Archivio della Categoria 'Torino'

*** La Dora Riparia a Torino ***

domenica 2 agosto 2020

La città di Torino è nata e cresciuta grazie alla Dora Riparia, questo lungo corso d’acqua nei tempi passati è stato la principale risorsa energetica della città, offrendo ai suoi abitanti l’indispensabile acqua per diversi usi e servizi. Ha visto svilupparsi piccole e grandi industrie, ha seguito tutti quei cambiamenti della città che è ancora in continua trasformazione. Ora, ha pure rinnovato anche le sue sponde donando anche emozioni e nuovi spazzi liberi, sempre costeggiando a lungo la Dora Riparia si può correre, camminare, praticare anche sport, passeggiare lungo le sue rive e sentieri si possono trovare grandissime aree che l’affiancano. Il fiume Dora, è un elemento fondamentale per il parco, ci offre alternando zone strettamente naturalistiche costituite da grandi prati con molti spazi alberati, E’ una rilassante e grande area che vive ancora con qualche segno del suo passato, ma sempre attenta a quei nuovi scorci che vede verso la nostra città, che un  migliore futuro  probabilmente avverrà.

Ultimamente un grande intervento è stato realizzato con lo stombinamento della Dora, di quell’area terrazzata che fino a pochi decenni fa era occupata per dar spazio alle fabbriche dell’industria pesante, ora offre ai residenti, ai cittadini e agli sportivi, un totale di 450 mila metri quadrati di verde per il relax, lo sport e il divertimento per tutti. Goderemo sempre in quella memoria del passato industriale che ci viene ancora mantenuta viva, conservando nel parco che attornia la Dora di alcune strutture preesistenti, come la torre evaporativa della Michelin, molto importanti quei resti delle acciaierie Fiat e il grande capannone dello strippaggio della Teksid nell’area exferriere.

*** UN SOMMERGIBILE A TORINO ***

domenica 12 luglio 2020

Quanti di voi, lungo una bellissima passeggiata domenicale al Valentino, costeggiando quella sponda sinistra del Po, hanno avvistato una parte di un sommergibile? Ebbene sì, è la parte centrale di un sommergibile parcheggiato sulla riva del Po nei pressi del ponte Isabella, è uno dei pochi reperti storico-navali di importanti dimensioni rimasti in Italia. Si tratta del sottomarino Andrea Provana, così chiamato in onore dell’Ammiraglio piemontese che partecipò alla battaglia di Lepanto nel 1571.

Questo sommergibile fu progettato dal Genio Navale, e costruito nel 1915 nei cantieri Fiat de La Spezia, e varato ufficialmente dalla Regia Marina nel gennaio 1918, entrò in servizio una settimana prima della fine della Prima Guerra Mondiale. La sua poca storia è stata pacifica, poiché non partecipò mai a una guerra, ma venne  usato per lo più per addestramento degli allievi dell’Accademia Navale di Livorno. Fu soltanto dispiegato  nel 1923 durante la crisi di Corfù, a protezione da eventuali attacchi della Marina Greca, ma non sparò mai un colpo. Questo sommergibile fu poi nuovamente usato per l’addestramento dei cadetti fino a marzo del 1927, quando un motore termico sinistro esplose, dato che la sua tecnologia era ormai obsoleta decisero di mandarlo in pensione. Questa sua parte centrale, fu poi conservata e portata a Torino nel 1928 in occasione dell’Esposizione Mondiale. L’Associazione Marinai di Torino alla fine dell’Esposizione l’acquistò per posizionarlo esattamente lì, dove lo possiamo ammirare anche oggi.

*** -ECO- Street art ***

martedì 23 giugno 2020

Camminando per le vie del centro storico di Torino e arrivando fino al numero 39 di Via Giuseppe Verdi, qui troverete un pezzo d’arte di “Street art”, una delle celebri opere del giardiniere-artista  Marc Didon (francese). L’artista si è espresso realizzando una moderna scultura d’arte urbana, quindi, non perdete l’occasione di ammirare questa “scultura di strada” dal grande valore artistico.

Infatti, ECO, non è solamente una scultura imponente (altezza poco più di 2 metri), ma è anche una opera  dal forte valora simbolico: rappresenta due volti distinti, uno a rovescio e uno dritto, immortalati nell’atto di urlare. Le due teste gridano insieme e per ampliare e convogliare il suono, utilizzano le loro mani posizionate vicino alla bocca. L’opera esprime chiaramente il desiderio  di comunicazione e non a caso è stata posta in questa strada proprio accanto a Palazzo Nuovo, sede della Università di Torino.  Non è tutto però, ECO nasconde anche un’altra sorpresa: non tutti sanno che al suo interno la statua racchiude un’originale sistema idrico attraverso il quale è possibile avvertire dei suoni. In questo modo l’artista ha voluto rievocare le confluenze dei due fiumi di Torino con la Dora e il Po, creando una singolare iconografia nella quale l’acqua non viene vista, ma soltanto sentita in un mormorio tanto invisibile quanto affascinante,

Insomma, a Torino è possibile incontrare l’arte anche per strada, quindi tenete gli occhi bene aperti  mentre camminate  per non rischiare di perdere nessuna di queste piccole perle d’arte, che la città sabauda custodisce tra le sua affascinanti vie e i suoi meravigliosi palazzi.

*** IL BORGO MEDIEVALE ***

martedì 16 giugno 2020

Il Borgo Medievale è un museo a cielo aperto che sorge lungo le rive del fiume Po, tutto concentrato nel parco del Valentino a Torino. Entrarvi, attraverso il ponte levatoio, vuol dire; fare un viaggio all’indietro nel tempo, abbandonare tutta quella confusione della città del XXI secolo, per trovare un momento di serenità fra botteghe artigiane, portici, chiesa, fontane, giardini in un borgo piemontese molto antico e un Castello che ti guarda dall’alto della sua mole imponente.

La visita del Borgo può dividersi in due parti, la prima parte della visita è a libero accesso, interessa tutta la parte bassa del Borgo, che si trova quasi a livello del fiume, mentre la seconda parte, con biglietto a pagamento, porta al Castello e al giardino.

Questa seconda parte della visita può variare in durata  a seconda dell’attenzione con cui si osservano tutti quei particolari delle cose lungo il percorso e nei cortili, dell’interesse delle lavorazioni artigianali nelle botteghe, chi ha voglia può sedersi, un video divulgativo è sempre presente nella sala proiezioni.

La visita alla Rocca dura 45 minuti ed è sempre accompagnata da personale del museo in grado a fornirvi tutte la spiegazioni necessarie alla conoscenza e all’interpretazione del Castello, delle stanze e del giardino

Il Borgo Medievale nasce al Parco del Valentino come padiglione dell’Esposizione Generale Italiana avvenuta nel 1884.

“Giardini di via Sospello”

sabato 30 maggio 2020

Queste foto sono state fatte qualche settimana fa al mattino prima del 18 Maggio 2020 quando si poteva uscire limitatamente… ai giardini di via Sospello Torino.

Questa e la pista di pattinaggio del giardino come si può vedere ci sono poche persone all’interno che stanno giocando a palla. In altre occasioni questa pista viene utilizzata per pattinare con i Roller (Pattini in linea) oppure con i Roller quad (Pattini a quattro ruote)

In questa foto c’è della gente che passeggia nell’interno del parco, sente il buon profumo dell’erba, delle piante e si può respirare un po di aria più pulita.

In questa ci sono delle bici in sosta c’è lo scivolo e dei bimbi che si divertono sull’altalena spinta dai genitori.

E in quest’ultima c’è un parco gioco completo di altalena e di giochi per i bambini più piccoli dove alcuni genitori li portano… diversi sono ancora sulle carrozzine. Tutto questo  per dire che abbiamo tante cose belle a portata di mano, basta organizzarsi  per vivere una vita serena è tranquilla.

*** MUSEO CIVICO PIETRO MICCA ***

mercoledì 29 aprile 2020

Un gioiello tutto da scoprire, dedicato all’uomo che salvò Torino.

Questo museo è stato istituito nel 1961, in occasione del centenario dell’Unità d’Italia. Nobile museo che ricorda l’Assedio di Torino del 1706, raccoglie cimeli, vari documenti e distinte rappresentazioni storiche dell’avvenimento, con una sessione del sistema di vie sotterranee aperte al pubblico, offrendo la possibilità di visitare le stesse gallerie di contromina e cunicoli, che hanno giocato il ruolo strategico fondamentale durante l’assedio. L’intero museo è situato su quella che rimane dell’antica cittadella fortificata, resta solo il “Mastio” che funge da sede del museo storico nazionale della Artiglieria.

E’ bene fare un passo indietro nel tempo per avere un punto storico, anche per conoscere colui che salvò Torino  e il Ducato dei Savoia dall’assedio dei franco-spagnoli. Si ricorda che tra il 1705 ed il 1706, le truppe francesi, avevano messo tutta la città di Torino sotto assedio con 45mila soldati. Tutto faceva presagire a una imminente vittoria degli invasori  con una sferrata battaglia che avrebbe potuto avvenire  da un momento all’altro. Il che avrebbe cambiato fortemente anche la storia di Torino. La vittoria tuttavia fu tolta dalla mani dei francesi, grazie al gesto eroico di un minatore dell’armata sabauda, un audace giovane biellese storicamente  di nome Pietro Micca, che nel trambusto dello scontro perse la sua vita, ma salvando nello stesso tempo quella dei suoi compagni, tutto era avvenuto nella premurosa fretta di quel istante, lui gravò su una mina facendola esplodere bloccando nello stesso tempo le truppe francesi, che stavano sfondando il portone d’ingresso alle gallerie sotterranee. Con il suo infausto gesto era valso a cambiare le sorti della battaglia sconfiggendo questo nemico invasore.

” LA REALE CHIESA DI SAN LORENZO “

venerdì 10 aprile 2020

Vediamo questa chiesa e cosa la rende speciale, sicuramente era stato quel genio del Guarino Guarini e la volontà dei Savoia che l’hanno resa artisticamente unica e bella questa chiesa barocca. Era il 10 agosto giorno che si ricorda San Lorenzo, quando Emanuele Filiberto I di Savoia, ordinò la costruzione di una chiesa dedicata appunto a San Lorenzo per celebrare la vittoria contro i francesi e la restituzione ai Savoia dei loro territori.  Eco dunque la nascita di questa chiesa barocca, che è artisticamente la più bella di Torino, edificata in Piazza Castello tra il 1668 e il 1687 grazie al progetto del allora noto architetto Guarino Guarini, nasce sul luogo dove prima sorgeva la cappella ducale dedicata a Santa Maria del presepe, che a suo tempo era stata anche esposta la Sacra Sindone. Diversi sono i motivi che la rendono unica, innanzi tutto per la mancanza di una facciata, che era presente nel progetto originario, ma mai realizzata per volontà dei Savoia che non volevano inserire elementi che alterassero l’architettura di Piazza Castello.

Il campanile non spicca per nulla rispetto la grande cupola, lo si vede solo spuntare dal tetto antistante. ma è l’imponente cupola a dominare la piazza e a far capire che ci si trova in presenza di un edificio religioso.  Questa cupola è, che viene sostenuta da colonne e poi illuminata da otto finestroni di forma ellittica, che attraverso un sistema di nervature formano una stella a otto punte, che al centro viene reso un ottagono regolare, i finestroni visti dal basso, compongono quella che oggi viene sopranominata ” La faccia del diavolo”.  Nell’entrata della chiesa c’è un enorme cancello voluto dal Re Carlo Felice per separare  la chiesa dalla cappella. All’interno ci si stupisce per diversi aspetti, lo spazio un po’ austero ma sovrastato da una impressionante bellezza della cupola che sembra essere sospesa nel vuoto, grazie alle soluzioni tecniche del Guarini.  Magnifiche  ricchezze sono le decorazioni interne,  operate da numerosi artisti italiani e dallo stesso Guarini che disegnò anche le cappelle dedicate  al Crocifisso, all’Immacolata e alla Natività. Nella planimetria di questo edificio non ci sono linee rette, tutto è curvilineo, molto armonioso e basato sulla figura dell’ottagono. A colpire è il passaggio della luce che dall’alto scivola giù illuminando il tutto, facile da capire questo messaggio metaforico della luce di Dio che arriva dall’alto, un altro tocco del genio Guarini e il suo studio sull’illminazione.

- Chiesa di Maramures –

domenica 22 marzo 2020

Nei miei giri per la città in cerca di curiosità e cose interessanti, ho potuto soffermarmi in una chiesa del tutto singolare costruita tutta in legno. Ebbene, per meglio saperne qualcosa di più di questa particolarissima costruzione unica nel suo genere in Italia. Si  trova nel Comune di Moncalieri, a poche decine di metri dalla rotonda Maroncelli al confine con Torino. Si tratta di essere la chiesa Cristiano Ortodossa, una meravigliosa architettura originaria di Maramures (Romania), e per la sua singolarità è bene sapere anche, che nel resto mondo ne esistono soltanto altri cinque esemplari oltre quello di Moncalieri, che si trovano in Venezuela, Svezia, Cipro, Francia, Svizzera.

Questa tipica chiesa è stata costruita in Romania, a tutto legno e ad tutto incastro quindi priva di chiodi, smontata e trasporta in Italia e rimontata pezzo per pezzo da operai funamboli, venuti appositamente dalla terra di Dracula. E’ interessante saperne anche il perché di questo sistema del facile smontaggio, nella tradizione romena si dice che siano costruite così a causa di un antico divieto ungherese di edificare chiese di pietra, ma potrebbe essere anche la necessità per le comunità cristiane perseguitate, di avere un luogo di preghiera facile da smontare e trasferibile in breve tempo.

Entrando dal cancello nell’area, si può ammirare il grande lavoro per la realizzazione del manufatto, le arcate e la catene sono scolpite, imponente portale ricco di intarsi, ma l’interno invece molto più semplice ed austero, il tutto merita di essere visto per la sua bellezza e autenticità.

- LA FONTANA DEI DODICI MESI -

lunedì 2 marzo 2020

Questa è la monumentale fontana immersa nel grandioso parco del VALENTINO,  è l’unico esemplare rimasto del progetto architettonico fatto nel parco per l’Esposizione Nazionale del 1898, in occasione dei 50 anni dello Statuto Albertino.

Come per i numerosi luoghi e simboli di Torino, anche la storia della “FONTANA DEI DODICI MESI”, è legata ad una leggenda.  Si narra infatti, che la fontana sorga nel luogo in cui Fetonte, figlio del Dio del Sole, dopo essersi impadronito del carro del padre e aver fatto imbizzarrire i cavalli, Fetonte cadde proprio nel più vicino fiume Po.  Dove, alcuni secoli dopo i Romani fondarono la città di AUGUSTA TAURINORUM, (Torino).

Le caratteristiche di questa fontana, è composta da una vasca ovale in cui arriva l’acqua da una piccola cascata centrale, la vasca  è poi sovrastata da una terrazza della stessa forma su cui si trovano quattro gruppi di statue, che rappresentano i quattro fiumi che bagnano Torino. La STURA, rappresentata da tre nudi femminili, il PO, rappresentato da un personaggio barbuto, la DORA, raffigurata da una pastorella, e il SANGONE che viene rappresentato da un genio che sorride a due amanti. La terrazza è inoltre arricchita da statue che raffigurano allegoricamente i dodici mesi. Lo stile della fontana è un misto tra lo stile Liberty e il rococò, ricalca di molto con alcuni particolari della Fontana della Regina.

“Un Territorio in Mostra”

domenica 9 febbraio 2020

Il Centro di Documentazione Storica propone una serie di visite guidate e approfondimenti storici di vari temi e luoghi, relativi al nostro territorio dal 29 febbraio al 19 aprile 2020

Le iniziative sono gratuite e aperte a tutti i cittadini per conoscere meglio gli aspetti storici del nostro territorio.

 (625.61 KB)Calendario 1° quadrimestre 2020 (625.61 KB)