Archivio di gennaio 2018

“LUNA BLU” (super blue blood moon)

martedì 30 gennaio 2018

Nella serata  del 31 gennaio, ci sarà ancora visibile un raro evento celeste con l’ultima “Super Luna del 2018″,  questa luna che nel tempo permettendo, si potrà osservare che  si tingerà di un elegantissimo colore.  Questa “Luna blu” chiamata a questo modo perché si coinvolgerà nella seconda luna piena di questo mese, ad esempio, come gennaio ha avuto 2 lune piene. Si tratta di una curiosità da calendario piuttosto molto rara, che si verificherà nuovamente  solo ne 2031.

In questo avvenimento astronomico straordinario, si potrà vedere una “Super luna” più grande  del normale di circa  del 7 al 14 per cento e il 30 per cento più brillante. Questo fenomeno si trova al secondo plenilunio del mese, perché il primo si è avuto il 3 gennaio con l’astro che si trovava nel punto più vicino a 358.000 km, dalla Terra. Invece questo 31 gennaio, la luna si troverà un po’ più lontana a 360.ooo km, dal nostro pianeta.

Mahatma Ghandhi

martedì 30 gennaio 2018

Settant’anni fa, il 30 gennaio 1948, moriva il Mahatma (“grande anima”) Gandhi. Riuscì a insegnare all’uomo come cambiare il mondo senza la violenza.

Breve Biografia

Mohandas Karamchand Gandhi è il figlio di un ministro del principe Rajkot, quindi appartiene ad una casta nobile, i cui membri non devono avere a che fare con i paria, che vengono trattati come animali nonostante lavorino tantissimo. Gandhi si rende conto di questa gravissima ingiustizia sin da ragazzo, quando una volta aiuta un ragazzo spazzaturaio nel suo lavoro.

Dodici anni dopo, quando è avvocato, per lavoro sta viaggiando su un treno in prima classe in Sudafrica, ma, essendo indiano, viene lasciato in una stazioncina sperduta. Gandhi si era già reso conto della misera situazione dei settantamila “kulis” in Sudafrica, i quali non potevano votare, possedere terre, circolare liberamente tra le varie province; inoltre, se avessero voluto ritornare in India, sarebbero privati di metà dei loro risparmi. Gandhi comincia così a parlare alle folle di “kulis” che da diffidenti diventano attente e sempre più numerose. L’avvocato indiano non li esorta a una rivoluzione violenta, ma a una rivolta morale, silenziosa, secondo il principio “l’odio genera solo altro odio”.

All’inizio del 1914, con la pressione del re d’Inghilterra sul Sudafrica, le leggi ingiuste vengono abrogate dopo che i “kulis”, sono stati imprigionati, picchiati e frustati ingiustamente, senza risposte violente da parte loro. Gandhi ritorna nel 1915 in India (dove gli inglesi hanno sottomesso milioni di “sporchi indigeni”) e comincia a viaggiare con un bastone, arrangiandosi, per conoscere meglio il suo paese dopo anni e soprattutto per unire indù e musulmani, bramini e “paria”.

Nel 1920 Mohandas dice agli indiani di non comprare le stoffe inglesi, ma di fabbricarsele da soli, così, l’arcolaio divenne un simbolo di libertà insieme al tricolore. Nel 1930 inizia la marcia del sale, contro il monopolio inglese; Gandhi cammina con i suoi seguaci fino al mare dove cominciano tutti a far bollire l’acqua, in tutta l’India. L’ordine ai poliziotti è di arrestare chi viola la legge, ma in poche ore le prigioni indiane sono traboccanti di gente. Anche Gandhi è stato arrestato, ma la rivolta continua; quando all’esercito giunge l’ordine di sparare sulla folla, gli ufficiali si rifiutano di dare l’ordine ai loro uomini, i giornalisti inglesi prendono posizione per gli indiani, eccetera. Gandhi viene condannato a sei anni per aver violato la legge del sale.

In prigione digiuna per i “paria”, perché non vengano considerati impuri e intoccabili e riesce nel suo intento. Nel 1945 il partito laburista inglese dà la libertà all’India, ma all’inaugurazione del parlamento non è presente; a Calcutta, infatti, indù e musulmani da parecchi mesi si ammazzano per la strada e l’avvocato coraggioso sta pellegrinando nelle zone più agitate. Con il suo ultimo digiuno Gandhi riesce a far riappacificare le due parti, ma un fanatico indù, Nathuram Godse, incolpando al Mahatma la vanificazione della conquista delle moschee, il 30 gennaio 1948 gli spara tre colpi di rivoltella a meno di un metro, uccidendolo.

PROMETEO e PROSERPINA

lunedì 29 gennaio 2018

Prometeo

In greco antico ” Promethéus” (colui che riflette prima). Figura mitologica , figlio di Giapeto e di Cliene, era amico del genere umano. Le tradizioni differiscono talvolta sul nome della madre, viene citata Asia figlia di Oceano, una antica leggenda lo rendeva figlio di un gigante chiamato Epimeteo, il quale lo aveva generato violentando Era. Prometeo venne considerato un eroe e benefattore dell’umanità, godette di una fama molto diffusa, La città di Atene gli dedicò delle feste pubbliche, dette “Prometheia”, venivano percorse lae strade con fiaccole accese per celebrare il grande dono ricevuto.

Prometeo  dona il fuoco all’uomo

LA STORIA

Quando gli dei crearono gli animali, a ciascuno fecero un dono, all’orso la pelliccia, al leopardo gli artigli, all’ape il pungiglione, al toro le corna, agli uccelli le ali, al ragno la tela, all’elefante le zanne, ecc. finché trascinati dal gioco, non si accorsero che nel cesto dei doni, non era rimasto nulla, si ritrovarono tra le mani un abbozzo ancora da finire, era l’uomo.

Ma piuttosto che ammettere di essersi sbagliati, fecero finta di averlo fatto di proposito, lo chiamarono uomo, e lo gettarono nella mischia della vita cosi come era, senza ne armi ne difese, e quasi concludendo l’opera con uno scherzo. Solo Prometeo, fra tutti gli Dei, ne ebbe compassione, e quando vi fu il giorno del creato, approfittando della festa, rubò il segreto del fuoco e lo rivelò all’uomo, un dono che nessun animale possedeva, anche se difficile da maneggiare, ma pur sempre qualcosa.

Tutti gli altri Dei però la presero malissimo, il fuoco era l’elemento sacro per eccellenza, la sostanza stessa del cielo empireo era riservato esclusivamente agli astri e ai dardi della collera divina, invece era stato messo in mano ai mortali ! Oltre alla profanazione c’era il rischio di mandare all’aria la macchina dell’universo. cosi Prometeo fu condannato per sacrilegio, incatenato a una rupe, e un’aquila gli avrebbe eternamente divorato il fegato dalla carne viva.

L’audacia di Prometeo che dissacra il fuoco elevando l’uomo al rango di un Dio, questa audacia è considerata un’attentato alla stabilità dell’universo.

Cosa saremmo noi senza quel segreto ?
Perché l’uomo con il fuoco , anche se rimane un essere irimedialmente  in bilico, e comunque l’unico in grado di controllarlo e usarlo.

PROSERPINA
figlia di Cerere, una Dea agreste, che viene identificata con la Dea “Libera”. Il suo ratto si realizzò sul lido di Hipponion, sul mare Tirreno, dove benne rapita da Plutone.
Ratto di Proserpina
LA STORIA
Agli inizi del tempo, quando le lotte e amori degli Dei e il mondo stava ancora formandosi, Demetra (la terra) ebbe dal cielo una figlia, Proserpina. Era cosi bella,che la madre passava tutto il tempo a contemplarla e a sorriderle.  A quel sorriso i prati verdeggiavano, sgorgavano le sorgenti, i fiori si schiudevano, gli animali correvano sulle colline e le rondini volavano nel cielo azzurro
Plutone, signore delle tenebre infernali affacciandosi dal cratere dell‘Etna si gustava la veduta, vide la fanciulla e se ne invaghi, temendo il rifiuto nel chiederla in sposa decise di farla rapire col favore delle tenebre. La madre svegliandosi e non vedendo più la figlia, e furente per il dolore fece tremare la terra in un brivido di morte, l’erba si fece livida, le rondini fuggirono, gli alberi persero tutte le foglie e tutti gli animali languivano o cadevano in letargo.
Dal ventre tenebroso dell’Etna, di rimando, un fiotto sanguigno di fuoco traboccò dilagando sulla campagna gelata. Demetra e Plutone si fronteggiavano pronti allo scontro finale. Il mondo rischiava di finire prima ancora di essere completato. Per evitare l’irreparabile, si radunò il consiglio degli Dei,  fu deciso salomonicamente di dividere l’oggetto del contendere fra i due rivali. Prosperina sarebbe rimasta , a turno, sei mesi con la madre e sei mesi con lo sposo.
Fu cosi che il mondo ebbe l’estate e l’inverno (la stagione degli agricoltori e quella dei fabbri). La guerra tra Demetra e Plutone è definitivamente scongiurata, ma fra tecnica e natura si tratta di un precario armistizio, il fabbro con i suoi segreti nell’oscurità della fonderia e l’agricoltore con i suoi greggi e campi in piena luce. Diversi magari in tutto, ma in un punto sostanziale i due miti concordano.
Vedete ,la questione ambientale quanto è antica, l’istintiva paura del fuoco e del ferro , può ridurre alla morte la terra, l’ altrettanto istinto di parentela che sentiamo e come un gran girotondo di tutto ciò che è vivo.
Prometeo e Proserpina ci aiuta a tranne una lezione, che non si può lavorare per l’energia o per l’ambiente, ma soltanto per l’energia e per l’ambiente.

Riflessione

lunedì 29 gennaio 2018

RIFLESSIONI SULLA VITA

La vita nella sua brevità è lunga nella sua continuità.
Dalle generazioni più antiche è arrivata fino a noi, nel nostro DNA c’è tutta la storia dell’umanità.
Se potessimo andare a ritroso delle nostre generazioni arriveremmo fino agli uomini primitivi e questo spiegherebbe perchè a volte gli uomini si comportano con tanta malvagità, nel profondo del nostro cervello esistono ancora quegli istinti primordiali che in quella epoca erano necessari per la sopravivenza.
L’evoluzione umana e stata capace di mettere gl’istinti più retrogradi nel profondo del nostro cervello facendo prevalere la razionalità ma a volte quelle malvagità affiorano e anno il sopravento sulla nostra ragione.
La nostra vita e piena di contraddizioni, siamo capaci di fare cose magnifiche: come nell’arte in tutte le sue espressioni, costruire macchine complesse, amare con tanto slancio.
Ma siamo capaci anche di odiare, uccidere e scatenare guerre.
Nella nostra evoluzione siamo arrivati ad avere una “macchina eccezionale” che è il nostro corpo, il nostro cervello, con tutti i suoi organi capaci di interagire con l’esterno e trovare le soluzioni che meglio possano soddisfare le nostre esigenze.
La nostra mente è un motore instancabile, recepisce centinaia e migliaia di segnali che giungono dall’esterno, li fa suoi li elabora e decide in che modo rispondere: non sempre la nostra mente e sincera (non a caso si chiama mente) perché è capace di mentire a se stessa, sta nella nostra esperienza e la nostra saggezza dare a quei segnali il giusto valore e quindi rispondere in modo adeguato.

Formula E – M4 Elettro.

domenica 28 gennaio 2018

Formula E. Pininfarina debutta con M4Eletro: la vettura sarà prodotta in collaborazione con Mahindra.

La casa piemontese Pininfarina realizzerà in collaborazione con gli indiani di Mahindra, una vettura  in grado di gareggiare nel campionato di categoria, Formula E. L’auto prodotta si chiamerà, M4 Elettro.   Le sue performance saranno visibili nel prossimo Gran Premio, che si svolgerà in Italia, a Roma.

Insomma Pininfarina rafforza la sua presenza nel settore della mobilità elettrica. Una nuova sfida per l’Azienda piemontese, che si appresta a mostrare tutte le sue qualità, nell’e-rancing.

“SHOAH” =distruzione

sabato 27 gennaio 2018

“Shoah” che in lingua ebraica significa: distruzione.

Il 27 gennaio si ricorda senza dubbio, la peggiore strage del secolo appena trascorso.  In effetti, era avvenuta una vera e grande distruzione di vite umane.

Durante la seconda guerra mondiale, il Dittatore germanico Hitler architettò una vera e propria soluzione finale degli ebrei, considerati come “esseri inferiori”.  Vennero costruiti diversi campi di concentramento, con un quadro del tutto irreale della vita in questi lager, con la avidità della follia omicida  dei nazisti, hanno sterminato sei milioni di persone.  Ad esempio: Auschwits fu la casa della morte, con la morte più cruenta delle camere a gas, queste masse di cadaveri venivano poi distrutti con la  cremazione.

In Italia nell’occasione a questo ricordo, sono tantissimi gli eventi commemorativi per celebrare questa “Giornata della Memoria 2018″.  Tutto per far si, che le nuove generazioni che non hanno vissuto in prima persona gli orrori della guerra, possano continuare a ricordare questo “Olocausto” nella speranza  che una situazione tragica e simile non si verifichi mai più nella storia.

Rogo alla ‘Sacra di San Michele’.

venerdì 26 gennaio 2018

Le cause dell’incendio che ha danneggiato una parte del tetto di  questa Abbazia di Sant’Ambrogio di Torino, è l’evento che sta tenendo banco in questi giorni, e che ha scosso la sensibilità di tutti i torinesi. Questo  stando alle prime indiscrezioni, non dovrebbe essere dovuto  a causa dolosa, ma l’ipotesi più accreditata è come al solito, quella di un banale cortocirquito.

Questa antica abbazia, è un patrimonio da difendere  e preservare, e che ora dovrà essere maggiormente restaurata  per portare  più velocemente  possibile questa Sacra al suo splendore. Questo luogo sacro è oggi  come da sempre, una realtà consolidata in ambito religioso e turistico. Mediamente, sono oltre centomila i visitatori  che accorrono annualmente a visitare questo monumentale e antico gioiello.

Ernö Erbstein, DA LA STAMPA DEL 25 GENNAIO 2018

giovedì 25 gennaio 2018

COME SI DICE……..NON L0 SAPEVO…..

L’ebreo geniale

Pubblicato il 25/01/2018
Ultima modifica il 25/01/2018 alle ore 06:59
MATTIA FELTRI

Dopodomani sarà il Giorno della Memoria, in cui si ricorderanno le vittime della Shoah……….

Qui, a proposito di memoria, ci è venuto in mente Ernö Erbstein, ebreo ungherese nato a Nagyvárad nel 1898. Amava il calcio. Gli dicevano di lasciar perdere perché gli ebrei sono una razza inferiore, anche muscolarmente. Se ne fece un cruccio.

Ebbe una carriera di calciatore che concluse in Italia; intanto studiò la tattica, le applicazioni fisiche e psicologiche. Diventò un allenatore rivoluzionario. Portò in tre anni la Lucchese dalla C al sesto posto in A. A Lucca, città solidamente fascista, fu sorpreso dalle leggi razziali. Alle figlie fu impedito di andare alle scuole pubbliche. Il presidente del Torino, Ferruccio Novo, lo ingaggiò, e le figlie furono iscritte in una scuola privata. Col Toro fece un anno e arrivò secondo.

Nel ’39 capì che l’aria era troppo pesante. Novo lo aiutò. Grazie alle sue conoscenze gli organizzò il viaggio verso l’Ungheria. Lì, nel ’44, i nazisti lo rinchiusero in un campo. Riuscì a fuggire appena prima di essere trasferito ad Auschwitz. La moglie e le figlie si salvarono coi passaporti svedesi del leggendario Raoul Wallenberg, un Giusto fra le nazioni che nel ’45 fu arrestato dai russi e morì forse fucilato dal Kgb.

A fine guerra, Novo riabbracciò il suo allenatore. E Erbstein costruì il capolavoro: la squadra più forte del mondo, il Toro di Valentino Mazzola. Coi suoi ragazzi, morì a Superga.

da ricordare  Susanna Egri (ballerina, coreografa ed insegnante) nasce a Budapest in Ungheria.

Figlia del celebre sportivo Ernesto Egri Erbstein, direttore tecnico del “Grande Torino” scomparso nella tragedia di Superga e di Jolanda, Susanna Egri oramai novantenne continua a calcare le scene.  E’ molto conosciuta a Torino dove vive.

Mostra Torino senzatomica

martedì 23 gennaio 2018

Mostra senzatomica a Torino dal 17 Gennaio al 27 Febbraio con ingresso libero.

Immagini, documenti, testimonianze di uomini e donne che vissero il dramma di Hiroshima e Nagasaki, per un cammino di sensibilizzazione al disarmo nucleare. E’ allestita al Mastio della Cittadella, in corso Galileo Ferraris, la mostra “Senzatomica”: non si tratta di un semplice allestimento, bensì di una campagna che punta a creare una nuova consapevolezza sulla minaccia che le armi nucleari rappresentano per ogni forma di vita sul pianeta. “Senzatomica” è uno dei principali partner italiani di Ican, una coalizione di organizzazioni non governative di 101 Paesi insignita con il Nobel per la Pace nel 2017.

La mostra, a ingresso libero, è aperta al pubblico sino al 27 febbraio. Il percorso tocca diversi temi: dal diritto alla vita di tutti i popoli alla sicurezza basata sulle armi, dalle azioni che costituiscono la pace alla cultura della paura fino a quella di una fiducia reciproca. E’ esposto tra l’altro un reperto della nostra storia recente: un Lance, missile nucleare tattico di circa sei metri in dotazione alla Nato nel periodo finale della guerra fredda e poi dismesso con la caduta del Muro di Berlino. Info www.senzatomica.it
Fotografie di Serena Bascone, Maria Vernetti e Silvia Lessonadi ERICA DI BLASI

Orari:
Da lunedì a venerdì 9.00 – 15.00 e 18.30 – 21.30
Sabato e Domenica 10.00 – 21.00

Quando
Data/e: 17 gennaio 2018 – 27 febbraio 2018
Orario: 09:00 – 21:30

Dove
Mastio della Cittadella
Corso Galileo Ferraris, 0 – Torino

Prezzo
Ingresso Gratuito

Inno alla vita

martedì 23 gennaio 2018

Lentamente muore chi diventa amico dell’abitudine ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e non cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero sul bianco e i puntini sulle “i”, piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno battere il cuore davanti all’errare e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,chi è infelice sul lavoro,chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un sogno,chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,chi non legge,chi non ascolta musica,chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,chi non si lascia aiutare,chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.