I troppi cassonetti Amiat non aiutano il turismo

Da la Stampa: SPECCHIO DEI TEMPI del 27/11/2009

Un lettore scrive:
«E’ con profonda amarezza e senso di impotenza che si deve segnalare quanto l’Amiat si stia dando da fare per cambiare l’immagine della nostra città agli occhi dei visitatori. Dove infatti sono riusciti solo parzialmente l’assessorato al Turismo e le Olimpiadi invernali 2006 in un colpo solo l’Amiat ha deciso che nel futuro Torino non sarà conosciuta né per la Mole Antonelliana, né per l’Arco del Lingotto né per regge, palazzi storici o altri beni culturali ma attraverso un nuovo simbolo: i cassonetti dell’immondizia!Chi gira per la città si sta rendendo conto sempre di più delle centinaia di cassonetti che occupano il suolo stradale (alla faccia dei parcheggi liberi sempre più rari) e non voglio parlare dei cortili che sono ormai diventati un immenso deposito, e il bello deve ancora venire. Tutto questo sotto l’alibi della raccolta differenziata e con la scusa di liberare le strade dai cassonetti attuali, il che sarà tutto da verificare. Orbene, l’Amiat, che non deve disporre di personale qualificato tra i suoi dipendenti visto che ha creato una società satellite per lo studio “tecnico” della fattibilità dell’operazione, assume un atteggiamento nei confronti degli utenti a dir poco dispotico; insomma “democraticamente” o scegli la nostra proposta di localizzazione o a tue spese provvedi a consegnarla ai compattatori negli orari stabiliti e, di conseguenza, altre migliaia di cassonetti andranno ad intasare le strade per 7-8 ore giornaliere naturalmente davanti ad auto già parcheggiate il che costituirà altri ostacoli alla circolazione».
ALESSANDRO STORACE

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