Archivio della Categoria 'Torino'

“Giardini di via Sospello”

sabato 30 maggio 2020

Queste foto sono state fatte qualche settimana fa al mattino prima del 18 Maggio 2020 quando si poteva uscire limitatamente… ai giardini di via Sospello Torino.

Questa e la pista di pattinaggio del giardino come si può vedere ci sono poche persone all’interno che stanno giocando a palla. In altre occasioni questa pista viene utilizzata per pattinare con i Roller (Pattini in linea) oppure con i Roller quad (Pattini a quattro ruote)

In questa foto c’è della gente che passeggia nell’interno del parco, sente il buon profumo dell’erba, delle piante e si può respirare un po di aria più pulita.

In questa ci sono delle bici in sosta c’è lo scivolo e dei bimbi che si divertono sull’altalena spinta dai genitori.

E in quest’ultima c’è un parco gioco completo di altalena e di giochi per i bambini più piccoli dove alcuni genitori li portano… diversi sono ancora sulle carrozzine. Tutto questo  per dire che abbiamo tante cose belle a portata di mano, basta organizzarsi  per vivere una vita serena è tranquilla.

*** MUSEO CIVICO PIETRO MICCA ***

mercoledì 29 aprile 2020

Un gioiello tutto da scoprire, dedicato all’uomo che salvò Torino.

Questo museo è stato istituito nel 1961, in occasione del centenario dell’Unità d’Italia. Nobile museo che ricorda l’Assedio di Torino del 1706, raccoglie cimeli, vari documenti e distinte rappresentazioni storiche dell’avvenimento, con una sessione del sistema di vie sotterranee aperte al pubblico, offrendo la possibilità di visitare le stesse gallerie di contromina e cunicoli, che hanno giocato il ruolo strategico fondamentale durante l’assedio. L’intero museo è situato su quella che rimane dell’antica cittadella fortificata, resta solo il “Mastio” che funge da sede del museo storico nazionale della Artiglieria.

E’ bene fare un passo indietro nel tempo per avere un punto storico, anche per conoscere colui che salvò Torino  e il Ducato dei Savoia dall’assedio dei franco-spagnoli. Si ricorda che tra il 1705 ed il 1706, le truppe francesi, avevano messo tutta la città di Torino sotto assedio con 45mila soldati. Tutto faceva presagire a una imminente vittoria degli invasori  con una sferrata battaglia che avrebbe potuto avvenire  da un momento all’altro. Il che avrebbe cambiato fortemente anche la storia di Torino. La vittoria tuttavia fu tolta dalla mani dei francesi, grazie al gesto eroico di un minatore dell’armata sabauda, un audace giovane biellese storicamente  di nome Pietro Micca, che nel trambusto dello scontro perse la sua vita, ma salvando nello stesso tempo quella dei suoi compagni, tutto era avvenuto nella premurosa fretta di quel istante, lui gravò su una mina facendola esplodere bloccando nello stesso tempo le truppe francesi, che stavano sfondando il portone d’ingresso alle gallerie sotterranee. Con il suo infausto gesto era valso a cambiare le sorti della battaglia sconfiggendo questo nemico invasore.

” LA REALE CHIESA DI SAN LORENZO “

venerdì 10 aprile 2020

Vediamo questa chiesa e cosa la rende speciale, sicuramente era stato quel genio del Guarino Guarini e la volontà dei Savoia che l’hanno resa artisticamente unica e bella questa chiesa barocca. Era il 10 agosto giorno che si ricorda San Lorenzo, quando Emanuele Filiberto I di Savoia, ordinò la costruzione di una chiesa dedicata appunto a San Lorenzo per celebrare la vittoria contro i francesi e la restituzione ai Savoia dei loro territori.  Eco dunque la nascita di questa chiesa barocca, che è artisticamente la più bella di Torino, edificata in Piazza Castello tra il 1668 e il 1687 grazie al progetto del allora noto architetto Guarino Guarini, nasce sul luogo dove prima sorgeva la cappella ducale dedicata a Santa Maria del presepe, che a suo tempo era stata anche esposta la Sacra Sindone. Diversi sono i motivi che la rendono unica, innanzi tutto per la mancanza di una facciata, che era presente nel progetto originario, ma mai realizzata per volontà dei Savoia che non volevano inserire elementi che alterassero l’architettura di Piazza Castello.

Il campanile non spicca per nulla rispetto la grande cupola, lo si vede solo spuntare dal tetto antistante. ma è l’imponente cupola a dominare la piazza e a far capire che ci si trova in presenza di un edificio religioso.  Questa cupola è, che viene sostenuta da colonne e poi illuminata da otto finestroni di forma ellittica, che attraverso un sistema di nervature formano una stella a otto punte, che al centro viene reso un ottagono regolare, i finestroni visti dal basso, compongono quella che oggi viene sopranominata ” La faccia del diavolo”.  Nell’entrata della chiesa c’è un enorme cancello voluto dal Re Carlo Felice per separare  la chiesa dalla cappella. All’interno ci si stupisce per diversi aspetti, lo spazio un po’ austero ma sovrastato da una impressionante bellezza della cupola che sembra essere sospesa nel vuoto, grazie alle soluzioni tecniche del Guarini.  Magnifiche  ricchezze sono le decorazioni interne,  operate da numerosi artisti italiani e dallo stesso Guarini che disegnò anche le cappelle dedicate  al Crocifisso, all’Immacolata e alla Natività. Nella planimetria di questo edificio non ci sono linee rette, tutto è curvilineo, molto armonioso e basato sulla figura dell’ottagono. A colpire è il passaggio della luce che dall’alto scivola giù illuminando il tutto, facile da capire questo messaggio metaforico della luce di Dio che arriva dall’alto, un altro tocco del genio Guarini e il suo studio sull’illminazione.

- Chiesa di Maramures –

domenica 22 marzo 2020

Nei miei giri per la città in cerca di curiosità e cose interessanti, ho potuto soffermarmi in una chiesa del tutto singolare costruita tutta in legno. Ebbene, per meglio saperne qualcosa di più di questa particolarissima costruzione unica nel suo genere in Italia. Si  trova nel Comune di Moncalieri, a poche decine di metri dalla rotonda Maroncelli al confine con Torino. Si tratta di essere la chiesa Cristiano Ortodossa, una meravigliosa architettura originaria di Maramures (Romania), e per la sua singolarità è bene sapere anche, che nel resto mondo ne esistono soltanto altri cinque esemplari oltre quello di Moncalieri, che si trovano in Venezuela, Svezia, Cipro, Francia, Svizzera.

Questa tipica chiesa è stata costruita in Romania, a tutto legno e ad tutto incastro quindi priva di chiodi, smontata e trasporta in Italia e rimontata pezzo per pezzo da operai funamboli, venuti appositamente dalla terra di Dracula. E’ interessante saperne anche il perché di questo sistema del facile smontaggio, nella tradizione romena si dice che siano costruite così a causa di un antico divieto ungherese di edificare chiese di pietra, ma potrebbe essere anche la necessità per le comunità cristiane perseguitate, di avere un luogo di preghiera facile da smontare e trasferibile in breve tempo.

Entrando dal cancello nell’area, si può ammirare il grande lavoro per la realizzazione del manufatto, le arcate e la catene sono scolpite, imponente portale ricco di intarsi, ma l’interno invece molto più semplice ed austero, il tutto merita di essere visto per la sua bellezza e autenticità.

- LA FONTANA DEI DODICI MESI -

lunedì 2 marzo 2020

Questa è la monumentale fontana immersa nel grandioso parco del VALENTINO,  è l’unico esemplare rimasto del progetto architettonico fatto nel parco per l’Esposizione Nazionale del 1898, in occasione dei 50 anni dello Statuto Albertino.

Come per i numerosi luoghi e simboli di Torino, anche la storia della “FONTANA DEI DODICI MESI”, è legata ad una leggenda.  Si narra infatti, che la fontana sorga nel luogo in cui Fetonte, figlio del Dio del Sole, dopo essersi impadronito del carro del padre e aver fatto imbizzarrire i cavalli, Fetonte cadde proprio nel più vicino fiume Po.  Dove, alcuni secoli dopo i Romani fondarono la città di AUGUSTA TAURINORUM, (Torino).

Le caratteristiche di questa fontana, è composta da una vasca ovale in cui arriva l’acqua da una piccola cascata centrale, la vasca  è poi sovrastata da una terrazza della stessa forma su cui si trovano quattro gruppi di statue, che rappresentano i quattro fiumi che bagnano Torino. La STURA, rappresentata da tre nudi femminili, il PO, rappresentato da un personaggio barbuto, la DORA, raffigurata da una pastorella, e il SANGONE che viene rappresentato da un genio che sorride a due amanti. La terrazza è inoltre arricchita da statue che raffigurano allegoricamente i dodici mesi. Lo stile della fontana è un misto tra lo stile Liberty e il rococò, ricalca di molto con alcuni particolari della Fontana della Regina.

“Un Territorio in Mostra”

domenica 9 febbraio 2020

Il Centro di Documentazione Storica propone una serie di visite guidate e approfondimenti storici di vari temi e luoghi, relativi al nostro territorio dal 29 febbraio al 19 aprile 2020

Le iniziative sono gratuite e aperte a tutti i cittadini per conoscere meglio gli aspetti storici del nostro territorio.

 (625.61 KB)Calendario 1° quadrimestre 2020 (625.61 KB)

“Olli” lo shuttle elettrico a Torino

domenica 19 gennaio 2020

“Olli” il minibus senza pilota. E’ il primo minibus elettrico a guida autonoma sperimentale a Torino e in Italia. Lo shuttle elettrico autonomo girerà per 4 mesi per prove, lungo i viali del Campus delle Nazioni Unite sulla riva del Po, per essere poi spostato in altri ambiti del centro della città. Questo minibus è stato realizzato dalla azienda americana Local Motors. La sua modalità di produzione delle sue componenti sono realizzate 80% da stampante 3D.

Nello specifico, questo piccolo minibus senza conducente, ma avrà una hostes a bordo. Può portare fino 12 persone (8 sedute), viene azionato da 4 motori elettrici collocati nel mozzo delle ruote che lo spingono alla velocità massima di 25 km/h, la ricarica della batteria avviene in meno di 2 ore. Per la sua autonomia e della massima sicurezza sulla strada e del mezzo, è corredato da diverse telecamere e di molti sensori.

Siamo ad un assaggio di un nuovo ed avventuroso futuro, vedremo lo svolgere di queste sperimentazioni, ma anche al prezzo che sembra per il momento sia abbastanza proibitivo.

* PIETRE D’INCIAMPO *

mercoledì 15 gennaio 2020

I torinesi e i turisti più attenti in giro nel capoluogo torinese, avranno già notato incastonati nel lastricato della pavimentazione delle vie cittadine, delle strane pietre ricoperte di ottone con inciso sopra, nome e dei numeri. Vengono chiamate “pietre d’inciampo”, sono per ricordare le persone innocenti deportate nei campi di sterminio durante il periodo nazista. Su ogni pietra che viene posata davanti all’ultima abitazione della vittima di questa feroce follia, sono incisi i nomi, date e luoghi.

Queste pietre scolpite che troviamo quotidianamente sul nostro cammino, ricordano i nomi di quelle vittime spezzate, non sia d’esempio dell’inciampare ancora, ma che rimanga soltanto nella triste storia.

Queste pietre (Stolpertsteine in tedesco) sono state ideate dall’artista tedesco Gunte Deming, perché vengano depositate nel tessuto urbano delle città europee, una memoria diffusa dei cittadini deportati nei campi di sterminio nazisti.

Ricordi…”La Befana dei Vigili”

sabato 4 gennaio 2020

C’era una volta la “Befana dei Vigili Urbani di Torino”.

Il 6 gennaio dell’epoca giorno dell’Epifania, era consuetudine per gli automobilisti di Torino, fare dei regali ai Vigili della città per ringraziarli  dell’opera svolta nel gestire il traffico, in un periodo in cui non erano ancora entrati in funzione i semafori.

Ma, anche riscontrando che si viveva ancora nel periodo del dopoguerra, le situazioni delle famiglie dei Vigili non erano tanto rosee, i torinesi decisero di fargli dei doni consegnandoli nei punti nevralgici della città, posandogli attorno alla rotonda pedana del vigile in servizio. Dopo i primi anni, quando il tenore di vita era migliorata, la tradizione ha continuato per un periodo e i doni ricevuti dai Civich, venivano poi destinati alle persone meno abbienti della città.

Molto tempo è passato e tutto è avvenuto cambiando, ora ci sono i semafori, rotatorie, sensi unici………….ma provate a pensare, un vigile in mezzo alla via, sarebbe molto impensabile con il traffico caotico di oggi.

Ci resta solo il ricordo di un tempo che fù.

- Tradizione Natalizia -

domenica 22 dicembre 2019

IL PRESEPIO

IL presepio rimane come il simbolo indiscusso del Natale. Il suo fascino resta costante di generazione in generazione, soprattutto per i bambini che si incantano a guardare la stella cometa, i pastori, il bue con l’asinello, tutte queste statuine messe in uno sfondo paesaggistico di fantasia e rivolte verso la capanna della natività.

Nel tempo queste rappresentazioni Natalizie sono diventate anche come delle vere opere d’arte, attirando gran numero di turisti, credenti o curiosi, e in certe località del Piemonte ci sono ancora degli artistici capolavori che meritano di essere visitati.

Come a Torino c’è lo storico presepe meccanico nella chiesa della S.S.Annunziata di Via Po, 45. Fu costruito nei primi anni del 900, è sicuramente uno dei presepi della tradizione da ammirare, splendido esempio di architettura neobarocca. Dal 1986 è sotto tutela della Sovraintendenza ai beni artistici e storici come oggetto di antichità e pregio storico. Con i suoi 200 metri quadrati e l’ideale per l’impatto scenografico, presepe composto da 200 personaggi con altezze che vanno da 25 ai 90 cm. di cui 100 animati, i movimenti sono dati da un unico e vecchio motore elettrico, fontanelle, fiumi, laghetti son alimentati da un complesso idraulico, l’effetto giorno/notte da un impianto led di diverse tonalità.

L’Officina artistica è composta da un gruppo di volontari, che si occupa della manutenzione di tutto il meccanismo.                                                          Un consiglio andateci a visitarlo in questi giorni ………..merita.           ***Auguro un sereno e gioioso Natale e un felice e prospero Anno Nuovo a tutti quei lettori che leggeranno questo Blog.   Con un ciao… Beppe