9 marzo 2021
……..riusciremo ad uscirne………

Ricordo mio padrino, era un Ragazzo del ’99 di quelli  chiamati per la andare al fronte per la grande guerra perchè quelli del 1870,1880 ect erano morti  …  per il conflitto e per la Spagnola  ….. se ne andarono a milioni…..generazioni perse…

Poi  …… arrivò la Seconda guerra mondiale e  anche lì  se ne andò una buona parte della generazione del 1910 /1920 ecc.


adesso tocca  alla generazione del 1940/1950 ecc  anno più anno meno……ma, non è più la guerra è qualcosa di peggio  chiamatela come volete pandemia, covid, corona virus,  …….è un nemico difficile da combattere e ci sta rubando gli anni 2020 perso 2021 lo stiamo perdendo……perchè promette molto bene.

C’è ancora  da dire che mentre in guerra si sparava al nemico….. adesso i nemici sono quelli che non capisco la gravità della situazione e non vogliono adeguarsi alle norme di legge…… devono sentirsi liberi…….

.
Qua sotto, nel giardino ci saranno un cinquantina ,anche più tra bambini, mamme nonni, uomini ( che si riempiono di birra)ragazzine e ragazzini   tutti rigorosamente senza mascherina( e tutti che si baciano e abbracciano per salutarsi.)

Non ci rimane da dire come si dice in piemontese
“suma bin ciapà”
….

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26 febbraio 2021
quartiere Lucento??no quartiere Vanchiglia ???si

“da la Stampa del 26 febbraio”

Stop alla vendita di alcolici a partire dalle 18 nei minimarket e nei supermercati, con-trolli costanti delle forze dell’ordine già a partire dal tardo pomeriggio, per preve-nire feste in strada e assembramenti prima che diventi di fatto impossibile intervenire. Sono queste le linee guida in-dicate dal territorio di Vanchi-glia per affrontare il proble-ma della malamovida al tem-po della pandemia. Quella che lo scorso weekend ha fat-to preoccupare tanti cittadini per la diffusione dei contagi. Per provare a trovare un ac-cordo e una strategia comu-ne, si sono riuniti allo stesso tavolo i rappresentanti di tut-te le realtà del borgo: le asso-ciazioni dei negozianti diurni e dei locali serali e una delega-zione di residenti a cui si è ag-giunta anche la presenza di qualche militante del centro sociale Askatasuna.Va detto che su alcuni punti le posizioni sono molto diver-se: l’obiettivo sarebbe quello di arrivare a un documento condiviso, con le richieste da sottoporre all’amministrazio-ne. A entrare nel merito della questione è Jasch Ninni dell’as-sociazione Quartiere Vanchiglia, che comprende una trentina di attività commerciali: «Visto che a locali di somministrazione e cocktail bar si impone di chiudere alle 18, chie-diamo che su quest’area ci sia un coprifuoco alcolico anche per i minimarket e i supermer-cati, approvando un’ordinan-za che vieti di vendere botti-glie di birra e alcol da una cer-ta ora in poi». Una richiesta che arriva dall’osservazione di quanto accaduto una settima-na fa, quando soprattutto i «bangla» sono diventati punto di ritrovo per acquistare be-vande e improvvisare serate di movida nonostante le nor-me anti Covid. In particolare nella zona pedonale di via Balbo, che ha richiamato oltre un centinaio di ragazzi accalcati. Oppure nella vicina piazza Santa Giulia con musica e balli di gruppo o, ancora, in largo Montebello.Il secondo fronte è quello dei controlli sul campo. «Ser-ve un sistema di controlli del-le forze dell’ordine che comin-ci ben prima dell’ora di cena – spiega Ninni – Inutile arrivare alle 22 perché la piazza è già piena di gente e diventa diffi-cile da gestire». Certo le posi-zioni nel quartiere restano an-cora da limare. Roberta Isgrò, presidente di Smart Vanchi-glia: «Uno stop generalizzato non mi trova d’accordo. Non si può impedire a un ristoran-te o a una gastronomia di ven-dere una bottiglia di vino do-po le 18, sarebbe un’ulteriore mazzata».Insomma, il dialogo prose-gue ma l’obiettivo è arrivare a una sintesi in tempi brevi. Perché un altro weekend sta per cominciare. «I cittadini reclamano a gran voce la pre-senza delle istituzioni – com-menta Luca Deri, presidente della Circoscrizione 7 – Solo i controlli preventivi possono evitare assembramenti mol-to pericolosi, oltre che vieta-ti, in questo periodo di pandemia»”

perchè la circoscrizione 5 non si può fare??????????????????

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24 febbraio 2021
ci risiamo…….

Perchè perchè ci sono dei gruppi di “scellerate e scellerati”che continuano a fare ciò che vogliono a discapito dei cittadini che sono ligi ai doveri….
perchè i minimarket- exraeuropei devono tenere aperto fino alle ore……..x. e continuano a vendere birra a minorenni,i maggiorennni, ubriachi,(rigorosamente senza scontrino???)
che lasciano in giro tutte le bottiglie…. e tutti i loro “bisogni liquidi e solidi”….. e tutto ciò vicino alle aree dove ci sono i giardini dove dovrebbero giocare i bambini…….
e tutti lo sanno, tutti lo vedono e tutti sopportano, (e mi fa pena l’operatore ecologico che raccoglie tutte le mattine le loro porcherie…. sembra quasi rassegnato……)
‘divertente ,vedere al mattino (perchè cominciano dopo aver fatto a coda) con la tanto agognata bottiglia,anzi due, perchè è troppo lungo il tragitto per andare a prenderne un’altra…… e continuo a dire perchè a loro tutto è permess0

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22 febbraio 2021
” Il Vento nell’Isola” (Poesia)

IL VENTO NELL’ISOLA
Pablo Neruda

Il vento è un cavallo:
senti come corre
per il mare, per il cielo.

Vuol portarmi via: senti
come percorre il mondo
per portarmi lontano.

Nascondimi tra le tue braccia
per questa notte sola,
mentre la pioggia rompe
contro il mare e la terra
la sua bocca innumerevole.

Senti come il vento
mi chiama galoppando
per portarmi lontano.

Con la tua fronte sulla mia fronte,
con la tua bocca sulla mia bocca,
legati i nostri corpi,
all’amore che brucia,
lascia che il vento passi
senza che possa portarmi via.

Lascia che il vento corra
coronato di spuma,
che mi chiami e mi cerchi
galoppando nell’ombra,
mentre, sommerso,
sotto i tuoi grandi occhi,
per questa notte sola
riposerò, amor mio.

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6 febbraio 2021
CALZINI SPAIATI………

DAL GIORNALE “LA STAMPA”

………In tanti si sono sentiti calzini spaiati, durante il lockdown e soprattutto dopo, quando ai problemi di salute si sono sommati quelli economici. Molti hanno associato la solitudine in era di pandemia alle patologie di cui si può essere affetti e che sono nate in pochi mesi. Solitudine da combattere e in questo caso la lotta è rappresentata dai calzini che non sono mai soli e che, pur spaiati, non perdono la speranza di ritrovarsi. Aderire alle celebrazioni è molto semplice e ieri l’hanno fatto in tanti. È bastato indossare calzini spaiati, quanto più fantasiosi e incongrui possibile, scattare una foto e pubblicarla sul proprio profilo Facebook o Instagram con l’hashtag #calzinispaiati2021 e taggando @autismoParoleperdirlo.

A VOLTE NON CI PENSIAMO  ma è  vero quello che si dice nell’articolo……

una  cosa è certa, almeno per me in ,questo periodo mi ha toccato profondamente praticamente mi ha “rubato ” un anno della mia vita ; adesso mi accorgo delle piccolissme gioie  che avevo….è andata così……speriamo che passi  ma intanto passano i giorni …i mesi.e il tè a cinque centesimi è una  chimera………

Risultato immagini per buon pomeriggio con caffè

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4 febbraio 2021
“Peperoncini Piccanti”

I peperoncini piccantiSe non si hanno particolari controindicazioni e effetti collaterali consumarli moderatamente possono portare benefici alla salute.

Nonostante il suo gusto molto piccante, il peperoncino è famoso in tutto il mondo. La sua fame è attribuita non solo al sapore, sfruttato a fini culinari, ma anche alle sue proprietà benefiche sul corpo che di conseguenza gli permettono di trovare spazio anche in campo medico. Sulla base degli studi scientifici condotti sulla capsaicina, ovvero sulla sostanza presente nei peperoncini, sono state rilevate proprietà antibatteriche, anti-diabetiche, analgesiche e persino anti-cancerogene.

Usi del peperoncino (peperoncino in cucina e in molte ricette)

L’uso in cucina del peperoncino è diffusissimo; questo viene utilizzato nella preparazione di diversi piatti ed in particolare per salse, pietanze a base di pesce, pollo, carne o ancora come condimento piccante in pizze e panini. È persino possibile dare un tocco più piccante ed originale a minestre e zuppe.

Il peperoncino in polvere secca è uno degli ingredienti principali aggiunti nel mix di spezie che da frutto al curry. I peperoncini rossi, imbevuti in dello yogurt ed essiccati, sono invece utilizzati per la preparazione di snack, i quali sono molto famosi nelle culture indiane.

Peperoncino contro i dolori

In applicazioni mediche, i peperoncini vengono molto utilizzati per la preparazione di ungenti e tinture, per le loro proprietà astringenti, anti-irritanti ed analgesiche. Date tali capacità, i prodotti ottenuti sono utilizzati per il trattamento di dolori artritici e dolori muscolari.

peperoncini sono ritenuti in grado di riuscire ad abbassare i livelli di colesterolo LDL nel sangue, anche nei casi più gravi di obesità.

Peperoncino più diffuso

Tra i peperoncini più diffusi al mondo troviamo il peperoncino serrano, la cui versione con dimensioni leggermente più piccole è detta jalapeno. Questo tipo di peperoncino è caratterizzato da un colore verde scuro che si avvicina al rosso. È un peperoncino molto piccante. Offre un’elevata quantità di vitamina A, maggiore rispetto a quella che si può trarre da altri peperoncini.

Altro genere è il peperoncino conosciuto come pepe di Cayenna, molto utilizzato in Italia, il quale viene di solito utilizzato sotto forma di polvere secca. È un peperoncino dal colore rosso acceso, indicato per la preparazione di ogni tipo di pietanza. Sebben gli studi non siano ad oggi ufficiali, si attribuiscono a questo tipo di peperoncino delle proprietà salutari, tali da riuscire ad uccidere le cellule tumorali in prostata, polmoni e pancreas. Oltre che per quest’azione, è indicato poiché è in grado di aumentare il metabolismo ed inoltre influenza positivamente il sistema circolatorio in quanto alimenta gli elementi vitali nella struttura delle cellule capillari, vene, arterie ed aiuta inoltre a regolare la pressione arteriosa portandola ai livelli normali.

Ci sono tantissime varietà che si distinguono rispetto al relativo indice di piccantezza della scala Scoville.

Peperoncini più piccanti

Tra le specie più piccanti troviamo i peperoncini appartenenti al Capsicum annuum come il jalapeno. Molto piccante è anche l’habanero caratterizzato da una forma arrotondata ed infine la varietà più popolare è il tabasco, molto utilizzato anche in Italia.

Peperoncino

il peperoncino è tra le cose più naturali e preziose che esiste. Per quando è possibile aumentiamo l’uso e il consumo? Io li coltivo personalmente sul balcone nei vasi.

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28 gennaio 2021
IL FIORE CHE FA BENE AL CUORE

L’estate  è il periodo del loro massimo splendore, sembrano un’armata di soldatini con l’elmo che scintilla. I GIRASOLI, sono piante annuali il cui fiore ha una grande infiorescenza, il loro aspetto così battagliero è dovuto al suo alto  fusto (non tanto per i suoi petali) tanto da assumere una presenza austera e imponente visto la sua altezza (fino a metri tre), grazie a quella testa che fà capolino.

Il suo nome, si sa, deriva dal fatto che ruota seguendo tutto l’arco che percorre  il sole, è un comportamento noto come “eliotropica”,  si manifesta quando la pianta è ancora giovane, ruotano mediante la torsione del peduncolo con un meccanismo ormonale in modo da mantenere il fiore sempre rivolto verso il sole.

Il fiore, così definito è in realtà un affollamento di numerosi fiori.     

La pianta è originaria delle Americhe, veniva coltivata fin da 1000 anni prima di Cristo, venne importata in Europa dal Perù alla corte di Francia dove piacque molto al Re Luigi quattordicesimo (Re sole). L’origine etimologica greca, corrisponde a “heliantus”, fiore lucente e singolare molto rappresentativo per la sua forma e colore.

Nella mitologia greca, si racconta di una ragazza di nome Clizia, innamoratissima del dio Sole Apollo, che non faceva altro che guardare il suo carro volare nel cielo, per questo maniacale movimento della sua testa, che osservava gli spostamenti del Sole, venne trasformata in un girasole. (Il mito di Clizia viene citato nelle Metamorfosi di Ovidio), fenomeno di eliotropismo.

Esistono altre leggende che riguardano quel fiore; Si narra che al centro di un giardino crescieva una pianta senza nessun nome, era molto robusta, ma sgraziata, con dei fiori stopposi e senza profumo, gli altri fiori la consideravano un’erbaccia e non le rivolgevano la parola. Quando i primi raggi del sole al mattino, raggiungevano il giardino la pianta senza nome li assorbiva e trasformava la luce del sole in forza vitale, in zuccheri e linfa, così facendo diventò un fusto robusto e molto alto, tanto da guardare dall’alto gli altri fiori. Il suo intento era di costringere il suo fusto a ruotare con il sole all’unisono senza mai lasciarsi. Fu così che gli altri fiori , come vuole la leggenda diffusero la notizia che una pianta si era innamorata del sole, ed era riuscita a far sbocciare un magnifico fiore che assomigliava proprio al sole “grande, tondo, con una raggiera di petali gialli. Fu così che le venne dato il nome di girasole.

Arrivato in europa valicò tutte le frontiere , venne raffigurato e disegnato su stoffe, inciso  nel legno e forgiato nei metalli.

Molti poeti lo hanno elogiato nei loro versi e nelle opere. Van Gogh, lo rappresenta con ricorrenza, Oscar Wilde, volle il girasole come simbolo del suo movimento estetico. Sicuramente è il simbolo dell’estate, forse per i suoi colori o per la vocazione a seguire il tragitto che percorre il sole, coltivarlo è facile, anche perché è molto robusto e adatto a qualsiasi terreno.

Dai semi del girasole si estrae olio, per utilizzo alimentare , 

Come pianta viene sfruttata per il suo contenuto di acido alfa-tocoferolo (vitamina E), il tocoferolo è un potente antiossidante che protegge dalle malattie cardiovascolari è riduce il rischio di cancro, è un’ottimo alleato della nostra salute e del benessere dell’intero organismo.

COME SEMPRE E' LA NATURA LA NOSTRA PIU' STRINGENTE ALLEATA.
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15 gennaio 2021
“Luci d’Artista Torino 2020-2021″

Ogni anno durante le feste Natalizie Torino si abbellisce delle luci d’Artista sia in centro che nelle zone periferiche.

Quest’anno si svolge la XXIII edizione che avrebbe dovuto concludersi domenica 10 gennaio è stata prolungata fino al 28 febbraio 2021.

Chi lo desidera può ancora andarle a vedere fino alla fine del prossimo mese… Nella nostra zona…

L’amore non fa rumore – Luca PANNOLI – piazza Eugenio Montale (Circoscrizione 5)

ELENCO CENTRO CITTÀ

  1. Cosmometrie – Mario AIRÒ – piazza Carignano
  2. Tappeto Volante – Daniel BUREN – piazza Palazzo di Città
  3. Regno dei fiori: nido cosmico di tutte le anime – Nicola DE MARIA – piazza Carlina – Opera permanente in via sperimentale
  4. Giardino Barocco Verticale – Richi FERRERO – via Alfieri 6 – Palazzo Valperga Galleani – Opera privata permanente
  5. L’energia che unisce si espande nel blu – Marco GASTINI – Galleria Umberto I – Opera permanente
  6. Planetario – Carmelo GIAMMELLO – via Roma
  7. Migrazioni (Climate Change) – Piero GILARDI Galleria San Federico
  8. Cultura=Capitale – Alfredo JAAR – piazza Carlo Alberto – Opera permanente
  9. Doppio passaggio (Torino) – Joseph KOSUTH – ponte Vittorio Emanuele I -Opera permanente
  10. Luì e l’arte di andare nel bosco – Luigi MAINOLFI – via Carlo Alberto
  11. Il volo dei numeri – Mario MERZ – Mole Antonelliana – Opera permanente
  12. Vento Solare – Luigi NERVO – piazzetta Mollino
  13. Palomar – Giulio PAOLINI – via Po
  14. Noi – Luigi STOISA – via Garibaldi

ELENCO CIRCOSCRIZIONI: DALLA 2 ALLA 8

  1. Ice Cream Light – Vanessa SAFAVI – piazza Livio Bianco(Circoscrizione 2)
  2. Volo su… – Francesco CASORATI – area pedonale di via Di Nanni (Circoscrizione 3)
  3. My noon – Tobias REHBERGER – nuova collocazione – Borgata Lesna – cortile dell’Istituto Comprensivo King-Mila, via Germonio 12 (Circoscrizione 3)
  4. Illuminated Benches –  Jeppe HEIN piazza Risorgimento Opera permanente in via sperimentale (Circoscrizione 4)
  5. L’amore non fa rumore – Luca PANNOLI – piazza Eugenio Montale (Circoscrizione 5)
  6. Vele di Natale – Vasco ARE – piazza Foroni, zona mercato rionale (Circoscrizione 6)
  7. Amare le differenze – Michelangelo PISTOLETTO – piazza della Repubblica – Opera permanente (Circoscrizione 7)
  8. Piccoli spiriti blu – Rebecca HORN – Monte dei Cappuccini – Opera permanente (Circoscrizione 8)
  9. Ancora una volta – Valerio BERRUTI – via Monferrato (Circoscrizione 8)
  10. Luce Fontana Ruota – Gilberto ZORIO – Laghetto Italia ’61 – Opera permanente (Circoscrizione 8)
  11. L’albero del PAV – Piero GILARDI – Via Giordano Bruno, 31 (Circoscrizione 8)
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12 gennaio 2021
UNA BRILLANTE NOBILDONNA DEL RINASCIMENTO

Nel 1474 nasce a Ferrara una donna che per le sue capacità e intelligenza scrisse la storia di quel periodo. Isabella D’Este.

Nel 1400 a Mantova governava la famiglia Gonzaga, Il primo fu Gianfrancesco  Gonzaga.

Nel finire del 1400 il ducato veniva governato dal marchese e sua moglie Isabella D’este, il destino fece si che il marchese passò un lungo periodo in prigione a Venezia, in sua vece guidò il casato sua moglie, dando prova di capacità politiche e  di lucidità e razionalità, qualità che certo non era particolarmente apprezzata in un’epoca in cui le donne erano destinate a compiti e doveri che poco interagivano con il comando di una casata. (Quando il marito fu scarcerato e poté rientrare ebbe per la consorte parole di ammirazione , dicendo che era una donna dalle grandi capacità di comando, visto che era stata obbligata a governare in sua vece durante la lunga assenza).

Bisogna anche dire che Isabella poteva vantare illustri parentele , sia per nascita che per il matrimonio, con ogni casa principesca Italiana.

Ed è così che la storia , con molta sorpresa presentò Isabella D’Este, come una dama raffinata, molto colta e degna rappresentante, tanto da essere una chiara protagonista di quel periodo storico.

DUCATO DI MANTOVA                          

Nata a Ferrara nel 1474, il padre Ercole D’Este, la madre Eleonora D’Aragona, durante la sua giovinezza ebbe illustri maestri, che le forgiarono il carattere e la grande cultura fu grazie alla voglia innata nell’apprendere ogni nozione. un maestro fu Battista Guarini.

La fecero sposare molto presto, all’età di 16 anni, continuò a studiare completando la sua istruzione. In quel periodo la reggia dei Gonzaga era molto fiorente di arte e cultura, lei raccolse attorno a se illustri personaggi della cultura, tra i quali l’Ariosto, il Boiardo , “che voleva dedicarle l’Orlando innamorato”, e molti altri. Lei amava ogni arte, compresa l’architettura, tanto da affidare a grandi artisti l’esecuzione di nuove costruzioni e innumerevoli . Raffaello le fece il ritratto del primogenito (almeno una parte), Leonardo da Vinci e Tiziano dipinsero per lei molti ritratti.

Ma Isabella che amava il bello, fu anche pronta a sostituirsi al marito in prima persona, non solo quando era lontano, ma anche quando era indebolito dalla malattia. Dopo la vittoria dei Gonzaga nella battaglia del Taro 1494, lei prese per mano la politica della casata, e riuscì a far avere al marito il favore di Luigi dodicesimo tanto che fu sospettata di oscuri legami con la Francia.

Davanti alla lega santa, dimostrò la sua ferrea risolutezza e diede prova di possedere innate doti di diplomazia. tanto che riuscì a ottenere la liberazione del marito che era rinchiuso nelle carceri di Venezia, grazie a lei e al sostegno del Papa (Alessandro sesto), evitando anche contrasti con la Francia e gli Este.

Papa;      Alessandro sesto Papa;  Giulio secondo

Nel anno 1519 Isabella rimase vedova, il figlio primogenito succedette al padre, lei fu un’abile consigliera nel governo del ducato difendendo sempre Mantova e Ferrara dalle insidie, vere o presunte del Papa Giulio secondo, riuscendo a far nominare il figlio a capitano generale della chiesa.

Dovette però sottostare alle richieste del Papa, che la volle a Roma per un periodo di oltre due anni, riuscì anche da Roma a  proteggere l’operato del figlio, e si adoperò per far ottenere all’altro figlio la dignità cardinalizia. La sua ferrea e sicura volontà spronò molte nobildonne a chiedere la sua protezione dimostrando di essere ancora una volta coraggiosa, ma anche di possedere molta concretezza tanto che centrò molteplici obiettivi che si era prefissata.

Fino alla sua morte , non trascurò mai di seguire le vicende politiche del ducato. Questa nobildonna con la sua intelligenza e capacità a saputo tenere testa a molti uomini di potere .Morì in un freddo e nebbioso Febbraio del 1539. Ebbe 6 figli , tre maschie e tre femmine, ma il suo cuore batté più forte per i figli maschi.

Oggi nel palazzo ducale di Mantova vengono conservati i libri preziosi che essa raccolte durante tutta la sua vita , e un carteggio che viene considerato una pagina di storia.

TUTTO CIO’ DIMOSTRA CHE NON SERVONO LE QUOTA ROSA, O L’ALTERNANZA DI GENERE, BASTA DIMOSTRARE CHE LA PARITA’ E’ UN FATTO , NON UNA RICHIESTA.
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5 gennaio 2021
“Speranza” (Poesia)

Gianni  Rodari nacque a Omegna23 ottobre 1920 – decesso Roma14 aprile 1980), è stato uno scrittorepedagogistagiornalistapoeta specializzato in letteratura per l’infanzia e tradotto in molte lingue. Unico scrittore italiano ad aver vinto il prestigioso Premio Hans Christian Andersen nel 1970, fu uno fra i maggiori interpreti del tema “fantastico” nonché, grazie alla Grammatica della fantasia del 1973, sua opera principale, uno fra i principali teorici dell’arte di inventare storie.

In questo periodo vorrei proporre tra le sue poesie “SPERANZA”

Se io avessi una botteguccia
fatta di una sola stanza
vorrei mettermi a vendere
sai cosa? La speranza.

“Speranza a buon mercato!”
Per un soldo ne darei
ad un solo cliente
quanto basta per sei.

E alla povera gente
che non ha da campare
darei tutta la mia speranza
senza fargliela pagare.

GIANNI RODARI

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