SENTIERO DELLE ANIME – ALTA VALCHIUSELLA

A una ventina di chilometri dalla città di IVREA, si apre una valle (chiusa), chiamata Valchiusella, nome preso dal torrente che l’attraversa, per poi sfociare nella Dora Baltea.

Dal centro del paese di Traversella, parte un percorso (chiamato sentiero delle anime) che conduce attraverso un lungo cammino dagli 800 metri, fino ai 1339 metri di quota dei Pian di Cappia. Per percorrerlo, il tempo medio e di ore 2,30, il dislivello è di circa 650 metri, il periodo migliore e più piacevole è Ott/Nov, quando la vegetazione non blocca la vista del panorama. Nel sentiero si ritrova la maggiore concentrazione di petroglifi” dl piemonte su un singolo percorso, in quanto su tutto l’intero tragitto si rileva numerosissime incisioni rupestri, principalmente raggruppate in una decina di punti distanti tra loro, anche di alcune centinaia di metri.

Il sentiero delle anime, è legato a due leggende che non hanno nulla a che vedere con i contenuti delle incisioni.

1) Leggenda, è una superstizione dei pastori locali, interpretando i segni come passaggio delle anime dei defunti. E’, opportuno notare come l’accostamento dei defunti a un presagio di morte, come esempio significativo della credenza popolare.

2) Leggenda, nata da una conoscenza distorta degli avvenimenti storici, vede nei numerosi segni presenti sulle rocce, la rappresentazione dei guerrieri Salassi, che furono sterminati dai Romani che comunque trovarono nell’alto Canavese e Valle D’Aosta una resistenza maggiore rispetto altri territori. La seconda leggenda stravolge la cronologia, perché le incisioni più antiche precedono la conquista Romana del territorio, risalgono all’età del bronzo.

Lungo tutto il sentiero delle Anime si individuano le incisioni, vi è anche un pannello esplicativo, chiaro ed efficace, che indica l’altitudine e il nome del sito,      Riproduce graficamente le traccie che sono presenti sulle rocce, fornisce una prudente interpretazione e verosimile , mai incline a fantasie, inoltre preannuncia il tempo necessario per raggiungere le successive incisioni (questa indicazione ha il pregio di funzionare come incentivo a continuare il percorso),sapendo che il camminatore potrebbe essere tentato di fermarsi, visto che il traguardo successivo è a dieci o venti minuti di marcia, cosi’ ogni volta funziona come una vera e propria spinta psicologica al raggiungimento della fine.

Sapendo che i graffiti più antichi e di conseguenza più abrasi, risultano spesso di difficile identificazione, specialmente in  condizioni di luce sfavorevole, proprio i cartelli che si trovano sul percorso hanno saggiamente previsto di indicare la direzione e la distanza delle incisioni rispetto al pannello stesso. La precisione e la correttezza delle indicazioni aiutano a ritrovare esattamente le incisioni. Vi è anche un pannello che indica una croce incisa, poco più di un centinaio di anni fa, che ricorda la tragica fine di un abitante di Traversella. Quello stesso pannello “oltre alla cronaca nera” precisa ai turisti meno esperti che quel sito non rientra ancora nel percorso dei petroglifi preistorici. Quel pannello funge come efficace messaggio subliminale per evidenziare la differenza tra grafiti prodotti con strumenti moderni e quelli che risalgono all’antichità.

Ovviamente è impossibile descrivere e commentare ogni gruppo di incisioni evidenziate dai cartelli posti lungo il percorso, per tanto una visita sul luogo è la migliore biografia. Comunque per comprendere l’importanza del sito sarà utile percorrerlo, che inizia dopo alcune centinaia di metri dal pannello introduttivo con una grande coppella in località Alvant.La coppella si trova su una ben visibile roccia nel mezzo del sentiero, la sua evidenza induce a pensare che dovesse fungere da segno per indicare l’inizio del percorso. In effetti la coppella di Alvant costituisce in pratica una vera e propria antenata della moderna segnaletica, in quanto ofre una indicazione immediata e non equivoca del percorso da seguire.

SEGUENDO IL SENTIERO, alcuni significativi punti.

> Località “Ròch èd Tòni” si intravede il primo antropomorfo (chiaramente di sesso maschile) accanto ad alcune croci.

> La pratica di trasformare le coppelle in croci pomate, appare più evidente nella stazione di “Munt ed le Roche” la tecnica incisoria probabilmente e di epoca medievale.

> In località “Traunt” un gruppo di rocce contengono una grande concentrazione di figure.

> Il sito del “Mont ed Rivelle” compare una grande rocca spaccata in tre parti, quella centrale ha la forma di un triangolo isoscele. I massi centrale e di destra presentano le consuete croci, mentre il masso di sinistra contiene delle figure interessanti.

> In località ” Carette” vi è una sorta di muricciolo a secco che separa due rocce istoriate, poste in una posizione incantevole a strapiombo sulla valle. Da li si gode una splendida vista sulle baite di Cappia.

> In prossimità delle baite compare un’altra figura antropomorfa, sicuramente preistorica, la fantasia popolare la colloca come un ricordo funestre nei confronti di un pastorello precipitato in quel luogo.

> L’area dei “Piani di Cappia” si caratterizza da un pianoro che favoriva la stanzialità , il che nei prolungati soggiorni quel luogo stimolava la fantasia inducendo come passatempo l’esecuzione delle incisioni. SIGNIFICATI DI ALCUNE PAROLE

ANTROPOMORFI , Sono una specie di omini stilizzati, alcuni asessuati, altri con sesso.

COPPELLE, Incavo ricavato dall’uomo sulla superficie delle rocce.

PETROGLIFI, Incisioni rupestri o graffiti.

GUERRIERI DEI SALASSI, Vennero uccisi dai soldati Romani tra le provincie di Pistoia e Prato.

1 Commento a “SENTIERO DELLE ANIME – ALTA VALCHIUSELLA”

  1. Franco scrive:

    Un bel percorso da percorrere per gli appassionati della montagna… e dell’archeologia…

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