Archivio di aprile 2008

Estracomunitari e non solo.

martedì 29 aprile 2008

In questi ultimi tempi i paesi europei sono stati presi d’assalto da una moltitudine di gente in cerca di una vita migliore o semplicemente sfuggire alla fame. Per quel che concerne il nostro paese questo da una parte fa comodo perchè li rende disponibili a fare ciò che i residenti non sono più propensi a fare, cioè i lavori più umili e pesanti. Molti di questi sono regolari e a posto con le leggi e possono usufruire dei benefici previsti dal nostro ordinamento, altri lavorano in nero e tantissimi vivono di espedienti come lo spaccio di droga furti rapine raggiri e quant’altro, siccome in genere vivono soli non sono rari i casi di stupro. In poche parole sono i maggiori fornitori delle patrie galere. Tutto questo è abbastanza intollerabile perché se da una parte si deve cercare di vivere con il massimo rispetto e tolleranza per tutti è altrettanto vero che per vivere bene bene la delinquenza va ridotta al minimo. La ricerca di una maggiore tranquillità e sicurezza si è concretizzata nelle recenti elezioni con la vittoria nelle recenti elezioni con la vittoria degli schieramenti di destra che promettono una minore tolleranza. Staremo vedere! Personalmente esprimo qualche dubbio.
Tutto ciò è complicato da problemi religiosi e da usi e costumi molto diversi tra loro e dai nostri. Tutti insieme dobbiamo cooperare per la massima tolleranza e rispetto reciproco. ma sarà dura, molto molto dura e io tremo al pensiero di ciò che potrà succedere ai nostri nipoti!Secondo me la regolarizzazione di questa gente dovrebbe essere preceduta da una istruzione su quali sono i diritti ei doveri da rispettare per osservare le regole vigenti nel nostro paese e una loro formale promessa del rispetto delle stesse. Per chi si dimostrasse allergico a queste regole dovremo essere inflessibili, dovranno essere espulsi senza alcuna tolleranza. In Italia abbiamo già di nostro una sovrabbondanza di malavita e delinquenza tanto che l’abbiamo abbondantemente esportata, quindi non è il caso di tollerarne altra. Così penso che sia, ma se qualcuno la pensa diversamente sarei contento di sentire anche il suo parere in modo da confrontarsi sull’argomento, naturalmente nell’ambito del nostro piccolo blog.
Vemo.

Qualcosa di me

sabato 19 aprile 2008

Mi chiamo Carlo Bertaina, sono nato a Torino settantuno anni fa da genitori piemontesi. Ho vissuto il periodo bellico (1940/1945) in parte a Torino e, dopo aver perso la casa con annessi e connessi causa un micidiale bombardamento dei cosiddetti alleati, a Ciriè dove ho terminato le Elementari. Rientrato successivamente con i miei genitori a Torino a fine guerra con la Liberazione ho frequentato le Medie nella gloriosa Cavour di corso Tassoni. Purtroppo per ragioni, in parte di bilancio familiare e in parte per l’insorgere di una sgraditissima ipoacusia, non potei continuare il Ginnasio a cui tenevo molto. Fu giocoforza trovare una soluzione a questi due problemi con una variante a 360°: così iniziai l’apprendistato in tipografia integrandolo con un corso serale per Arti Grafiche. Fu tutto sommato un fatto positivo per la mia famiglia ed anche per me stesso, in quanto non solo potei contribuire con le mie prime lirette al menage quotidiano, ma scoprire di aver scelto sia il mestiere di tipografo che la frequentazione dei corsi di Grafica come ottima scelta per il mio futuro. Se non sapesse di retorica dico che di questo mestiere mi innamorai, e questo innamoramento è durato sino ed oltre la quiescenza. Terminati i corsi serali, previo un esame integrativo, ebbi accesso al corso per Periti grafici che superai brillantemente, ma mi fu richiesto di ricoprire il ruolo di insegnante in composizione e in disegno. Cose che accettai con entusiasmo, ma purtroppo dovetti rinunciare poiché l’ipoacusia stava minando sempre più le mie capacità di rapporto con i miei allievi e lo stesso corpo docente. Mi tuffai con tutta la mia volontà a capofitto nell’infinito mondo della creatività che stava in quegli anni (’60) rivoluzionando il modo di produrre carta stampata e tutto il corollario di altri mezzi che pur si riconducevano alla sfera dell’informazione.
Fui altresì fortunato poiché negli studi in cui operai conobbi maestri del calibro di Albe Steiner, Bruno Munari, Max Huber, Armando Testa, Enrico Borghi e ultimo, ma il più amato, Gigi Bergadano. A ventiquattro anni lasciai il nido familiare per unirmi con la mia adorata sposa. La vita cominciò a cambiare radicalmente con la nascita del mio primo ed unico figlio che battezzammo col nome del nonno materno: Edmondo. Attraversammo gli anni cupi del terrorismo, legati questi a situazioni a dir poco pericolose, un paio di miei colleghi furono arrestati per appartenenza alle Brigate rosse, ed io come tutti i miei colleghi ne fummo traumatizzati in quanto nessuno avrebbe pensato a questa loro appartenenza!

Tre quarti di secolo.

venerdì 18 aprile 2008

Ancora sei mesi per raggiungere quel traguardo del sopranominato titolo, questo non mi fa convinzione perchè conservo ancora la visione del lato vivo e buono della vita cercando di mantenerlo saldo anche con un certo entusiasmo. Sono Giuseppe Luchin, provengo dalla bassa friulana, sono nato in provincia di Pordenone esattamente a Sesto al Reghena, un paese di campagna con un pò di storia ma senza tante alternative. Sono cresciuto in famiglia con parenti artigiani, ho imparato i loro mestieri fino a quando sono andato militare. Arruolato nel corpo dell’Aeronautica, dopo l’addestramento fatto a Palermo sono passato alle Officine Grandi Riparazioni dell’Aeronautica Militare di Forlì, operando assieme ai trecento dipendenti civili fino al termine della mia ferma. Sono arrivato a Torino per puro caso, una visita a parenti nell’anno 56, ove mi hanno cosigliato di fermarmi. Assunto e rimasto fino alla pensione presso uno stabilimento di pneumatici (Michelin). In quella azienda ho conosciuto una bravissima ragazza che poi è diventata mia moglie, si chiama Andreina ed è nativa di Mondovì, siamo sposati da 44 anni e assieme pensiamo di oltrepassare le nozze d’oro, Annalisa è la nostra unica figlia, ora sposata. Sono in pensione da oltre vent’anni, in questo tempo ho sempre coltivato qualche hobby, dal modellismo alla pittura passando poi nel campo fotografico, dalle cineprese alle attuali videocamere, ma una assidua passione che porto avanti da quando ero giovane è quella del filatelico, una collezione di francobolli nuovi che va dalla nascita della nostra Repubblica fino agli aggiornamenti delle nuove emmissioni postali di oggi che conservo gelosamente in ben cinque album. Come svago estivo ed essendo socio Auser e anziano d’azienda, annualmente con loro partecipo a soggiorni marini e anche a viaggi in Italia o all’estero per visitare località sconosciute, alcuni mesi estivi dell’anno assieme a mia moglie vengono trascorsi nel Friuli dove possiedo una casa. In questi anni, anche per essere al passo coi tempi mi sono un pò appassionato all’informatica, tanto è vero che in questo periodo frequento un corso per arrivare a scrivere dei blog, ho trovato dei validi insegnanti come Enrico e la signorina Giovanna che con la loro pazienza mi stanno portando ad un livello di conoscenza che mai speravo. Termino questa mia semplice storia, un pò banale e poco significativa, non mi sembra vero che siano passati i tanti anni così in fretta. Purtroppo la ruota della vita gira, a dir il vero sembra che il tempo scorra troppo velocemente, ma questo è solo il giudizio di chi è arrivato ad una certa età.

Dall’inizio

venerdì 18 aprile 2008

Il giorno che i miei stavano traslocando da via Gioberti dove ero nato con i miei fratelli,a me erano venuti gli orecchioni.Non potei nemmeno affacciarmi alla finestra dell’alloggio di mia zia, che abitava sopra di noi, per vedere il camion che con i nostri mobili che partiva per corso Cincinnato ,la nostra nuova abitazione. Dopo una settimana ormai guarito mio padre mi venne a prendere per portarmi nella nuova casa non stavo piu nelle pelle,non vedevo l’ora di vedere la nuova abitazione.Prendemmo il tram numero tredici,l’unico che allora arrivava fino a lucento che poi era il capolinea, una volta scesi ci rimanevano da fare un dieci minuti di strada a piedi , dopo di che arrivammo finalmente in corso Cincinnato.Abituato al mio cortiletto di via Gioberti mi sembro di sognare,tutto quel verde non lo avevo mai visto,torrentelli dappertutto,di strade asfaltate nemmeno l’ombra.Cosi inziai la mia vita nel nuovo quartiere,quando mi sono sposato sono rimasto a lucento non ho avuto il coraggio di cambiare, tuttora ci abito con i miei figli Roberta,Daniele e mia moglie Tiziana.

Biografia

giovedì 17 aprile 2008

Mi chiamo Piero Sala sono nato 66 anni fa in un piccolo paese sperduto tra le colline del Monferrato. Ho trascorso i miei primi 15 anni in un mondo dove la civiltà arrivava si, ma non molto in fretta. Poi all’improvviso, non certo per mia volontà, sono stato catapultato nella grande città. Torino, per un ragazzo abituato alla libertà dei grandi spazi, alla conoscenza di tutti e al modo di vivere molto più semplice, mi era parsa un luogo invivibile e ci fu quasi un rigetto. Poi, poco alla volta, mi sono adattato, ho finito gli studi, ho trovato un lavoro che non mi obligasse a stare chiuso in qualche ufficio, mi sono sposato con Giovanna è nato Alberto ed è anche arrivata la nipotina Irene. Finito il lavoro, anche se un pò in anticipo, mi hanno mandato in pensione. Con la pensione sono arrivati, a parte gli anni, più libertà e tanto tempo da dedicare a qualcosa di piacevole. Una di queste cose è stato il corso che la circoscrizione 5 ha fatto per creare il suo blog. Come hobby ho la fotografia e il soggetto preferito è Irene, mi piace anche fare la raccolta di vecchie cartoline. Un desiderio ? Ritornare appena sarà possibile alle mie radici.

Chi sono,(piccola biografia)

giovedì 17 aprile 2008

Mi chiamo Vincenzo De Santis, sono nato a Fiume(Croazia)il 15/03/1933 sono felicemente sposato con Teodora dal 1957 ho una figlia di 50 anni anche lei sposata e una bellissima nipote che studia per diventare hostess. Sono arrivato a Torino nel 1948 dopo varie esperienze in vari campi profughi, si perchè io sono un profugo della allora Jugoslavia cacciati dalla nostra terra natia da quel dittatore di nome Tito. Arrivato a Torino mi sistemarono in un centro profughi in via Veglia(attualmente è la caserma della polizia) da li’ cominciò la mia vita da torinese, nel 1949 entrai a lavorare in una fabbrica artigianale vetraria, vi rimasi fino al 1956 data in cui entrai in fabbrica (Ceat Pneumatici) come operaio, e dopo 30 anni di onorato servizio ne uscì con il grado di capo reparto. Sono in pensione dal 1986 e grazie a Dio sono arrivato fino a oggi in buona salute. Nella mia lunga storia ho avuto la passione per la musica (lirica e sinfonica) e per lo sport, in particolare per l’atletica e il calcio. Ora nella fase della terza età mi è scoppiata la passione per il computer grazie anche a degli insegnanti bravi e simpatici come Giovanna ed Enrico. Penso di aver detto abbastanza e non voglio più scocciare, anche se avrei tanto da raccontare nel periodo della seconda guerra. Ciao a tutti.

Mi racconto

mercoledì 16 aprile 2008

Ciao sono Marina, ho 56 anni, sono nata e cresciuta in provincia e precisamente a Nole Canavese. Sono diventata torinese da quando, nel 1980 mi sono sposata, posso dire anche felicemente ( in realtà qualche volta ho provato a riportare mio marito indietro per farmelo cambiare, ma essendo figlio unico, mia suocera non ne aveva un altro da darmi in cambio ). Ho due ragazzi di 25 ( Patrick ) e 23 anni ( Marco ), sono molto soddisfatta di loro perchè sono dei ragazzi in gamba, onesti e seri, entrambi lavorano e Patrick a giugno si sposerà ( ahimè, diventerò suocera, spero non rompiscatole ).

In questo momento, per la prima volta in vita mia non sto lavorando e non è niente male perchè finalmente faccio esattamente ciò che desidero e aspetto di avere la pensione, ad ottobre avrò 40 anni di contributi e chissà.

Ho iniziato a lavorare da giovanissima alla Caesar, una ditta di confezioni, poi sono stata impiegata per 23 anni all’Epat, un’associazione che si occupa di tutte le pratiche inerenti alle attività commerciali dei Pubblici Esercizi. Dopodichè con una socia ho intrapreso un’attività commerciale; dopo anni dietro una scrivania ho scoperto con piacere quanto fosse bella un’attività a contatto con il pubblico, ho passato 9 anni molto gratificanti ed arricchenti, instaurando un magnifico rapporto con le clienti. Spesso la nostra vita frenetica ci fa dimenticare che è bello avere scambi umani, si tende a non parlare più ed ad essere sempre di corsa e chiusi in noi stessi! Lo scorso anno ho deciso che tutto sommato avevo lavorato abbastanza ed era ora di ritagliarmi un po’ di tempo per me stessa e così ho lasciato l’attivita’.

Sono convinta che a qualsiasi eta’ valga la pena di riinventarsi e fare qualcosa di diverso ed eccomi qui con voi, a seguire un corso per scrivere su di un blog, con l’insegnamento di Giovanna ed Enrico, che sono due tesori , simpatici, pazienti e super disponibili. Ho ancora un sogno nel cassetto che non ho mai usato tirare fuori: dedicarmi alla fotografia che amo da sempre ma che non ho mai osato fare in modo costruttivo, penso che sia arrivato il momento giusto.

Marina

Biografia di un ultrasettantenne

martedì 15 aprile 2008

Mi chiamo Romano Giuseppe, sono nato a Bari il 15/07/36. Con la mia famiglia siamo emigrati a Torino nei lontani anni 50, non è mia intenzione raccontarvi gran parte dello scorcio della mia vita con questo post(sto elaborando il racconto della mia vita che vorrei pubblicare in più volumi). Sto scherzando! vado a descrivere in sintesi chi sono e cosa ho fatto finora. Sono sposato felicemente dal 1964 con una donna ancora bella come il suo nome: Ancilla; malgrado le circostanze sfortunate della vita che ne hanno minato gravemente la salute. Abbiamo avuto due figli meravigliosi che ci hanno donato tre splendidi nipoti:il primo Davide oggi ventenne, la seconda Chiara quindicenne del primo figlio, Francesco anche lui quindicenne della seconda figlia.

Sono stato impiegato presso aziende commerciali per circa 15 anni e successivamente dopo un periodo di attività sindacale presso l’ultima azienda privata nella quale prestavo la mia attività lavorativa (allora si chiamavano” commissione interna”) fui chiamato dalla Camera del Lavoro a dirigere il sindacato del commercio nel 1965 e ancora negli anni successivi altri incarichi in vari altri settori: responsabile di zona intercategoriale, segretario di categoria dei chimici e infine da pensionato ho diretto per altri anni la sesta lega dei pensionati SPI-CGIL. In questo periodo non sono impegnato in nessuna attività specifica salvo ad aiutare la mia amatissima moglie a reggere la sfida quotidiana per la sua salute; infine a dilettarmi nella lettura e a imparare ad usare questo bellissimo strumento, il computer (per ora sono ancora incasinato), che spero di poterlo usare per socializzare con i cittadini della quinta Circoscrizione.

il mio quartiere: Luci e ombre

lunedì 14 aprile 2008

Premesso che, avendo sempre lavorato, non abbiamo seguito la vita di quartiere, ora che siamo in pensione cerchiamo di esplorare con più interesse a quanto ci circonda .

A questo proposito, abbiamo notato che, in confronto al passato ci sono più spazi verdi, dove con la bella stagione si incontrano bambini che giocano e anziani a passeggio.

Per quanto riguarda la vita sociale (che purtroppo non frequentiamo), ma per sentito dire è molto soddisfacente, con spettacoli, riunioni e quant’altro.

Noi che per la prima volta, con questo corso di computer (promosso dalla circoscrizione) ci ha permesso di conoscere dei simpatici compagni di corso, conoscitori più attenti del nostro quartiere, di cui cercheremo in futuro di farne parte.

Lavori in corso

lunedì 14 aprile 2008

Già da tempo in Torino si sono aperti i cantieri per i lavori del passante ferroviario. Pare che sarà una cosa molto utile, pratica e bellissima che dara ancora più lustro a Torino.

Molto bene. Ma tutto per il tempo di // POI.//

Il nostro quartiere è stato letteralmente separato dal resto della città.
I due soli varchi che sono restati sono sempre intasati, sia in corso Grosseto sia a stazione Dora, nelle ore di punta poi diventa allucinante, con buona gioia di chi deve percorreli più volte al giorno per lavoro.
Con questo sistema sono danneggiati anche i commercianti della zona.

Inoltre non parliamo poi dell’inquinamento! Ai signori del comune basta averci fatto buttare le vetture non più recentissime, romperci le scatole con bollini e cose varie.
Possibile che non si potesse fare qualcosa di meglio?
Forse bastava fare qualche passaggio provvisorio e le cose sarebbero state migliori!
Io ho l’impressione che in comune il benessere dei cittadini venga sempre messo in secondo piano.

Vemo e Jean.