Motore ad Energia Gravitazionale

MOTORE ad ENERGIA GRAVITAZIONALE, ovvero l’energia questa sconosciuta.

Nel mondo attuale qualsiasi nostra attività è accompagnata da varie e notevoli richieste di energia.

Se non ci fosse una fonte energetica, di qualunque natura essa sia, non esisterebbero i telefoni fissi o mobili, non esisterebbero i computer , le auto, il riscaldamento o il condizionamento, etc.

Ogni nostra attività o abitudine è accompagnata da una e indissolubile esigenza: l’energia.

Ma che cosa è l’energia?

In Fisica si definisce energia tutto ciò che può produrre lavoro sia essa termica, meccanica, etc.

Nella nostra vita quotidiana siamo attorniati da varie fonti d’energia, a volte talmente abitudinarie che ad esse non diamo quasi più importanza.

Se si dovesse rompere il tubo che porta il gas a casa nostra come faremmo a cucinare il pranzo?

Questa può sembrare una banalità ,  però è parte integrante della nostra vita, come lo è il fatto che quando schiacciamo l’interruttore della luce si accende una lampadina o similmente accendiamo il televisore.

Tutte queste attività, banali nella loro forma lo sono molto meno nella loro essenza.

Da dove viene l’energia che utilizziamo per potere fare le più semplici attività della nostra vita quotidiana?

Esistono varie forme di energia, alcune note, perchè toccano nel vivo il nostro portafogli, come la benzina ad esempio,  altre meno, poiché il prelievo economico è più sfumato, ma ahimè altrettanto oneroso.

Nel corso degli ultimi anni accanto al problema economico si è fatto sentire un altro aspetto, altrettanto importante, forse più per il futuro che per il presente:  l’ecologia, poichè i disastri compiuti dall’uomo sono davanti agli occhi di tutti noi e le implicazioni potrebbero rilevarsi in modo drammatico in un futuro non troppo lontano.

E’ questione di queste ultime settimane vedere le rovine ambientali prodotte dalla rottura di un pozzo petrolifero in mare, quello del Golfo del Messico.

Questa triste realtà si è presentata dopo altri ma non meno gravi disastri causati da situazioni speculative compiute da chi ,  nel sacro rispetto del dio danaro, non pensa ai danni che possono

essere prodotti all’ambiente, come se l’uomo non facesse parte del sistema nel quale viviamo.

Comunque tra le varie opzioni energetiche che attualmente vengono utilizzate, le più importanti

sono quelle derivate dal petrolio, dal carbone, dalle fonti idroelettriche e dall’energia nucleare .

Tutte queste realtà comportano una grossa serie di problemi, che nel corso degli anni hanno portato a varie realtà distruttive.

Qui in Italia ci possiamo ricordare del rottura della diga del Vajont nel Veneto,  oppure in Ucraina la tragedia del reattore di Cernobyl, etc.

Esistono veramente tanti problemi che si possono ascrivere alle varie fonti energetiche e purtroppo sono rischi che dobbiamo correre, anche se è obbligatorio ridurli al minimo , perchè senza energia la nostra vita non potrebbe più essere quella attuale.

In questo momento esistono delle altre fonti energetiche che a vario titolo stanno incominciando a prendere piede; si tratta dell’energia eolica, quella solare e sempre quella nucleare con la duplice opzione fusione o fissione.

Non staremo qui a dare una spiegazione di quante varie siano le forme energetiche, ma prenderemo in esame una nuova realtà, che lo è per il semplice fatto che è stata da me teorizzata:  la forza gravitazionale.

Sebbene questa forza sia molto nota per certe applicazioni, e bene ricordare che su questa applicazione si basano le centrale idroelettriche ,  tuttavia la realtà nella sua essenza è completamente nuova.

Infatti la Forza di gravità è una delle forze fisiche più note, anche se molto oscure sulla loro origine.

Non sto qui a discutere sull’origine di questa forza, cosa che impostai tempo fa ai tempi dell’università, ma più a questioni pratiche.

La differenza sostanziale che esiste tra questa applicazione e ciò che viene fatto per produrre energia elettrica in una centrale idroelettrica è abissale.

In una centrale , infatti viene utilizzato il potenziale gravitazionale dell’acqua per produrre l’energia mediante la caduta dovuta al dislivello.

Ma una volta ottenuta è stato bruciato nella sua componente energetica.

Mediante l’utilizzo di espedienti si riesce e proseguire la produzione di ciò a cui è preposto.

Nel caso da me teorizzato ed esplicitato attraverso una serie di brevetti nazionali ed internazionali

è lo sfruttamento che permette di poter usare l’energia gravitazionale anche come motore per uso automobilistico, ad esempio, con impatto ambientale ed economico nullo,  oltre ad essere  una fonte energetica inesauribile.

Cercheremo di dare un esempio per comprendere meglio in che cosa consista questa nuova e altamente promettente fonte energetica facendo anche riferimento a dei disegni che ci potranno rendere più facile capire ciò di cui stiamo parlando.

Se noi abbiamo un oggetto di massa piccola e grande volume, ad esempio un pallone di quelli utilizzati dai bambini, ed anche dagli adulti, sulle spiagge per potere giocare, vediamo che se tentiamo di immergerlo sott’acqua dobbiamo fare uno sforzo, e , una volta sott’acqua, se lo lasciamo libero, questo schizza verso l’alto.

La prima domanda che ci potremmo porre è questa:  è possibile in qualche modo sfruttare lo sforzo da noi prodotto per poterlo utilizzare in modo diverso; oppure sarebbe possibile sfruttare questa situazione, magari prodotta in modo simile, per poter avere una qualche forma da poter poi riutilizzare?

La risposta ovviamente è si e adesso andremo a visionare come.

Descrizione del nuovo tipo di Motore.

Nella Tavola  Prima viene presentato, nelle Fig. 1)  e  2P), la realtà di un corpo molto leggero, cioè di un oggetto che può tranquillamente galleggiare immerso in un contenitore pieno di un fluido, (è bene ricordare che per fluido si intende una sostanza che si presenta allo stato liquido o gassoso) che per semplificare supponiamo sia acqua. Nella  Fig  3P). viene data un esempio di come un corpo di forma asimmetrica possa ruotare attorno ad un asse.

La   Fig.re  3)  e  4P) danno un esempio di una realtà più complessa.

Si vede che per essere messo sott’acqua bisogna compiere uno sforzo, lavoro che vedremo come poter recuperare.

Nella Tavola Seconda,  invece, viene fatto un esempio di un corpo di forma asimmetrica molto leggero che si trova immerso in un contenitore. Questo se viene vincolato da un asse passante per il suo baricentro può compiere una rotazione attorno al proprio asse.

Questo è il primo esempio di come poter sfruttare quello che è l’oggetto della nostra tesi.

Nella Tavola Terza è rappresentato un nuovo tipo di movimento che possiamo fare con il nostro corpo avente la forma di una parte di un cilindro.

Questo se ha la forma di una parte di cilindro e se è vincolato ad un asse passante per il centro

delle facce aventi la forma di una parte di cerchio, può, variando l’altezza del liquido, generare un moto rotatorio in modo continuo.

Questi sono esempi che ci conducono a quanto visto nel punto originario:  generare un moto dal fatto d’avere un corpo leggero immerso in un fluido: questo mi permette di recuperare lo sforzo

compiuto dal bambino per mettere il pallone da spiaggia sott’acqua.

Le  Tavole  Due e  Tre sono parte integrante di un brevetto internazionale per poter generare un moto da una condizione parzialmente statica.

Le Tavole dalla Quarta alla  Settima di cui la Prima è l’antesignana, mi permettono, invece la realizzazione di un moto in una realtà completamente statica.

Questa grossa novità si basa sulla costruzione di una serie di piccoli elementi galleggianti, tipo i palloni da spiaggia e indicati nella Fig,re  3)  e 4) con la lettera  E e collegati tra di loro in modo da creare un corpo avente la forma di un rotore e raffigurato in modo schematico dalla Tavola  prima  Fig . 3)  e  4).

La Tavola seconda rappresenta l’insieme , visione del rotore vincolato lungo un asse passante per il centro delle superfici circolari delle facce superiore ed inferiore.

La Tavola Quinta  Fig. 5) rappresenta la faccia circolare precedentemente descritta.

Nella figura successiva della Tavola  QuintaFig. 13) è rappresentato l’insieme del rotore e del serbatoio che funge da caricatore energetico del nostro motore.

In questo modo si crea un moto ripetitivo che produce energia in modo continuativo sfruttando la caduta dell’acqua, e conseguentemente l’energia del campo gravitazionale in modo continuativo e statico.

L’unica cosa che deve essere bilanciata è la componente negativa al moto descritta in figura della Tavola Quinta e rappresentata dalla componente   R che la forza di gravità produce;  in Fig. 5) questa una spinta che viene generata al momento della caduta, poiché per il principio di minima energia se vien e generata una forza per generare un moto deve essere generata anche una contraria al moto stesso, in modo che la risultante complessiva sia nulla.

In questo modo abbiamo dato un esempio di come sia possibile creare un motore che ha le caratteristiche di non consumare nulla ma di generare una forza per poter alimentare qualsiasi cosa da un motore per auto ad un alternatore per potere così produrre energia elettrica.

La sua principale caratteristica è che non spreca nulla, difatti le facce di collegamento tra il rotore

e il contenitore rappresentate dalle  Tavole Sesta e Settima mi permettono la simulazione del  salto di caduta di una centrale idroelettrica senza gli enormi inconvenienti dovuti alle dimensioni e ai relativi costi

TAVOLA   Prima

Esempio delle forze che agiscono su di un corpo immerso in un fluido e la sua rappresentazione complessiva in un rotore

TAVOLA  Seconda

Esempio di moto generato da un rotore asimmetrico e vincolato ad un contenitore

in un recipiente con la botola di carico inferiore


TAVOLA  Terza

Moto ottenuto con lo  spostamento di un rotore con la variazione dell’altezza

dell’asse di rotazione

Tavola Quarta

Esempio della sezione costruttiva di un rotore con elementi statici e galleggianti   E.

TAVOLA  Quinta

Sezione del rotore in collegamento al contenitore

Tavola  Sesta

Sezione della faccia di contatto del contenitore.

Tavola  Settima

Sezione della faccia di contatto del rotore ed elementi E.

Le Tavole Sesta e Settima rappresentano le superfici di contatto tra il rotore e il serbatoio.

Queste rappresentano anche il modo con cui è possibile variare la componente della forza generata

in modo da variare la velocità del rotore e conseguentemente della forza generata.

E’ una struttura abbastanza complessa da realizzare e che necessità di componenti tecnologiche evolute , poiché è necessario smaltire una quantità di calore dovuta all’attrito, in quanto queste superfici di contatto devono anche essere degli elementi di tenuta idraulica, che si genera durante il moto e nella rotazione della parte mobile del nostro motore e con il recipiente contenente la nostra forza motrice.

E’ bene rammentare che non viene consumato nulla e il grande pregio è proprio questo.

Inoltre,  rispetto alle altre forme energetiche emergenti non ha controindicazioni nè temporali nè geografiche.

E’ di questi giorni i problemi che stanno nascendo sulle colline del Cuneese, nella zona di Alba, dovuti da una intensa installazione di impianti ad energia solare.

Dal punto di vista pratico possiamo applicare questo motore in ogni situazione che richiede applicazioni di fonte energetica :  si potrebbe,  per esempio,  ipotizzare,  l’installazione di una piccola centrale elettrica per ogni condominio,  o addirittura per ogni alloggio.

Con questo tipo di motore apparentemente non viene usato nulla, ma in realtà è come se ci fossero tante piccole cadute fatte in modo continuato e ripetitivo.

Non esistono controindicazioni come per altre fonti energetiche, come nel caso dell’energia eolica e solare, cause di ambientamento e di utilizzo  (presenza di vento e/o sole) e di continuità di utilizzo.

Non esistono rischi di radiazioni di alcun tipo e stiamo parlando di una fonte inesauribile.

Il giorno in cui a forza di gravità non esisterà più voleremo tutti ed avremo  molti   altri problemi.

9 Commenti a “Motore ad Energia Gravitazionale”

  1. Carlo scrive:

    Caro Marino ho letto ed osservato, con particolare interesse, il testo e il materiale iconografico relativi all’articolo da te redatto su: MOTORE AD ENERGIA GRAVITAZIONALE.
    Ti confesso di essere stato inaspettatamente folgorato da queste tue rivelazioni su quello che potremmo definire il “motore del futuro”. Penso che sicuramente avrai compiuto oltre agli studi teorici anche prove pratiche e, quindi, sarei oltremodo curioso di poterne osservare il suo processo di moto dal vivo.
    La cosa che mi stupisce assai è la omessa presentazione sui normali organi di stampa nazionali, quanto su riviste tecniche edite sia da enti privati che da organi di ricerca universitari, in quanto in un periodo accenni a brevetti internazionali, quindi se sono stati depositati a maggior ragione se ne avrebbe dovuto conoscere l’esistenza di questa tua mirabile invenzione.
    In un post inviatomi da uno dei nostri comuni amici è presente un servizio su motori elettrici ed a idrogeno realizzati da aziende statunitensi e bypassati ad aziende costruttrici di automobili, queste ultime hanno dotato un certo qual numero di vetture e assegnate per l’utizzo ad un target ben preciso di fruitori, senza peraltro metterli in commercio nonostante la richiesta di mercato. Ne è scaturito poi un atteggiamento di fuga allo sviluppo di detti veicoli dalle stesse aziende costruttrici, nonchè il ritiro dei veicoli circolanti, in quanto pesantemente vessate dalle mitiche sette sorelle che detengono il controllo dei giacimenti di propellenti come petrolio e gas e detentrici a livello mondiale del cartello di onnipotente potere sui propellenti in uso a livello mondiale.
    Forse è successo la stessa cosa per questo tuo innovativo e rivoluzionario motore gravitazionale?

  2. Franco scrive:

    Ciao Marino ho letto con molta attenzione il post sul “Motore ad Energia Gravitazionale”. L’ho trovato molto interessante! Ottimo lavoro Franco!

  3. secondo scrive:

    Se non vado errato fu il nostro amico Piero a mandare un post o una vignetta che parlava della storia delle auto elettriche.
    Che costruite all’inizio degli anni 60,erano perfettamente funzionanti con prestazioni di tutto rispetto,poi per un (oscuro)motivo furono tutte ritirate dalla circolazione,chissa perchè,o meglio io avrei una teoria ma lasciamo perdere se no non la finisco più di scrivere e non parlo del progetto del nostro Marino.

    Non è che posso dire molte cose della sua invenzione perche dovrei avere delle conoscenze che purtroppo non ho.

    Ma in questo nostro tempo che stiamo vivendo dove come ha descitto lui sapientemente che il problema dell’energia è sempre più pressante e incombe su di noi la fine dell’era del petrolio,secondo il mio modesto parere sarebbe una buona cosa prendere in considerazione la sua invenzione.

    Se si guarda agli sprechi infiniti che vengono perpetuati,sarebbe una cosa buona e giusta spedere dei soldi per prendere in considerazione anche progetti di questo tipo,tentare e provare tutte le strade possibili,anche per arginare l’inquinamento sempre piu dilagante sarebbe una buona conquista per tutta l’umanita.

  4. Dietro la Quinta » Blog Archive » Energia Gravitazionale scrive:

    [...] 23 giugno 2010 il nostro amico e collega Marino ha pubblicato un post in cui spiegava la sua idea di produrre energia tramite la gravità. Marino ha pubblicato, infatti [...]

  5. nicola scrive:

    Salve Mi chiamo Nikola. Nella prima tavola ce da ricalcolare i tempi.Nella seconda tavola energia di variazione di altezza , va azzerata della rotazione.nella quinta ricalcolare il peso di portata di ogni paleta.per la sesta angolazione e i tempi.Po esse pure ,che mi sbaglio,per cio mi devi scusare.Questo e il mio parere a prima vista.Se ai tempo scrivi,Nicola.

  6. sergio biondi scrive:

    PENSO CHE LA TUA IDEA SIA INTERESSANTE, IO LAVORO DA ANNI A QUALCOSA DI SIMILE, SE VUOI POSSIAMO CONFRONTARCI

  7. FELICE scrive:

    Salve, tempo fa su questo sito c’erano delle immagini. Ora non sono sparite. Mi piacerebbe poterle scaricare per analizzarle con più attenzione, puoi inviarmele per e-mail?
    Felice

  8. mario belotti scrive:

    non ho evidenza delle tavole illustrative. Mi potete indicare come accedere? Grazie per la collaborazione

  9. Marco scrive:

    salve potrei avere le immagini giusto per capire il funzionamento?

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