PARCHI COLLINARI

IL FARO- CHE RAPPRESENTA LA VITTORIA ALATA

Conoscete i parchi della collina Torinese, se SI, probabilmente li avete già visitati e ammirati, se NO, allora vi segnalo alcuni molto caratteristici, partendo dal parco Giacomo Leopardi.

Inizia da corso Moncalieri ad un centinaio di metri dal ponte Isabella, accoglie i visitatori in un ampio viale alberato da imponenti platani ultracentenari, i vecchi proprietari furono interpreti di buon gusto, cercarono di creare effetti naturali alternando le specie di piante tipiche nostrane con altre che provenivano da paesi esotici, per realizzare grandi masse di verde alternate a qualche esemplare isolato di particolare pregio.

Questa sistemazione circondava la villa San Severino, che era utilizzata dalla famiglia Quarello come abitazione di campagna per la villeggiatura, la sistemazione del terreno che la circondava (ora solo qualche rudere) è percepibile per chi a piedi o in bicicletta percorre quei viali.

Nel 1937 l’intera proprietà venne acquisita dal comune di Torino, in quel periodo si dice nei documenti che la villa era in discreto stato di conservazione, ma da rincontri effettuati alcuni anni dopo l’edificio era completamente distrutto, oggi sono visibili solo alcuni resti, ma la planimetria della villa è conservata negli archivi comunali.

Dal limite superiore del parco si stacca sulla sinistra un sentiero che attraverso un bosco ed una radura costeggiata da un piccolo rio, si arriva alla strada antica di San vito, che con la strada antica di Revigliasco costituiscono il vecchio tracciato, la strada di San vito conduceva alla parrocchia (chiesa di San Vito) ed ancora oggi alcuni tratti di strada hanno la pavimentazione originaria a ciottoli, non più usata per le sue ridotte dimensioni e per non essere stata mantenuta in buono stato.

Superando il piccolo parco di San Vito, che per la sua posizione, permette una vista bellissima su Torino, troviamo una antica chiesa (San Vito) che si affaccia su un sagrato a balcone con vista mozzafiato sulla città.

Continuando a percorrere la strada comunale di San Vito-Revigliasco, troviamo su un pianoro (cima Bossola) un fabbricato chiamato cascina Bert, una curiosità e lo stemma araldico della famiglia Bert, raffigura una gazza, che in dialetto piemontese è detta “Berta”. In antichità sulla cima del belvedere sorgeva l’antica torre Bert, era in una posizione strategica per il controllo del territorio urbano sottostante, durante l’ultima guerra questo luogo come altri della collina furono occupati dalle truppe tedesche, e alla loro ritirata la torre venne totalmente distrutta, oggi il luogo è occupato da un insieme disordinato di antenne e ripetitori.

Proseguiamo a percorrere la strada comunale di S.Vito-Revigliasco verso la cima, e ci ritroviamo nel parco della Maddalena (anche detto della Rimenbranza) è uno dei più grandi di Torino, situato sulla parte più alta della collina Torinese, il colle della Maddalena ha una altezza di mt. 716, il faro domina la vallata con una vista sulla città e le montagne che la circondano, la statua che funziona da faro rappresenta la vittoria alata, donata alla città da Giovanni Agnelli nel 1928, l’altezza e di mt. 18,5, al tempo era considerata una delle più grandi al mondo.

Il parco della Maddalena è suddiviso in:

1)      Parco delle repubbliche partigiane piemontesi, e stato ampliato negli anni 70 cercando di conservare il bosco naturale tipico della collina.

2)      Parco della rimenbranza , nato dopo la prima guerra mondiale, commemora i circa 5.000 caduti torinesi, molto esteso e ricco di molte specie di vegetali, ospita un numero elevato di alberi provenienti da tutto il mondo e sistemati secondo criteri scientifici e ornamentali.

Dunque, il parco della maddalena è una vasta area a disposizione di tutti, si può usufruirne per camminate, mountan Bike nei percorsi stabiliti e tracciati, oltre ad altre attività, ecologiche e educazione ambientale, in inverno e possibile utilizzare i sentieri e viali per fare sci di fondo.

Annotazione non inerente all’oggetto:

Appena uscito dal parco sulla strada che porta a Torino vi è una struttura (CRF) che prima dell’ultima guerra era una colonia per giovani, negli anni 50 fu acquisita dall’INAIL è destinata a centro per curare le malattie professionali come asbestosi e silicosi, poi a partire dal 1975 divenne sede distaccata degli ospedali Molinette e CTO come centro nazionale per i paraplegici, sono ormai molti anni che la struttura è lasciata all’incuria degli agenti atmosferici tanto che ormai nemmeno il tetto ha resistito.(è un vero spreco lasciare una struttura così importante e in una bellissima posizione al totale abbandono)

3 Commenti a “PARCHI COLLINARI”

  1. Piero scrive:

    Bravo Francesco, una bellissima descrizione della nostra collina.

  2. Franco scrive:

    Interessante la descrizione dei parchi collinari.

  3. Iris scrive:

    bel lavoro!!!!

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