25 agosto 2020
“E amore anche questo”

La storia che sto per raccontare è una storia vera. Nelle mie passeggiate mattutine a volte incontro spesso un bambino con un cane. Questo bambino ha l’età di 7 o 8 anni, una mattina passeggiando li ho visti per strada sul marciapede che dormivano il cane steso per terra e il bambino vicino abbracciati con la testolina appoggiata sopra, questo mi ha fatto tanta tenerezza da raccontare l’episodio.

Un’altra volta ho visto che il cane per strada stava facendo i bisogni, mi sono allontanato e mi sono fermato per curiosità a guardare ho notato che questo bambino li raccoglieva e poi li ha andati a buttare nel bidone dell’immondizia.

Questa educazione e questa correttezza non e da tutti, a volte non si trova nemmeno nelle persone grandi mi ha fatto molto riflettere, evidentemente è stato educato in questo modo. Nel mondo ci sono anche delle persone corrette. Io sono rimasto stupito di questo amore, questo affiatamento bambino cane… L’amore è anche questo…

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14 agosto 2020
*** CAPPELLA SACRA SINDONE ***

Un po’ di storia di questa Cappella Sindone. Il progetto iniziale fu affidato a due architetti molto conosciuti in quel periodo: Carlo Castellamonte e Antonio Vitozzi, entrambi importanti per quel rinnovamento che caratterizzava  l’intera città, dato  che dal 1563 Torino divenne anche la capitale  del Ducato di Savoia. Iniziati i lavori, ma si interruppero poi per quasi mezzo secolo fino al 1620. Quando il progetto venne poi affidato  allo scultore Bernardino Quadri, bravo artista ma non esperto ingegnere, dato che la struttura doveva sostenere una grandissima cupola, e dato la grande importanza alla Sacra Sindone i Reali desideravano una cupola molto alta in modo da esprimere la sacralità del luogo che l’avrebbe custodita, e per questo caso si discusse molto e i lavori vennero nuovamente sospesi.

Ancora per proseguire questo importante compito, i lavori vennero poi affidati all’architetto Guarino Guarini, molte difficoltà che il Guarini dovette affrontare, ma non modificò la planimetria preesistente, lui voleva lasciare un suo segno introducendo delle innovazioni, ogni livello verso l’alto doveva essere differente dal precedente creando così un’articolata complessità di forme e archi. Nonostante la forte  perplessità dei Reali, lui senza esitare continuò con la sua idea, introducendo dodici costoni intersecati con archi, creando impressionanti giochi di luce che facevano apparire la cupola più alta e maestosa. I maggiori esponenti artistici dell’epoca pensavano che l’innovativa costruzione era alquanto bizzarra ma meravigliosamente strana. La Cappella fu ultimata  nel 1680 con una messa  celebrata dallo stesso Guarini (era anche un sacerdote), che suggerì: “di non adagiarsi nelle certezze ma di avventurarsi lungo cammini inesplorati”.

La Cappella della Sacra Sindone venne chiusa nel 1990, in seguito alla caduta di un cornicione, a lavori iniziati per il restauro, nella notte del 11 aprile 1990, la Cappella fu interessata da un grande incendio che danneggiò tutta la struttura rendendo necessario un progetto di restauro che durò ben 28 anni.

Questa Cappella della Sacra Sindone di Torino è stata insignita nel 1997 come – Patrimonio Mondiale UNESCO – E’ un capolavoro dell’architetto Guarino Guarini, nonché uno dei monumenti più importanti del capoluogo piemontese.

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10 agosto 2020
Bolliti dal caldo? La nostra salvezza è il sudore

Quando sudiamo ci da un po fastidio  eppure, soprattutto quando il caldo e l’umidità diventano insopportabili, il sudore è l’arma impiegata dal nostro organismo per salvarci la vita.

Se non sudassimo scoppieremmo letteralmente di caldo… Con danni degli organi interni…

Il sudore è il termoregolatore del corpo: bilanciando il calore assorbito e quello disperso, impedisce alla temperatura interna di salire inesorabilmente.
Per approfondire premere “QUI”

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2 agosto 2020
*** La Dora Riparia a Torino ***

La città di Torino è nata e cresciuta grazie alla Dora Riparia, questo lungo corso d’acqua nei tempi passati è stato la principale risorsa energetica della città, offrendo ai suoi abitanti l’indispensabile acqua per diversi usi e servizi. Ha visto svilupparsi piccole e grandi industrie, ha seguito tutti quei cambiamenti della città che è ancora in continua trasformazione. Ora, ha pure rinnovato anche le sue sponde donando anche emozioni e nuovi spazzi liberi, sempre costeggiando a lungo la Dora Riparia si può correre, camminare, praticare anche sport, passeggiare lungo le sue rive e sentieri si possono trovare grandissime aree che l’affiancano. Il fiume Dora, è un elemento fondamentale per il parco, ci offre alternando zone strettamente naturalistiche costituite da grandi prati con molti spazi alberati, E’ una rilassante e grande area che vive ancora con qualche segno del suo passato, ma sempre attenta a quei nuovi scorci che vede verso la nostra città, che un  migliore futuro  probabilmente avverrà.

Ultimamente un grande intervento è stato realizzato con lo stombinamento della Dora, di quell’area terrazzata che fino a pochi decenni fa era occupata per dar spazio alle fabbriche dell’industria pesante, ora offre ai residenti, ai cittadini e agli sportivi, un totale di 450 mila metri quadrati di verde per il relax, lo sport e il divertimento per tutti. Goderemo sempre in quella memoria del passato industriale che ci viene ancora mantenuta viva, conservando nel parco che attornia la Dora di alcune strutture preesistenti, come la torre evaporativa della Michelin, molto importanti quei resti delle acciaierie Fiat e il grande capannone dello strippaggio della Teksid nell’area exferriere.

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26 luglio 2020
*** CASE PER ARBORICOLI ***

Chi non ha mai sognato da bambino una casa su un albero, infatti, per qualcuno questo sogno d’infanzia lo ha trasformato in una realtà, costruendosi in proprio una vera casa sopra un albero per godere tutta quella ebbrezza di un vivere a stretto contato con la natura.

E’ una scelta un po’ romantica quasi da hippie quella di vivere sugli alberi, sempre nel rispetto doveroso verso l’ecosistema dettato da quel profondo amore per la natura, che ha saputo offrire a questi “arboricoli” ciò che non riuscivano ad ottenere in città come: Pace, Relax e Silenzio.

Nel nord-est del canavesano in Piemonte è nato un piccolo villaggio di case sugli alberi, (la località rimane segreta conservando sempre la privacy), Le prime abitazioni risalgono dal 2002 e da allora che risulta come “Primo villaggio arboricolo d’Italia”, ed è ancora in continua espansione. Case sull’albero poste alla altezza da 4 a 6 metri dal suolo, realizzate con le più innovative tecniche  di bioedilizia, dove si è aggiunta anche tutta la tecnologia interna, computer, televisione, elettrodomestici e vari servizi, tutto completamente integrato  nel tessuto boschivo che le circonda.

Per chi continua sognare, faccio sapere che in molte regioni d’Italia esistono case (anche a tipo hotel) sugli alberi. dove si può soggiornare per una vacanza molto particolare in mezzo alla natura pura, oppure trascorrere un incantato weekend sugli alberi in mezzo al bosco. Sono idee e casette straordinarie per gli adulti un po’ bambini, che vogliono allontanarsi dal mondo sognando come solo i bambini lo sanno fare.

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22 luglio 2020
“Buone Vacanze”

Vorrei augurare delle “Buone Vacanze” a tutti gli amici del gruppo Blog insieme alle vostre famiglie…

Ovunque siete divertitevi… Con tanto relax…

“Buone vacanze” a tutti i collaboratori e personale della Circoscrizione Cinque…

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12 luglio 2020
*** UN SOMMERGIBILE A TORINO ***

Quanti di voi, lungo una bellissima passeggiata domenicale al Valentino, costeggiando quella sponda sinistra del Po, hanno avvistato una parte di un sommergibile? Ebbene sì, è la parte centrale di un sommergibile parcheggiato sulla riva del Po nei pressi del ponte Isabella, è uno dei pochi reperti storico-navali di importanti dimensioni rimasti in Italia. Si tratta del sottomarino Andrea Provana, così chiamato in onore dell’Ammiraglio piemontese che partecipò alla battaglia di Lepanto nel 1571.

Questo sommergibile fu progettato dal Genio Navale, e costruito nel 1915 nei cantieri Fiat de La Spezia, e varato ufficialmente dalla Regia Marina nel gennaio 1918, entrò in servizio una settimana prima della fine della Prima Guerra Mondiale. La sua poca storia è stata pacifica, poiché non partecipò mai a una guerra, ma venne  usato per lo più per addestramento degli allievi dell’Accademia Navale di Livorno. Fu soltanto dispiegato  nel 1923 durante la crisi di Corfù, a protezione da eventuali attacchi della Marina Greca, ma non sparò mai un colpo. Questo sommergibile fu poi nuovamente usato per l’addestramento dei cadetti fino a marzo del 1927, quando un motore termico sinistro esplose, dato che la sua tecnologia era ormai obsoleta decisero di mandarlo in pensione. Questa sua parte centrale, fu poi conservata e portata a Torino nel 1928 in occasione dell’Esposizione Mondiale. L’Associazione Marinai di Torino alla fine dell’Esposizione l’acquistò per posizionarlo esattamente lì, dove lo possiamo ammirare anche oggi.

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3 luglio 2020
L’uomo in Frack

Una tra le più belle canzoni di Modugno… Fu scritta e incisa nel 55 e ottenne un grande successo solo nel 59.

In questa si vuole raccontare in canto la storia di un grande personaggio di quell’epoca… Che passeggiava di notte per tutta la città…

Buon ascolto…

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24 giugno 2020
Passiflora: Elogio della bellezza

Il fiore della passiflora e detto anche fiore della passione per la forma rotondegiante come una corona. Se ne conoscono oggi circa 465 specie tutte con dei fiori splendidi dai colori a volte intensi: a volte delicati. In genere sono originarie delle Americhe, dell’Asia e dell’Australia, ma oggi sono coltivate in serra ovunque. Già conosciuta intorno al 1600.

Si tratta, in particolare, di piante rampicanti sempreverdi, che possono raggiungere anche l’altezza di 7 metri e che si prestano soprattutto per rivestire e coprire muri, reti, graticciati, ecc. Producono sottili fusti erbacei o semilegnosi, di colore verde brillante, presentano numerosi viticci che permettono alla pianta di aggrapparsi con facilità ai sostegni; portano grandi foglie palmate, dello stesso colore dei fusti. Durante il periodo estivo producono grandi fiori di colore bianco, lilla, blu o rosa, dalla forma molto particolare. Le passiflore sono piante rustiche e dallo sviluppo vigoroso;

Per ulteriore dettagli premere “QUI”

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23 giugno 2020
*** -ECO- Street art ***

Camminando per le vie del centro storico di Torino e arrivando fino al numero 39 di Via Giuseppe Verdi, qui troverete un pezzo d’arte di “Street art”, una delle celebri opere del giardiniere-artista  Marc Didon (francese). L’artista si è espresso realizzando una moderna scultura d’arte urbana, quindi, non perdete l’occasione di ammirare questa “scultura di strada” dal grande valore artistico.

Infatti, ECO, non è solamente una scultura imponente (altezza poco più di 2 metri), ma è anche una opera  dal forte valora simbolico: rappresenta due volti distinti, uno a rovescio e uno dritto, immortalati nell’atto di urlare. Le due teste gridano insieme e per ampliare e convogliare il suono, utilizzano le loro mani posizionate vicino alla bocca. L’opera esprime chiaramente il desiderio  di comunicazione e non a caso è stata posta in questa strada proprio accanto a Palazzo Nuovo, sede della Università di Torino.  Non è tutto però, ECO nasconde anche un’altra sorpresa: non tutti sanno che al suo interno la statua racchiude un’originale sistema idrico attraverso il quale è possibile avvertire dei suoni. In questo modo l’artista ha voluto rievocare le confluenze dei due fiumi di Torino con la Dora e il Po, creando una singolare iconografia nella quale l’acqua non viene vista, ma soltanto sentita in un mormorio tanto invisibile quanto affascinante,

Insomma, a Torino è possibile incontrare l’arte anche per strada, quindi tenete gli occhi bene aperti  mentre camminate  per non rischiare di perdere nessuna di queste piccole perle d’arte, che la città sabauda custodisce tra le sua affascinanti vie e i suoi meravigliosi palazzi.

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