Archivio di aprile 2020

*** MUSEO CIVICO PIETRO MICCA ***

mercoledì 29 aprile 2020

Un gioiello tutto da scoprire, dedicato all’uomo che salvò Torino.

Questo museo è stato istituito nel 1961, in occasione del centenario dell’Unità d’Italia. Nobile museo che ricorda l’Assedio di Torino del 1706, raccoglie cimeli, vari documenti e distinte rappresentazioni storiche dell’avvenimento, con una sessione del sistema di vie sotterranee aperte al pubblico, offrendo la possibilità di visitare le stesse gallerie di contromina e cunicoli, che hanno giocato il ruolo strategico fondamentale durante l’assedio. L’intero museo è situato su quella che rimane dell’antica cittadella fortificata, resta solo il “Mastio” che funge da sede del museo storico nazionale della Artiglieria.

E’ bene fare un passo indietro nel tempo per avere un punto storico, anche per conoscere colui che salvò Torino  e il Ducato dei Savoia dall’assedio dei franco-spagnoli. Si ricorda che tra il 1705 ed il 1706, le truppe francesi, avevano messo tutta la città di Torino sotto assedio con 45mila soldati. Tutto faceva presagire a una imminente vittoria degli invasori  con una sferrata battaglia che avrebbe potuto avvenire  da un momento all’altro. Il che avrebbe cambiato fortemente anche la storia di Torino. La vittoria tuttavia fu tolta dalla mani dei francesi, grazie al gesto eroico di un minatore dell’armata sabauda, un audace giovane biellese storicamente  di nome Pietro Micca, che nel trambusto dello scontro perse la sua vita, ma salvando nello stesso tempo quella dei suoi compagni, tutto era avvenuto nella premurosa fretta di quel istante, lui gravò su una mina facendola esplodere bloccando nello stesso tempo le truppe francesi, che stavano sfondando il portone d’ingresso alle gallerie sotterranee. Con il suo infausto gesto era valso a cambiare le sorti della battaglia sconfiggendo questo nemico invasore.

“Un mondo migliore”

sabato 25 aprile 2020

UN MONDO MIGLIORE

Non è facile pensare di andar via
E portarsi dietro la malinconia
Non è facile partire e poi morire

Per rinascere in un’altra situazione
Un mondo migliore

Non è facile pensare di cambiare
Le abitudini di tutta una stagione
Di una vita che è passata come un lampo
E che fila dritta verso la stazione
Di un mondo migliore
E un mondo migliore

Sai, essere libero
Costa soltanto
Qualche rimpianto
Sì, tutto è possibile
Perfino credere
Che possa esistere
Un mondo migliore
Un mondo migliore
Un mondo migliore
Un mondo migliore

Non è facile trovarsi su una strada
Quando passa la necessità di andare
Quando è ora è ora è ora di partire
E non puoi non puoi non puoi più rimandare
Il mondo migliore
Un mondo migliore

Sai, essere libero
Costa soltanto
Qualche rimpianto
Sì, tutto è possibile
Perfino credere
Che possa esistere
Un mondo migliore
Un mondo migliore
Un mondo migliore
Un mondo migliore

Sarà un Mondo Migliore se anche nel piccolo faremo
tutti la nostra parte… e torneremo più effervescenti.

Personaggio fondamentale per la conoscenza

venerdì 24 aprile 2020

Parliamo di un personaggio fondamentale per la matematica, ma anche uno  scienziato e filosofo, tanto da assumere una fama leggendaria che fu trasfigurata tra i suoi seguaci sino a divenire una figura simbolica.

La foresta dei numeri primi

Tra i grandi annoveriamo PITAGORA, nato a Samo nel sesto secolo a.C. emigrò a Crotone intorno al 530 a.C. dove fondò una scuola di filosofia religiosa ( per quel tempo era impensabile, ammise le donne), imponeva agli adepti l’osservanza del celibato, la comunione dei beni.

FRANCOBOLLO COMMEMORATIVO

Esiste oggi una comunità chiamata DAMANUR, che segue la filosofia di Pitagora con alcuni punti in comune, ma con le sue diversità) .

Tra le pratiche ebbe particolare importanza la musica, tanto che fu scoperto il rapporto numerico che governa i volumi dei suoni.

Durante una sommossa popolare la scuola fondata da Pitagora venne incendiata e distrutta (i suoi seguaci erano però fautori del partito aristocratico), fu costretto a lasciare Crotone ritirandosi a Metaponto, ove rimase fino alla sua dipartita, che secondo il filosofo Dicearso avvenne dopo un lungo digiuno vissuto nel tempio delle MUSE tra il 497 e 496 a.C.

La base del pensiero filosofico di Pitagora è il concetto che costituisce l’animo umano, destinato a liberarsi dal corpo mortale e a riunirsi alla sua origine universale. Lui riteneva l’uomo essenzialmente spirito, e l’unione con il corpo va considerata come una punizione da espiare sino alla purificazione o catarsi. La metempsicosi, ovvero la teoria secondo la quale le anime vanno soggette a reincarnarsi.

Fondamentale nel pensiero di Pitagora è la riflessione sui numeri, riteneva che essi fossero in grado di spiegare la struttura armonica dell’universo. (I numeri sono la sola cosa che non inganna e in cui risiede la verità) Pertanto la sua matematica favorì  l’interpretazione del numero come principio  primo della realtà.

FORMULA

Pitagora, probabilmente apprese le scienze matematiche dagli Egizi, dai Caldei e dai Fenici, esponeva i suoi concetti per simboli, il loro insegnamento era di due tipi , e venivano distinti in matematica e acusmatici, quelli che frequentavano il corso matematico avevano la facoltà di far domande e di esprimere opinioni alle quali venivano rilevate le dottrine più profonde della scuola.

Quelli che frequentavano acusmatici ” o ascoltatori ” ai quali era imposto il silenzio e una rigida disciplina di apprendimento, questa divisione diede origine a due fazioni contrapposte che, dopo la morte del maestro , si contesero la sua eredità ideale.

TEOREMA

Le scoperte matematiche ” Teorema di Pitagora ” era una realtà già nota in precedenza  ( in particolare a quella Babilonese). La paternità attribuita a Pitagora è spiegabile per il fatto che fu lui il primo a comprendere la validità generale del teorema.

MATERA Mostra

Molte altre scoperte , nel campo della geometria, dell’aritmetica, dell’acustica e dell’astronomia avvennero ad opera di Pitagora e della sua scuola. Le due facce dell’eredità pitagorica, sono costituite da una chiarezza razionale e misticismo. Osservazioni rigorose ed esperienze costituirono nei secoli successivi i due poli d’attrazione dell’intero pensiero Greco.

COSì dicono……. dal 5 maggio………

giovedì 23 aprile 2020

“Non servirà l’autocertificazione per circolare all’interno del
proprio comune. Ci sarà una
fascia protetta (10.30-18) per
l’uscita degli ultra 70enni”
da La Stampa del 23/04/2020

- IL DITO DI COLOMBO -

mercoledì 22 aprile 2020

Chi lo sa quando riprenderemo quella bella libertà che avevamo, che l’abbiamo totalmente persa qualche mese fa, causa dall’episodio grave della mala/pandemia, arrivata velocemente in forma molto preoccupante e che in breve tempo ha invaso tutto il mondo. Quando questa libertà ci verrà restituita (speriamo al più presto) ritorneremo ad uscire dalle nostre case senza problemi, ricominceremo con la solita o nuova vita? Saranno nuovamente quelli che andranno al lavoro o in cerca, quelli che dovranno sbrigare le loro faccende, tanti andranno  a godersi il tempo libero, passeggiando anche liberamente per la città in cerca di qualcosa di nuovo. Per coloro che vogliono scoprire anche una piccola curiosità, devono andare sotto i portici lato sud/est di Piazza Castello, nel tratto che precede l’ingresso della Prefettura e prestare dell’attenzione, che a un certo punto possono trovare una lapide incastonata nel muro con un medaglione di bronzo, avendo un altorilievo raffigurante il Cristoforo Colombo, nell’atto di misurare un mappamondo con un compasso e sullo sfondo una caravella. Questa lapide è a ricordo degli Italiani emigrati in America Latina, a coloro che parteciparono come volontari alla Prima Guerra Mondiale.  Quest’opera a ricordo, è dello scultore Dino Somà.

E qui entriamo in campo con la solita leggenda del medaglione; (Che strofinando il dito di Colombo porti tanta fortuna). Difficile resistere alla tentazione di toccarlo, sperando come sempre alla fortuna.  E un po’ come pestare gli attributi del Torello di Piazza S.Carlo. questo gesto è diventato oggi, una vera e propria tradizione della Città di Torino. E’ per lo stesso motivo che questo dito mignolo della mano , appare molto lucido rispetto al resto dell’opera. Sono soprattutto gli studenti universitari e non, che sperano in questo, sia un buon aiuto per superare gli esami col massimo dei voti.

Sebbene, che tutti sappiamo dell’esistenza di alcuni portafortuna sparsi sulla nostra città. E’ un po’ meno conosciuta invece, la famosa e vecchia storia che gira attorno al dito mignolo della mano del navigatore Colombo, che scoprì l’America assistito dalla Dea Fortuna, mentre stava cercando  di scoprire l’India.

“Siamo Italiani”

venerdì 17 aprile 2020

Italiani chi siamo davvero:  Siamo il popolo di artisti, inventori  e scienziati che hanno regalato al mondo il più grande contributo all’umanità di ogni tempo. Siamo Italiani perché abbiamo un grande patrimonio artistico è culturale. Siamo Italiani perché gli Alpini sono Italiani e con le loro mani costruiscono un ospedale da campo più grande d’Europa.

Siamo Italiani perché servono 300 medici volontari e dall’appello rispondono in 1500, molti dei quali in pensione, dopo una vita sacrificata in corsia. Siamo Italiani perché servono 500 infermieri volontari e all’appello rispondono in 8000 senza esitazioni e timori.

Pizzaioli e pasticcieri allungano il turno di notte per regalare pane e dolci a medici e sanitari. Siamo Italiani perché i dentisti rinunciano alle mascherine per aiutare i colleghi in prima linea.

Siamo Italiani perché siamo parte del problema e parte della soluzione, ma al centro della tragedia troviamo la forza, il coraggio è l’inventiva per rimetterci in piedi e tornare a guardare il futuro…  Ecco perché siamo Italiani e siamo orgogliosi di esserlo.

- LE ULTIME CONSEGUENZE -

giovedì 16 aprile 2020

Ero seduto su una panchina che leggevo il giornale, mi ero soffermato ad un articolo che dava le ultime notizie del momento. Un signore seduto vicino, ma a misura di prevenzione commentava, che questi fatti di pandemia era un pericolo molto infausto per l’Italia, ma soprattutto per l’anzianità delle persone, è sentenziava ancora dicendo; che era specialmente l’ultima generazione che se ne andava. Infatti, la sua era una previsione come quella di tutti noi. Sentenza molto appropriata.

Certamente al giorno d’oggi ci sono al bisogno le apposite strutture per anziani, sicuramente c’è una buona parte di anziani che ne usufruisce che per diverse ragioni si trovano lì, tra quelle mura di una Casa di Riposo fino al termine della loro esistenza. Anziani, che nella loro fragilità sono stati colti da quel infame virus senza alcuna via di scampo. Anziani, che erano custodi di molte esperienze di vita, cultori di tante tradizioni. Ci rendiamo conto che se ne vanno i migliori, quelli che avevano avuto una precoce gioventù di miseria causata dalla guerra e del subito dopo. Anziani, che sapevano  cosa voleva dire sacrificio, giorni di fame e sopportazione. Anziani, che vivevano nella speranza, sempre con l’idea di trovare un via nuova per conquistare un migliore futuro. Intanto la soluzione di quei momenti era solo unica, quella di rimboccarsi le maniche mettendoci il cuore e le braccia per ricostruire una Italia distrutta.

Scusatemi, sono passati da allora tanti anni, ora erano fortunatamente nonni, erano i bisnonni del tutto buono, aiutavano la famiglia anche con le loro, forse misere pensioni, sempre pazientemente accudivano anche i loro nipoti, acconsentendo i famigliari ad assentarsi per il lavoro, ma poi ???….

Questi capelli d’argento ora se ne stanno andando soli, disgraziatamente soli senza nemmeno un conforto, neanche un piccolo saluto dei loro cari, neanche un misero grazie….soli, soli, soli per sempre.

Sarà vero ?

mercoledì 15 aprile 2020

> Sarà così che il degrado del abitat sul nostro pianeta è da imputare a quanto l’uomo ha fatto e più ancora sta facendo, usando le sue capacità intellettive per i suoi interessi, economici e di potere, ma fregandosene del danno , irreversibile che sta creando alla terra. (Unica nostra fonte di vita)

https://www.focus.it/ambiente/ecologia/estinzioni-e-pandemie-sono-causate-dagli-stessi-processi

> Invece, il rumore della terra, con lo stop delle attività da parte dell’uomo si è ridotto quel tanto che è possibile percepire le vibrazioni che la terra emette.

https://www.focus.it/ambiente/natura/coronavirus-covid-19-vibrazione-rumore-della-terra

” LA REALE CHIESA DI SAN LORENZO “

venerdì 10 aprile 2020

Vediamo questa chiesa e cosa la rende speciale, sicuramente era stato quel genio del Guarino Guarini e la volontà dei Savoia che l’hanno resa artisticamente unica e bella questa chiesa barocca. Era il 10 agosto giorno che si ricorda San Lorenzo, quando Emanuele Filiberto I di Savoia, ordinò la costruzione di una chiesa dedicata appunto a San Lorenzo per celebrare la vittoria contro i francesi e la restituzione ai Savoia dei loro territori.  Eco dunque la nascita di questa chiesa barocca, che è artisticamente la più bella di Torino, edificata in Piazza Castello tra il 1668 e il 1687 grazie al progetto del allora noto architetto Guarino Guarini, nasce sul luogo dove prima sorgeva la cappella ducale dedicata a Santa Maria del presepe, che a suo tempo era stata anche esposta la Sacra Sindone. Diversi sono i motivi che la rendono unica, innanzi tutto per la mancanza di una facciata, che era presente nel progetto originario, ma mai realizzata per volontà dei Savoia che non volevano inserire elementi che alterassero l’architettura di Piazza Castello.

Il campanile non spicca per nulla rispetto la grande cupola, lo si vede solo spuntare dal tetto antistante. ma è l’imponente cupola a dominare la piazza e a far capire che ci si trova in presenza di un edificio religioso.  Questa cupola è, che viene sostenuta da colonne e poi illuminata da otto finestroni di forma ellittica, che attraverso un sistema di nervature formano una stella a otto punte, che al centro viene reso un ottagono regolare, i finestroni visti dal basso, compongono quella che oggi viene sopranominata ” La faccia del diavolo”.  Nell’entrata della chiesa c’è un enorme cancello voluto dal Re Carlo Felice per separare  la chiesa dalla cappella. All’interno ci si stupisce per diversi aspetti, lo spazio un po’ austero ma sovrastato da una impressionante bellezza della cupola che sembra essere sospesa nel vuoto, grazie alle soluzioni tecniche del Guarini.  Magnifiche  ricchezze sono le decorazioni interne,  operate da numerosi artisti italiani e dallo stesso Guarini che disegnò anche le cappelle dedicate  al Crocifisso, all’Immacolata e alla Natività. Nella planimetria di questo edificio non ci sono linee rette, tutto è curvilineo, molto armonioso e basato sulla figura dell’ottagono. A colpire è il passaggio della luce che dall’alto scivola giù illuminando il tutto, facile da capire questo messaggio metaforico della luce di Dio che arriva dall’alto, un altro tocco del genio Guarini e il suo studio sull’illminazione.

“Auguri di Buona Pasqua”

venerdì 10 aprile 2020

Carissimi amici e amiche vorrei fare Tantissimi Auguri di una serena Pasqua a tutti voi insieme alle vostre famiglie…

Tanti Auguri di Buona Pasqua a tutti i collaboratori e personale della Circoscrizione Cinque…

Un forte abbraccio virtuale a tutti… Franco…