“Al Cinema del Lingotto solo un disabile per volta”

Dalla Stampa: Specchio dei Tempi del 27 Maggio 2011.

Un pò di giorni fa ho letto su “Specchio dei Tempi” una lettera di una lettrice che mi ha lasciato un pò indignato.

Una lettrice scrive:

«Quanto scrivo è il resoconto di un venerdì sera di quattro amici: Francesca, Fabio, Lillo e Gabriele, i quali decidono di andare al cinema a vedere il film del momento: Fast and Furious, spettacolo di prima serata.

«Non è così semplice organizzare questa serata, perché Francesca, Fabio e Lillo vivono su una sedia a rotelle. La buona volontà di Gabriele e di tutti quanti insieme, ad aiutarsi l’un con l’altro, li fa arrivare alla cassa dell’Uci Cinema Torino Lingotto (ex Pathè). Immaginate dapprima la sorpresa, poi la delusione seguita da: dispiacere, irritazione e anche collera nel vedersi rifiutare l’ingresso.

«La ragione addotta è che non possa entrare più di un disabile per sala! Certo ci sarebbe forse un’altra sala, dove proiettano un film diverso, che può “sopportare”” l’ingresso di due carrozzine!

«La vita di un portatore di handicap è lotta quotidiana contro patologie di ogni genere, la sedia a rotelle non è che la punta di questo iceberg; senza stare qui a far né filosofia, né demagogia, direi che almeno il diritto di uscire insieme tra amici e socializzare, non dovrebbe essere negato e assurgere a ulteriore fonte di discriminazione.

«Questa storia non la raccontano di prima persona Francesca, Fabio, Lillo e Gabriele, perché, come spesso succede, i sentimenti forti e contrastanti del momento di delusione tendono ad esaurirsi e scaricarsi con il passare delle ore. La racconto io, che sono una loro amica, e che vorrei che ci fosse, non tanto giustizia, ma saggezza e discernimento nel gestire certe situazioni da parte di operatori pubblici.

«Per finire la cronaca della serata, si sappia che, seppur con dispendio di fatica non indifferente, i quattro sono rimontati in macchina, si sono diretti al cinema The Space di Beinasco, dove hanno assistito alla programmazione del film serenamente».

PAOLA

Io aggiungerei che gli operatori pubblici dovrebbero essere più sensibili, verso le persone che devono combattere ogni giorno con  problemi di handicap. Di aiutarli il più possibile per rendergli la vita meno pesante e non discriminarli?

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