Archivio di febbraio 2010

Mini centrale elettrica

domenica 28 febbraio 2010

                         Bloom Box questo è il nome che è stato dato alla mini centrale elettrica, in sostanza è un generatore fuel cell da 100 kw non più grande di una fetta di pane puo fornire energia pulita a una intera abitazione.

I costi ovviamente sono ancora altini si parla di circa 700 mila dollari, ma si sa che i prototipi sono molto costosi, pensate se la cosa dovesse prendere piede addio ai attuali gestori dell’energia che ne dite.

Carmina Burana

sabato 27 febbraio 2010

Cari amici, scusatemi lo so che questa musica non a tutti di voi piace, questa è una musica da ascoltare in silenzio e concentrati. Io voglio farvala sentire lo stesso. A proposito è un pò lunga dura un ora e undici minuti. A voi se volete ascoltare.

Cercando “Martin Pescatore”

sabato 27 febbraio 2010

Dovevo metterlo sul post di Franco…. ma

Ho fatto una prova tecnica  cliccate  sulle scritea strane…… poi vedrò di perfezionare

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“J’é ‘r màsche!” (Ci sono le streghe!)

sabato 27 febbraio 2010

Giorni addietro, avevo iniziato a rivedere un po’ la mia libreria, dopo aver per troppo tempo collocato alla rinfusa e senza criterio diversi libri, per suddividerli e accorparli razionalmente negli scaffali a loro deputati. Come spesso accade mentre li spolveravo, levandoli dai ripiani in cui erano disordinatamente riposti, ho iniziato a sfogliarne qualcuno qua e là. Fra questi un anonimo libercolo di proverbi di provenienza tedesca fece capolino, e nella pagina casualmente aperta, appariva il testo di un proverbio che recitava: «Vola la cenere della strega e volano i peccati del villaggio». Tema questo, assolutamente moderno e quotidiano nella nostra vita contemporanea del nuovo millennio appena iniziato, è sufficiente seguire l’informazione dei media cartacei o di quelli radiofonici e televisivi su usi e costumi appartenenti alla nostra società quale comparazione, quindi ho ritenuto interessante ripercorrere all’indietro la storia delle “Masche” che nella coscienza popolare, fino verso la fine dell’800 fecero parte delle credenze del basso Piemonte, in particolare alcune zone della provincia cuneese: Albese, Langhe e Roero. Queste attraverso l’immagine che ci è stata tramandata dalla cultura popolare, interpreti (dal sapore quasi mitologico) di superstizioni, pregiudizi, scaramanzie e che, inopinatamente nonostante il nostro modernismo galoppante, vagheggiano ancora largamente diffusi ai giorni nostri, più o meno tollerati e condivisi dalla mentalità comune, sebbene apparentemente e folcloristicamente inoffensivi.

Ora, per comprendere la proprietà del proverbio tedesco, legato alla figura della “masca” che la vulgata popolare ha propagato anche attraverso ricerche e studi nei luoghi in cui questo fenomeno si diffuse, ed ebbe credibilità in larghe fasce di popolazione contadina, occorre compiere un salto indietro nei secoli e collocarsi intorno al 1200, periodo risalente alla comparsa delle “eresie” dei Catari e degli Albigesi che provocano la crociata di Innocenzo III e la nascita dell’Inquisizione contro l’eretica «pravità» (deviazione o peccaminosa aberrazione del pensiero antireligioso). Centrale diventa da questo punto il riferimento al diavolo perno della costruzione ideologica attorno alla quale si sviluppa la credenza nelle masche: le donne come streghe; il patto con il diavolo; il sabba. Resta il fatto, inoppugnabile, che la grande esplosione della guerra aperta contro le streghe avvenne tra il 1400 e il 1600, sotto l’impulso della paura generata dei sismi e delle eresie, complice sicuramente Martin Lutero con le tesi pubblicate nel 1517.
Nei suoi confronti la reazione della Chiesa fu fortissima e probabilmente proporzionata alla paura che queste sette potessero mettere in crisi l’intera istituzione cristiana.
Dunque, il significato del proverbio, sta a significare quanto il rogo in cui veniva avviata la strega permetteva di lavare la coscienza collettiva, soprattutto evitava il rischio che venissero diffusi, raccontati, riferiti, segreti più o meno infami e che persone di riguardo, i potenti (sic!), finissero per trovarsi in imbarazzo.
Lo stereotipo, diffuso nelle zone del basso cuneese connota, come immaginario della masca nostrana, una donna avanti negli anni, dal volto sgradevole e ripugnante, la pelle ruvida che improvvisamente si fa  cadaverica, la fronte bassa, stretta e solcata da mille rughe, gli occhi velati e obliqui nelle orbite, la voce roca, tremula e a volte impercettibile. La paura della donna masca, dotata di magici poteri persiste, anche se affievolita e interpretata oggi come una buffa leggenda.

Martin Pescatore

venerdì 26 febbraio 2010

L’UCCELLO CHE NUOTA

VICINO alle acque di ruscelli e torrenti montani vive un uccello delle dimensioni di uno storno, il Martin Pescatore: prospera in varie parti del mondo, e si tratta di una vera e propria creatura acquatica, capace di <volare sott’acqua>.

Servendosi di robuste ali, l’uccello sprofonda fino a 7 metri, raggiunge il fondo, e vi resta per più di 30 secondi, frugando nella sabbia e nella ghiaia in cerca di cibo.

Si ritiene che il Martin Pescatore sia in grado di camminare sul fondo collocando il corpo ad angolo tale, rispetto al flusso della corrente, da ottenere un effetto appiattente che gli evita di essere rilanciato in superficie finché non ha terminato il pasto.

Una crescenza mobile, posta sopra la narice dell’uccello, impedisce l’ingresso dell’acqua: gli occhi sono protetti da una membrana.

Come ti blandisco i vecchietti

venerdì 26 febbraio 2010

Ho ricevuto tramite mail da un amico assai spiritoso, ma a volte un po’ infantilmente laidarello, un articoletto che riguarda la figura dell’Assessore comunale Dell’Utri, coordinatore e garbato intrattenitore dei festeggiamenti, avvenuti questo mese,  delle coppie  torinesi che hanno raggiunto i fatidici 50 anni di reclusione coatta, pardon intendevo dire: matrimonio.

Poiché, salute permettendo, anch’io e la mia arcinota paziente compagna di sventura dovremmo partecipare alla prossima sessione, che dovrebbe avvenire a fine anno, leggendo lo spassoso (ma poi neanche troppo) articoletto, con mio (ahimè!) inaspettato disappunto, sono costretto a ridurre l’evento che sancisce qualcosa come 18.250 giorni, pari a 438.000 ore, di resistenza matrimoniale ad un banale e inverecondo incontro senza poesia, emozioni  e lacrimucce d’ordinanza, vista la cronaca emersa leggendo appunto l’articoletto che andrò più sotto ad illustrare.

Poiché l’amico Vemo con la sua adorata Lucilla hanno avuto modo di sperimentare questi festeggiamenti  sarà, in questa occasione, testimone/critico di quanto descritto nell’articolo, e se la cronaca non risultasse veritiera sarà mio compito stigmatizzare il giornalista reo con replica scritta, direttamente al sito su cui compare (www.lospiffero.com). Tradotto terra terra: non si dovrebbero gabellare i “vecchietti” con la scusa dei festeggiamenti dei loro traguardi cinquantennali con un subliminale plagio a fini propagandistici “pro domo propria” e indurli a votare chi con tanta signorile e subdola grazia ha condotto la cerimonia.

L’assessore Dell’Utri maestro di cerimonie per nozze d’oro e d’argento.
Con un occhio spudoratamente elettorale – Giovedì 25 febbraio 2010

Quando, giovanissimo, divenne assessore riuscì in poco tempo a conquistare la fiducia dei suoi colleghi di giunta con la sua aria da bravo ragazzo che sembrava aver trovato con il suo fare semplice una strada praticabile per combattere l’anti-politica e riuscire a ridare credibilità ai partiti. Invece Michele Dell’Utri fedelissimo del leader dei Moderati Mimmo Portas, nato in casa azzurra (Forza Italia) e da adulto diventato fiancheggiatore del Pd, dietro la sua immagine giovanilistica nasconde un distillato dei più originali vizi della Prima Repubblica. Proprio lui, che per prendere le distanze dal suo più celebre omonimo, ha scelto come slogan della campagna elettorale “Non sono parente” (intesa di quell’infrequentabile Marcello, uomo nero del berlusconismo).
Frequentando gli uffici del potere comunale il giovane Michele ha messo a punto una serie di abitudini che sono parenti strette di uno dei peggiori difetti della partitocrazia: si è specializzato nell’uso delle istituzioni a fini preferenziali.
È successo che il nostro paladino degli orfani (intesi come senza parenti) sia in questi giorni impegnato nella difficile gara per la conquista di un seggio in Regione e lo sia mantenendo appieno la funzione di assessore ai Servizi civici (demografia, anagrafe, toponomastica). Quindi, forte del suo ruolo, ha pensato bene di rinverdire diciamo in modo un po’ disinvolto la vecchia tradizione del Comune di Torino di organizzare piccoli festeggiamenti per i coniugi che celebrano le nozze d’oro. Per carità, poca (e benemerita) roba: un rinfresco, due foto ricordo con l’assessore in fascia tricolore, una pergamena.
In un anno a Torino celebrano i 50 anni di matrimonio circa 1.700-1.800 coppie e il numero deve essere moltiplicato se al conto si aggiungono le nozze d’argento, a cui si è prontamente allargato. Fatti i conti alla carlona si tratta di un bel gruzzoletto elettorale.
Ed ecco allora che a Dell’Utri alla ricerca di preferenze non è parso vero di poter fare tanti piccoli omaggi (l’ultimo un librettino storico) ovviamente pagati dalle casse comunali per festeggiare le coppie d’oro e d’argento sperando in questo modo di conquistare riconoscenza elettorale.
Ma non tutti i mali vengono per nuocere. Lasciamo stare i toni di denuncia di questo ennesimo, spudorato, modo di interpretare il dovere di amministratore pubblico e guardiamo questa vicenda nel suo lato positivo. Quale? A Torino abbiamo finalmente trovato l’erede di Beppe Lodi il mai dimenticato assessore comunale maestro indiscusso di campagne elettorali

a proposito dello zucchero

giovedì 25 febbraio 2010

Ieri pomeriggio durante la lezione di informatica, il nostro caro amico Luchin  ha inserito un post sulle varie teorie dello zucchero. L’articolo descrive come lo zucchero possa nuocere alla salute, io potrei essere d’accordo che lo zucchero possa nuocere ai diabetici, ma se pensiamo che faccia veramente tanto male alla salute perchè si stà male quando si ha un calo degli zuccheri??

L’articolo in questione dice di usare il miele o in alternativa lo zucchero di canna, comunque a me il caffè e i dolci mi piacciono e non potrei farne a meno, e neanche delle squisite torte che ci portano le nostre care amiche del blog.

Cari amici non bisogna dare troppa retta a tutti quegli articoli che ci propinano i vari giornali, ma godiamoci i piaceri della tavola finchè è possibile.

A tutti voi un caloroso e DOLCE saluto.

Enzo

La calunnia (barbiere di Siviglia)

giovedì 25 febbraio 2010

Una simpatica e divertente aria dal barbiere ...ascoltate

Lo zucchero

mercoledì 24 febbraio 2010

Bisogna sapere che lo zucchero fa male. Leggete quà.

MORA ……

lunedì 22 febbraio 2010

Mi riferisco alla rubrica “Specchio dei Tempi“.  

Un lettore scrive:
«Vi scrivo in quanto quest’oggi ricevo da parte del mio commercialista la notifica a dovere pagare un’integrazione per “Tardivo Versamento” del mio Unico2008 riferentesi al periodo di imposta 2007. Fino a qui nulla di grave, effettivamente avevo tardato per motivi di salute, il pagamento dell’F24 scadente il 16-07-2008, pagato poi il 25-07-2008 (9 giorni dopo).

«Ciò che più trovo sconcertante è che per 9 giorni di ritardato pagamento mi richiedano alla voce “Sanzione” Euro 213,80 pari all’esatto 10% dell’importo totale versato il 25-07-2007 mentre alla voce “Interessi” Euro totali 1,45.

«Mi e vi chiedo quindi se questa “Sanzione-Strozzinante” sia dovuta in questi termini ed a queste condizioni unilaterali ed imposte dall’Agenzia delle Entrate.

«Se allora avessi tardato il pagamento non di 9 ma di 90 giorni la “Sanzione” sarebbe stata maggiorata quindi del 100% o le regole cambiano?».

Però  ha pagato……………. ma  allora quelli che non pagano proprio ( praticamente evadono) ???????? cosa pagheranno??????? Una   mia amica  dice che forse avranno …un …condono……