SCIOCCO CONFORMISMO INTERNETTIANO

Non passa giorno che puntualmente qualche accidente, come qualche piacevole sorpresa, seppur rarissima, venga a farcire le nostre tribolate vite. Ebbene sì, oggi casualmente aprendo pagina 14 del volumetto “Buongiorno” di Massimo Gramellini (che confesso è uno dei giornalisti contemporanei , dopo Montanelli buon’anima, che amo di più) che ci trovo? Un arguto e spassoso articoletto dal titolo: «Se lo dice Internet». Poiché commentarlo sarebbe meno breve che riprodurlo pari pari, ho pensato di seguire la seconda opzione per dilettarvi.

* <Un tempo, quando ancora eravamo ingenui, per affermare l’autorevolezza di un fatto si diceva: L’ho letto sul giornale”. Poi diventammo meno sciocchi e si passò a dire: “L’ho sentito in tv”. Adesso che finalmente siamo astutissimi si dice: “L’ho trovato su Internet”. Ci sono migliaia di pazienti, lamenta il giornale dei medici inglesi, che contestano le ricette impugnando la nuova verità rivelata: il sito Web. Al Vecchio Jack che soffre di mal di testa hanno appioppato il solito mezzo Saridon dopo i pasti? Jack ha acceso il computer del nipote, ha cliccato su un motore di ricerca alla voce “emicrania” e son saltati fuori trecento siti, ognuno con una medicina più convincente dell’altra, che il neofita andrà a sventolare sotto il naso del suo dottore. Non lo sfiora neppure il dubbio che i consigli che ha letto sul computer possano essere di parte, molto più di quelli che riceveva dal giornale o dalla tv.

Cambiano i tempi e i media che li rappresentano, ma lo sciocco conformista continua a cedere al fascino dell’Autorità spersonalizzata. Soggiogato dalla sensazione di infallibilità che emana da un messaggio che, per il fatto stesso d’essere alla portata di tutti, gli sembra più credibile di quello pensato su misura per lui.>

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