29 maggio 2019
Storia del mio paese

https://www.facebook.com/angiolo.alerci/videos/2305252436385664 per aprire il video dice vai alla pagina /

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26 maggio 2019
Oggi è meno difficile essere giovani ?

La storia ci insegna che, in ogni epoca, i giovani hanno segnato importanti risvolti e tentato di trovare un senso alla propria vita.
La differenza tra i giovani di oggi e quelli di ieri (noi e i nonni) sono molti, ma non si tratta di stabilire chi sono i migliori, ma solo di vedere gli aspetti più positivi o negativi, per un utile insegnamento.
E’ da molto tempo che le persone di mezza età e anche anziane stigmatizzano il comportamento dei giovani e giovanissimi.
Ogni nuova generazione crea i propri modelli di usi e comportamenti, che urtano le generazioni precedenti, l’adulto o anziano dimentica facilmente (non perchè la memoria diviene labile) i tempi in cui a propria volta lo portava ad avere frequenti dissidi con le persone più anziane della sua epoca.
Certamente un argomento di divisione è quello del ” linguaggio”, per i givanissimi la “parolaccia” al di là del proprio significato assume il valore di ribellione e provocazione.
Vi è sicuramente una diversità di turpiloquio quando sono in presenza dei grandi, e in modo meno volgare quando sono soli. I rapporti tra giovani e adulti o anziani sono decisamente difficili, visto le diversità di costumi e linguaggi,( un esempio: la bisnonna non poteva vedere il fidanzato prima del matrimonio) invece già la nonna poteva uscire con lui, sia pure con la scorta della famiglia. La madre riusciva persino a restare sola con il suo ragazzo, anche se i permessi erano limitati. Igiovani di ieri erano meno spontanei, soprattutto tra maschi e femmine, sicuramente a quel tempo vi era una educazione più rigida, piena di paure, di tabù.
Oggi tutto sembra più allegro, viviamo in una società che ci porta a desiderare tutto, e chi non può averlo si sente inferiore, il salto è stato decisamente brusco,   tanto che i giovanissimi, hanno un rapporto con l’altro sesso spregiudicato, ritenendo giusto avere i primi rapporti sentimentali anche completi. La castità e la verginità sono miti relegati in soffitta.
E cosi’ che và il mondo, e non sarà certo che una eccessiva severità da parte dell’adulto che riuscirà a cambiare il comportamento delle nuove generazioni,certo va tenuto conto che la maleducazione non è la strada più breve per riuscire a comunicare tra generazioni.
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23 maggio 2019
Giugno ci porta ..anzi ci toglie……………..

Non per fare la solita polemica,ma proprio per fare la solita polemica  che tutti i governi  siano essi -bianchi – neri – rossi – verdi- gialli – turchini…….hanno tutti lo stesso  “vizietto” quello di prelevare dalle pensioni egli ex lavoratori…….che hanno pagato i contributi, che hanno lavorato trentacinque quarant’anni e più anche facendo dei lavori usuranti………ci trattano come dei bambini  che tanto non si possono difendere………..

e vi ricordate  che:

-27-anni-fa-prelievo-forzoso-Amato-crollo-lira,

la patrimoniale del 6 per mille sui conti bancari  degli ..degli Italiani. Sono ormai passati 27 anni da quella maledetta notte e dalla svalutazione della lira italiana che … sui conti correnti in banca degli italiani, il famoso 6 per mille sui capitali che, …….

Immagine correlata.

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21 maggio 2019
“Il Clown” (Poesia)

IL CLOWN

Davanti allo specchio
dipinge il suo viso,
pochi tratti veloci
per regalarsi un sorriso;
per far sì che allo sguardo
tu lo veda contento,
ma nasconde sé stesso
in un veloce momento.

Nella voce e nei gesti,
un po’ mimo, un po’ attore
ancora una volta

sa far tacere il suo cuore;
e i dolori, i pensieri,
le sue ansie di uomo
sa trasformare per te
in un piacevole dono.

In questo mondo meschino
che non sa più esser bambino
sa trovar le parole.
per strapparti al dolore.
E in un breve momento
tra un sorriso e uno sguardo
ti regala l’Amore;
e per sé…nemmeno un rimpianto.

[Melody-Vip Pavia]

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18 maggio 2019
RIDIAMO UN PO

Ero seduto, con mia moglie, ad un tavolo durante il raduno annuale

dei veterani del mio Corso….

Continuavo a guardare una donna chiaramente ubriaca mentre, seduta da

sola al tavolo vicino, dondolava il suo bicchiere con lo sguardo

perso nel vuoto…

Mia moglie mi chiese: “la conosci”?

Si! Sospirai. E’ la mia ex ragazza.

Ho sentito in giro che ha cominciato a bere non appena l’ho lasciata,

e da allora non l’hanno praticamente più vista sobria…

“Mio Dio” – esclamò mia moglie – “chi avrebbe mai detto che una

persona potesse andare avanti a festeggiare così a lungo…?!?!?!

Ci sono sempre due modi per vedere la stessa cosa,,,

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11 maggio 2019
Il giorno della protezione delle specie.

Per prima cosa , anche noi dobbiamo essere protetti, sicuramente da noi.

Questi articoli ci sollecitano la nostra fantasia, che deve cercare le soluzioni più idonee e pratiche, onde superare il limite di non ritorno.

1 Articolo : giornata della terra dedicata alla protezione delle specie. Cliccare qui

2 Articolo : Siamo vicini ad un’ apocalisse ecologica. Cliccare qui

Cerchiamo di utilizzare il nostro tempo, aiutando la natura e le speci che la vivono a superare questo momento critico, le persone devono trovare in loro stessi la volontà per aiutare il nostro e unico pianeta a sfebbrarsi e di conseguenza condurre un’esistenza più adeguata. Forse siamo ancora in tempo dando le giuste medicine, ma sicuramente serve la volontà di tutti.


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11 maggio 2019
Emozioni d’artista (Mostra)

L‘Associazione Apovedin presenta una Mostra pittorica dedicata all’Artista Graziato Gian Paolo dal 18 Maggio 2019 al 2 Giugno 2019 presso il Centro Culturale Principessa Isabella di Via Verolengo, 212 a Torino.

L’Artista torinese Gian Paolo Graziato, nasce artisticamente negli ambienti di illustrazione torinese, dove si confronta con diverse tecniche pittoriche e collabora con diverse Agenzie artistiche.

Le tecniche utilizzate sono svariate e, vanno dai pastelli acquerellati alla pittura. La sua evoluzione artistica si compie con diverse opere ispirate all’Elemento Acqua, considerato in senso allegorico come parte di una Natura non sempre bonaria.

Anche la rappresentazione del Cristo è un importante omaggio al Cristianesimo, altre opere sono dedicate ai paesaggi.

Gian Paolo Graziato è uno dei soci fondatori dell’ Associazione ItalianArt In The Worl – onlus.

La mostra è visionabile in questi orari:
feriali 16.00 – 19.00 – festivi 10.00 – 13.00 e 16.00 – 19.30.

L’ingresso è gratuito e aperto a tutti.

 (1.27 MB)Locandina Mostra (1.27 MB)

 (1.78 MB)Profilo dell’Artista (1.78 MB)

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8 maggio 2019
Uno sguardo globale sul pianeta terra.

Uno sguardo globale sul pianeta terra.Per saperne di più premere qui.

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1 maggio 2019
avvisi

Sagre di Maggio 2019 a Torino e in Piemonte: le più belle da non perdere – Guida Torino
https://www.guidatorino.com/sagre-piemonte-torino/

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27 aprile 2019
Lettera dell’infermiera al neonato abbandonato a Rosolina

“Ho pensato di farti da mamma”

Vorrei farvi leggere la commovente lettera dell’infermiera, che ha prestato le prime cure al neonato abbandonato al cimitero di Rosolina, nella provincia di Rovigo: “In dodici anni di servizio, non avevo mai provato delle emozioni così intense. Mentre ti scrivo, sei in ospedale dove hanno scelto di darti il mio nome”.

Sta bene il piccolo Giorgio, il neonato trovato mercoledì in un borsone al cimitero di Rosolina, nella provincia di Rovigo. Il bambino, abbandonato poco dopo il parto, è attualmente ricoverato all’ospedale di Adria e se lo hanno chiamato Giorgio è per il nome dell’infermiera che, per prima, l’ha preso tra le braccia. È Giorgia Cavallaro, una trentacinquenne che lavora nel Pronto soccorso della Casa di cura Madonna della Salute.

Ecco la lettera:

“Caro Giorgio, l’altra notte non ho chiuso occhio pensando a te. Mi piacerebbe che un giorno lontano, quando sarai grande, qualcuno possa farti leggere questa lettera. Magari le stesse persone, la tua nuova mamma e il tuo nuovo papà, che nel frattempo avranno trovato le parole giuste per rivelarti com’è cominciata la tua vita con loro, circondato dall’amore che meriti e che qualcuno aveva deciso che non dovevi avere. Io posso solo raccontarti in che modo sei entrato nella mia, di vita, perché già so che non ne uscirai mai più. È la storia del tuo primo giorno, che poi è anche la storia del nome che porti. Il mio nome. Ho 35 anni e lavoro come infermiera nel Pronto soccorso della Casa di cura Madonna della Salute, di Porto Viro. Sembrava una mattina come tutte le altre, scandita da piccole e grandi emergenze. Poi è arrivata quella telefonata: ‘C’è un bambino abbandonato davanti al cimitero di Rosolina, non si muove, è morto’. Sull’ambulanza siamo salite io e la dottoressa Anna Tarabini, mentre alla guida c’era Marco Marangon, che è partito a razzo. Dopo pochissimo è arrivata una seconda chiamata: ‘Il neonato piange’. È lì che abbiamo saputo che eri vivo.

Marco pareva un pilota di Formula 1, è stato formidabile: appena sei minuti dopo la prima telefonata eravamo di fronte al cimitero, con i carabinieri che nel frattempo avevano aperto quella sacca da tennis rossa. Ti avevano rinchiuso lì dentro, adagiandoti sopra una copertina bianca. La dottoressa ti ha portato nell’ambulanza e ti ha visitato. L’indice di Apgar, che misura i parametri vitali, ci ha detto che stavi bene: è lì che ho capito quanta forza possa starci in un corpicino così piccolo. Seguendo le indicazioni della dottoressa, che per prima si è presa cura di te, ti ho tagliato il cordone ombelicale. Avevi i piedini e le manine gelate, abbiamo alzato il riscaldamento al massimo. Mentre Marco ripartiva ti ho preso in braccio e ti ho posato al mio petto coprendoti con il lenzuolino sterile, una coperta, la mia maglietta, con qualunque cosa potesse restituirti un po’ di calore.

Il suono delle sirene ti ha dato uno scrollone, ti sei messo a piangere. È lì che hai aperto gli occhi, mi hai guardata, ti ho fatto una carezza e immediatamente hai cercato di succhiare il dito. Avevi tanta fame. In dodici anni di servizio, non avevo mai provato delle emozioni così intense. Mentre ti scrivo, sei in ospedale dove hanno scelto di darti il mio nome. Le colleghe dicono che stai bene, che hai mangiato, che ce la farai a diventare grande, a dispetto di chi non voleva. Ho riflettuto su cosa possa spingere qualcuno ad abbandonare un neonato e non ho trovato risposta. Ma in fondo, l’unica cosa che conta è che presto avrai una mamma e un papà che ti vorranno bene. Ho anche pensato che quella mamma vorrei essere io, che non ho figli. Purtroppo so che non sarà possibile: l’iter per le adozioni è lungo e complicato e c’è qualcuno che ti sta aspettando da molto più tempo di me. Lo dimostrano le chiamate che sto ricevendo: persone che vogliono accoglierti, altre che si offrono di acquistare abiti e latte in polvere.

E allora, posso solo sperare di incontrarti di nuovo, in futuro. Sarebbe bello vedere come sei diventato. Ti auguro di essere felice. Di crescere sano, di conservare la forza che hai dimostrato di fronte a quel cimitero che dovrebbe servire a contenere i morti e che invece ci ha restituito una vita. Ma soprattutto, ti auguro di diventare un uomo con dei valori positivi, uno disposto a qualunque sacrificio per proteggere il proprio bambino.

Ciao Giorgio.

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