Archivio della Categoria 'PENSIERO'

COMUNQUE LA SI RACCONTI, L’AMORE E’ LA NOSTRA PILLOLA SALVA VITA

venerdì 19 aprile 2019

Perché, l’amore, è sempre stato la più grande medicina che il genere umano e non solo ,abbia creato e usato, fin dai tempi degli dei l’amore fu il cibo per l’umanità.

Pensare che all’inizio dell’umanità, gli dei abitavano su monti che per gli uomini erano inaccessibili e attraverso il sentimento gli umani tendevano all’immortalità e a grandi amori capaci di vincere ogni ostacolo, persino la morte. Amori che si sono tramandati nei millenni, giungendo fino ai nostri giorni per celebrare, nella realtà e leggenda il mito dell’amore sperando l’avverarsi di sogni impossibili.

La storia di Bauci e Filemone.


ZEUS e ERMES, ogni tanto lasciavano l’olimpo e assumevano forma umana, per verificare la religiosità e devozione degli esseri umani. Era da molto tempo che dalla FRIGIA ( regione tra i monti a ridosso del monte olimpo) non giungevano suppliche e anche i sacrifici votivi avevano incominciato a scarseggiare. Preoccupati si recarono tra quei monti chiedendo ospitalità agli abitanti , ma vennero scambiati per vagabondi, respingendoli. Si resero conto che da quelle parti le divinità erano finite nel dimenticatoio. Soltanto Bauci e Filemone li ospitarono nella loro povera dimora. (bisogna ricordarsi che gli dei nell’antichità erano molto vendicativi e feroci).

decisero di distruggere il villaggio inondandolo, misero in salvo trasportandoli sulla cima della montagna i due anziani contadini, Bauci e Filemone. La loro povera dimore fu trasformata in uno splendido tempio, fu allora che Zeus si palesò in tutta la sua maestosità, chiese loro di esprimere un desiderio che sarebbe stato esaudito, i due stringendosi con amore, chiesero di poter diventare i sacerdoti del tempio e di invecchiare insieme come già avevano vissuto, ebbero un ultimo desiderio, morire nello stesso istante. Fu cosi forte il loro amore che il re degli dei, esaudi’ i loro desideri. Dopo molti anni vivendo uno accanto all’altra e volendosi sempre più bene cessarono di vivere, fu allora che Filemone venne trasformato in una grandiosa Quercia e Bauci in altrettanto stupendo Tiglio, i due alberi posti davanti al tempio, vennero venerati nell’antichità come sacri.

Quella di Priamo e Tisbe.

due amanti assiri, si conoscevano dall’infanzia e si innamorarono, visto l’opposizione delle famiglie decisero di fuggire dandosi appuntamento presso una fonte , accanto ad essa sorgeva un gelso.

Lei arrivò per prima ma trovo un leone che la fece scappare e le feri’, durante la fuga perse il velo insanguinato. Priamo quando giunse vide accanto alla fonte il velo macchiato di sangue, vagò alla ricerca della sua amata ma non la trovò, pensando che il leone l’avesse uccisa e portata via, decise di togliersi la vita, vicino al gelso, lei nel frattempo tornò , ma vide il corpo del giovane che lei amava senza vita, comprese quello che era successo e incapace di continuare a vivere senza di lui si tolse anche essa la vita. da quel giorno narra la leggenda , che i frutti del gelso quando maturi assumono in segno di lutto una colorazione come il sangue.

In un passato prossimo, Juan Carlos e Sofia (50 anni fa le nozze ad Atene)


Il primo incontro ufficiale avviene nell’estate del 1954, durante una celebre crociera organizzata dalla regina Frederika, lo scopo era di riportare in auge il turismo ellenico, ma il vero scopo era favorire i matrimoni regali.

A bordo vi era tutto il gotha europeo, che accolse benevolmente l’idea eccentrica principessa Maria Bonaparte. Il figlio maggiore del conte di barcellona “pretendente al trono, ha poco più di anni 16 e non sembra accorgersi della principessa sua coetanea, lei invece lo notò subito.

Passò molto tempo , anche se la regina organizzava spesso incontri e altre crociere per avvicinarli, solo nel 1961 durante un matrimonio il futuro re si accorse che la ragazzina greca con i capelli corti e il viso paffuto si era trasformata in una giovane e attraente donna.

Tutto il parentato inglese si è dato da fare perché il matrimonio tra i due giovani potesse avvenire, fu sicuramente frutto degli accordi tra le due famiglie. L’annuncio ufficiale fu dato il 13/09/1961 a losanna dove la regina Vittoria Eugenia accolse con immensa gioia.

Rimane un’unica ombra sulle fauste nozze , la posizione irremovibile della chiesa ortodossa che non approvava l’idea che il matrimonio si sarebbe svolto solo con il rito cattolico. L’abilità del papa Giovanni 23esimo risolse la delicata questione, consentendo il doppio matrimonio .

( un fatto del tutto insolito per la chiesa romana). Le nozze vennero celebrate nel maggio 1962. La loro vita coniugale iniziò con un viaggio che li porta in giro per il mondo, al loro rientro si stabilirono nei dintorni di Madrid.

Anche questa è una storia d’amore, che si potrae  fino ai nostri giorni. Comunque esistono molti amori , meno appariscenti ma altrettanto importanti e sono il condimento della vita del mondo.

“”STORIA DI BIMBA”"

giovedì 17 gennaio 2019

Tema della violenza assistita.

Bimba va all’asilo. I bambini la chiamano “orfana”, perché non ha un babbo. Ma Bimba risponde che non è orfana, perché ha una mamma e un nonno che le fa anche da babbo. Fino  a quando la mamma conosce un uomo, chiamiamolo (V.)  che diventa il suo nuovo compagno. Da quel momento Bimba assiste a pugni, schiaffi, urla, gelosie, tradimenti:  (V.) non uccide la madre di Bimba, ma riduce la sua bocca morbida in due labbra secche. Mentre Bimba, nascosta dove stanno i ragni, sente parole senza capire. Per cinque anni vede sangue e ferite. E mentre le ragnatele intrappolano la madre, intrappolano anche lei. Quei fili le catturano l’infanzia. Le impediscono di crescere.

Liberamente tratto da “Storie sui fili” di Carla Baroncelli

Continua dalla prima pagina…I 9 Sacri Monti Prealpini

venerdì 11 gennaio 2019

***VARALLO – (Comune di Varallo Sesia, VC)     Il più antico dei Sacri Monti, vide la sua fondazione alla fine del 400. Le cappelle frutto dei diversi noti artisti, raccolgono più di 800 statue di estremo realismo, un percorso di ben 45 cappelle che si conclude nel maestoso Santuario.

***OSSUCCIO – (Comune di Tremezzina, CO)     In vista dell’Isola Comencina, le 15 cappelle del Sacro Monte del 1635-1710, permettono la contemplazione dei Misteri gaudiosi, dolorosi egloriosi del Rosario del Santuario della Madonna del Soccorso.

***VARESE – (Comune di Varese, VA)     Un scenografico cammino ascensionale si snoda fino al Venerando Santuario di S.Maria  del Monte, con le sue 14 cappelle dedicate  ai Misteri del Rosario. Gruppi di scultori di terracotta dipinta, curati al dettaglio a grandezza naturale  posti nelle cappelle.                                                      Un intervento contemporaneo del 1983, porta la firma del pittore GUTTUSO con l’opera “La fuga in Egitto”.

“I 9 SACRI MONTI PREALPINI” (Piemonte Lombardia)

venerdì 11 gennaio 2019

***BELMONTE – (Comune di Valperga, TO)      Santuario Medievale dell’anno 1712, con le sue 13 cappelle  che permettono ai pellegrini di vivere le stazioni  della Passione di Cristo.

***CREA – (Comune di Serralunga di Crea, AL)     I lavori di costruzione del Santuario presero il via nel 1589. Si volle onorare la Madonna, in un percorso di devozione con 23 cappelle, costruite  e portate a termine  nel XVI-XVII secolo.

***DOMODOSSOLA - (Comune di Domodossola, VB)     Più a nord di tutti i Sacri Monti. Il Santuario del Crocefisso edificato nel 1656, per consentire ai fedeli di meditare sulla Passione di Gesù. con le sue 15 cappelle terminate  dopo il 1800.

***GHIFFA – (Comune di Ghiffa, VB)     Il Sacro Monte della Santissima Trinità, sulla riva del Lago Maggiore. di esso è possibile ammirare solo le 3 cappelle accorpate  al Santuario, costruite nel tardo 600.

***OROPA – (Comune di Biella, BI)     Furono i biellesi a finanziare il complesso di Oropa, nell’ambito dei grandi progetti di sistemazione del Santuario. Solo 12 delle 20 cappelle previste, tutte dedicate alla vita della Vergine Maria e portate a termine nei anni del 600.

***ORTA – (Comune di Orta S.Giulio, CO)     Le 20 cappelle del Sacro Monte, permettono ai pellegrini di accostarsi alla vita di S.Francesco d’Assisi. Un percorso panoramico capace di esaltare  la bellezza della natura e la varietà dell’architettura, offrendo l’opportunità di compiere un viaggio negli stili nel tardo Rinascimentale.

Viva,viva la Befana

sabato 5 gennaio 2019

Una vecchietta vestita di soli stracci, con un grosso naso e scarpe malandate.

Noi, la immaginiamo così questa arcinota Befana, sempre con la sua scopa e il sacco pieno di dolciumi.

In realtà la simpatica anzianotta è oggi il risultato di un mix di tradizioni, costumi e usanze popolari, riti antichi e cerimonie pagane che si sono accumulati sin dalla notte dei tempi.

“Buon “2019″

mercoledì 2 gennaio 2019

E INIZIATO IL 2019, QUANDO INIZIA UN NUOVO ANNO SI PENSA SEMPRE CHE SIA UN PO MIGLIORE DI QUELLO PRECEDENTE.

VORREI AUGURARE A TUTTI GLI AMICI DEL GRUPPO BLOG UNO PER UNO, A IRIS, PIERO, NELLY, FRANCESCO, MARINA, ALDO, BIAGIA, BEPPE, RITA, PIERO RICOSSA, LUCIANA, SECONDO, NADIA, CARLO E MARINO, UN ANNO MERAVIGLIOSO.

CHE IL 2019  PORTI PER TUTTI UN PO DI SALUTE E UN PO DI SERENITA’ E UN PO DI GIOIA.

BUON 2019 A TUTTA CIRCOSCRIZIONE CINQUE.

“SOLSTIZIO D’INVERNO”

venerdì 21 dicembre 2018

Oggi 21 dicembre, è il primo giorno dell’inverno astronomico, è il giorno con meno ore di luce dell’anno. Il Solstizio  è il momento in cui il Sole raggiunge il punto di declinazione massima. E  un moto apparente perché è la terra a girare attorno al Sole, ma muovendoci noi con il pianeta abbiamo l’impressione che a spostarsi nel cielo sia il Sole e non viceversa. Il Solstizio d’inverno, per noi che viviamo nell’emisfero nord del pianeta, è il momento in cui il Polo Nord è più distante possibile dal Sole, in relazione al suo asse. Quindi, inizierà la stagione più fredda, e questa notte sarà anche molto particolare essendo la più lunga dell’anno. Però, da domani 22 dicembre le giornate torneranno ad allungarsi portandoci verso l’equinozio di primavera.

“Buone Feste”

venerdì 21 dicembre 2018

Tantissimi Auguri di Buon Natale e Felice Nuovo Anno a tutti gli amici del Blog insieme alle loro famiglie.

Tanti Auguri di “Buone Feste” a tutto il personale e collaboratori della Circoscrizione Cinque.

I nostri incontri settimanali riprenderanno regolarmente Mercoledì 9 Gennaio 2019 alla stessa ora.

“La merenda del contadino”

martedì 4 dicembre 2018

La ” SOMA D’AJ “ è una semplicissima preparazione della cucina tradizionale piemontese. Emblema della cucina povera e semplice di un tempo, consiste in fette di pane strofinato con aglio e condita con olio d’oliva, sale e pepe. E facile capire perché una volta fosse considerata ” la merenda del contadino “.

In dialetto piemontese il termine ” soma ” indica un carico, quello trasportato in genere in groppa agli animali nelle campagne, il termine ” aj “ è invece l’aglio. Letteralmente la ” soma d’aj “, significa quindi ” carico d’aglio ” per sottolineare l’abbondanza dell’ingrediente più saporito delle ricetta.

IL NOMADISMO ATTUALE E QUELLO CHE HA REGOLATO LA LORO VITA.

sabato 17 novembre 2018

POPOLO ROM

Oggi è rappresentato dal popolo ROM, che con la particolarità del loro idioma  (o lingua) ha alimentato la xenofobia negli abitanti dei luoghi in cui cercano di sistemarsi, e si suppone che loro stessi non vogliono mescolarsi con le popolazioni indigene che incontrano, per non intaccare la loro purezza etnica. Questo li ha portati a spostarsi continuamente. (anche se ormai buona parte di essi sono divenuti stanziali)

MATRIMONIO TIPICO ROM

Vi è anche un’altro nomadismo, quello che prende il nome ” tratta di esseri umani” che di solito è organizzato dalla criminalità transnazionale, e non richiede necessariamente che la vittima stessa varchi un confine, ma la sua finalità è lo sfruttamento, piuttosto che un semplice “movimento di persone”, vedi la raccolta della frutta o verdura nei paesi del sud, oppure quella del nord, con la raccolta dell’uva.

Tutto questo, fa che molte persone si spostino continuamente su vari territori e paesi.

ESISTE UN NOMADISMO SOCIALE CHE REGOLA LA VITA DI UN POPOLO.

Le trasformazioni sociali e politiche di questi ultimi decenni hanno coinvolto i popoli di mezzo mondo, pertanto è improbabile che i BEDUINI DEL DESERTO ne siano stati indenni, quel grande gruppo di genti che hanno fatto del nomadismo la loro regola di vita.

Anzitutto, va detto che il termine “beduini” deriva dalla parola araba “bedewi”, ovvero ” abitante del deserto” e utilizzato per definire le tribù che vivono nelle aride regioni della penisola araba.

Ognuna delle tribù è suddivisa in clan, questi a loro volta sono organizzati in famiglie patriarcali, il denominatore comune di tutte le tribù è il nomadismo, più della religione islamica. Infatti questi popoli per tradizione disprezzano chiunque scelga di vivere in modo stanziale.

Il nomadismo è l’emblema della loro entità etnica, è la loro essenza, non sono degli osservanti fedeli, proprio per il loro vagabondare l’assenza di un legame con la terra e ciò che essa rappresenta, l’importanza del movimento è il desiderio di viaggiare cambiando costantemente luogo e abitudini, tanto che il cambiamento stesso a diventare abitudine.

Non bisogna però pensare che quel popolo sia privo di tradizioni e cultura, i beduini del deserto sono sempre stati appassionati scrutatori delle stelle, tanto da conoscerne tutti i movimenti con estrema precisione, tanto da trarne molte informazioni, osservandole ritrovano i punti di riferimento che servono loro per scandire i tempi di riti e celebrazioni.

La fine dell’estate viene salutata con fuochi notturni e abbondanti libagioni, ed anche la fine del periodo in cui per ragioni di sopravvivenza le tribù sono costrette a allungare i tempi di permanenza intorno ai pozzi d’acqua.

La ripartenza verso nuovi orizzonti vengono affrontati con estrema resistenza e perseveranza, essendo un popolo di abilissimi cavalieri, che sanno destreggiare un dromedario oppure un cavallo, non bisogna dimenticare che durante ogni viaggio il gruppo di beduini si porta dietro tutto il suo avere, tende,coperte,indumenti,tripodi ai quali appendere otri,bollitori,caffettiere,tazze e altre suppellettili.

Un mondo che ogni volta viene abilmente montato pezzo dopo pezzo in modo tale che si abbia due principali spazzi interni, uno per le donne detto ” mucharran”, e uno per gli uomini “majlis”, più gli spazzi per mangiare e altro. Le oasi servono, principalmente per l’attività principale di sussistenza di ogni gruppo, ma vi pratica il commercio per lo scambio dei beni di prima necessità, come grano, caffè e tabacco.

Oggi si si chiede, quanto di questo mondo sia rimasto autentico, sicuramente l’attrazione da altri paesi e le loro ricchezze che non possono conquistare come una volta con una battaglia, avranno fatto abbandonare e voltare le spalle a quel mondo. Però nessuno ci impedisce di immaginare che nelle immense sabbie del deserto ci siano tribù di beduini che vivono esattamente come i loro antenati, nel nome di quella cultura che ai nostri occhi appare esotica e avventurosa. (forse il notissimo film“Lawrence d’Arabia” li ha resi leggendari)