REPUBBLICA FONDATA SUL LAVORO ( che manca)

Lavoro, secondo l’articolo 1 della costituzione Italiana ? L’Italia è una repubblica, l’architrave della nostra costituzione è una fulgida garanzia per ogni abitante di poter trovare una occupazione, ma di fatto le possibilità, e quindi di una prospettiva di vita, sono ormai poche. Quante possibilità di occupazione ci sono oggi ? la risposta e di una monotonia sconfortante, con una disoccupazione che viaggia, a macchia di leopardo e geografia variabile. La prima esperienza di lavoro si fa con la mancanza di materia prima e con il timbro di “disoccupato”. Una ulteriore  contraddizione: si propone l’allungamento della età lavorativa, mentre per molti lavoratori che hanno raggiunto i 40 anni di contributi, suonano come campanello d’allarme, se non di disoccupazione, di un lavoro dequalificato, con retribuzione assottigliata e magari con sedi di lavoro più disagiate. Teniamo presente che in europa, l’Italia è la maglia nera per i salari. C’è in Italia una grande depressione che fa staffetta tra le nuove generazioni e adulti , presto dichiarati vecchi all’anagrafe di chi dovrebbe offrire un posto di lavoro. Si assiste ad un paradosso , si allunga l’aspettativa di vita, ed invece il mercato del lavoro pesa per le caratteristiche, le qualità, la professionalità e l’esperienza di ciascun candidato , in una parola il curriculum. Pertanto ci troviamo in ogni direzione, laureati che si presentano anche a fare lavori dequalificati. Nelle richieste più disparate, chi resiste e si sottopone ad un umiliante “Tour” per invocare uno straccio di posto, si deve fare la pelle dura per resistere alla replica di porte sbattute in faccia. Non si assume, oppure con contratti speciali, succede cosi che la repubblica fondata sul lavoro torni a impoverirsi, come accade a ondate nel novecento fino agli anni sessanta, con braccia , intelligenze, cervelli che fanno le valigie e cercano altrove ciò che qui non trovano. Si spendono capitali per la formazione e poi facciamo la fortuna degli altri paesi, in Europa, in America, in ogni parte del mondo, dove il genio, la creatività, lo spirito imprenditoriale, in una parola la voglia di ” lavorare” degli Italiani brilla, e i nostri connazionali si fanno apprezzare. Mancando il lavoro, manca la possibilità di coltivare rapporti sociali stabili, pensare di avere una propria casa, metter su famiglia, avere figli, tutto ciò crea, una instabilità prolungata, e di conseguenze anche una minore natalità.

Per essere davvere una repubblica fondata sul lavoro, dovrebbe esserci riscontro, in alto si pensa anche a modelli più attenti ai destini delle persone, alla qualità della vita, quindi anche alle condizioni talora vessatorie di molti impieghi, sopratutto per madri di famiglia, costrette a orari quasi inconciliabili con una vita familiare decente. Si lavora per vivere, per sbarcare il lunario; non si vive per lavorare. La scommessa della repubblica fondata sul lavoro è quella di rivalutare in senso ampio la parola “investimenti”; la voce “progettualità”; il dovere morale di non penalizzare le classi più provate, i lavoratori nelle condizioni peggiori, i nervi scoperti di questa repubblica sono troppi.

Esiste altro modo di spiegare l’articolo UNO della costituzione?

1 Commento a “REPUBBLICA FONDATA SUL LAVORO ( che manca)”

  1. Franco scrive:

    In questo articolo hai spiegato bene, in modo dettagliato come vanno le cose nel nostro paese per le prospettive del lavoro. Tutto questo è avvenuto grazie a scelte e investimenti sbagliati di coloro che hanno il potere di decidere, applicando una tassazione troppo alta alle nostre imprese e poi permettendo la decolizzazione delle stesse. I giovani per riuscire a trovare una opportunità di lavoro sono costretti a emigrare all’estero è il futuro è molto incerto.

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