LE MIGRAZIONI

MIGRANTI    – la nuova schiavitù

L’inizio del 21° secolo ha segnato  l’inizio di un’altra ondata di migrazioni forzate, milioni di persone si muovono, spesso cambiano regione o città rimanendo nel proprio paese, sfollando in campi profughi o in altre situazioni di accoglenza temporanea.

Altre volte cercano rifugio nei paesi vicini o affrontano lunghi viaggi per raggiungre posti dove ci sono migliori speranze di trovare un lavoro e una vita tranquilla. C’é chi semplicemente cerca di migliorare la propria condizione, i cosi detti migranti economici.  E c’é chi fugge da un paese in guerra, da persecuzioni politiche, religiose o da situazioni di violenza. In questo caso, i profughi possono appellarsi  alla convenzione ONU a cui aderiscono  144 paesi incluso il nostro, che prevede la possibilità di fare richiesta di asilo per chiunque si senta in pericolo si vita, ottenendo lo status di rifugiato.

La maggiore provenienza dei rifugiati è di tre paesi, Siria, Afghanistan e Sud Sudan, coprono oltre il 57%, ma oggi altri paesi hanno più o meno flussi importanti, come i Somali e Eritrei che lasciano il corno d’Africa per l’instabilità del loro paese, tra conflitti perenni e dittature sanguinarie (come quella Eritrea).

Le persone che arrivano in Europa sono in realtà, al di là della nostra percezione una minoranza, rispetto ai milioni di persone che si spostano nei paesi vicini. Oggi la nazione che ha acoolto più rifugiati (sempre in rapporto alla popolazione indigena) è il Libano, con una quota  pari al 16% della popolazione domestica. (si parla di oltre un milone di rifugiati), in termini totali i Turchi ne hanno di più, ma la loro popolazione e decimamente maggiore.

COSA E’ CHE INFLUENZA I FLUSSI MIGRATORI, sono le leggi e accordi intrappresi dalle nazioni con accordi internazionali, che obblica gli stati a dare rifugio a chi si trova in  un serio pericolo,  tuttavia le norme approvate dopo la convenzione ONU non hanno facilitato il rispetto di questo diritto. Quelle leggi hanno introdotto vincoli sempre più stringenti per l’ottenimento di un visto di lavoro, cosi facendo hanno alimentato i migranti ha scegliere rotte e percorsi più pericolosi, molto costosi e spesso fatali, andando ad alimentare un mercato illecito, con mercanti criminali che sfruttano donne e uomini.

Oggi l’attraversamento del meditterraneo porta la stragrande maggioranza di migranti verso l’Italia, la porta per l’Europa più vicina, per cui è il punto d’arrivo principale.

Se concentriamo l’attenzione alle rotte che portano i migranti dall’Asia e Africa all’Europa (Italia) vediamo che i flussi dei viaggi attraverso il mar Meditterraneo, soprattutto con famosi barconi /gommoni ( chiamato il viaggio della morte, visto che molti partono ma non arrivano) dipendono molto dagli accordi presi con i governi di Turchia e Libia, entrambe le nazioni a cui è stato attribuito il ruolo del gatekecper (significa il guardiano al di fuori del territorio Europeo).

> La Turchia a siglato un accordo economico con l’Europa, chiudendo la rotta dei migranti verso la Grecia.

> L’talia ha stipulato un accordo con la Libia (economico / politico) e ha portato una netta diminuzione dei viaggi verso la Sicilia e il sud Italia.

Resta tuttora insoluta la vertenza tra l’Italia e l’Europa per il ricollocamento (in percentuale) dei migranti regolari, perché per quelli clandestini o economici  non vi è alcun accordo, ma secondo tutti i paesi Europei debbono essere rimpatriati. (AUGURI !!!)

Oggi forse più di ieri le persone che non vivono bene in un paese vanno alla ricerca di un avvenire migliore, e se  è necessario sgradicarsi da quel paese lo fanno.

Purtroppo ci si rende conto che la parola Europa unita e Stati uniti non rispecchiano i valori di solidarietà tra i popoli, resta ancora un’utopia.

2 Commenti a “LE MIGRAZIONI”

  1. luciana.incons scrive:

    A mio parere pare che sia tutto fuori controllo. Pertroppo a parer mio il flusso è fuori controllo.

  2. Franco scrive:

    Limmigrazione è un fenomeno molto complesso, di difficile risoluzione. Bisognerebbe fare meno guerre, e cercare di aiutare queste persone nei loro paesi di origine, invece le Multinazionali gli sfruttano soltanto…

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