Archivio della Categoria 'PENSIERO'

*** MUSEO CIVICO PIETRO MICCA ***

mercoledì 29 aprile 2020

Un gioiello tutto da scoprire, dedicato all’uomo che salvò Torino.

Questo museo è stato istituito nel 1961, in occasione del centenario dell’Unità d’Italia. Nobile museo che ricorda l’Assedio di Torino del 1706, raccoglie cimeli, vari documenti e distinte rappresentazioni storiche dell’avvenimento, con una sessione del sistema di vie sotterranee aperte al pubblico, offrendo la possibilità di visitare le stesse gallerie di contromina e cunicoli, che hanno giocato il ruolo strategico fondamentale durante l’assedio. L’intero museo è situato su quella che rimane dell’antica cittadella fortificata, resta solo il “Mastio” che funge da sede del museo storico nazionale della Artiglieria.

E’ bene fare un passo indietro nel tempo per avere un punto storico, anche per conoscere colui che salvò Torino  e il Ducato dei Savoia dall’assedio dei franco-spagnoli. Si ricorda che tra il 1705 ed il 1706, le truppe francesi, avevano messo tutta la città di Torino sotto assedio con 45mila soldati. Tutto faceva presagire a una imminente vittoria degli invasori  con una sferrata battaglia che avrebbe potuto avvenire  da un momento all’altro. Il che avrebbe cambiato fortemente anche la storia di Torino. La vittoria tuttavia fu tolta dalla mani dei francesi, grazie al gesto eroico di un minatore dell’armata sabauda, un audace giovane biellese storicamente  di nome Pietro Micca, che nel trambusto dello scontro perse la sua vita, ma salvando nello stesso tempo quella dei suoi compagni, tutto era avvenuto nella premurosa fretta di quel istante, lui gravò su una mina facendola esplodere bloccando nello stesso tempo le truppe francesi, che stavano sfondando il portone d’ingresso alle gallerie sotterranee. Con il suo infausto gesto era valso a cambiare le sorti della battaglia sconfiggendo questo nemico invasore.

Personaggio fondamentale per la conoscenza

venerdì 24 aprile 2020

Parliamo di un personaggio fondamentale per la matematica, ma anche uno  scienziato e filosofo, tanto da assumere una fama leggendaria che fu trasfigurata tra i suoi seguaci sino a divenire una figura simbolica.

La foresta dei numeri primi

Tra i grandi annoveriamo PITAGORA, nato a Samo nel sesto secolo a.C. emigrò a Crotone intorno al 530 a.C. dove fondò una scuola di filosofia religiosa ( per quel tempo era impensabile, ammise le donne), imponeva agli adepti l’osservanza del celibato, la comunione dei beni.

FRANCOBOLLO COMMEMORATIVO

Esiste oggi una comunità chiamata DAMANUR, che segue la filosofia di Pitagora con alcuni punti in comune, ma con le sue diversità) .

Tra le pratiche ebbe particolare importanza la musica, tanto che fu scoperto il rapporto numerico che governa i volumi dei suoni.

Durante una sommossa popolare la scuola fondata da Pitagora venne incendiata e distrutta (i suoi seguaci erano però fautori del partito aristocratico), fu costretto a lasciare Crotone ritirandosi a Metaponto, ove rimase fino alla sua dipartita, che secondo il filosofo Dicearso avvenne dopo un lungo digiuno vissuto nel tempio delle MUSE tra il 497 e 496 a.C.

La base del pensiero filosofico di Pitagora è il concetto che costituisce l’animo umano, destinato a liberarsi dal corpo mortale e a riunirsi alla sua origine universale. Lui riteneva l’uomo essenzialmente spirito, e l’unione con il corpo va considerata come una punizione da espiare sino alla purificazione o catarsi. La metempsicosi, ovvero la teoria secondo la quale le anime vanno soggette a reincarnarsi.

Fondamentale nel pensiero di Pitagora è la riflessione sui numeri, riteneva che essi fossero in grado di spiegare la struttura armonica dell’universo. (I numeri sono la sola cosa che non inganna e in cui risiede la verità) Pertanto la sua matematica favorì  l’interpretazione del numero come principio  primo della realtà.

FORMULA

Pitagora, probabilmente apprese le scienze matematiche dagli Egizi, dai Caldei e dai Fenici, esponeva i suoi concetti per simboli, il loro insegnamento era di due tipi , e venivano distinti in matematica e acusmatici, quelli che frequentavano il corso matematico avevano la facoltà di far domande e di esprimere opinioni alle quali venivano rilevate le dottrine più profonde della scuola.

Quelli che frequentavano acusmatici ” o ascoltatori ” ai quali era imposto il silenzio e una rigida disciplina di apprendimento, questa divisione diede origine a due fazioni contrapposte che, dopo la morte del maestro , si contesero la sua eredità ideale.

TEOREMA

Le scoperte matematiche ” Teorema di Pitagora ” era una realtà già nota in precedenza  ( in particolare a quella Babilonese). La paternità attribuita a Pitagora è spiegabile per il fatto che fu lui il primo a comprendere la validità generale del teorema.

MATERA Mostra

Molte altre scoperte , nel campo della geometria, dell’aritmetica, dell’acustica e dell’astronomia avvennero ad opera di Pitagora e della sua scuola. Le due facce dell’eredità pitagorica, sono costituite da una chiarezza razionale e misticismo. Osservazioni rigorose ed esperienze costituirono nei secoli successivi i due poli d’attrazione dell’intero pensiero Greco.

- IL DITO DI COLOMBO -

mercoledì 22 aprile 2020

Chi lo sa quando riprenderemo quella bella libertà che avevamo, che l’abbiamo totalmente persa qualche mese fa, causa dall’episodio grave della mala/pandemia, arrivata velocemente in forma molto preoccupante e che in breve tempo ha invaso tutto il mondo. Quando questa libertà ci verrà restituita (speriamo al più presto) ritorneremo ad uscire dalle nostre case senza problemi, ricominceremo con la solita o nuova vita? Saranno nuovamente quelli che andranno al lavoro o in cerca, quelli che dovranno sbrigare le loro faccende, tanti andranno  a godersi il tempo libero, passeggiando anche liberamente per la città in cerca di qualcosa di nuovo. Per coloro che vogliono scoprire anche una piccola curiosità, devono andare sotto i portici lato sud/est di Piazza Castello, nel tratto che precede l’ingresso della Prefettura e prestare dell’attenzione, che a un certo punto possono trovare una lapide incastonata nel muro con un medaglione di bronzo, avendo un altorilievo raffigurante il Cristoforo Colombo, nell’atto di misurare un mappamondo con un compasso e sullo sfondo una caravella. Questa lapide è a ricordo degli Italiani emigrati in America Latina, a coloro che parteciparono come volontari alla Prima Guerra Mondiale.  Quest’opera a ricordo, è dello scultore Dino Somà.

E qui entriamo in campo con la solita leggenda del medaglione; (Che strofinando il dito di Colombo porti tanta fortuna). Difficile resistere alla tentazione di toccarlo, sperando come sempre alla fortuna.  E un po’ come pestare gli attributi del Torello di Piazza S.Carlo. questo gesto è diventato oggi, una vera e propria tradizione della Città di Torino. E’ per lo stesso motivo che questo dito mignolo della mano , appare molto lucido rispetto al resto dell’opera. Sono soprattutto gli studenti universitari e non, che sperano in questo, sia un buon aiuto per superare gli esami col massimo dei voti.

Sebbene, che tutti sappiamo dell’esistenza di alcuni portafortuna sparsi sulla nostra città. E’ un po’ meno conosciuta invece, la famosa e vecchia storia che gira attorno al dito mignolo della mano del navigatore Colombo, che scoprì l’America assistito dalla Dea Fortuna, mentre stava cercando  di scoprire l’India.

“Siamo Italiani”

venerdì 17 aprile 2020

Italiani chi siamo davvero:  Siamo il popolo di artisti, inventori  e scienziati che hanno regalato al mondo il più grande contributo all’umanità di ogni tempo. Siamo Italiani perché abbiamo un grande patrimonio artistico è culturale. Siamo Italiani perché gli Alpini sono Italiani e con le loro mani costruiscono un ospedale da campo più grande d’Europa.

Siamo Italiani perché servono 300 medici volontari e dall’appello rispondono in 1500, molti dei quali in pensione, dopo una vita sacrificata in corsia. Siamo Italiani perché servono 500 infermieri volontari e all’appello rispondono in 8000 senza esitazioni e timori.

Pizzaioli e pasticcieri allungano il turno di notte per regalare pane e dolci a medici e sanitari. Siamo Italiani perché i dentisti rinunciano alle mascherine per aiutare i colleghi in prima linea.

Siamo Italiani perché siamo parte del problema e parte della soluzione, ma al centro della tragedia troviamo la forza, il coraggio è l’inventiva per rimetterci in piedi e tornare a guardare il futuro…  Ecco perché siamo Italiani e siamo orgogliosi di esserlo.

” LA REALE CHIESA DI SAN LORENZO “

venerdì 10 aprile 2020

Vediamo questa chiesa e cosa la rende speciale, sicuramente era stato quel genio del Guarino Guarini e la volontà dei Savoia che l’hanno resa artisticamente unica e bella questa chiesa barocca. Era il 10 agosto giorno che si ricorda San Lorenzo, quando Emanuele Filiberto I di Savoia, ordinò la costruzione di una chiesa dedicata appunto a San Lorenzo per celebrare la vittoria contro i francesi e la restituzione ai Savoia dei loro territori.  Eco dunque la nascita di questa chiesa barocca, che è artisticamente la più bella di Torino, edificata in Piazza Castello tra il 1668 e il 1687 grazie al progetto del allora noto architetto Guarino Guarini, nasce sul luogo dove prima sorgeva la cappella ducale dedicata a Santa Maria del presepe, che a suo tempo era stata anche esposta la Sacra Sindone. Diversi sono i motivi che la rendono unica, innanzi tutto per la mancanza di una facciata, che era presente nel progetto originario, ma mai realizzata per volontà dei Savoia che non volevano inserire elementi che alterassero l’architettura di Piazza Castello.

Il campanile non spicca per nulla rispetto la grande cupola, lo si vede solo spuntare dal tetto antistante. ma è l’imponente cupola a dominare la piazza e a far capire che ci si trova in presenza di un edificio religioso.  Questa cupola è, che viene sostenuta da colonne e poi illuminata da otto finestroni di forma ellittica, che attraverso un sistema di nervature formano una stella a otto punte, che al centro viene reso un ottagono regolare, i finestroni visti dal basso, compongono quella che oggi viene sopranominata ” La faccia del diavolo”.  Nell’entrata della chiesa c’è un enorme cancello voluto dal Re Carlo Felice per separare  la chiesa dalla cappella. All’interno ci si stupisce per diversi aspetti, lo spazio un po’ austero ma sovrastato da una impressionante bellezza della cupola che sembra essere sospesa nel vuoto, grazie alle soluzioni tecniche del Guarini.  Magnifiche  ricchezze sono le decorazioni interne,  operate da numerosi artisti italiani e dallo stesso Guarini che disegnò anche le cappelle dedicate  al Crocifisso, all’Immacolata e alla Natività. Nella planimetria di questo edificio non ci sono linee rette, tutto è curvilineo, molto armonioso e basato sulla figura dell’ottagono. A colpire è il passaggio della luce che dall’alto scivola giù illuminando il tutto, facile da capire questo messaggio metaforico della luce di Dio che arriva dall’alto, un altro tocco del genio Guarini e il suo studio sull’illminazione.

“Auguri di Buona Pasqua”

venerdì 10 aprile 2020

Carissimi amici e amiche vorrei fare Tantissimi Auguri di una serena Pasqua a tutti voi insieme alle vostre famiglie…

Tanti Auguri di Buona Pasqua a tutti i collaboratori e personale della Circoscrizione Cinque…

Un forte abbraccio virtuale a tutti… Franco…

“Blog Dietro La Quinta”

venerdì 27 marzo 2020

Undici anni fa un gruppo di Over 60 aderiva alla creazione di un nuovo blog denominato dietrolaquinta della Circoscrizione Cinque Torino per scrivere articoli riguardanti gli eventi e le iniziative della Circoscrizione: Che hanno la precedenza nella pubblicazione. Altri sull’Amicizia, Astronomia, Attualità, Blogger, Considerazioni, Eventi, il Quartiere, Inquinamento, Mostre e Musica.

Col passare degli anni alcuni scrittori non ci sono più, ma nel frattempo si sono uniti degli altri di cui il loro arrivo è stato molto gradito… Siamo all’undicesimo anno e mi auguro che ci sia per tutti sempre lo spirito la voglia è la volontà di collaborazione come i primi anni.

Collaborare vuol dire anche fare commenti.  Io se vedo qualcuno che ha pubblicato qualcosa faccio sempre un commento. Siamo stati sempre un gruppo unito anche nella collaborazione. Chi vuole può ugualmente pubblicare qualcosa da casa, anche per occupare un po il tempo libero. Nel frattempo ho aggiornato la pagina degli scrittori del Blog erano elencati ancora anche quelli che non ci sono più.

Adesso è un periodo difficile è siamo tutti a casa in quarantena…  Il mio augurio è che passi nel minor tempo possibile in modo da poter riprendere i nostri incontri settimanali.

Un bravo a Luchin che pubblica sempre  articoli interessanti e come ultimo la chiesa costruita tutto in legno a incastro nel comune di Moncalieri di cui non sapevo dell’esistenza, ma non appena si potrà uscire mi piacerebbe visitarla.

Ho fatto un collage con le foto di tutti i componenti del gruppo a cominciare da Biagia in alto a sinistra della foto e poi a seguire Francesco, Aldo, Franco, Rita, Luciana, Marino, Beppe, Piero 2, Marina, Iris, Nelly, Nadia, Piero, Secondo e Carlo.

Vorrei ringraziare tutti per la vostra amicizia e simpatia per questi anni trascorsi insieme.

“Viva le donne”

domenica 8 marzo 2020

L’8 Marzo, Festa delle Donne.. E’ una importante ricorrenza per ricordare le lotte fatte dalle donne, in un passato non troppo lontano per ottenere la sex quality.

In particolare la data dell’8 marzo ricorda il tragico episodio in cui 129 operaie di una industria newyorchese, mentre scioperavano contro le tremende condizioni in cui erano costrette a lavorare, furono bloccate all’interno della fabbrica e vennero bruciate vive.

Oggi non dobbiamo dimenticare i grandi sacrifici fatti dalle donne che ci hanno preceduto e quelle che lo stanno facendo tutt’ora, festeggiamo con consapevolezza questa giornata a loro dedicata . E’ solo a voi donne di tutto il mondo, vada il mio augurio più gradito con un “Viva le donne”.

- LA FONTANA DEI DODICI MESI -

lunedì 2 marzo 2020

Questa è la monumentale fontana immersa nel grandioso parco del VALENTINO,  è l’unico esemplare rimasto del progetto architettonico fatto nel parco per l’Esposizione Nazionale del 1898, in occasione dei 50 anni dello Statuto Albertino.

Come per i numerosi luoghi e simboli di Torino, anche la storia della “FONTANA DEI DODICI MESI”, è legata ad una leggenda.  Si narra infatti, che la fontana sorga nel luogo in cui Fetonte, figlio del Dio del Sole, dopo essersi impadronito del carro del padre e aver fatto imbizzarrire i cavalli, Fetonte cadde proprio nel più vicino fiume Po.  Dove, alcuni secoli dopo i Romani fondarono la città di AUGUSTA TAURINORUM, (Torino).

Le caratteristiche di questa fontana, è composta da una vasca ovale in cui arriva l’acqua da una piccola cascata centrale, la vasca  è poi sovrastata da una terrazza della stessa forma su cui si trovano quattro gruppi di statue, che rappresentano i quattro fiumi che bagnano Torino. La STURA, rappresentata da tre nudi femminili, il PO, rappresentato da un personaggio barbuto, la DORA, raffigurata da una pastorella, e il SANGONE che viene rappresentato da un genio che sorride a due amanti. La terrazza è inoltre arricchita da statue che raffigurano allegoricamente i dodici mesi. Lo stile della fontana è un misto tra lo stile Liberty e il rococò, ricalca di molto con alcuni particolari della Fontana della Regina.

- LA FONTANA ANGELICA – (1929)

lunedì 24 febbraio 2020

La città di Torino è nota per la sua fama di città magica, e la fontana Angelica di Piazza Solferino e nota per la sua presunta simbologia esoterica, di ispirazione massonica. Questa monumentale fontana con le sue quattro grandi figure, che sono ispirate a rappresentare le quattro stagioni. Due sono le figure femminili, la Primavera che rappresenta la virtù e l’aspetto più sacro riservato a pochi, l’Estate che rappresenta il vizio, la conoscenza profana dell’amore accessibile a tutti. Le altre due statue dalle sembianze maschili, rappresentano l’Autunno  che ha lo sguardo verso l’Occidente con la perfezione, e l’Inverno con lo sguardo verso l’Oriente dove sorge il sole. L’acqua che viene versata dai due personaggi è la rappresentazione della conoscenza.

A volerne la costruzione di questa fontana, è, di come lasciò scritto nel proprio testamento, fu il ministro Bajnotti  che desiderava dedicare questa fontana alla memoria dei suoi genitori, inoltre aveva disposto che la fontana si sarebbe dovuto chiamare come il nome  della madre “Angelica”. Per questo scopo lasciò alla Città di Torino, 150.000 lire per la costruzione di questo bellissimo monumento a ricordo.