2 luglio 2017
“Come funziona il cervello”

Il cervello è l’organo più complesso è misterioso che si conosca, composto da miliardi di celllule.

Le sue funzioni: elaborare i segnali in arrivo dall’esterno, immagazzinare i ricordi, soprattutto permetterrci di ragionare.

Per approfondire premere “QUI”

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1 luglio 2017
Si va…………….

Si va in vacanza lasciando quel dolce far niente, meravigliosa occupazione, peccato però dovervi rinunciare proprio durante le vacanze, ma non fateci caso a questo, nella vita a qualcuno può succedere. Allora cari amici e amiche, voglio lasciarvi con un simpatico augurio di……… Buone Vacanze.

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29 giugno 2017
LE DIETE POVERE DI CARBOIDRATI

La dieta creata dal Dr. Atkins ,  (proteine, vegetali e pochi carboidrati, gli elementi di una dieta chetogenica) (pubblicata nel 1972) nonostante le varie controversie sollevate su questo regime dietetico, la dieta , secondo dati del 2003 aveva già venduto più di 15 milioni di copie, ed i dati attuali danno una vendita di oltre 40 milioni di copie.

ALIMENTI PER DIETA CHETOGENICA

Perché le diete povere di carboidrati producono una sensazione di euforia ?

Le persone che si sottopongono alle diete povere di carboidrati, raccontano di positive alterazioni dell’umore e sensazioni di ritrovata chiarezza mentale. Il motivo è da ricercarsi nelle complesse dinamiche metaboliche.

I processi metabolici che derivano da questo tipo di dieta, liberano nel nostro organismo una benefica sostanza che produce effetti simili all’acido gamma-idrossibutirrico (GHB), anche noto come “liquid ecstasy” (la droga dello stupro), è uno psicoattivo dagli effetti euforizzanti.

Per la dieta “Low-carb”, povera di carboidrati, bisogna cambiare passo, si intende un regime alimentare che ammetta non più di 50 grammi di carboidrati al giorno. Questo tipo di alimentazione obbliga l’organismo a passare da una situazione in cui brucia più carboidrati che grassi, per poter ricavare energia, a una in cui deve per forza bruciare grassi per funzionare.

MUOIO DI FAME; E’ una condizione chiamata “chetosi” o  acetonimia, si instaura dopo i primi 2 / 3 giorni di digiuno. Esaurito le riserve di glucosio il nostro corpo in una situazione di reale emergenza e in assenza di scorte, inizia a bruciare la “ciccia” che abbiamo faticosamente accumulata in acidi e grassi. Il nostro fegato converte gli acidi grassi in acetoacetato, un composto che funziona da “benzina” che  si decompone a sua volta in acetone e anidride carbonica, che conferisce spesso a chi è sottoposto a diete di questo tipo, un alito cattivo, (lo stesso che viene talvolta ai bambini dopo episodi febbrili).

INTOSSICATI; di solito un fegato sano converte l’acetoacetato, in un’altra sostanza più stabile (l’acido beta-idrossibutirrico) dal punto di vista chimico è praticamente identico al (GHB), la droga euforizzante. Anche gli effetti sul cervello sono simili; una certa euforia, rilassatezza e quasi un senso di leggerezza.

SVANTAGGI; L’altra faccia della medaglia delle diete chetogeniche, cosi’ sono chiamate, per via delle reazioni, insufficienza di calcio nelle ossa con possibilità di frequenti fratture, calcoli renali, disidratazione, eccesso di colesterolo nel sangue, non ultimo ritardo nella crescita.

Pertanto non è conveniente, ne consigliabile intraprendere la dieta per sperimentare una passeggera sensazione di euforia.

EFFETTI PRINCIPALI; Rimangono argomento di dibattito. Alcuni sudi ritengono che prevenga l’insorgere di problemi cardiovascolari, diminuisca la concentrazione del colesterolo lipoproteico (LDL) e invece aumenti la quantità di colesterolo (HDL), altri studi affermano che la dieta povera di carboidrati contribuisca a creare problemi coronarici, aritmia, osteoporosi e calcoli renali.

Vengono comunque sconsigliati per chi soffre di gotta o di problemi renali.

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26 giugno 2017
- A piedi tra le nuvole -

“A piedi tra le nuvole”,  rappresenta ormai un appuntamento fisso per le domeniche estive dei torinesi.

Il Colle del Nivolet, un valico alpino situato nelle Alpi Graie all’interno del Parco del Gran Paradiso a 2612 metri di altezza. E’ collegato attraverso una strada lunga 18 chilometri da Ceresole Reale, piccolo borgo di appena 200 abitanti in provincia di Torino.

Salire al Colle del Nivolet è un viaggio magico, le cristalline acque dei due laghi di montagna costeggiati da fiori e prati dal verde intenso, accompagnano in questo meraviglioso scenario al naturale offerto dalle circostanti alte montagne.

E se avete voglia di staccare dalla città, dallo smog e dallo stress, approfittando a questo naturale invito e salire per godere al massimo questo bel paradiso  multicolore, tra laghi, nuvole, con prati e una pura aria salubre per il proprio organismo, poi questo Colle del Nivolet si trova pure nelle vicinanze di Torino, quindi e con voglia potrebbe essere una occasione più che perfetta.

Tutte le domeniche, dal 12 luglio al 30 agosto per gli ultimi 6 chilometri la strada viene chiusa al traffico veicolare privato, si possono percorrere questi chilometri a piedi, in bicicletta o in navetta che ogni mezz’ora parte da Ceresole Reale per la diga del lago Sorrù.

Per maggiori informazioni su orari e percorsi, consultare il sito del Parco Nazionale del Gran Paradiso dedicato al Nivolet.

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23 giugno 2017
“Settimana per Giulio”

La «Settimana per Giulio» avrà luogo dal 25 giugno al 3 luglio 2017, in occasione della ricorrenza dei 17 mesi trascorsi rispettivamente dalla scomparsa e dal ritrovamento del corpo di Giulio Regeni al Cairo.
In quel periodo lo striscione giallo della campagna di Amnesty International «Verità per Giulio Regeni» sarà accolto in ogni Circoscrizione seguendo una staffetta di eventi e di mobilitazioni, indirizzati alla cittadinanza dei rispettivi territori, che avranno l’obiettivo di contribuire a mantenere viva l’attenzione sulla richiesta di verità per l’arresto, la sparizione, la tortura e l’omicidio del giovane ricercatore italiano.

Amnesty International Piemonte e Valle d’Aosta in collaborazione con le Circoscrizioni della Città di Torino organizza per il giorno venerdì 23 giugno 2017, alle ore 11.30, presso la sala Consiglio della Circoscrizione 3 la Conferenza Stampa di presentazione del progetto «Settimana per Giulio»

Giovedì 29 giugno 2017 alle ore 11 inaugurazione della mostra fotografica “Amnesty sulla tortura” presso la Sala Mostre di via Stradella 192 piano terra.
Consegna dello striscione giallo della campagna di Amnesty International «Verità per Giulio Regeni» alla Circoscrizione 5, alla presenza delle istituzioni che la rappresentano.
Proiezione del docufilm “Nove giorni al Cairo” alle ore 21,00 presso la Sala Consiglio della Circoscrizione Via Stradella 192- piano secondo.

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21 giugno 2017
- Solstizio d’estate -

Il caldo è scoppiato da giorni ma adesso si può dare ufficialmente il benvenuto all’estate 2017:  alle ore 6,20 di oggi 21 giugno, infatti è il solstizio d’estate con il suo giorno più lungo dell’anno, con oltre 15 ore di luce.

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18 giugno 2017
AUGURI A MARINA

AUGURI DALLE RAGAZZE E DAI RAGAZZI DEL BLOG DELLA CIRC.5  UN ABBRACCIO

Secondo il Martirologio Romano,Santa Marina si festeggia il 18 giugno, e il 17 luglio si celebra la traslazione delle sue reliquie da Costantinopoli a Venezia, avvenuta nel 1231. Le notizie della sua vita sono chiamate legenda. Nella chiesa infatti si raccoglievano le gesta dei santi che poi venivano trascritte perché fossero di esempio a tutti i cristiani e venivano lette durante la messa, perciò si chiamavano “legende” – quia legenda erant – perché dovevano essere lette. L’altare di questa santa è meta di pellegrini provenienti da tutto il mondo, in particolare dalle località dell’Italia centro meridionale, dove è ancora venerata.

Marina era nata a Qalamoun nel Nord del Libano. Suo padre Eugenio era un pio uomo. Sua madre morì quando Marina era molto piccola. Fatto che indusse il padre a rinunciare al mondo per ritirarsi nel Monastero di Qannoubine nella Valle Santa, accompagnato dalla figlia, che vestì da maschio, introdotta ai monaci col nome di Marino. La giovane si dedicò alla pratica delle virtù monastiche con massima spiritualità e precisione.

Un giorno, mandato in missione in una città vicina, dovette trascorrere la notte a casa di un amico dei monaci che sia chiamava Paphnotius, la cui figlia era incappata in adulterio e rimasta incinta. Quando il padre scoprì il fatto s’infuriò e la figlia attribuì la colpa al monaco. L’uomo andò subito al Monastero dal Superiore che chiamò Marino e lo sgridò, ma questi non disse nulla per discolparsi. Il suo silenzio fu interpretato come un’ammissione di colpa e Marino fu condannato a svestire l’abito. Quando la figlia partorì, il nonno portò il bambino al Monastero e lo affidò a Marino che lo allevò con ciò che i monaci usavano dargli, latte di capra e avanzi. Marino sopportò la vergogna senza nessun lamento per quattro anni, poi il Superiore mosso a compassione lo riammise al Monastero sotto severissime condizioni.

Marino perseverò nella sua opera ascetica fino alla morte quando i segni del suo volto brillavano di luce divina. Grande lo stupore dei monaci quando, nel preparare il corpo per la sepoltura, scoprirono che Marino era una donna. Il Superiore e i monaci s’inginocchiarono davanti al corpo immacolato, chiedendo perdono a Dio e all’anima della santa divina.

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18 giugno 2017
Lentamente Muore (Poesia)

Lentamente muore

Lentamente muore
chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle “i”
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita, di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza
porterà al raggiungimento
di una splendida felicità.

(Martha Medeiros, poesia erroneamente attribuita a Pablo Neruda)

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15 giugno 2017
COME RITORNANO A CASA, chissà fino a quando ?

NON E’ DETTO CHE SIA PROPRIO COSI’:

Tra gli anni 2006 e 2007 nel mondo è avvenuta una strana moria di api, L’imidacloprid, non uccide solo le api, ma anche gli uccelli che si nutrono di insetti e semi.

L’imidacloprid è un insetticida sistemico, è un composto strutturalmente simile alla nicotina da cui differisce per geometria, dimensione e la presenza di un gruppo nitrilimminico, e assume diverse forme variando le sue proprietà cromatiche. da recenti stime è considerato uno dei più usati insetticidi di nuova generazione, ha importanti ripercussioni sulla fauna acquatica, su diverse specie di volatili e sulle api.

Esiste anche la sindrome dello spopolamento degli alveari, un fenomeno poco conosciuto, per il quale le colonie di api periscono bruscamente.

La causa o cause della sindrome non è ancora ben compresa, alcuni parlano di stress dovuto ai cambiamenti ambientali, malnutrizione, vari patogeni, compreso il virus Israeliano della “paralisi acuta”, insetticidi come L’imidacloprid, od altre cause, probabilmente create dall’uomo.

Questo declino comprende tutti i fattori come  l’urbanizzazione, l’uso di fitofarmaci, la chiusura di attività commerciali degli apicoltori, tuttavia tra gli anni 2007 – 2008 il tasso di riduzione è cresciuto raggiungendo proporzioni fino ad allora sconosciute.

Vi accenno  ad una particolarità importante per l’insetto, ma la sua capacità è e sarà importante anche per tutta l’umanità.

La storia dell’animale che ritrova da notevole distanza, la strada di casa;

Appartiene a ogni epoca e a ogni paese. Gli scienziati hanno dimostrato che , alla base dell’orientamento, possono trovarsi fattori diversi, primo fra tutti il fiuto, molto sviluppato negli animali e quasi completamente perduto dall’uomo. Un esempio importante è il senso dell’orientamento nelle api da miele, capaci di memorizzare , quando si allontanano dal favo in cerca di sorgenti di cibo, le particolarità visive e olfattive della zona nella quale , dopo avere individuato la zona nella quale le api operaie dovranno fare incetta di cibo, trasmettono l’itinerario per il ritorno mediante un particolare tipo di danza. Oltre alla vista e l’olfatto le api esploratrici utilizzano la cosi detta “bussola solare”,calcolando istintivamente l’angolo d’incidenza dell’astro che da la al nostro pianeta. Per ritrovare da grande distanza la via del loro luogo abituale di residenza. Si servono di diversi elementi, tra cui la posizione del sole e il campo magnetico terrestre.

Si potrebbe pensare che ogni ape si specializza dalla giovinezza in una determinata funzione, che può essere quella di nutrice, di costruttrice oppure di bottinatrice. In realtà non è cosi’. Ogni operaia svolge in successione ciascuna delle varie attività necessarie alla comunità, nel far questo l’ape segue un programma che stabilisce i suoi compiti in funzione dell’età.

>Appena nata compie, circa per i primi tre giorni, lavori di pulizia delle celle,

>Per altri pochi giorni, è al ricevimento del nettare e stivaggio del polline.

>Dopo circa 20 giorni, diventa guardiana dell’alveare

>dalla successiva settimana fino alla fine della sua esistenza lavora nei campi come bottinatrice.

Un importante sviluppo che le api utilizzano all’interno dell’alveare è il meccanismo di regolazione  della temperatura, al più alto grado che si riscontra in qualsiasi comunità di insetti, infatti esse mantengono nel nido di covata una costante temperatura (tra 34,5 e 35,5° C).

Evidentemente hanno a disposizione dei mezzi che permettono loro di riscaldare o di raffreddare l’alveare, questo può essere fatto solo con una comunicazione sociale.

Una particolarità, è che quando hanno bisogno di acqua, solo le bottinatrici esperte e con una buona conoscenza della zona, possono svolgere questa mansione, dopo di che le api giovani inesperte distribuiscono l’acqua all’interno dell’alveare “spruzzatrici”.

APE REGINA E OPERAIE

Il FUCO ( chiamato anche pecchione) è il maschio dell’ape, nasce da uova non fecondate (di ape regina o vergine). La sua specificità è il suo corpo grosso ne coperto di peli, con un apparato boccale corto (la ligula), per cui non può bottinare, ma solo assorbire il miele dai favi, viene nutrito di polline dalle api operaie, non possiede il pungiglione. Il fuco non lavora all’interno dell’arnia , e il suo unico scopo è quello di fecondare l’ape regina.

Il maschio è atto alla fecondazione dopo circa 15 giorni dalla sua nascita, e la vita media e di circa 50 giorni. oggi è stata rivalutata la funzione del fuco, recenti scoperte hanno rilevato che collabora all’allevamento delle larve, scalda la covata con il calore prodotto dal proprio corpo, e alla maturazione del miele, tramite ventilazione, liberando quindi le api operaie per altre mansioni.

Per effettuare l’accoppiamento con l’ape regina , riescono a fare voli anche di 15 Km in diversi punti di raduno, cosi da effettuare l’agognato accoppiamento.

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14 giugno 2017
ricordo

Un poco di nostalgia del passato un esperienza molto costruttiva grazie alla circoscrizione che abbiamo potuto fare tutto questo.

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