“Sciopero contro il Calcio”

Ho letto sulla “Stampa” un interessante articolo di “Massimo Gramellini”

“Sciopero contro il Calcio”

E se invece dei calciatori scioperassimo noi? Se decidessimo di colpo e tutti insieme di diventare adulti, smettendo di delegare il nostro umore a bande di mercenari con procuratori al seguito? Per me è più facile, ho la squadra del cuore in serie B. Ma è come smettere di fumare: con un po’ di sforzo possono farcela tutti. Il baraccone del calcio si regge su un incantesimo collettivo. Per rivivere le emozioni pure dell’infanzia, il tifoso finge di credere che quei ragazzotti con l’amata divisa indosso siano i suoi avatar. Trasferisce le sue rabbie e le sue speranze a giocatori che non le condividono: perché ignorano la storia del club e perché comunque non gliene importa niente. Sono lì per guadagnare. E per vincere. Ma vincere per se stessi e i propri compagni. Mica per noi. Credetemi, li ho conosciuti da vicino quando facevo il giornalista sportivo: nelle interviste ci incensano, ma in cuor loro ci considerano dei pirla. E hanno ragione.

I calciatori sono una casta che ci sfrutta, esattamente come quell’altra. Il parallelo è impressionante: anche in politica deleghiamo a professionisti prezzolati la realizzazione dei nostri desideri, imprestando loro ansie di cambiamento che essi fingono di sottoscrivere nei comizi, per poi irriderle e svilirle nel chiuso degli spogliatoi (pardon, delle aule parlamentari). Mentre noi con la bava alla bocca ci dividiamo fra destra e sinistra, Inter e Milan, i nostri avatar vanno a cena insieme, badando ai loro interessi comuni. Il rimedio? Una cura choc: stadi vuoti, urne vuote. E’ ora di ritirare le deleghe e di diventare tifosi di noi stessi.

2 Commenti a ““Sciopero contro il Calcio””

  1. Carlo scrive:

    Grande, coraggioso nonché ineluttabile fustigatore di usi e costumi di questa nostra inguardabile società (tradotto: tutte le varie ed impunite mantidi-Caste). E’ per me sempre una grande fonte ristoratrice seguirne i pensieri, sempre così puntuali ed impietosi verso chi trasgredisce sfacciatamente e pure ostentatamente le regole della democrazia, ormai ridotta a pura comparsa sullo scenario quotidiano di questa nostra imbelle Res Pubblica. Spero che il nostro Massimo possa continuare la sua meritoria opera, in quanto si profila per fine anno l’abbandono di Calabresi da Direttore de La Stampa, e quindi seppure io faccia voti affinché non solo possa continuare l’impareggiabile sua Rubrica, ma ne diventi il prossimo Direttore, cosa che ritengo purtroppo poco probabile in quanto questa testata, che noi torinesi tanto amiamo, non può sopravvivere di puro giornalismo critico-moralistico a 360°, ma dovrà tener conto per la tiratura, della pubblicità che ne permette l’autonomia economica. Quindi chi pubblicizza su un quotidiano deve opportunisticamente veicolare i propri messaggi dentro un grande contenitore che offra un fronte molto ampio in cui siano presenti politiche aziendali elastiche e comunque sempre configurabili con quelle degli altri quotidiani presenti in edicola tutti i giorni.
    L’ho fatta un po’ lunga ma tutto ciò non mi esime dall’accostare le labbra ad un virtuale megafono e invocare al alta voce: Forza Gramellini, io sto con te.

  2. secondo scrive:

    A proposito vorrei dire anche la mia,in verita è un po di anni che il calcio non lo seguo piu,non che prima fosi un tifoso sfegatato di quelli che urlano o imprecano perche la sua squadra perde,sono stato un tifoso moderato senza infamia ne gloria come si dice.
    Ma il calcio che vediamo oggi mi ha stancato troppe polemiche e troppi intrallazzi che anche se non riesci a capire a fondo quali siano capisci che ci sono e che lo condizionano,comunque secondo il mio modesto parere ha perso molto ultimamente e poi si lamenteno che gli stadi sono vuoti,chi vuoi che vada a vedere le partite con quello che sta succedendo.
    Comunque se non daranno un forte segnale di rinnovamento entro breve tempo nel nostro paese il calcio sarà finito peccato il nostro campionato era considerato uno dei migliori delmondo.

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