Le olimpiadi invernali del 2026

Nella storia delle olimpiadi vi sono due città che relativamente alla assegnazione dei giochi hanno subito lo stesso destino.

Sono Tokyo e Helsinki, erano ambedue candidate (1932) per ospitare la dodicesima edizione dei giochi olimpici , nel 1936 era stata rinnovata la richiesta, ma lo scoppio della seconda guerra mondiale aveva di fatto annullato tutto.

Alla fine del conflitto, il comitato olimpico riprese a funzionare e nel 1947 la Finlandia che aveva quasi totalmente ricostruito la sua capitale, ripresentò formale richiesta di poter organizzare le olimpiadi del ’52, anche se altre pretendenti avevano presentato una candidatura, Amsterdam, Minneapolis, Los Angeles e Helsinki, tra tutte l’ultima ebbe la meglio.

L’Italia con la sua spedizione che partecipò, fece le cose con molta cura, perché, era la prima occasione in cui il Coni era guidato da Giulio Onesti. I nostri risultati furono molto buoni, tanto che vincemmo 21 medaglie con 8 successi, che ancora oggi sono un bottino da non sottovalutare. La vittoria più esaltante fu quella del nostro marciatore Pino Dordoni.

(Guarito in extremis da una noiosa infezione agli alluci, che gli era costata la dolorosa estrazione delle entrambe unghie), corse i 50 Km e la vinse, stabilendo il nuovo record mondiale su quella distanza, (4h 28′ 07″) fu davvero una bella rivincita per un rappresentante della tradizione sportiva Italiana, che fu mandato nel lontano Nord a competere con atleti di levatura mondiale. Il nostro campione ebbe una lunga carriera agonistica lastricata di successi.

Torniamo ad oggi, si era concretizzata una candidatura per olimpiadi invernali del 2026, composta da tre città (Torino , Milano e Cortina), ma il consiglio comunale di Torino, nella ricerca di una intesa, ha costretto la sindaca di Torino a trasferire la discussione alla Città Metropolitana, la risoluzione che ne è scaturita ha prodotto un dossier che veniva presentato al CONI, il risultato per la città di Torino è stata l’estromissione dalla candidatura.

Di conseguenza oggi la candidatura rimane valida per le altre due città (lombardo /veneto). i giochi olimpici del 2026 perdono una candidata e una forza attrattiva, solo che questa volta non è una città che esce dalla corsa, ma una che viene esclusa.

MILANO – CORTINA

Rimangono gemellate, Milano e Cortina, il CONI blinda il binomio dopo aver spinto per la candidatura a tre. Bisogna anche dire che se Torino si è ritirata, Milano rappresenta una città solida,che da garanzie di efficienza e di economia, Cortina ha una lunga storia olimpica.

TORINO dopo 10 anni dalle olimpiadi  cliccare QUI

CERTO NOI SIAMO UN PAESE PARTICOLARE, INVECE DI FARE SQUADRA, PENSIAMO BENE A DISCREDITARCI.

Il giorno 09/10/2018 il CIO ente che sovraintende le olimpiadi ha ufficializzato la candidatura delle due città Italiane (Milano / Cortina) escludendo di fatto la possibilità di far rientrare Torino.

Certamente anche la nostra politica con i nostri rappresentanti ci hanno messo del suo.PECCATO.

1 Commento a “Le olimpiadi invernali del 2026”

  1. Franco scrive:

    Avrei preferito che anche Torino avesse partecipato alle Olimpiadi Invernali del 2026. Ma non c’è stato accordo tra i rappresentanti della nostra politica.

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