Archivio della Categoria 'PENSIERO'

“Blog Dietro La Quinta”

venerdì 27 marzo 2020

Undici anni fa un gruppo di Over 60 aderiva alla creazione di un nuovo blog denominato dietrolaquinta della Circoscrizione Cinque Torino per scrivere articoli riguardanti gli eventi e le iniziative della Circoscrizione: Che hanno la precedenza nella pubblicazione. Altri sull’Amicizia, Astronomia, Attualità, Blogger, Considerazioni, Eventi, il Quartiere, Inquinamento, Mostre e Musica.

Col passare degli anni alcuni scrittori non ci sono più, ma nel frattempo si sono uniti degli altri di cui il loro arrivo è stato molto gradito… Siamo all’undicesimo anno e mi auguro che ci sia per tutti sempre lo spirito la voglia è la volontà di collaborazione come i primi anni.

Collaborare vuol dire anche fare commenti.  Io se vedo qualcuno che ha pubblicato qualcosa faccio sempre un commento. Siamo stati sempre un gruppo unito anche nella collaborazione. Chi vuole può ugualmente pubblicare qualcosa da casa, anche per occupare un po il tempo libero. Nel frattempo ho aggiornato la pagina degli scrittori del Blog erano elencati ancora anche quelli che non ci sono più.

Adesso è un periodo difficile è siamo tutti a casa in quarantena…  Il mio augurio è che passi nel minor tempo possibile in modo da poter riprendere i nostri incontri settimanali.

Un bravo a Luchin che pubblica sempre  articoli interessanti e come ultimo la chiesa costruita tutto in legno a incastro nel comune di Moncalieri di cui non sapevo dell’esistenza, ma non appena si potrà uscire mi piacerebbe visitarla.

Ho fatto un collage con le foto di tutti i componenti del gruppo a cominciare da Biagia in alto a sinistra della foto e poi a seguire Francesco, Aldo, Franco, Rita, Luciana, Marino, Beppe, Piero 2, Marina, Iris, Nelly, Nadia, Piero, Secondo e Carlo.

Vorrei ringraziare tutti per la vostra amicizia e simpatia per questi anni trascorsi insieme.

“Viva le donne”

domenica 8 marzo 2020

L’8 Marzo, Festa delle Donne.. E’ una importante ricorrenza per ricordare le lotte fatte dalle donne, in un passato non troppo lontano per ottenere la sex quality.

In particolare la data dell’8 marzo ricorda il tragico episodio in cui 129 operaie di una industria newyorchese, mentre scioperavano contro le tremende condizioni in cui erano costrette a lavorare, furono bloccate all’interno della fabbrica e vennero bruciate vive.

Oggi non dobbiamo dimenticare i grandi sacrifici fatti dalle donne che ci hanno preceduto e quelle che lo stanno facendo tutt’ora, festeggiamo con consapevolezza questa giornata a loro dedicata . E’ solo a voi donne di tutto il mondo, vada il mio augurio più gradito con un “Viva le donne”.

- LA FONTANA DEI DODICI MESI -

lunedì 2 marzo 2020

Questa è la monumentale fontana immersa nel grandioso parco del VALENTINO,  è l’unico esemplare rimasto del progetto architettonico fatto nel parco per l’Esposizione Nazionale del 1898, in occasione dei 50 anni dello Statuto Albertino.

Come per i numerosi luoghi e simboli di Torino, anche la storia della “FONTANA DEI DODICI MESI”, è legata ad una leggenda.  Si narra infatti, che la fontana sorga nel luogo in cui Fetonte, figlio del Dio del Sole, dopo essersi impadronito del carro del padre e aver fatto imbizzarrire i cavalli, Fetonte cadde proprio nel più vicino fiume Po.  Dove, alcuni secoli dopo i Romani fondarono la città di AUGUSTA TAURINORUM, (Torino).

Le caratteristiche di questa fontana, è composta da una vasca ovale in cui arriva l’acqua da una piccola cascata centrale, la vasca  è poi sovrastata da una terrazza della stessa forma su cui si trovano quattro gruppi di statue, che rappresentano i quattro fiumi che bagnano Torino. La STURA, rappresentata da tre nudi femminili, il PO, rappresentato da un personaggio barbuto, la DORA, raffigurata da una pastorella, e il SANGONE che viene rappresentato da un genio che sorride a due amanti. La terrazza è inoltre arricchita da statue che raffigurano allegoricamente i dodici mesi. Lo stile della fontana è un misto tra lo stile Liberty e il rococò, ricalca di molto con alcuni particolari della Fontana della Regina.

- LA FONTANA ANGELICA – (1929)

lunedì 24 febbraio 2020

La città di Torino è nota per la sua fama di città magica, e la fontana Angelica di Piazza Solferino e nota per la sua presunta simbologia esoterica, di ispirazione massonica. Questa monumentale fontana con le sue quattro grandi figure, che sono ispirate a rappresentare le quattro stagioni. Due sono le figure femminili, la Primavera che rappresenta la virtù e l’aspetto più sacro riservato a pochi, l’Estate che rappresenta il vizio, la conoscenza profana dell’amore accessibile a tutti. Le altre due statue dalle sembianze maschili, rappresentano l’Autunno  che ha lo sguardo verso l’Occidente con la perfezione, e l’Inverno con lo sguardo verso l’Oriente dove sorge il sole. L’acqua che viene versata dai due personaggi è la rappresentazione della conoscenza.

A volerne la costruzione di questa fontana, è, di come lasciò scritto nel proprio testamento, fu il ministro Bajnotti  che desiderava dedicare questa fontana alla memoria dei suoi genitori, inoltre aveva disposto che la fontana si sarebbe dovuto chiamare come il nome  della madre “Angelica”. Per questo scopo lasciò alla Città di Torino, 150.000 lire per la costruzione di questo bellissimo monumento a ricordo.

“Il cuore nero di Torino”

lunedì 17 febbraio 2020

Piazza Statuto, nelle credenze della Torino Magica. La potenza negativa di questa piazza sarebbe da attribuire al fatto che era un luogo dove venivano uccisi i condannati a morte, come testimoniano dalla antica necropoli ritrovata  nel sottosuolo durante gli scavi per la costruzione della ferrovia. Questa piazza ospita anche due altri simboli, che gli esperti di esoterismo attribuiscono alle forze  oscure. Per primo troviamo il Monumento al Fréjus, omaggio ai minatori caduti durante i lavori del traforo, che equivale come primo simbolo esoterico ad elogio della Ragione. Per secondo simbolo, sempre per gli esperti di esoterismo sarebbe l’Angelo, che si trova in cima del monumento ed è Lucifero, con il volto riverso verso est, che guida le fasi delle oscurità che sfidano l’Oriente, il sole, la luna.

Oltre a questo monumento del Frejus, nella piazza si trova anche l’obelisco geodetico, detto anche “Guglia Beccaria” sulla cui sommità sorge l’astrolabio, che secondo gli esperti di magia, indicherebbe il cuore della potenza maligna della città,

“Giornata della memoria”

domenica 26 gennaio 2020

Ogni anno, in tutto il mondo, il 27 gennaio si celebra la “Giornata della memoria”, la ricorrenza durante la quale vengono ricordate tutte le vittime del Olocausto. Moltissime persone vennero rinchiuse e uccise nei campi di sterminio nazisti, prima e durante la seconda guerra mondiale. Sei milioni di questi innocenti appartenevano al popolo ebraico, è stato un genocidio commesso dall’uomo con l’intenzione di distruggere un gruppo, nazionale, etnico, razziale o religioso, il loro genocidio viene oggi chiamato Shoah.   L’Olocausto o la Shoah, sono stati un genocidio con metodi programmati e scientifici, messi in atto da parte della Germania nazista, e questo durò fino al giorno del 27 gennaio 1945.

Quando i carri armati dell’esercito sovietico sfondarono i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz in Polonia. Da quel giorno è diventato il luogo simbolo della discriminazione e delle sofferenze di che è stato internato, solo perché ebreo o zingaro, omosessuale o anche semplicemente perché si trattava di una persona con idee politiche diverse, da quelle di chi era al potere.

La “Giornata della memoria”, non serve solo a commemorare quei milioni di persone uccise crudelmente senza nessuna pietà ormai da oltre 75/80 anni. Serve anche a ricordare che ogni giorno esistono tante piccole discriminazioni, verso chi ci sembra diverso da noi. Spesso noi stessi ne siamo autori senza rendercene conto.

Ricordi…”La Befana dei Vigili”

sabato 4 gennaio 2020

C’era una volta la “Befana dei Vigili Urbani di Torino”.

Il 6 gennaio dell’epoca giorno dell’Epifania, era consuetudine per gli automobilisti di Torino, fare dei regali ai Vigili della città per ringraziarli  dell’opera svolta nel gestire il traffico, in un periodo in cui non erano ancora entrati in funzione i semafori.

Ma, anche riscontrando che si viveva ancora nel periodo del dopoguerra, le situazioni delle famiglie dei Vigili non erano tanto rosee, i torinesi decisero di fargli dei doni consegnandoli nei punti nevralgici della città, posandogli attorno alla rotonda pedana del vigile in servizio. Dopo i primi anni, quando il tenore di vita era migliorata, la tradizione ha continuato per un periodo e i doni ricevuti dai Civich, venivano poi destinati alle persone meno abbienti della città.

Molto tempo è passato e tutto è avvenuto cambiando, ora ci sono i semafori, rotatorie, sensi unici………….ma provate a pensare, un vigile in mezzo alla via, sarebbe molto impensabile con il traffico caotico di oggi.

Ci resta solo il ricordo di un tempo che fù.

“Buon 2020″

giovedì 2 gennaio 2020

Cari amici da qualche giorno è cominciato il 2020. L’avventura del nostro Blog sta entrando nell’undicesimo anno? In questi anni diverse cose sono cambiate, alcuni amici non ci sono più… Col passare del tempo lo spirito di collaborazione che c’era inizialmente è andato via via diminuendo…

Mi auguro che il 2020 sia un anno positivo e collaborativo anche per quelli che ultimamente sono stati poco presenti? Siano un po più presenti un po per essere solidali verso quelli che scrivono qualcosa e un po per aiutare anche la “memoria” a essere un po più attiva eseguendo i vari passaggi che si devono fare per pubblicare qualcosa?

Auguro per tutti i componenti che il nuovo anno porti un po di salute, serenità e sorrisi. Se potessi chiedere qualcosa per il 2020 chiederei: Un po di pace è un po meno guerre nel mondo. Auguro a tutti ogni bene… “Buon 2020”

= AL BICERIN = dal 1763 a Torino =

mercoledì 18 dicembre 2019

Nel 1763 inizia la straordinaria storia di un piccolissimo caffe che si trova ancora nel centro storico (Quadrilatero Romano) della Città di Torino, esattamente nella piazza della Consolata, proprio  di fronte al Santuario della Consolata. E da qui che prende il suo noto nome: “Al Bicerin”, (bicchierino) per il semplice motivo della sua tipica bevanda calda di gran moda in quei tempi a Torino, dovuta dalla evoluzione della settecentesca “bavareisa”, gustosa bevanda servita in grandi bicchieri tondeggianti, composta da una mescolanza di caffè, cioccolato e crema di latte dolcificata con sciroppo, formula segreta portata avanti per ben 256 anni a oggi. I Bicerin, le cioccolate calde , i zabaioni erano cosi buoni che i nobili riuscivano a tollerare la vicinanza con la gente  del popolo.

Il 1800 era il secolo del cioccolato a Torino, profumi e aromi  quali caffè, te’, cioccolata si assaporavano in tutta la città. Questo locale già famoso allora per la sue prelibatezze, cambiava la sua immagine all’inizio dell’ottocento, tutto il palazzo veniva ristrutturato e il “Caffè al Bicerin” da quel momento prendeva  quel aspetto che con cura è stato conservato fino a oggi.

“”CASA SCACCABAROZZI”"

lunedì 9 dicembre 2019

“FETTA DI POLENTA”  Non è una ricetta culinaria di un piatto tipico della cucina piemontese, ma bensì di una vera opera d’architettura. Si tratta di un edificio, che è il più assurdo e curioso di Torino.  Progettato e costruito dall’architetto Alessandro Antonelli. (Costruttore della Mole)

Questo edificio è comunemente tanto noto ai torinesi per la sua fattezza è diventato anche simbolo del quartiere, guadagnandosi cosi il soprannome: “Fetta di polenta”.  E’ un edificio ormai storico di Torino, situato nel quartiere Vanchiglia, all’angolo di Via Giulia di Barolo e Corso S.Maurizio.  Che in virtù e visto dall’inconsueta planimetria trapezoidale-triangolare e per il prevalente colore giallo.  Con i suoi sei piani fuori terra raggiunge l’altezza di 24 metri, e per comprendere meglio le sue dimensioni  che sono: lato Via Giulia di Barolo misura circa 16 metri, lato Corso S.Maurizio solo metri 4,75 e appena 54 cm. al lato opposto.  Palazzetto che viene costruito negli anni 1840-1881 dall’architetto Alessandro Antonelli che a suo tempo lo donò alla nobildonna Francesca Scaccabarozzi, sua moglie.

Ma al piano terreno di questa casa, in quel tempo divenne anche un posto noto per ospitare il “Caffè del Progresso” storico ritrovo torinese  di Carbonari e rivoluzionari.