Il Coraggio delle Donne
Sono forti e coraggiose, le donne.
Quando scelgono la solitudine,
rinunciando a un falso amore,
smascherando la superficialità .
Sono coraggiose le donne, quando
crescono i figli senza l’aiuto di nesssuno,
rivalutando l’ancestrale primato
quello di essere mamme.
Hanno il coraggio di non chiedere
a uomini che sono anche padri
la loro presenza, puntualmente assente.
Uomini che rifuggono le proprie responsabilitÃ
trincerandosi in comodi ruoli o paraventi
infantili di adulti mai cresciuti.
Sono forti e coraggiose , le donne
quando a discapito di tutto e di tutti
scelgono i propri compagni,,
costruendo anche solide storie
spendendo patrimoni sentimentali.
Sono forti e coraggiose, le donne,
quando sopportano violenza di ogni tipo,
per salvaguardare quel che resta,
di famiglie che non sono più tali.
Sono la speranza del mondo, le donne,
in qualsiasi circostanza, con grande amoreÂ
fanno nascere uomini, che poi le tradiscono.

6 marzo 2010 alle 13:45
Mai omaggio alla figura della donna, così sublime, mi era ancora accaduto di leggere. Sono di una verità sacrosanta i “mantra” che ne inneggiano la loro natura come “forti e coraggiose”. Lo sono tutte a 360 gradi, ad ogni latitudine di questa terra, con il loro essere donne, figlie, sorelle, mogli, madri, amiche ed amanti di quell’altra sponda alla quale noi maschietti apparteniamo, spesso inconsapevoli del generoso e gratuito dono che il buon Dio ci ha collocato accanto. OK Giuseppe, mi compiaccio della singolarità di questa lirica, e come direbbe Prévert, chiudo aggiungendo altri mantra: così tenere, così vive, così vere, così belle, così fragili, così violente, così felici, così gaie, così beffarde…
6 marzo 2010 alle 15:05
Caro Carlo, gradisco molto chiaramente quale sia stato il tuo buon commento su quanto rispettosamente ho pubblicato per omaggiare le donne. Ti devo dire che sei un pò troppo filosofico, non riesco a capire il tuo concetto sul “mantra” forse portandomi ragionevolmente a inneggiare come nella tradizione induista, se per questo mi fai trovare in una confusa nebbia.
6 marzo 2010 alle 18:58
Caro Luchin mi hai colto con la mani nel… “mantra”.
Hai perfettamente ragione ad accusarmi di aver utilizzato un termine, che con il concetto che ho espresso non ha nulla a che vedere, bensì ne snatura il concetto. Ora cercherò a mo’ di ravvedimento lessicale spiegare il lapsus in cui sono inciampato: spesso e volentieri sui nostri quotidiani viene utilizzato per definire qualcosa di ripetitivo: un’azione, un motto, un’affermazione, in qualsiasi contesto. Quindi il primo mantra intendeva il costante ripetersi di “forti e coraggiose”, nel secondo come ripetitive parallelamente alla prima espressione. Comunque grazie della puntualizzazione, starò più attento in futuro.
6 marzo 2010 alle 20:42
OK, Carlo – Sei forte, una ottima preparazione condita tanta saggezza la tua.Il mio costante ripetermi è stato obbligatoriamente dovuto, come si usa per evidenziare il soggetto. In quanto a questo “mantra”, che ora ho capito, mi ha portato anche a conoscere certe forme di espressione. Ciaociao……….