Da specchio dei tempi

Ho letto la lettera  che una lettrice ha mandato a specchio dei tempi, mi è parsa interessante e lo propongo all’attenzione di tutti noi.

Una lettrice scrive:

«Porto regolarmente in via Arbe i rifiuti che non posso mettere nei cassonetti: appendini in metallo o plastica, lattine di vernice, piccoli elettrodomestici ecc. evitando di telefonare ad Amiat per il ritiro a domicilio. Mi si chiedono i dati personali e tutto finisce lì. Ieri parlando con mia sorella di Genova, mi dice di aver portato un vecchio televisore al centro raccolta della sua città: le viene consegnato un tesserino con 2 punti (relativi alla TV consegnata), il tesserino è da 10 punti, quando sarà completo le verranno detratti 10 euro sulla sua bolletta rifiuti. L’idea mi è sembrata lodevole. Perché non viene adottata anche dall’Amiat?».

2 Commenti a “Da specchio dei tempi”

  1. Franco scrive:

    Ciao Piero, forse potrebbe essere una buona idea, vedo che tante persone lasciano i rifiuti ingombranti anche per strada, in questo modo si invoglierebbe la gente a portarli a centri di raccolta.

  2. secondo scrive:

    Non dovremmo ricorrere a certi espedienti per far fare alla gente quello che dovrebbe fare spontaneamente,ma se ciò puo servire ben venga.

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