentre per fumo, stili di vita e alimentazione, la riduzione del rischio è legata al modo del comportamento personale.

Passeggiata a Torino anni 60

martedì 4 aprile 2017

Passeggiata a Torino anni 60 molto emozionante,sia la musica che il video, si vede molto bene il ponte Isabella, il valentino molto diverso, oggi e meno curato x volontà del Comune peccato. I murazzi non mi sembrano cambiati.

Funghi e Batteri

venerdì 10 marzo 2017

Per pulire in cucina, il tavolo,il lavello, i fuochi, normalmente si usa la spugnetta o panno, anche viene ripetutamente lavata oppure passata al microonde, il risultato rimane pessimo, l’eliminazione dei funghi e batteri risulta totalmente inutile, l’unica soluzione rimane il cambio assiduo della spugnetta . Ma un altro luogo raccoglie una quantità infinita di batteri, è la barba dell’uomo. Comunque non dobbiamo drammatizzare , visto chè non vi è nessun pericolo di contrarre malattie.
Se volete saperne di più cliccare qui

Anche la Aquile sono al servizio dell’uomo

sabato 4 marzo 2017

E’ una delle specie più presente di tutto il mondo, l’aquila reale (aquila chrysaetos) è secondo le culture , mesaggiera degli Dei, ascendente degli sciamani, e simbolo araldico  di potenza e dominio dei cieli, tramite l’uomo e il divino.

Però per un mondo moderno è soprattutto uno degli esempi di libertà dei cieli  ( Chi di noi, almeno una volta non ha volteggiato con il pensiero nei cieli come un’aquila). Il volo maestoso e nello stesso tempo agile e aggraziato, una vista( da invidiare) acutissima, e un perfetto senso dell’equilibrio nel planare, l’aquila, per tutte le specie di animali che ne condividono il territorio , è una grande minaccia, si salvano solo gli animali più grossi (dato la loro mole, per lei è impossibile ucciderli e trasportali nel suo nido), si salvano gli uccelli più minuti che non rientrano nella sua dieta.

L’aquila costruisce il suo nido in un anfratto della roccia, molto raramente su un albero, la ricerca del luogo è importante al fine della sua e della prole, sicurezza.

Se il nido garantisce la sua sicurezza, viene utilizzato per molti anni dalla coppia di aquile, pertanto il lavoro per renderlo più confortevole e sicuro è continuo.

Un luogo molto appetibile per il volatile, è l’isola Sarda, per le sue caratteristiche del territorio e la scarsità di veicoli sulle sue strade. Le prede dell’aquila sono le più varie, si va dalle pernici alle lepri, fino alle volpi, sia grandi che piccole. La conoscenza del proprio territorio fa si che il rapace approfitti con destrezza dell’ingenuità delle piccole volpi.

Pero ancora oggi in Italia ci sono persone che perseguitano le aquile con ogni mezzo. Meno male che nella nostra penisola esitono ancora alcune zone abbastanza tranquille da permettere la sopravvivenza di una popolazione del grande rapace.

Il Supramonte è una di queste zone, che permette ad alcune coppie di aquile di nidificare ogni anno e portare a termine la riproduzione.

La predazione frequente aumenta, quando la coppia di aquile hanno i piccoli, che crescono rapidamente, appena sono in grado di volare, iniziano il loro addestramento che li porterà ad essere autonomi alla caccia e di conseguenza alla loro sopravvivenza. Bisogna tenere presente che per la loro autonomia l’addestramento dura qualche anno.

L’aquila nostrana ha un piumaggio marrone e la testa dorata, è un segnale, che quella aquila è un adulto, i giovani aquilotti sono invece caratterizzati da una striscia bianca sotto le ali, e sopra la coda, questi segni permettono ai giovani aquilotti di spostarsi dal loro territorio ad altri adiacenti senza essere attaccati da altre  aquile di quel territorio.

Oggi , però l’uomo riesce a sfruttare la loro libertà e usarla secondo le esigenze dell’uomo, un esempio , sono ormai è già parecchi anni che i rapaci vengono usati presso gli aeroporti  per scacciare gli stormi di altri uccelli.

L’ultima attività delle aquile, è l’abbattimento di droni, i primi ad utilizzare i rapaci contro i droni è la polizia Olandese, dopo di che anche l’esercito Francese ha addestrato alcune aquile per intercettare i famosi droni.

l’utilizzo di animali pensanti, imponendo con coercizione  la nostra volontà mi sembra contro natura, ma solo l’uomo è cosi’ spietato.

Torino anni ’50 e ’60

mercoledì 15 febbraio 2017

Torino negli anni 50 e 60 con tante foto animate, certo in quelli anni non cera a disposizione la tecnologia di oggi, pero a vederle oggi ti riempiono di emozione.

Il fiume più bello del mondo

sabato 21 gennaio 2017

Lo chiamano il fiume dei cinque colori… Un arcobaleno liquido di oltre 90 Kilometri, si trova in Colombia è il “Cano Cristales”

Considerato uno dei più belli al mondo per le sfumature che colorano le sue acque: merito di una particolare alga.

Se volete approfondire premere QUI.