Archivio di aprile 2019

Lettera dell’infermiera al neonato abbandonato a Rosolina

sabato 27 aprile 2019

“Ho pensato di farti da mamma”

Vorrei farvi leggere la commovente lettera dell’infermiera, che ha prestato le prime cure al neonato abbandonato al cimitero di Rosolina, nella provincia di Rovigo: “In dodici anni di servizio, non avevo mai provato delle emozioni così intense. Mentre ti scrivo, sei in ospedale dove hanno scelto di darti il mio nome”.

Sta bene il piccolo Giorgio, il neonato trovato mercoledì in un borsone al cimitero di Rosolina, nella provincia di Rovigo. Il bambino, abbandonato poco dopo il parto, è attualmente ricoverato all’ospedale di Adria e se lo hanno chiamato Giorgio è per il nome dell’infermiera che, per prima, l’ha preso tra le braccia. È Giorgia Cavallaro, una trentacinquenne che lavora nel Pronto soccorso della Casa di cura Madonna della Salute.

Ecco la lettera:

“Caro Giorgio, l’altra notte non ho chiuso occhio pensando a te. Mi piacerebbe che un giorno lontano, quando sarai grande, qualcuno possa farti leggere questa lettera. Magari le stesse persone, la tua nuova mamma e il tuo nuovo papà, che nel frattempo avranno trovato le parole giuste per rivelarti com’è cominciata la tua vita con loro, circondato dall’amore che meriti e che qualcuno aveva deciso che non dovevi avere. Io posso solo raccontarti in che modo sei entrato nella mia, di vita, perché già so che non ne uscirai mai più. È la storia del tuo primo giorno, che poi è anche la storia del nome che porti. Il mio nome. Ho 35 anni e lavoro come infermiera nel Pronto soccorso della Casa di cura Madonna della Salute, di Porto Viro. Sembrava una mattina come tutte le altre, scandita da piccole e grandi emergenze. Poi è arrivata quella telefonata: ‘C’è un bambino abbandonato davanti al cimitero di Rosolina, non si muove, è morto’. Sull’ambulanza siamo salite io e la dottoressa Anna Tarabini, mentre alla guida c’era Marco Marangon, che è partito a razzo. Dopo pochissimo è arrivata una seconda chiamata: ‘Il neonato piange’. È lì che abbiamo saputo che eri vivo.

Marco pareva un pilota di Formula 1, è stato formidabile: appena sei minuti dopo la prima telefonata eravamo di fronte al cimitero, con i carabinieri che nel frattempo avevano aperto quella sacca da tennis rossa. Ti avevano rinchiuso lì dentro, adagiandoti sopra una copertina bianca. La dottoressa ti ha portato nell’ambulanza e ti ha visitato. L’indice di Apgar, che misura i parametri vitali, ci ha detto che stavi bene: è lì che ho capito quanta forza possa starci in un corpicino così piccolo. Seguendo le indicazioni della dottoressa, che per prima si è presa cura di te, ti ho tagliato il cordone ombelicale. Avevi i piedini e le manine gelate, abbiamo alzato il riscaldamento al massimo. Mentre Marco ripartiva ti ho preso in braccio e ti ho posato al mio petto coprendoti con il lenzuolino sterile, una coperta, la mia maglietta, con qualunque cosa potesse restituirti un po’ di calore.

Il suono delle sirene ti ha dato uno scrollone, ti sei messo a piangere. È lì che hai aperto gli occhi, mi hai guardata, ti ho fatto una carezza e immediatamente hai cercato di succhiare il dito. Avevi tanta fame. In dodici anni di servizio, non avevo mai provato delle emozioni così intense. Mentre ti scrivo, sei in ospedale dove hanno scelto di darti il mio nome. Le colleghe dicono che stai bene, che hai mangiato, che ce la farai a diventare grande, a dispetto di chi non voleva. Ho riflettuto su cosa possa spingere qualcuno ad abbandonare un neonato e non ho trovato risposta. Ma in fondo, l’unica cosa che conta è che presto avrai una mamma e un papà che ti vorranno bene. Ho anche pensato che quella mamma vorrei essere io, che non ho figli. Purtroppo so che non sarà possibile: l’iter per le adozioni è lungo e complicato e c’è qualcuno che ti sta aspettando da molto più tempo di me. Lo dimostrano le chiamate che sto ricevendo: persone che vogliono accoglierti, altre che si offrono di acquistare abiti e latte in polvere.

E allora, posso solo sperare di incontrarti di nuovo, in futuro. Sarebbe bello vedere come sei diventato. Ti auguro di essere felice. Di crescere sano, di conservare la forza che hai dimostrato di fronte a quel cimitero che dovrebbe servire a contenere i morti e che invece ci ha restituito una vita. Ma soprattutto, ti auguro di diventare un uomo con dei valori positivi, uno disposto a qualunque sacrificio per proteggere il proprio bambino.

Ciao Giorgio.

tanto per …..dire Buona Pasqua……

sabato 20 aprile 2019

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COMUNQUE LA SI RACCONTI, L’AMORE E’ LA NOSTRA PILLOLA SALVA VITA

venerdì 19 aprile 2019

Perché, l’amore, è sempre stato la più grande medicina che il genere umano e non solo ,abbia creato e usato, fin dai tempi degli dei l’amore fu il cibo per l’umanità.

Pensare che all’inizio dell’umanità, gli dei abitavano su monti che per gli uomini erano inaccessibili e attraverso il sentimento gli umani tendevano all’immortalità e a grandi amori capaci di vincere ogni ostacolo, persino la morte. Amori che si sono tramandati nei millenni, giungendo fino ai nostri giorni per celebrare, nella realtà e leggenda il mito dell’amore sperando l’avverarsi di sogni impossibili.

La storia di Bauci e Filemone.


ZEUS e ERMES, ogni tanto lasciavano l’olimpo e assumevano forma umana, per verificare la religiosità e devozione degli esseri umani. Era da molto tempo che dalla FRIGIA ( regione tra i monti a ridosso del monte olimpo) non giungevano suppliche e anche i sacrifici votivi avevano incominciato a scarseggiare. Preoccupati si recarono tra quei monti chiedendo ospitalità agli abitanti , ma vennero scambiati per vagabondi, respingendoli. Si resero conto che da quelle parti le divinità erano finite nel dimenticatoio. Soltanto Bauci e Filemone li ospitarono nella loro povera dimora. (bisogna ricordarsi che gli dei nell’antichità erano molto vendicativi e feroci).

decisero di distruggere il villaggio inondandolo, misero in salvo trasportandoli sulla cima della montagna i due anziani contadini, Bauci e Filemone. La loro povera dimore fu trasformata in uno splendido tempio, fu allora che Zeus si palesò in tutta la sua maestosità, chiese loro di esprimere un desiderio che sarebbe stato esaudito, i due stringendosi con amore, chiesero di poter diventare i sacerdoti del tempio e di invecchiare insieme come già avevano vissuto, ebbero un ultimo desiderio, morire nello stesso istante. Fu cosi forte il loro amore che il re degli dei, esaudi’ i loro desideri. Dopo molti anni vivendo uno accanto all’altra e volendosi sempre più bene cessarono di vivere, fu allora che Filemone venne trasformato in una grandiosa Quercia e Bauci in altrettanto stupendo Tiglio, i due alberi posti davanti al tempio, vennero venerati nell’antichità come sacri.

Quella di Priamo e Tisbe.

due amanti assiri, si conoscevano dall’infanzia e si innamorarono, visto l’opposizione delle famiglie decisero di fuggire dandosi appuntamento presso una fonte , accanto ad essa sorgeva un gelso.

Lei arrivò per prima ma trovo un leone che la fece scappare e le feri’, durante la fuga perse il velo insanguinato. Priamo quando giunse vide accanto alla fonte il velo macchiato di sangue, vagò alla ricerca della sua amata ma non la trovò, pensando che il leone l’avesse uccisa e portata via, decise di togliersi la vita, vicino al gelso, lei nel frattempo tornò , ma vide il corpo del giovane che lei amava senza vita, comprese quello che era successo e incapace di continuare a vivere senza di lui si tolse anche essa la vita. da quel giorno narra la leggenda , che i frutti del gelso quando maturi assumono in segno di lutto una colorazione come il sangue.

In un passato prossimo, Juan Carlos e Sofia (50 anni fa le nozze ad Atene)


Il primo incontro ufficiale avviene nell’estate del 1954, durante una celebre crociera organizzata dalla regina Frederika, lo scopo era di riportare in auge il turismo ellenico, ma il vero scopo era favorire i matrimoni regali.

A bordo vi era tutto il gotha europeo, che accolse benevolmente l’idea eccentrica principessa Maria Bonaparte. Il figlio maggiore del conte di barcellona “pretendente al trono, ha poco più di anni 16 e non sembra accorgersi della principessa sua coetanea, lei invece lo notò subito.

Passò molto tempo , anche se la regina organizzava spesso incontri e altre crociere per avvicinarli, solo nel 1961 durante un matrimonio il futuro re si accorse che la ragazzina greca con i capelli corti e il viso paffuto si era trasformata in una giovane e attraente donna.

Tutto il parentato inglese si è dato da fare perché il matrimonio tra i due giovani potesse avvenire, fu sicuramente frutto degli accordi tra le due famiglie. L’annuncio ufficiale fu dato il 13/09/1961 a losanna dove la regina Vittoria Eugenia accolse con immensa gioia.

Rimane un’unica ombra sulle fauste nozze , la posizione irremovibile della chiesa ortodossa che non approvava l’idea che il matrimonio si sarebbe svolto solo con il rito cattolico. L’abilità del papa Giovanni 23esimo risolse la delicata questione, consentendo il doppio matrimonio .

( un fatto del tutto insolito per la chiesa romana). Le nozze vennero celebrate nel maggio 1962. La loro vita coniugale iniziò con un viaggio che li porta in giro per il mondo, al loro rientro si stabilirono nei dintorni di Madrid.

Anche questa è una storia d’amore, che si potrae  fino ai nostri giorni. Comunque esistono molti amori , meno appariscenti ma altrettanto importanti e sono il condimento della vita del mondo.

“Felice Pasqua”

venerdì 19 aprile 2019

Vorrei fare Tantissimi Auguri di una Felice e serena Pasqua a tutti gli amici del gruppo Blog insieme alle loro famiglie.

Tanti Auguri di Buona Pasqua a tutto il personale e collaboratori della Circoscrizione Cinque.

Premete su. FELICE PASQUA

riflessioni

venerdì 12 aprile 2019

La stanza del tè

La stanza del tè è un luogo fisico ma è anche un luogo mentale. Le persone che si muovono al suo interno escono temporaneamente dal mondo e dal suo affanno per contemplare, durante il rito del tè, il vuoto dove dimenticare la razionalità e raggiungere un approccio totalizzante con le cose e le persone.

Ascoltare il cuore

“E quando poi davanti a te si apriranno tante strade e non saprai quale prendere, non imboccarne una a caso, ma siediti e aspetta. Respira con la profondità fiduciosa con cui hai respirato il giorno in cui sei venuta al mondo, senza farti distrarre da nulla, aspetta e aspetta ancora. Stai ferma, in silenzio, e ascolta il tuo cuore. Quando poi ti parla, alzati e và dove lui ti porta.”" Poi non è che la vita vada come tu l’immagini. Fa la sua strada. E tu la tua. E non sono la stessa strada. Così…Io non è che volevo essere felice, questo no. Volevo… salvarmi, ecco: salvarmi. Ma ho capito tardi da che parte bisognava andare: dalla parte dei desideri.

LAVORI LAVORI STRADALI…….

giovedì 11 aprile 2019

La nostra circoscrizione è piena di lavori stradali…….  , abbattimento della sopraelevata di corso Grosseto, spostamento di binari del tram, teleriscaldamento e poi altri che non mettono neanche il cartello per dire che lavoro fanno.Tutto ciò rivoluziona la circolazione. Disorienta gli automobilisti che non sanno più dove passare……e poi per finire lo smog che provocano, specie nelle ore di punta,  al mattino e alla sera…..l’incrocio di corso Grosseto con corso Potenza, via Borgaro Via Stradella  ecc. le auto che ogni 3 metri si fermano  poi ripartono poi si fermano di nuovo  per qualche minuto ..questo si chiama -provocare-  inquinamento…  inquinamento.E chissà per quanto andranno aventi questi lavori che creano disagi  molti disagi ai cittadini… che zitti zitti sopportano……

segnali stradali…..

giovedì 11 aprile 2019

passeggiando in Via Cernaia….arteria molto movimentata

La 5 che legge – III^ edizione

giovedì 11 aprile 2019

La III Edizione di ” La 5 Che Legge” propone  da Lunedì  8 Aprile a Domenica  14 Aprile 2019 una serie di iniziative ed eventi che si svolgeranno in varie sedi del territorio, per diffondere la cultura del libro.

La manifestazione nasce nell’ambito dell’ iniziativa cittadina: “Torino che Legge” e della Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore istituita dall’ Unesco.

Si caratterizza per la volontà di esprimere al meglio le tante voci che nel Quartiere parlano di Cultura: librerie, associazioni, scuole di ogni ordine e grado, volontari e istituzioni.
Il territorio sarà attraversato da una serie di iniziative che proporranno tanti stimoli culturali.

Nel programma è possibile consultare le proposte che sono gratuite e aperte a tutta la cittadinanza.

 (1.36 MB)Locandina (1.36 MB)

 (3.63 MB)Programma (3.63 MB)

Perchè il tempo passa più velocemente in tarda età

mercoledì 10 aprile 2019

Perchè il tempo passa più velocemente in tarda età? Per saperne di più premere qui.

È lunghissima ma merita di essere letta

giovedì 4 aprile 2019

È un pò lunga ma merita di essere letta poi farete le vostre riflessioni. Grazie pet la pazienza

Cari amici, dunque dopo un paio di post al limite del demenziale, che solo la pietà e il buon cuore degli admin hanno impedito che finissero nel bidone della spazzatura, adesso è il caso di tornare seri e parlando seriamente tutti conosciamo il nome dei moschettieri di re Artù: D’Artagnan , ovvio, e gli altri che in piemontese non sono 3 ma …quattro: Athos, Portos, Aramis e …Portamnis ( portamonnezza) . Sigh! con questa freddura penso di aver toccato il fondo. Adesso cerchiamo di recuperare un minimo di dignità, di darci una ripulita dalle cavolate scritte sinora e vorrei citare una frase di Pitigrilli alias Dino Segre: “Firenze è una città per sposi; Venezia, per amanti; Torino, per i vecchi coniugi che non hanno più nulla da dirsi”. Mi piacerebbe poi sapere la vostra opinione in merito appena avete un attimo di tempo. E a proposito di scrittori ecco qui …
I 7 LIBRI PIU’ FAMOSI AMBIENTATI A TORINO
Come ben sappiamo la nostra amata città nonché la nostra altrettanto amata regione sono una delle realtà più importanti nel campo dell’editoria. Nel corso degli anni anzi ormai dei secoli si sono sviluppate tantissime case editrici: ne cito solo alcune per orgoglio tutto sabaudo e assolutamente non per fare pubblicità : Einaudi, Lattes, Fogola, Paravia, Petrini di cui i diversamente giovani come me ricordano le rispettive librerie insieme alla altrettanto famosa libreria Druetto. Erano e dico erano con infinita tristezza perché , a parte Paravia, sono ormai chiuse da anni , erano dicevo come perle incastonate in questo bellissimo capolavoro di buon gusto che è Torino. E che dire poi di Giappichelli croce e delizia dei futuri avvocati o Minerva Medica sui cui testi hanno sudato fior di medici che la nostra Università ha sfornato. Non parliamo poi della librerie Feltrinelli, Zanaboni, Luxemburg, la libreria antiquaria Pregliasco. I giovanotti come me , poi , andavano in galleria Subalpina a Torino alla libreria “Casa del libro”. Casa del libro? boh! Mai sentita nominare mi diranno molti di voi… e certo!!!! ..perché noi giovani studenti di allora la conoscevamo tutti come” l ‘ Ebreo “. E che ci facevamo a frotte verso ottobre dall ‘Ebreo? Semplice : cercavamo di racimolare qualche lira vendendo i libri di scuola usati o cercando di risparmiare acquistandoli di seconda mano.
Se poi vogliamo proseguire nel campo dell’editoria torinese e piemontese troviamo: Priuli e Verlucca, Piemonte in Bancarella, Daniela Piazza, Allemandi, Bollati Boringhieri e tante tante altre di cui non ricordo il nome e chiedo venia. Poi .. c’era è c’è tuttora menomale la mitica casa editrice “La Stampa” con il suo salone in via Marenco se ben ricordo e la libreria in via Roma sempre a Torino naturalmente.
Altrettanti scrittori, filosofi, poeti e letterati sono nati nella nostra città o nella nostra regione o vi hanno soggiornato qui per un periodo breve o lungo della loro vita. Mi vengono giusto in mente due nomi della filosofia come Nietzsche che proprio a Torino “ a batija la lurda “ ( dava di matto, era fuori come un balcone) e Rousseau, che qui hanno soggiornato per diverso tempo e Fenoglio e Pavese, due delle più importanti penne italiane della prima metà del XX secolo. E che dire poi di Salgari che da buon “bugianen” (pigro a muoversi) senza mai alzare il sedere dalla sedia di casa sua in corso Casale ha fatto viaggiare per mezzo mondo tantissimi lettori e dalle cui opere ,trasportate in televisione dalla RAI ,toh! che combinazione anche questa nata a Torino, un attore indiano allora sconosciuto un certo Kabir Bedi ha fatto soldi a palate interpretando il ruolo di Sandokan.
Insomma la nostra bella regione con le sue montagne, colline , laghi , città , cittadine e borghi , nonché Torino con i suoi monumenti, le piazze, la sua atmosfera magica e la sua ricca storia hanno ispirato tantissimi autori, italiani e stranieri, che hanno scritto bellissime opere ambientate in questa città.
E… prima fra tutti …
1.Cuore (Edmondo De Amicis) il libro che ha fatto ridere, piangere, riflettere generazioni di lettori
E’ considerato tuttora ,per dirla con il linguaggio di oggi ,il top della letteratura per ragazzi. Ambientato nella Torino dell’unità d’Italia, l’opera più famosa di Edmondo De Amicis è un bellissimo spaccato della storia italiana raccontata attraverso gli occhi e la penna di un bambino. Un’opera che oggi diremmo “ social” e che si pone quindi perfettamente nel clima unitario del momento storico di allora. Chissà quanti like avrebbe avuto “la piccola vendetta lombarda “o quanti wow “dagli Appennini alle Ande” se fosse stato postato su ‘sto carrozzone di fb?
2. Il cimitero di Praga (Umberto Eco)
Nel 2010 il compianto Umberto Eco ha pubblicato il suo sesto romanzo, ambientato questa volta tra Torino, Parigi e Palermo. Il protagonista del libro, il capitano Simone Simonini è un falsario cinico del XIX secolo ed è l’unico personaggio di fantasia dell’opera. Gli altri sono tutti protagonisti del Risorgimento realmente esistiti. Un’altra grande opera del filosofo e scrittore piemontese che ci riconcilia con la storia, la grande storia che ha visto il Piemonte e Torino protagonisti assoluti.
3. Lessico Famigliare (Natalia Ginzburg)
Le parole, i modi di dire, le frasi inclusive e la parlata quotidiana sono le protagoniste del grande capolavoro di una delle più importanti figure della letteratura italiana del ‘900. Attraverso l’autobiografia , la nostra Natalia descrive dall’interno, attraverso comportamenti, episodi e soprattutto parole, la vita quotidiana dei Levi, una famiglia ebrea e antifascista che vive nella Torino degli anni ’30. Un libro-testimonianza che si è aggiudicato il Premio Strega nel 1963.
4. La solitudine dei numeri primi (Paolo Giordano)
Molto più recente rispetto ai primi due è il libro d’esordio di Paolo Giordano, autore torinese nato nel 1982 e vincitore (il più giovane) del Premio Strega nel 2008. Un romanzo di formazione , profondo , che racconta la storia di Alice e Mattia le cui vite sono state segnate da dolorose vicende della loro infanzia. Insomma un libro importante per una tematica altrettanto importante. Al libro è ispirato l’omonimo film, uscito nel 2010 per la regia di Saverio Costanzo.
5. La casa in Collina (Cesare Pavese)
Ambientato a Torino e nelle zone circostanti, La Casa in Collina è uno dei più bei romanzi di Cesare Pavese. Una storia individuale immersa in quella della Seconda Guerra Mondiale, la voglia di solitudine e l’impegno civile, la vita di campagna e quella di città, la pace interiore e il caos esteriore della guerra. Questi i temi al centro di quello che può essere considerato il momento forse più maturo nell’opera di Cesare che purtroppo come tutti sappiamo si è tolto la vita proprio a Torino in un albergo di piazza Carlo Felice lasciando il famoso biglietto con su scritto “ Perdono tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Mi raccomando non fate troppi pettegolezzi”. Da buon langarolo che era ha voluto uscire di scena con discrezione.
6. La donna della domenica (Fruttero&Lucentini)
Non posso tralasciare uno dei romanzi più belli , secondo me, ambientati a Torino ;un capolavoro letterario uscito dalla penna più importante del giallo italiano: il duo letterario Fruttero&Lucentini. Ambientato a Torino, il romanzo racconta le indagini del Commissario Santamaria sull’omocidio di Garrone, architetto che vive di espedienti ai margini della Torino borghese. Il commissario risolve il caso grazie ad un proverbio piemontese che recita così “La cativa lavandera a treuva mai la bon-a pèra”, ovvero la cattiva lavandaia non trova mai la pietra buona.
7. La giornata d’uno scrutatore (Italo Calvino)
Calvino ha impiegato dieci anni per scrivere questo libro che è stato a lungo pensato, elaborato, ponderato…insomma come si direbbe oggi “ un parto difficile” Il romanzo racconta la storia di Amerigo Ormea, intellettuale comunista, il cui scopo è quello di impedire che le persone deboli vengano indottrinate da religiosi e convinte a votare per la DC. Si tratta di un libro autobiografico il cui protagonista è l’alter ego dell’autore. A rileggerlo oggi fa quasi tenerezza viste le schifezze della politica odierna permettetemi lo sfogo personale.
E poi , per concludere questa mia lunga chiacchierata con voi, fuori dalla “ hit parade” vorrei ricordarvi “Vestivamo alla marinara” ( Susanna Agnelli) perché io da buona torinese, ma non so voi, alla famiglia Agnelli con tutti i suoi pregi e difetti ci sono affezionata e “Marcovaldo” sempre di Calvino che per scriverlo si ispirò proprio a Torino.
Allora amici, coraggio! Al posto di cazzeggiare qui su fb a leggere le mie cavolate correte in libreria e come dice il proverbio” en bun liber e na bun- a buta stupa a fan mes Paradis” ( un buon libro e una bottiglia di vino altrettanto buono fanno mezzo Paradiso)