LA SACRA DI SAN MICHELE – monumento simbolo del Piemonte

Fare di un monumento come la Sacra di San Michele, l’oggetto del volontariato culturale, di quel monumento si sono tenute più di 150 conferenze, in Italia e all’estero,si sono tenuto mostre, convegni, dibattiti oltre agli articoli e i saggi.

In realtà non c’è da stupirsi più di tanto che il turismo culturale sia una delle grandi e poco sfruttate risorse di un’Italia in cui si trovano il maggior numero di capolavori artistici, rispetto a qualsiasi altra nazione.

SACRA DI SAN MICHELE

Le sue origini sono di epoca Romana (circa nel 1000 d.C), vi era un presidio militare di vedetta presso la via Cozia verso le Gallie. Oggi a ricordo di questo passaggio rimane una lapide in memoria delle famiglie romane che vi abitarono.

Quel luogo fu poi utilizzato dai Longobardi a guardia delle invasioni dei Franchi, rimangono alcune vestigia nel sottostante paese di Chiusa di San Michele. La nascita del vero complesso viene identificata tra il 983 e il 1002, le fonti più certe parlano dell’arcivescovo di Ravenna, ritiratosi a vita eremitica presso queste zone, il quale ebbe la visione dell’arcangelo Michele, che gli ordinò di erigere un santuario.

Le fasi iniziali della costruzione sono scarsamente descritte, i documenti più antichi risalgono ad un certo monaco Guglielmo.

La parte settentrionale del complesso “oggi in rovina”, fu costruita nel 12° secolo come “nuovo monastero”e completato con tutte le strutture necessarie per la vita di molte decine di monaci. Dalle basi di quello che probabilmente era l’antico “Castrum” l’abate Ermengando fece realizzare questa opera ardita partendo dalla base, a picco raggiunge la vetta, il basamento è sovrastato da absidi che portano la cima della costruzione a sfiorare i 1000 metri (rispetto al monte Pirchiriano che misura metri 962)

Sempre sul lato settentrionale, isolata dal resto del complesso svtta la torre “Bell’Alda”

una leggenda racconta di una fanciulla, “appunto la bell’Alda”, che volendo sfuggire alla cattura di alcuni soldati di ventura, si ritrovò sulla sommità della torre, dopo aver pregato, disperata, preferì saltare nel precipizio sottostante, piuttosto che farsi prendere, ma miracolosamente atterrò illesa. Ma la stessa leggenda dice che per dimostrare ai suoi compaesani che gli angeli gli vennero in soccorso, tentò nuovamente il volo dalla torre, ma che per la vanità del gesto ne rimase uccisa.

La chiesa attuale detta anche “Nuova” è il risultato di un secolo di interventi, partendo dai primitivi progetti di Guglielmo di Volpiano, l’ultimo intervento avvenne in periodo mediovale (metà del 13° secolo), la consacrazione fu nel 1255.

Il declino dell’Abbazia fu causata da fatti politici, le carte dicono che il principe Giacomo di Savoia-Acaia, a causa della sua insubordinazione fu esautorata dai poteri e possedimenti, da quel momento, il complesso perderà definitivamente la propria autonomia.

Da allora la Sacra rimase un luogo quieto, di preghiera e meditazione, negli anni ottanta e novanta furono eseguiti alcuni restauri, nel 2016 venne varato un nuovo progetto per ulteriore ristrutturazione e ampiamento di tutto il sito (compreso il rifacimento delle luci esterne che illuminano l’Abbazia) e il miglioramento dei servizi turistici, le associazioni Italiane e estere (grande la gioia degli appassionati Francesi nel ritrovare la ” loro Abbazia, curata e restaurata” considerata addirittura simbolo del Piemonte) hanno intessuto una rete di rapporti culturali, organizzando in loco visite, accogliendo e accompagnando nella nostra valle, gruppi perticolarmente qualificati e trainanti.

4 Commenti a “LA SACRA DI SAN MICHELE – monumento simbolo del Piemonte”

  1. Marina scrive:

    Grazie di tutta la storia sulla spettacolare Sacra di San Michele, sai che giovedì 16 novembre uscirà al cinema un film di fantascienza, se non sbaglio, girato qui a Torino ed anche lì alla Sacra di San Michele.
    Ciao

  2. Franco scrive:

    Un interessante ricerca sulla storia della Sacra di San Michele… I vari passaggi nel tempo… Non deve essere stato facile da costruire un migliaio di anni fa con i mezzi di allora a quell’altezza… Bravo Francesco ciao…

  3. Iris scrive:

    bel lavoro molto ben specificato. E’ sempre interessante imparare cose nuove cose che si sono dimenticate.

  4. luciana.incons scrive:

    Ogni sito di tale importanza ha sempre suscito molti interessi culturali.
    Il film che è stato girato a torino, sarà sicuramente interessante da vedere.
    Complimenti Francesco! Un bel servizio culturale!

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