PAESI D’ITALIA (La costa Smeralda)

Una piccola parte di Sardegna situata lungo la costa tirrenica a nord di Olbia, tra il golfo di Cugnana e la punta Battistone, è ritenuta una delle località più belle d’Italia e, senza ombra di dubbio, una delle più ricercate dal popolo delle vacanze. Un popolo che a volte può compiere dissennate opere di vandalismo, dapprima rubando e dopo il recupero, distruggendo veri e propri capolavori della natura, splendide rocce modellate dal mare e dal vento che hanno assunto forme incredibilmente belle e realistiche. Stiamo parlando, lo avrete capito, della famosa ” tartaruga di cala Ghjlgolu”, fatta a pezzi qualche anno fà: l’imbecillità umana, evidentemente, non conosce confini, per fortuna i vandali rappresentano un’esigua minoranza.

Video – MEMORIE.

Cosi’ nacque la costa Smeralda. Esattamente 50 anni fà si ritrovarono attorno ad un tavolo nella città di Olbia, un notaio chiamato a sugellare la nascita di un consorzio che nel tempo trasformerà l’Unfarru dei pastori nel paradiso dei turisti, Monti di Mola in costa Smeralda. Presenti davanti al notaio, c’erano Karim Aga Khan, Patrick Guinness, Felix Bigio, Andrè Ardoin, John duncan Miller e Renè Podbielski. Questi 6 sono i soci fondatori, il cammino verso la costruzione della costa Smeralda cominciata 3 anni prima con la ” scoperta” di Capriccioli. Certamante i soldi non mancavano, anche se la realizzazione del progetto si annunciava tortuosa e anche pericolosa. La zona, Monti di Mola, non aveva strade,acqua, luce elettrica, ma dietro l’Aga Kan e le sue società, c’erano alcune tra le famiglie più ricche d’europa, dai Rothschild ai Furstenberg, avevano trovato un’isola cosi’ simile ai Caraibi e cosi’ vicina alle capitali europee.
Allora il turismo era un oggetto sconosciuto su cui nessuno voleva scommettere, la politica non poteva e neppure voleva dare una mano, ma non metteva neppure paletti, per la verità l’Italia e la Sardegna non avevano una legge urbanistica sia nazionale che comunale. L’aga Kan cosi’ avrebbe potuto fare quello che voleva, senza un piano urbanistico pubblico, a dettare le regole ci pensò quello privato del consorzio. Venne costituita una serie di società per creare una nuova economia dal nulla. La Gallura cambiò, la Sardegna e la sua gente.
La costa Smeralda generò nuovi bisogni e quel sistema, nel bene e nel male trainò lo sviluppo del territorio, oltre alle ville arrivò quello degli alberghi e a ruota le infrastrutture, strade, acqua e elettricità, oltre all’areoporto di Olbia.
Dopo 50 anni è ancora viva la costa Smeralda, sarà anche un principato, ma non è una cattedrale nel deserto.
Su un punto Karim Aga Khan fu irremovibile: le iniziative turistiche non avrebbero mai dovuto, come era accaduto nel corso degli anni in altre parti del mondo, violentare la natura. Le costruzioni sono state affidate ad architetti famosi e ecologicamente impegnati, nel realizzare le costruzioni che si dovevano inserire perfettamente nel paesaggio esistente.
I colori e le forme delle strutture ricettive, dovevano richiamare le forme delle rocce naturali, anche la vegetazione avrebbe dovuto essere rispettata evitando l’innesto di pur bellissimi alberi o fiori, che non si arminizzano con l’ambiente circostante.
Ancora oggi ciò che maggiormente colpirà il visitatore è la serenità di un luogo in cui l’uomo ha saputo costruire senza prevaricare la natura, un’oasi di sogno nella quale la vacanza assume il prfumo e il sapore della tradizione locale.

Video – CAPRICCIOLI

3 Commenti a “PAESI D’ITALIA (La costa Smeralda)”

  1. Franco scrive:

    Molto ben descritto la storia delle origini della “Costa Smeralda” Io sono andato due volte in Sardegna e di passaggio sono andato a visitarla un po… sono andato anche alla spiaggia di Capriccioli, sono dei posti bellissimi… forse non alla portata di tutti…

  2. Marina scrive:

    Molto invitante…interessante anche la storia. Io non ci sono mai stata è so di essermi persa qualcosa di unico, peccato!

  3. francesco.lia scrive:

    Sicuramente è un luogo non alla portata di molti.
    Anche io non ci sono stato fisicamente, ma ho letto, visto, inoltre amici mi hanno raccontato con dovizia di particolari, tanto che mi sembra di averla calpestata e vissuta

Scrivi un commento

*