Archivio di febbraio 2011

Il Denaro

venerdì 25 febbraio 2011

Tutti uniti avere il coraggio di cambiare questo sistema di comprare anche i deputati con il denaro……………

Benigni Sanremo 2011

venerdì 25 febbraio 2011

Quello che ha raccontato in modo molto divertente Roberto Benigni a quest’anno a Sanremo è il pensiero di tutti noi. Ci fa sentire molto orgogliosi e fieri di essere Italiani. Vorrei citare una bella frase che ci dovrebbe far “riflettere”. Quando ha detto che “Cavour, Mazzini e Garibaldi” Entrati nella politica Italiana!!! Quando ne sono usciti erano più poveri di prima!!! Ma hanno arricchito moltissimo gl’Italiani. Per chi non ha visto Sanremo o volesse risentire Benigni ecco il Video.

da “La Stampa” continua….”Il Monviso ha ispirato anche la Paramount”

giovedì 24 febbraio 2011

Il logo della casa cinematografica Paramount
+ Così William espugnò per primo il “Re di Pietra” CARLO GRANDE

molto famoso

MAURO PIANTA
TORINO
Giallo degno della migliore tradizione hollywoodiana o leggenda? La storia circola da tempo: il profilo del Monviso assomiglia in modo sospetto al vecchio logo della Paramount, la casa cinematografica di Los Angeles. Anche Giovanni Agnelli rimase affascinato. Nel ‘96, sorvolando in elicottero la montagna, dichiarò: «Ha una sagoma così perfetta che si comprende perché la Paramount ne abbia fatto il suo marchio».

Parole che si sposano con la tesi del «plagio». Già, perché secondo i sostenitori di questa ipotesi il brand della casa cinematografica nascerebbe dalla creatività «made in Piedmont». Dice Lorenzo Ventavoli, storico del cinema e presidente del Torino Film Festival: «Agli inizi del ‘900 molti registi italiani si trasferirono a Berlino, mentre le maestranze del settore sbarcarono soprattutto negli Stati Uniti. Fu uno di questi operai specializzati in scenografie, un emigrante piemontese, a sottoporre ai creativi della Paramount una bozza del Monviso». Alcuni storici e scrittori locali, come Flavio Russo, confermano: furono due operai saluzzesi a mostrare una foto del Monviso scattata dalla loro casa ai boss della Paramount che non sapevano come raffigurare la casa di produzione.

La storia non piace alla Paramount. Il logo originario, dicono, deriva da uno schizzo fatto a mano nel 1914 da uno dei fondatori, William Wadsworth Hodkinson. D’altronde, insistono gli scettici, tutte le montagne hanno forme simili. Eppure, a guardare la nostra piramide, il dubbio hollywoodiano resta.

Tratto da “La Stampa” articolo sul nostro amato Monviso

giovedì 24 febbraio 2011

Così William espugnò per primo
il “Re di Pietra”

montagna

Centocinquant’anni fa l’inglese Mathews scalava il Monviso
Al via una serie di eventi su un’impresa chiave dell’alpinismo
CARLO GRANDE
TORINO
Lo guardavano dalla pianura come la montagna perfetta, la cima più alta delle Alpi: così credevano i Romani. Virgilio lo ricordò nell’Eneide, chiamandolo «Vesulus pinifer», montagna circondata di pini, e pensava al bosco dell’Alevé che ricopre i contrafforti dell’occitana Valle Varaita. Lo conosceva Dante, che lo cita nel canto XVI dell’Inferno e Petrarca («il monte più alto della catena») e l’inglese Geoffrey Chaucer, che lo menziona nei Racconti di Canterbury; nel 1511 Leonardo da Vinci scrisse di una cava di pietra bianca «al pié del Monviso», nel 1839 Stendhal fece sognare a Fabrizio del Dongo, eroe della Certosa di Parma, la cerchia dei monti: «…dall’altra parte che il tramonto colorava d’un rosso arancione si disegnavano netti i contorni del Monviso e degli altri picchi delle Alpi che da Nizza risalgono verso il Moncenisio e Torino».

Il Monviso, scoglio di 3841 metri che pareva troppo difficile da affrontare, fu salito 150 anni fa: il primo fu un inglese, William Mathews, che il 30 agosto 1861 con Wiliam Jacomb e i fratelli Croz si inerpicò lungo la parete Sud. Un’ascensione – non certo conquista, ché noi umani non dominiamo un bel nulla, le montagne se siamo bravi e fortunati magari riusciamo anche a scenderle – degna di essere ricordata: al ritorno nel suo Paese Mathews fondò il primo Club Alpinistico inglese e seguendo le sue orme, due anni dopo – tornando dalla prima ascensione italiana – Quintino Sella e amici fondarono il Cai, il Club Alpino Italiano. Il senatore, come ricorda il presidente del Cai, Umberto Martini, «pubblicò un libro di sconcertante attualità sui valori della montagna». Se ne parlerà alla conferenza stampa di oggi al Museo della Montagna di Torino, durante la quale sarà annunciata una serie di eventi legati all’impresa di Mathews.

Il Monviso è dunque una vetta di «sangue blu», legata alla storia del nostro alpinismo e all’Unità: le cime che la circondano sono dedicate all’italianità, si chiamano Punta Roma, Punta Udine, Punta Venezia, Punta Fiume. Senza contare che qualche centinaio di metri più sotto, verso la fine del Quattrocento, il marchese di Saluzzo fece scavare il «buco di Viso», primo traforo alpino. Ai suoi piedi, inoltre, nasce il Po, vicino alla torbiera di Pian del Re, sopra Crissolo. Qui la Lega con le ampolle esalta la Padania: prima o poi sarebbe il caso di inneggiare anche alla montagna, prendendo coscienza di quanto sia difficile viverci e di quanto sarebbe giusto restituire un po’ delle giovani forze (acqua, muscoli e intelligenze) scese a valle per il bene della pianura. «Andate alla montagna – diceva tempo fa una vignetta satirica raffigurando una frana – prima che la montagna venga a voi».

In vetta al Monviso il giovane Mathews «fissò lo sguardo in uno spazio infinito», osservando la pianura padana, il Cervino, il Monte Bianco, il Rosa, il Gran Paradiso. Non il Mediterraneo, come aveva sperato, ma in ogni caso una costellazione straordinaria di cime italiane e francesi, in una giornata limpidissima. La piramide del Monviso («Viso», per gli occitani, lo Viso, o lou Visoul), perfetta come un disegno di bambino, si vede da ogni angolo della pianura piemontese e da quella lombarda: nelle giornate più terse si scorge dalla cima del Duomo di Milano.

Un totem, per molti, naturalmente anche per il Cai, che si accinge a ricordare il Re di pietra con salite commemorative, convegni e proiezioni: «Una montagna simbolo – dice il presidente Umberto Martini – volendo enfatizzare sta al Cai come il Tabor sta alle Tavole della legge». Circa 15 anni fa il Monviso venne celebrato da poeti e narratori: nel 1997, fra le rupi di Pian del Re, furono letti i versi di Alvise Zorzi, Andrea Zanzotto, Vivian Lamarque, Roberto Piumini, Maurizio Cucchi, Alda Merini e tanti altri, e brevi racconti di Mario Rigoni Stern, Nico Orengo, Umberto Piersanti, Bruno Gambarotta. Tra questi anche Antonio Bodrero («Tòni Baudrier»), grande poeta occitano: nei suoi versi lou Visoul è «grande ombra/scala bruna», in quelli di Giuseppe Conte è «alveare di stelle»; non propriamente quelle del «logo» Paramount, come vuole una leggenda.

Arrampicarsi lassù, abbracciando i massi di granito negli ultimi 400 metri, è esperienza nient’affatto banale, quasi mistica. Lo sa bene il regista Fredo Valla, che vive sotto il Monviso, a Ostana, dove grazie a lui e a Giorgio Diritti è nato uno dei film più intensi sulla grazia e la dannazione del vivere in montagna: «Il vento fa il suo giro». Al monastero cistercense di Pra d’Mill, ai piedi della montagna, Valla ha dedicato un altro bellissimo film-documentario, «Sono gli uomini che rendono le terre vive e care», che sarà proiettato nella giornata conclusiva dell’imminente «Piemonte Movie». Insomma, che si salga come Mathews dal vallone di Vallanta e da Castello in valle Varaita, o dal rifugio Quintino Sella in valle Po, o che si sosti al rifugio Vallanta ai piedi della formidabile parete Nord (mille metri di strapiombo), il Monviso continua a ispirare.

Noi sabaudi lo cerchiamo con gli occhi, tornando a Torino perlustriamo le nostre coordinate: Superga e la Sacra di San Michele, al fondo della pianura, che a Est e Ovest vegliano sulla città. Ma il Viso le sovrasta tutte, come un padre che percuote e insegna a rispettare il limite. Duro e magico, è il nostro Kailash.

Il mito
«Viso» per gli occitani e, nell’antichità, «Vesulus Pinifer» per i romani: il Monviso sin dai tempi più remoti ha esercitato un fascino potente. L’hanno citato tanti scrittori, da Dante a Petrarca, da Geoffrey Chaucer a Leonardo da Vinci, fino a Stendhal.

La geografia
La vetta si trova a circa 2 chilometri dal confine francese ed è circondata dalle valli Po e Varaita e, dalla parte del versante transalpino, da quella del Guil. La massima elevazione coincide con Punta Trieste. Ai piedi del Monviso nasce il Po.

Un po’ di futuro!

giovedì 24 febbraio 2011

Girovagando in internet guardate cosa ho pescato!

A me è sembrato interessante!

http://www.youtube.com/watch?v=6Cf7IL_eZ38

FRANCO COLLEGA MERITEVOLE

mercoledì 23 febbraio 2011

Voglio lodare FRANCO per la sua disponibilita è gentilezza nell’aiutare tutti i colleghi del blog al bisogno.
grazie. JEAN

SANTA BARBARA California

mercoledì 23 febbraio 2011

Per le nostre viaggiatrici.

AUSTRALIA 5

mercoledì 23 febbraio 2011

Video dedicato a Nelly e Elvira.

sanremo

mercoledì 23 febbraio 2011

vecchioni

http://www.youtube.com/watch?v=_Eo_5aiwGHo

Ci vediamo all’Isabella…..a marzo

mercoledì 23 febbraio 2011

CENTRO CULTURALE
“PRINCIPESSA ISABELLA”

VIA VEROLENGO 212

Sabato 5 Marzo – ore 21.00

COMPAGNIA 3001

VIOLA E LE ALTRE.

Un’intricata vicenda che riguarda le
donne…

Uno spettacolo nato dall’ascolto di tanti
racconti, dall’indignazione e dal desiderio
di dare voce a tutte quelle donne che
subiscono ogni giorno episodi di violenza e
faticano a rompere il silenzio.

Martedì 8 Marzo – ore 21.00

MUSICAeARTISTI

FASCINO E SEDUZIONE: CARMEN E
DINTORNI

Protagonisti Carmen, capricciosa,
esuberante e sensuale, la Spagna, il
fascino dei toreri e le corride. Il concerto
alterna brani eseguiti al pianoforte e cantati,
a letture inerenti al tema, e poesie di
Garcia Lorca.

Sabato 9 Marzo – ore 21.00

ISTITUTO CULTURALE GNOSTICO
S.A.W.

L’ETERNO FEMMINILE

Conferenza sul valore energetico della
donna nelle varie epoche fino ai giorni.
Relatori: Matteo Brignacca (Vice Presidente
dell’Istituto Culturale Gnostico S.A.W.) e
Angela Milone (istruttrice corsi di Gnosis).

Venerdì 11 Marzo – ore 21.00

ASSOCIAZIONE CAMPUS – COMPAGNIA
3001

SORELLE

Un’indagine sul complicato, affettuoso e
a volte nevrotico rapporto tra sorelle fatta
attraverso la storia del teatro, con testi che
vanno da Sofocle a Franca Valeri.

Sabato 12 Marzo – ore 21.00

GRUPPO TEATRO 1

CHE DONNA 6

Si tratta di un percorso nel mondo delle
donne che mette al centro della nostra
attenzione le varie sfaccettature della
psicologia femminile, la molteplicità
dei sentimenti, i contrasti, le paure, le
speranze, il dolore. Una carrellata di
pezzi del grande teatro che ci portano
a conoscenza del rapporto contrastato
tra madre e figlia, attraverso gli occhi di
Strinberg con “Il pellicano”, la violenza
con “Lo stupro” di Franca Rame, il dolore
della verità e il coraggio di andarsene con
il grande Ibsen e “Casa di bambola”, la
supplica accorata di Pasolini alla madre. Gli attori
racconteranno, vivranno e si racconteranno con
grande umanità e coinvolgimento, sul palcoscenico,
come in mezzo al pubblico, in una nuova visione del
teatro, che avvolge tutta la platea in un’unica grande
esperienza di vita!

Venerdì 18 Marzo – ore 21.00

GRUPPO DI DANZA AL-JAMAL

UNA DANZA DELLE DONNE PER LE DONNE

La danza orientale è un’arte e come ogni arte
consiste in tre cose: la teoria, la pratica ed il cuore;
senza di esso non può esistere (Nelly Mazioum). Il
gruppo di danza “Al-Jamal”, propone uno spettacolo
di danza orientale, dove pone come ruolo centrale
la figura femminile, la sua sensualità, bellezza,
dolcezza e seducenza…

Sabato 19 Marzo – ore 21.00

GREENWICH VILLAGE THEATRE

LE STRANE COPPIE

Le mitiche coppie della letteratura della storia, del
teatro e della gente comune, tormentate, triturate
e cucinate in salsa satirica ed irriverente con un
pizzico di spezie musicali (naturalmente piccanti) da
cuochi molto sui generis.

SPAZIO ESPOSITIVO CENTRO CIVICO
CIRCOSCRIZIONE 5

VIA STRADELLA 192

Esposizione dal 3 al 14 Marzo

dal lun al ven in orario 9.00/17.30

(su prenotazione per le classi scolastiche

Uff. Istruzione 011/4435588-5547-5530)

COMPAGNIA ARTISTI E AUTORI

IL MONDO DELLE DONNE

LIBERA INTERPRETAZIONE DEL FEMMINILE

Esposizione collettiva di arte contemporanea a tema.

Inaugurazione Giovedì 3 Marzo – ore 17.30