30 candeline alla E/14 del Borgo Vittoria

Sono trascorsi ormai 30 anni da quando, nei prati confinanti con corso Grosseto, è sorto questo piccolo quartiere. Un quartiere nel quartiere!
30 anni in cui, noi residenti della prima ora, siamo stati attori e testimoni di di questo territorio ubicato a nord di Torino, che da campagna dell’estrema periferia si è andato trasformando in una vera e propria appendice cittadina, nonostante fosse ancora cinta, come un’enclave, da un territorio prevalentemente a vocazione agricola. Le coltivazioni di orzo e di foraggio continuarono ancora per molti anni, fino ai più recenti insediamenti che ne decretarono la loro scomparsa. L’elemento trainante, deputato a questa trasformazione, fu un grande progetto, nato dalla esigenza di dare una casa ai ceti economicamente più deboli, in quanto introvabili sullo specifico mercato di allora. Fondammo una cooperativa con un preciso scopo: fornire un’abitazione con affitto sostenibile, a coloro che pur non possedendo le caratteristiche di aventi diritto ad un’abitazione presso l’Istituto Case Popolari per reddito, non erano viceversa in grado di acquistarne una per sé.
Omettere la grande “fame” di case, di quegli anni, non farebbe capire quanto drammatica fosse la situazione per migliaia di famiglie torinesi.
Furono dunque edificati 4 grandi palazzi, della cosiddetta edilizia popolare, per conto della Cooperativa a proprietà indivisa “Giuseppe Di Vittorio” ove trovarono ospitalità circa 500 famiglie. Altre 200 occuparono altri 2 palazzi dell’ATC che intanto erano sorti parallelamente ai primi.
Come ogni nuovo insediamento, la zona E/14 fu l’ennesimo paradigma di una realizzazione caotica e disordinata. Furono momenti difficili per la popolazione, priva di servizi pubblici, centri commerciali, mezzi di trasporto, scuole, ambulatori e quant’altro. Per converso erano anni in cui lo spirito cooperativistico era ancora particolarmente vivo e ciò permise di ricorrere collettivamente al confronto serrato con le istituzioni cittadine alla ricerca di soluzioni necessarie ad una qualità di vita civilmente accettabile.
Con sacrificio ed abnegazione, grazie alla disponibilità e all’intelligenza di un ristretto gruppo di volenterosi, anno dopo anno raggiungemmo alcuni traguardi importanti mirati ad una normale e cittadina vivibilità. Da un’area brulla, sterrata e polverosa affiorarono pian piano strade asfaltate, giardini all’interno e all’esterno dei palazzi, un piccolo centro commerciale con annessi farmacia ed edicola giornali, una scuola materna, elementare e media, un servizio di trasporto pubblico (bus 52) con capolinea attestato fra i giardini stessi, un’area giochi per i bambini, una chiesa parrocchiale, un circolo polisportivo, con annessi campi di gioco bocce, come punto di ritrovo per giovani ed anziani, campi per calcio e calcetto e, non ultimo, un piccolo e verdissimo parco con annessa attrezzatura per esercizi ginnici solcato dalle chiare acque di un’incantevole “bealera”, a sua volta cavalcata da due graziosi ed artistici ponticelli in legno.
Giunti quindi al traguardo del fatidico 30° compleanno, possiamo affermare, anche con non malcelato orgoglio, che la profonda e positiva trasformazione avvenuta è stata frutto dell’impegno e la determinazione di tutti coloro, uomini e donne provenienti da esperienze sindacali, politiche e religiose (PCI, PSI, DC, ACLI) che hanno sempre privilegiato innanzi tutto il “fare” al “delegare”, (sicuramente più faticoso ma assai più ricco di risultati tangibili e duraturi), unitamente alle Istituzioni locali che hanno da par loro prodotto attenzione e progetti per la crescita, lenta ma continua, di questa nostra amata zona E/14.

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