I SOGNI DI UNA GENERAZIONE

Cari amici miei, desidero confidarvi quale e quanta emozione ho provato assistendo allo spettacolo televisivo che si è svolto a cavallo tra Giovedì e Venerdì, dopo “Anno zero” di Santoro. Stavo per raggiungere la mia compagna che stava già leggendo a cuccia (come da noi viene definito il nostro talamo) quando lo speaker del Telegiornale di Rai2 annunciava che, al termine dello stesso, sarebbe andata in onda l’Opera Rock di Edmondo Berselli e Shel Shapiro dal titolo: “Sarà una bella società”. Compariva il volto arguto e pacioso di Maurizio Costanzo che presentava con la solita dovizia l’evento, evidenziandone le due figure creatrici. Su un palcoscenico spoglio di fondali si presentavano i sei componenti della Band e nel volgere di circa due ore si dipanava questo intimo monologo rivolto al pubblico da questo animale da palcoscenico che è Shel Shapiro, a guisa di confidenza, per indurlo a ricordare, a rimettere a fuoco, a rivivere, con le canzoni eseguite o solo accennate, le parole che suggeriscono l’idea di un mondo, e con l’effetto della musica eseguita dal vivo, e dalle parole cantate da un protagonista che ricorda, con amore ma senza rimpianti, il tempo che abbiamo attraversato (badate: particolarmente la nostra generazione!). E’ una melodia in minore, senza retorica. Con un po’ di inevitabile nostalgia, ma anche forte della consapevolezza di cui disponiamo oggi. Per dire come eravamo, e per vedere come siamo diventati, sapendo che quei tempi non torneranno, ma li si può far rivivere, risentire, in modo che ci appartengano ancora e che li sentiamo ancora nostri. Ripercorrere, in questo modo, la nostra storia è servito a chi gli anni 60 li ha vissuti (e a chi vivendoli non li ha capiti), è servito ai trentenni e ai quarantenni che li hanno sognati (e ancora li sognano…), è servito a ricordare il Che, i Kennedy, Gandhi, Ian Palach, Woodstock, Nixon e Mao Tse Tung, personaggi incancellabili e irripetibili, che hanno indirizzato carismaticamente, in quegli anni, la vita del nostro pianeta. E’, tutto sommato, la storia di come abbiamo provato a diventare moderni anche se la società di oggi proprio bella non è. Ma forse, se tutto ciò è accaduto, è ora di ammettere che qualche colpa ce l’abbiamo avuta pure noi. A fare l’esame di coscienza al passato e i conti in tasca al presente, ci hanno provato (con successo) mediante quest’opera Rock: Shel Shapiro ed Edmondo Berselli. Riterrei doveroso, almeno da parte di chi ha avuto l’opportunità di assistervi, rivolgere loro tutta la massima gratitudine per aver così sapientemente saputo farci ripercorrere a ritroso grandi emozioni e commozioni. Per chi non lo avesse visto e intendesse godersi questo spettacolo sappia che è presente nelle librerie un DVD unito al volume pubblicato dai due artisti sopraccitati.

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