Costumi e superstizioni di un popolo (Burckina Faso)

BURCKINA FASO                                                                   VILLAGGIO

Nel 1984 parte dell’Africa occidentale ha cambiato nome, divenendo BURCKINA FASO, da allora il processo di modernizzazione fatica a realizzarsi. A rendere arduo la modernizzazione  e le oltre 60 etnie presenti nel paese, ognuna con il proprio atteggiamento, riti, credenze, nei confronti del sopranaturale. Il paese ha circa 16 milioni di abitanti, il gruppo prevalente è rappresentato dai “Mossi”, circa 6 milioni, sono agricoltori e allevatori di bestiame, una attività importante è la tessitura del cotone e il loro commercio, interamente gestita da donne.

La famiglia è patriarcale , un uomo può avere più mogli, ma di fatto la prima moglie resta la matriarca della famiglia. La religione si fonda sul culto degli antenati, assai praticate sono le culture primitive gestite da potentissimi sacerdoti-stregoni, la loro autorità non viene mai messa in discussione, i quali traggono il loro potere dalle superstizioni e credenze più radicate e non rimosse, ne potranno esserlo in tempi brevi. Proprio il processo di modernizzazione voluto dai governanti attuali (colpo di stato del 1987) ha causato il ritorno delle credenze più antiche, sicuramente l’eliminazione dei capi carismatici dei più importanti villaggi, che erano gli unici elementi moderatori capaci di contrastare lo strapotere dei sacerdoti-stregoni. la popolazione senza più una guida carismatica si è rifugiata ognuna seguendo le proprie vecchie credenze tribali, tanto che l’odio generale si è abbattuto su una classe di donne definite “donne maledette”, nei loro confronti si è accanito l’intera popolazione dei villaggi.

In Burckina Faso come in quasi tutta l’Africa , morte e malattie non sono mai naturali, dietro molti decessi , specialmente giovani c’è un influsso negativo di qualcosa o qualcuno.

L’ultimo mistero nero, le streghe che rubano l’anima, le donne “maledette” mangiatrici di anime.

Dove nasce tutto quel’odio verso loro? Succede che quando una donna rimane sola perchè vedova o perchè sterile, o semplicemente perchè viene abbandonata dal marito, ” le mangiatrici di anime vengono individuate dal sacerdote-stregone  che secondo loro hanno provocato o causato un lutto nel villaggio impedendo al defunto  di raggiungere il mondo degli antenati, tutto il villaggio comincia a guardarla con sospetto. la donna disturba e spesso la sua solitudine porta con sè anche un pizzico di rabbiosa asociabilità.

Come procede il rituale, il sacerdote – stregone , si serve di pezzi di legno che formano una specie di bussola, con la quale si sposta all’interno del villaggio come un rabdomante, punta verso una capanna, viene individuato il colpevole, si tratta quasi sempre di una donna, il capo del villaggio applica la legge tribale basata sul culto degli antenati e degli spiriti. Per mostrare a tutti che di quella donna è meglio fare a meno, il corpo del defunto , sistemato su una barella di paglia, fa il giro del villaggio, quando passa davanti alla capanna, casa della futura strega, (già preventivamente scelta) il corpo improvvisamente si mette a sussultare, ecco che il sacerdote-stregone grida , quella è la donna che gli sta rubando l’anima.la conclusione è di facile interpretazione, alla strega viene concessa una notte per riflettere sul da farsi, poi il capo villaggio a libertà di scelta, o il rogo oppure la lapidazione, comunque in tutti i due modi il risultato è la morte.

La donna colpita da ostracismo (esilio) non ha altra via di scampo che fuggire per evitare la crudele vendetta degli altri abitanti del villaggio, una scelta è il suicidio, molte donne infatti si lasciano morire nei dintorni del villaggio (la stessa sorte vale anche per alcuni uomini, che così sono stati costretti a seguire la medesima sorte).

Oggi presso la capitale è sorto un centro gestito da missionarie Francesi nel quale le donne “maledette” trovano ospitalità, queste donne hanno a disposizione uno spazio molto limitato, in questo poco spazio devono mangiare, riposare e dormire, oltre che alle poche cose che sono riuscite a portare via dal villaggio.Ritornano a lavorare il cotone come facevano prima  restando in quel luogo per l’intera loro vita,tanto nel villaggio di provenienza non potranno più mettere piede pena una tremenda condanna a morte. Almeno fino a quando le superstizioni non verranno cancellate , ma ancora oggi quel giorno è ancora molto lontano.

3 Commenti a “Costumi e superstizioni di un popolo (Burckina Faso)”

  1. luciana.incons scrive:

    Caro Francesco !La tua ricerca è molto illuminante… per fortuna non sono nata
    Burckina Faso.

  2. francesco.lia scrive:

    grazie per aver letto e commentato l’articolo, sicuramente non sei nata in quella nazione ma in una bella isola.

  3. Franco scrive:

    Ciao Francesco, una ricerca molto dettagliata… ci sono delle tradizioni assurde, che speriamo col passare del tempo cambiano…

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